{"id":1005,"date":"2022-06-04T15:30:23","date_gmt":"2022-06-04T13:30:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.miselli.org\/chastle\/?page_id=1005"},"modified":"2026-02-04T10:24:19","modified_gmt":"2026-02-04T09:24:19","slug":"effetto-dunning-e-kruger","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.miselli.org\/chastle\/manipolazione-mentale-e-psicologia-sociale\/effetto-dunning-e-kruger\/","title":{"rendered":"Effetto Dunning e Kruger"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cUna delle cose pi\u00f9 dolorose del nostro tempo \u00e8 che coloro che hanno certezze sono stupidi, mentre quelli con immaginazione e comprensione sono pieni di dubbi e d&#8217;indecisioni \u2013 Bertrand Russel\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Hai mai notato che spesso le persone particolarmente incompetenti sono le meno consapevoli della loro ignoranza, mentre i pi\u00f9 esperti sono invece insicuri e dubitano delle loro capacit\u00e0?<br>La ricerca scientifica dimostra che le cose stanno esattamente cos\u00ec.<br>Dunning e Kruger hanno dimostrato che, come scrisse Shakespeare, \u201cIl saggio sa di essere stupido, \u00e8 lo stupido invece che crede di essere saggio\u201d<br>Secondo i due ricercatori, le persone meno esperte tendono a sopravvalutare le proprie abilit\u00e0.<br>Ci\u00f2 accade per due ragioni: non sono in grado di giudicare oggettivamente se stessi, e non si rendono conto della superiorit\u00e0 delle abilit\u00e0 altrui.<br>Questo effetto \u00e8 stato osservato in tanti contesti, sia in senso astratto, come nel ragionamento logico, sia in ambito concreto, come in contesti lavorativi.<br>\u00c8 stato anche osservato che le persone con il quoziente intellettivo pi\u00f9 basso si ritengono in media pi\u00f9 intelligenti di quanto siano in realt\u00e0.<br>Secondo i ricercatori, l\u2019effetto Dunning-Kruger \u00e8 dovuto all\u2019incapacit\u00e0 d&#8217;imparare dai propri errori.<br>Infatti, tutti possediamo un\u2019abilit\u00e0 \u201cdi ordine superiore\u201d chiamata meta cognizione.<br>La meta cognizione osserva le altre abilit\u00e0, e ne valuta il livello. Quando cerchiamo di stimare, ad esempio, quanto siamo bravi a giocare a scacchi, \u00e8 la meta cognizione a permetterci di farlo.<br>Sembrerebbe per\u00f2 che le persone meno competenti abbiano una scarsa capacit\u00e0 di auto valutazione. E ci\u00f2 le porta a sopravvalutarsi.<br>Secondo i due ricercatori, la soluzione consiste proprio nell\u2019imparare a valutarsi pi\u00f9 oggettivamente. Ovvero: migliorare la propria meta cognizione.<br>Per aiutare questo tipo di persone, bisogna far loro notare le loro incapacit\u00e0.<br>Ma \u00e8 molto probabile che ignoreranno il messaggio, perch\u00e9 non corrispondente all\u2019immagine che hanno di se stessi.<br>Cos\u00ec, \u00e8 molto probabile che gli incapaci continueranno a esserlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">IL ROVESCIO DELLA MEDAGLIA<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 che i due autori hanno notato non si ferma a questo.<br>Infatti, per contro, le persone davvero dotate tendono a sottostimare le loro abilit\u00e0.<br>Al contrario degli incapaci, i dotati tendono a credere che ci\u00f2 che fanno sia semplice e che le loro doti siano molto comuni.<br>Questo per\u00f2 non deve essere visto come l\u2019ennesimo modo per categorizzare le persone.<br>Non esiste l\u2019inesperto e l\u2019esperto per eccellenza.<br>L\u2019effetto Dunning-Kruger si applica a tutti, non soltanto agli altri. Tutti, in un momento o nell\u2019altro, ci troviamo nella condizione di non riuscire a giudicare oggettivamente le nostre abilit\u00e0.<br>Tutto questo succede perch\u00e9 la nostra mente tende a confermare ci\u00f2 che gi\u00e0 sa.<br>Quando tentiamo di dare senso all\u2019enorme quantit\u00e0 d&#8217;informazioni che ci circonda, applichiamo delle regole molto semplici per analizzarle.<br>La regola principale consiste nell\u2019accettare soltanto le informazioni coerenti con ci\u00f2 che gi\u00e0 crediamo sia vero. E scartiamo tutte le informazioni contrastanti.<br>Nessuno vuole sentirsi sotto la media. Tutti abbiamo un\u2019immagine positiva di noi stessi, e generalmente tendiamo a ignorare o respingere le informazioni che entrano in conflitto con ci\u00f2 che pensiamo.<br>Inoltre \u00e8 molto pi\u00f9 facile riconoscere gli errori e le mancanze dall\u2019esterno, notandole negli altri, ma non in se stessi. E ci\u00f2 crea l\u2019illusione di essere migliori.<br>\u00c8 un processo universale. L\u2019effetto Dunning-Kruger non riguarda le persone stupide che non si rendono conto di esserlo.<br>\u00c8 un fenomeno di psicologia di base, che si applica a chiunque.<br>L\u2019unico modo per migliorarsi \u00e8 quello d&#8217;imparare a pensare a se stessi in modo critico.<br>Restando umili, e riconoscendo di essere sempre nella posizione di poter imparare dagli altri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vera saggezza sta in colui che sa di non sapere &#8211; Socrate<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 possibile dimostrare a un incompetente di essere incompetente.<br>Proprio a causa di questa distorsione della realt\u00e0 nel valutare loro stessi e gli altri, chi \u00e8 incompetente (e non sa di esserlo) non potr\u00e0 mai e in nessun modo comprenderlo.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">David Dunning e Justin Kruger sono due psicologi della Cornell University che nel 1999, dopo una serie di studi, sono giunti a una conclusione che potremmo riassumere cos\u00ec: le persone incompetenti tendono a sopravvalutarsi, a sovrastimare le proprie capacit\u00e0, ritenendole, nei casi pi\u00f9 gravi, addirittura superiori alla media. Effetto Dunning-Kruger, si chiama. Ovvero: pi\u00f9 uno non sa niente di un argomento, non ha vere capacit\u00e0, pi\u00f9 crede di saperla lunga.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli incompetenti, secondo Dunning e Kruger, non giudicano la propria abilit\u00e0 in base all\u2019effettivo confronto dei risultati a lungo termine con quelli del resto delle persone. Al contrario, partono con una idea preconcetta sul proprio grado di preparazione (\u201csono bravissimo\u201d) e tendono a cercare conferme \u2013 in realt\u00e0 inesistenti \u2013 nei risultati o nell&#8217;aggregarsi in gregge in cui tutti dicono le stesse cose.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Poi magari \u2014 ma sarebbe una sciagura, non voglio nemmeno pensarci \u2014 pensate se tanti incompetenti si mettessero in contatto tra loro e formassero un gruppo, una rete, e su quella rete potessero trovare supporto a qualunque argomento sballato scaturito dalla propria incompetenza, e quella rete diventasse sempre pi\u00f9 grande, e magari tutti questi incompetenti riuniti finissero per convincersi e sostenersi a vicenda, rafforzandosi nella convinzione che chi non la pensa come loro \u00e8 in malafede, \u00e8 ritardato, \u00e8 un hater, \u00e8 in cerca di attenzioni, etc.&#8221;<br>Uno scenario da incubo. Meno male che \u2014 lo dicono sempre Dunning e Kruger \u2014 se uno comincia a studiare, se impara qualcosa su un argomento, se prova sul serio a cimentarsi in un\u2019attivit\u00e0, finisce per rivedere le proprie valutazioni iniziali. Diventa pi\u00f9 critico verso se stesso, si mette in discussione. Peccato che questa opzione sia fuori dalla portata della maggior parte della popolzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo studio prendeva in considerazione il 25 per cento del campione che aveva ottenuto i risultati peggiori nelle diverse prove. Se la reale valutazione dei soggetti corrispondeva a un voto di 12 su una scala da uno a cento, in media gli stessi soggetti davano a se stessi un punteggio di 62. Dunning e Kruger lo definivano \u00abun deficit nelle capacit\u00e0 meta cognitive\u00bb. Si dir\u00e0: nulla di nuovo. \u00abPlatone individua come la peggiore ignoranza quella che riguarda la propria conoscenza\u00bb, ricorda Katja Maria Vogt della Columbia University nel primo capitolo del suo Belief and Truth: A Skeptic Reading of Plato (in uscita da Oxford University Press). Dove si cita il brano del Filebo di Platone in cui Socrate afferma: \u00abI pi\u00f9 numerosi sono quelli che si sbagliano in relazione alle qualit\u00e0 dell\u2019anima, credendosi migliori per virt\u00f9, senza esserlo\u00bb. E aggiunge: \u00abTra le virt\u00f9 la sapienza \u00e8 quella alla quale i pi\u00f9 si attaccano in tutti i modi, riempiendosi di dispute e di una falsa credenza di sapere\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A distanza di 18 anni dalla pubblicazione dello studio (e a pi\u00f9 di duemila dall\u2019epoca di Platone) viene da chiedersi: con il Web 2.0 la situazione \u00e8 cambiata? La quantit\u00e0 d\u2019informazione disponibile online ci ha aiutati a dissipare le ombre degli ignoranti inconsapevoli? \u00abCome tutte le tecnologie, Internet \u00e8 un\u2019arma a doppio taglio. \u00c8 una strada facile e preziosa per trovare informazioni e competenze che non sappiamo di non avere\u00bb, risponde David Dunning alla \u00abLettura\u00bb. \u00abCi\u00f2 detto \u2014 continua il professore \u2014 la rete \u00e8 piena di pregiudizi e informazione corrotta. Il gioco sta nell\u2019essere in grado di separare l\u2019informazione valida da quella che non lo \u00e8, ed \u00e8 un gioco difficile da vincere\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come fare per orientarsi tra informazioni e falsit\u00e0? \u00abLa cosa migliore da fare sarebbe rivolgersi agli esperti\u00bb, dice Dunning. Facile a dirsi. Per arrivare al punto sono necessari due passi preliminari: innanzitutto si deve riconoscere di aver bisogno di rivolgersi a chi ne sa di pi\u00f9 \u2014 una prima mossa che appare ardua per l\u2019ignorante inconsapevole, specialmente per i dodicenni che non hanno neppure terminato l&#8217;asilo ma pretendono di essere considerati degli &#8220;esperti&#8221;.<br>Il passo successivo sta nel riconoscere chi sono i veri esperti tra i sedicenti tali in cui possiamo incappare. A questo scopo possono tornare utili i motori di ricerca e la cosiddetta intelligenza collettiva della rete? \u00abL\u2019aggregazione pu\u00f2 aiutare se i giudizi sono basati su pareri autorevoli. Nei nostri studi recenti abbiamo dimostrato che hai bisogno di esperti per trovare gli esperti\u00bb, risponde lo psicologo. \u00abTutti sostengono di essere in grado d&#8217;individuare chi sono i peggiori, ma spesso individuare i migliori \u00e8 qualcosa che va al di l\u00e0 delle capacit\u00e0 di un gruppo o di un processo collettivo\u00bb, dice Dunning. Insomma, Google non ci render\u00e0 stupidi, ma non pu\u00f2 neanche renderci magicamente onniscienti. Come faccio a capire chi \u00e8 l\u2019autorit\u00e0 in quel campo e chi non lo \u00e8? \u00abPer capire chi \u00e8 competente in un determinato settore, devo avere delle conoscenze in quella materia\u00bb, scrive Dunning, ma non ci risulta che i pennivendoli, con i loro seguaci, possiedano riconoscimenti accademici di alcun tipo per le materie in cui millantano conoscenze totalmente inventate.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cUna delle cose pi\u00f9 dolorose del nostro tempo \u00e8 che coloro che hanno certezze sono stupidi, mentre quelli con immaginazione e comprensione sono pieni di dubbi e d&#8217;indecisioni \u2013 Bertrand Russel\u201d Hai mai notato che spesso le persone particolarmente incompetenti sono le meno consapevoli della loro ignoranza, mentre i pi\u00f9 esperti sono invece insicuri e dubitano delle loro capacit\u00e0?La ricerca scientifica dimostra che le cose stanno esattamente cos\u00ec.Dunning e Kruger hanno dimostrato che, come scrisse Shakespeare, \u201cIl saggio sa di essere stupido, \u00e8 lo stupido invece che crede di essere saggio\u201dSecondo i due ricercatori, le persone meno esperte tendono a sopravvalutare le proprie abilit\u00e0.Ci\u00f2 accade per due ragioni: non sono in grado di giudicare oggettivamente se stessi, e non si rendono conto della superiorit\u00e0 delle abilit\u00e0 altrui.Questo effetto \u00e8 stato osservato in tanti contesti, sia in senso astratto, come nel ragionamento logico, sia in ambito concreto, come in contesti lavorativi.\u00c8 stato anche osservato che le persone con il quoziente intellettivo pi\u00f9 basso si ritengono in media pi\u00f9 intelligenti di quanto siano in realt\u00e0.Secondo i ricercatori, l\u2019effetto Dunning-Kruger \u00e8 dovuto all\u2019incapacit\u00e0 d&#8217;imparare dai propri errori.Infatti, tutti possediamo un\u2019abilit\u00e0 \u201cdi ordine superiore\u201d chiamata meta cognizione.La meta cognizione osserva le altre abilit\u00e0, e ne valuta il livello. Quando cerchiamo di stimare, ad esempio, quanto siamo bravi a giocare a scacchi, \u00e8 la meta cognizione a permetterci di farlo.Sembrerebbe per\u00f2 che le persone meno competenti abbiano una scarsa capacit\u00e0 di auto valutazione. E ci\u00f2 le porta a sopravvalutarsi.Secondo i due ricercatori, la soluzione consiste proprio nell\u2019imparare a valutarsi pi\u00f9 oggettivamente. Ovvero: migliorare la propria meta cognizione.Per aiutare questo tipo di persone, bisogna far loro notare le loro incapacit\u00e0.Ma \u00e8 molto probabile che ignoreranno il messaggio, perch\u00e9 non corrispondente all\u2019immagine che hanno di se stessi.Cos\u00ec, \u00e8 molto probabile che gli incapaci continueranno a esserlo. IL ROVESCIO DELLA MEDAGLIA Ci\u00f2 che i due autori hanno notato non si ferma a questo.Infatti, per contro, le persone davvero dotate tendono a sottostimare le loro abilit\u00e0.Al contrario degli incapaci, i dotati tendono a credere che ci\u00f2 che fanno sia semplice e che le loro doti siano molto comuni.Questo per\u00f2 non deve essere visto come l\u2019ennesimo modo per categorizzare le persone.Non esiste l\u2019inesperto e l\u2019esperto per eccellenza.L\u2019effetto Dunning-Kruger si applica a tutti, non soltanto agli altri. Tutti, in un momento o nell\u2019altro, ci troviamo nella condizione di non riuscire a giudicare oggettivamente le nostre abilit\u00e0.Tutto questo succede perch\u00e9 la nostra mente tende a confermare ci\u00f2 che gi\u00e0 sa.Quando tentiamo di dare senso all\u2019enorme quantit\u00e0 d&#8217;informazioni che ci circonda, applichiamo delle regole molto semplici per analizzarle.La regola principale consiste nell\u2019accettare soltanto le informazioni coerenti con ci\u00f2 che gi\u00e0 crediamo sia vero. E scartiamo tutte le informazioni contrastanti.Nessuno vuole sentirsi sotto la media. Tutti abbiamo un\u2019immagine positiva di noi stessi, e generalmente tendiamo a ignorare o respingere le informazioni che entrano in conflitto con ci\u00f2 che pensiamo.Inoltre \u00e8 molto pi\u00f9 facile riconoscere gli errori e le mancanze dall\u2019esterno, notandole negli altri, ma non in se stessi. E ci\u00f2 crea l\u2019illusione di essere migliori.\u00c8 un processo universale. L\u2019effetto Dunning-Kruger non riguarda le persone stupide che non si rendono conto di esserlo.\u00c8 un fenomeno di psicologia di base, che si applica a chiunque.L\u2019unico modo per migliorarsi \u00e8 quello d&#8217;imparare a pensare a se stessi in modo critico.Restando umili, e riconoscendo di essere sempre nella posizione di poter imparare dagli altri. La vera saggezza sta in colui che sa di non sapere &#8211; Socrate Non \u00e8 possibile dimostrare a un incompetente di essere incompetente.Proprio a causa di questa distorsione della realt\u00e0 nel valutare loro stessi e gli altri, chi \u00e8 incompetente (e non sa di esserlo) non potr\u00e0 mai e in nessun modo comprenderlo. David Dunning e Justin Kruger sono due psicologi della Cornell University che nel 1999, dopo una serie di studi, sono giunti a una conclusione che potremmo riassumere cos\u00ec: le persone incompetenti tendono a sopravvalutarsi, a sovrastimare le proprie capacit\u00e0, ritenendole, nei casi pi\u00f9 gravi, addirittura superiori alla media. Effetto Dunning-Kruger, si chiama. Ovvero: pi\u00f9 uno non sa niente di un argomento, non ha vere capacit\u00e0, pi\u00f9 crede di saperla lunga. Gli incompetenti, secondo Dunning e Kruger, non giudicano la propria abilit\u00e0 in base all\u2019effettivo confronto dei risultati a lungo termine con quelli del resto delle persone. Al contrario, partono con una idea preconcetta sul proprio grado di preparazione (\u201csono bravissimo\u201d) e tendono a cercare conferme \u2013 in realt\u00e0 inesistenti \u2013 nei risultati o nell&#8217;aggregarsi in gregge in cui tutti dicono le stesse cose. &#8220;Poi magari \u2014 ma sarebbe una sciagura, non voglio nemmeno pensarci \u2014 pensate se tanti incompetenti si mettessero in contatto tra loro e formassero un gruppo, una rete, e su quella rete potessero trovare supporto a qualunque argomento sballato scaturito dalla propria incompetenza, e quella rete diventasse sempre pi\u00f9 grande, e magari tutti questi incompetenti riuniti finissero per convincersi e sostenersi a vicenda, rafforzandosi nella convinzione che chi non la pensa come loro \u00e8 in malafede, \u00e8 ritardato, \u00e8 un hater, \u00e8 in cerca di attenzioni, etc.&#8221;Uno scenario da incubo. Meno male che \u2014 lo dicono sempre Dunning e Kruger \u2014 se uno comincia a studiare, se impara qualcosa su un argomento, se prova sul serio a cimentarsi in un\u2019attivit\u00e0, finisce per rivedere le proprie valutazioni iniziali. Diventa pi\u00f9 critico verso se stesso, si mette in discussione. Peccato che questa opzione sia fuori dalla portata della maggior parte della popolzione. Lo studio prendeva in considerazione il 25 per cento del campione che aveva ottenuto i risultati peggiori nelle diverse prove. Se la reale valutazione dei soggetti corrispondeva a un voto di 12 su una scala da uno a cento, in media gli stessi soggetti davano a se stessi un punteggio di 62. Dunning e Kruger lo definivano \u00abun deficit nelle capacit\u00e0 meta cognitive\u00bb. Si dir\u00e0: nulla di nuovo. \u00abPlatone individua come la peggiore ignoranza quella che riguarda la propria conoscenza\u00bb, ricorda Katja Maria Vogt della Columbia University nel primo capitolo del suo Belief and Truth: A Skeptic Reading of Plato (in uscita da Oxford University Press). Dove si cita il brano del Filebo di Platone in cui Socrate afferma: \u00abI pi\u00f9 numerosi sono quelli che si sbagliano in relazione alle qualit\u00e0 dell\u2019anima, credendosi migliori per virt\u00f9, senza esserlo\u00bb. E aggiunge: \u00abTra le virt\u00f9 la sapienza \u00e8 quella alla quale i pi\u00f9 si attaccano in tutti i modi, riempiendosi di dispute e di una falsa credenza di sapere\u00bb. A distanza di 18 anni dalla pubblicazione dello studio (e a pi\u00f9 di duemila dall\u2019epoca di Platone) viene da chiedersi: con il Web 2.0 la situazione \u00e8 cambiata? La quantit\u00e0 d\u2019informazione disponibile online ci ha aiutati a dissipare le ombre degli ignoranti inconsapevoli? \u00abCome tutte le tecnologie, Internet \u00e8 un\u2019arma a doppio taglio. \u00c8 una strada facile e preziosa per trovare informazioni e competenze che non sappiamo di non avere\u00bb, risponde David Dunning alla \u00abLettura\u00bb. \u00abCi\u00f2 detto \u2014 continua il professore \u2014 la rete \u00e8 piena di pregiudizi e informazione corrotta. Il gioco sta nell\u2019essere in grado di separare l\u2019informazione valida da quella che non lo \u00e8, ed \u00e8 un gioco difficile da vincere\u00bb. Come fare per orientarsi tra informazioni e falsit\u00e0? \u00abLa cosa migliore da fare sarebbe rivolgersi agli esperti\u00bb, dice Dunning. Facile a dirsi. Per arrivare al punto sono necessari due passi preliminari: innanzitutto si deve riconoscere di aver bisogno di rivolgersi a chi ne sa di pi\u00f9 \u2014 una prima mossa che appare ardua per l\u2019ignorante inconsapevole, specialmente per i dodicenni che non hanno neppure terminato l&#8217;asilo ma pretendono di essere considerati degli &#8220;esperti&#8221;.Il passo successivo sta nel riconoscere chi sono i veri esperti tra i sedicenti tali in cui possiamo incappare. A questo scopo possono tornare utili i motori di ricerca e la cosiddetta intelligenza collettiva della rete? \u00abL\u2019aggregazione pu\u00f2 aiutare se i giudizi sono basati su pareri autorevoli. Nei nostri studi recenti abbiamo dimostrato che hai bisogno di esperti per trovare gli esperti\u00bb, risponde lo psicologo. \u00abTutti sostengono di essere in grado d&#8217;individuare chi sono i peggiori, ma spesso individuare i migliori \u00e8 qualcosa che va al di l\u00e0 delle capacit\u00e0 di un gruppo o di un processo collettivo\u00bb, dice Dunning. Insomma, Google non ci render\u00e0 stupidi, ma non pu\u00f2 neanche renderci magicamente onniscienti. 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Quando cerchiamo di stimare, ad esempio, quanto siamo bravi a giocare a scacchi, \u00e8 la meta cognizione a permetterci di farlo.Sembrerebbe per\u00f2 che le persone meno competenti abbiano una scarsa capacit\u00e0 di auto valutazione. E ci\u00f2 le porta a sopravvalutarsi.Secondo i due ricercatori, la soluzione consiste proprio nell\u2019imparare a valutarsi pi\u00f9 oggettivamente. Ovvero: migliorare la propria meta cognizione.Per aiutare questo tipo di persone, bisogna far loro notare le loro incapacit\u00e0.Ma \u00e8 molto probabile che ignoreranno il messaggio, perch\u00e9 non corrispondente all\u2019immagine che hanno di se stessi.Cos\u00ec, \u00e8 molto probabile che gli incapaci continueranno a esserlo. IL ROVESCIO DELLA MEDAGLIA Ci\u00f2 che i due autori hanno notato non si ferma a questo.Infatti, per contro, le persone davvero dotate tendono a sottostimare le loro abilit\u00e0.Al contrario degli incapaci, i dotati tendono a credere che ci\u00f2 che fanno sia semplice e che le loro doti siano molto comuni.Questo per\u00f2 non deve essere visto come l\u2019ennesimo modo per categorizzare le persone.Non esiste l\u2019inesperto e l\u2019esperto per eccellenza.L\u2019effetto Dunning-Kruger si applica a tutti, non soltanto agli altri. Tutti, in un momento o nell\u2019altro, ci troviamo nella condizione di non riuscire a giudicare oggettivamente le nostre abilit\u00e0.Tutto questo succede perch\u00e9 la nostra mente tende a confermare ci\u00f2 che gi\u00e0 sa.Quando tentiamo di dare senso all\u2019enorme quantit\u00e0 d&#8217;informazioni che ci circonda, applichiamo delle regole molto semplici per analizzarle.La regola principale consiste nell\u2019accettare soltanto le informazioni coerenti con ci\u00f2 che gi\u00e0 crediamo sia vero. E scartiamo tutte le informazioni contrastanti.Nessuno vuole sentirsi sotto la media. Tutti abbiamo un\u2019immagine positiva di noi stessi, e generalmente tendiamo a ignorare o respingere le informazioni che entrano in conflitto con ci\u00f2 che pensiamo.Inoltre \u00e8 molto pi\u00f9 facile riconoscere gli errori e le mancanze dall\u2019esterno, notandole negli altri, ma non in se stessi. E ci\u00f2 crea l\u2019illusione di essere migliori.\u00c8 un processo universale. L\u2019effetto Dunning-Kruger non riguarda le persone stupide che non si rendono conto di esserlo.\u00c8 un fenomeno di psicologia di base, che si applica a chiunque.L\u2019unico modo per migliorarsi \u00e8 quello d&#8217;imparare a pensare a se stessi in modo critico.Restando umili, e riconoscendo di essere sempre nella posizione di poter imparare dagli altri. La vera saggezza sta in colui che sa di non sapere &#8211; Socrate Non \u00e8 possibile dimostrare a un incompetente di essere incompetente.Proprio a causa di questa distorsione della realt\u00e0 nel valutare loro stessi e gli altri, chi \u00e8 incompetente (e non sa di esserlo) non potr\u00e0 mai e in nessun modo comprenderlo. David Dunning e Justin Kruger sono due psicologi della Cornell University che nel 1999, dopo una serie di studi, sono giunti a una conclusione che potremmo riassumere cos\u00ec: le persone incompetenti tendono a sopravvalutarsi, a sovrastimare le proprie capacit\u00e0, ritenendole, nei casi pi\u00f9 gravi, addirittura superiori alla media. Effetto Dunning-Kruger, si chiama. Ovvero: pi\u00f9 uno non sa niente di un argomento, non ha vere capacit\u00e0, pi\u00f9 crede di saperla lunga. Gli incompetenti, secondo Dunning e Kruger, non giudicano la propria abilit\u00e0 in base all\u2019effettivo confronto dei risultati a lungo termine con quelli del resto delle persone. Al contrario, partono con una idea preconcetta sul proprio grado di preparazione (\u201csono bravissimo\u201d) e tendono a cercare conferme \u2013 in realt\u00e0 inesistenti \u2013 nei risultati o nell&#8217;aggregarsi in gregge in cui tutti dicono le stesse cose. &#8220;Poi magari \u2014 ma sarebbe una sciagura, non voglio nemmeno pensarci \u2014 pensate se tanti incompetenti si mettessero in contatto tra loro e formassero un gruppo, una rete, e su quella rete potessero trovare supporto a qualunque argomento sballato scaturito dalla propria incompetenza, e quella rete diventasse sempre pi\u00f9 grande, e magari tutti questi incompetenti riuniti finissero per convincersi e sostenersi a vicenda, rafforzandosi nella convinzione che chi non la pensa come loro \u00e8 in malafede, \u00e8 ritardato, \u00e8 un hater, \u00e8 in cerca di attenzioni, etc.&#8221;Uno scenario da incubo. Meno male che \u2014 lo dicono sempre Dunning e Kruger \u2014 se uno comincia a studiare, se impara qualcosa su un argomento, se prova sul serio a cimentarsi in un\u2019attivit\u00e0, finisce per rivedere le proprie valutazioni iniziali. Diventa pi\u00f9 critico verso se stesso, si mette in discussione. Peccato che questa opzione sia fuori dalla portata della maggior parte della popolzione. Lo studio prendeva in considerazione il 25 per cento del campione che aveva ottenuto i risultati peggiori nelle diverse prove. Se la reale valutazione dei soggetti corrispondeva a un voto di 12 su una scala da uno a cento, in media gli stessi soggetti davano a se stessi un punteggio di 62. Dunning e Kruger lo definivano \u00abun deficit nelle capacit\u00e0 meta cognitive\u00bb. Si dir\u00e0: nulla di nuovo. \u00abPlatone individua come la peggiore ignoranza quella che riguarda la propria conoscenza\u00bb, ricorda Katja Maria Vogt della Columbia University nel primo capitolo del suo Belief and Truth: A Skeptic Reading of Plato (in uscita da Oxford University Press). Dove si cita il brano del Filebo di Platone in cui Socrate afferma: \u00abI pi\u00f9 numerosi sono quelli che si sbagliano in relazione alle qualit\u00e0 dell\u2019anima, credendosi migliori per virt\u00f9, senza esserlo\u00bb. E aggiunge: \u00abTra le virt\u00f9 la sapienza \u00e8 quella alla quale i pi\u00f9 si attaccano in tutti i modi, riempiendosi di dispute e di una falsa credenza di sapere\u00bb. A distanza di 18 anni dalla pubblicazione dello studio (e a pi\u00f9 di duemila dall\u2019epoca di Platone) viene da chiedersi: con il Web 2.0 la situazione \u00e8 cambiata? La quantit\u00e0 d\u2019informazione disponibile online ci ha aiutati a dissipare le ombre degli ignoranti inconsapevoli? \u00abCome tutte le tecnologie, Internet \u00e8 un\u2019arma a doppio taglio. \u00c8 una strada facile e preziosa per trovare informazioni e competenze che non sappiamo di non avere\u00bb, risponde David Dunning alla \u00abLettura\u00bb. \u00abCi\u00f2 detto \u2014 continua il professore \u2014 la rete \u00e8 piena di pregiudizi e informazione corrotta. Il gioco sta nell\u2019essere in grado di separare l\u2019informazione valida da quella che non lo \u00e8, ed \u00e8 un gioco difficile da vincere\u00bb. Come fare per orientarsi tra informazioni e falsit\u00e0? \u00abLa cosa migliore da fare sarebbe rivolgersi agli esperti\u00bb, dice Dunning. Facile a dirsi. Per arrivare al punto sono necessari due passi preliminari: innanzitutto si deve riconoscere di aver bisogno di rivolgersi a chi ne sa di pi\u00f9 \u2014 una prima mossa che appare ardua per l\u2019ignorante inconsapevole, specialmente per i dodicenni che non hanno neppure terminato l&#8217;asilo ma pretendono di essere considerati degli &#8220;esperti&#8221;.Il passo successivo sta nel riconoscere chi sono i veri esperti tra i sedicenti tali in cui possiamo incappare. A questo scopo possono tornare utili i motori di ricerca e la cosiddetta intelligenza collettiva della rete? \u00abL\u2019aggregazione pu\u00f2 aiutare se i giudizi sono basati su pareri autorevoli. Nei nostri studi recenti abbiamo dimostrato che hai bisogno di esperti per trovare gli esperti\u00bb, risponde lo psicologo. \u00abTutti sostengono di essere in grado d&#8217;individuare chi sono i peggiori, ma spesso individuare i migliori \u00e8 qualcosa che va al di l\u00e0 delle capacit\u00e0 di un gruppo o di un processo collettivo\u00bb, dice Dunning. Insomma, Google non ci render\u00e0 stupidi, ma non pu\u00f2 neanche renderci magicamente onniscienti. 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Quando cerchiamo di stimare, ad esempio, quanto siamo bravi a giocare a scacchi, \u00e8 la meta cognizione a permetterci di farlo.Sembrerebbe per\u00f2 che le persone meno competenti abbiano una scarsa capacit\u00e0 di auto valutazione. E ci\u00f2 le porta a sopravvalutarsi.Secondo i due ricercatori, la soluzione consiste proprio nell\u2019imparare a valutarsi pi\u00f9 oggettivamente. Ovvero: migliorare la propria meta cognizione.Per aiutare questo tipo di persone, bisogna far loro notare le loro incapacit\u00e0.Ma \u00e8 molto probabile che ignoreranno il messaggio, perch\u00e9 non corrispondente all\u2019immagine che hanno di se stessi.Cos\u00ec, \u00e8 molto probabile che gli incapaci continueranno a esserlo. IL ROVESCIO DELLA MEDAGLIA Ci\u00f2 che i due autori hanno notato non si ferma a questo.Infatti, per contro, le persone davvero dotate tendono a sottostimare le loro abilit\u00e0.Al contrario degli incapaci, i dotati tendono a credere che ci\u00f2 che fanno sia semplice e che le loro doti siano molto comuni.Questo per\u00f2 non deve essere visto come l\u2019ennesimo modo per categorizzare le persone.Non esiste l\u2019inesperto e l\u2019esperto per eccellenza.L\u2019effetto Dunning-Kruger si applica a tutti, non soltanto agli altri. Tutti, in un momento o nell\u2019altro, ci troviamo nella condizione di non riuscire a giudicare oggettivamente le nostre abilit\u00e0.Tutto questo succede perch\u00e9 la nostra mente tende a confermare ci\u00f2 che gi\u00e0 sa.Quando tentiamo di dare senso all\u2019enorme quantit\u00e0 d&#8217;informazioni che ci circonda, applichiamo delle regole molto semplici per analizzarle.La regola principale consiste nell\u2019accettare soltanto le informazioni coerenti con ci\u00f2 che gi\u00e0 crediamo sia vero. E scartiamo tutte le informazioni contrastanti.Nessuno vuole sentirsi sotto la media. Tutti abbiamo un\u2019immagine positiva di noi stessi, e generalmente tendiamo a ignorare o respingere le informazioni che entrano in conflitto con ci\u00f2 che pensiamo.Inoltre \u00e8 molto pi\u00f9 facile riconoscere gli errori e le mancanze dall\u2019esterno, notandole negli altri, ma non in se stessi. E ci\u00f2 crea l\u2019illusione di essere migliori.\u00c8 un processo universale. L\u2019effetto Dunning-Kruger non riguarda le persone stupide che non si rendono conto di esserlo.\u00c8 un fenomeno di psicologia di base, che si applica a chiunque.L\u2019unico modo per migliorarsi \u00e8 quello d&#8217;imparare a pensare a se stessi in modo critico.Restando umili, e riconoscendo di essere sempre nella posizione di poter imparare dagli altri. La vera saggezza sta in colui che sa di non sapere &#8211; Socrate Non \u00e8 possibile dimostrare a un incompetente di essere incompetente.Proprio a causa di questa distorsione della realt\u00e0 nel valutare loro stessi e gli altri, chi \u00e8 incompetente (e non sa di esserlo) non potr\u00e0 mai e in nessun modo comprenderlo. David Dunning e Justin Kruger sono due psicologi della Cornell University che nel 1999, dopo una serie di studi, sono giunti a una conclusione che potremmo riassumere cos\u00ec: le persone incompetenti tendono a sopravvalutarsi, a sovrastimare le proprie capacit\u00e0, ritenendole, nei casi pi\u00f9 gravi, addirittura superiori alla media. Effetto Dunning-Kruger, si chiama. Ovvero: pi\u00f9 uno non sa niente di un argomento, non ha vere capacit\u00e0, pi\u00f9 crede di saperla lunga. Gli incompetenti, secondo Dunning e Kruger, non giudicano la propria abilit\u00e0 in base all\u2019effettivo confronto dei risultati a lungo termine con quelli del resto delle persone. Al contrario, partono con una idea preconcetta sul proprio grado di preparazione (\u201csono bravissimo\u201d) e tendono a cercare conferme \u2013 in realt\u00e0 inesistenti \u2013 nei risultati o nell&#8217;aggregarsi in gregge in cui tutti dicono le stesse cose. &#8220;Poi magari \u2014 ma sarebbe una sciagura, non voglio nemmeno pensarci \u2014 pensate se tanti incompetenti si mettessero in contatto tra loro e formassero un gruppo, una rete, e su quella rete potessero trovare supporto a qualunque argomento sballato scaturito dalla propria incompetenza, e quella rete diventasse sempre pi\u00f9 grande, e magari tutti questi incompetenti riuniti finissero per convincersi e sostenersi a vicenda, rafforzandosi nella convinzione che chi non la pensa come loro \u00e8 in malafede, \u00e8 ritardato, \u00e8 un hater, \u00e8 in cerca di attenzioni, etc.&#8221;Uno scenario da incubo. Meno male che \u2014 lo dicono sempre Dunning e Kruger \u2014 se uno comincia a studiare, se impara qualcosa su un argomento, se prova sul serio a cimentarsi in un\u2019attivit\u00e0, finisce per rivedere le proprie valutazioni iniziali. Diventa pi\u00f9 critico verso se stesso, si mette in discussione. Peccato che questa opzione sia fuori dalla portata della maggior parte della popolzione. Lo studio prendeva in considerazione il 25 per cento del campione che aveva ottenuto i risultati peggiori nelle diverse prove. Se la reale valutazione dei soggetti corrispondeva a un voto di 12 su una scala da uno a cento, in media gli stessi soggetti davano a se stessi un punteggio di 62. Dunning e Kruger lo definivano \u00abun deficit nelle capacit\u00e0 meta cognitive\u00bb. Si dir\u00e0: nulla di nuovo. \u00abPlatone individua come la peggiore ignoranza quella che riguarda la propria conoscenza\u00bb, ricorda Katja Maria Vogt della Columbia University nel primo capitolo del suo Belief and Truth: A Skeptic Reading of Plato (in uscita da Oxford University Press). Dove si cita il brano del Filebo di Platone in cui Socrate afferma: \u00abI pi\u00f9 numerosi sono quelli che si sbagliano in relazione alle qualit\u00e0 dell\u2019anima, credendosi migliori per virt\u00f9, senza esserlo\u00bb. E aggiunge: \u00abTra le virt\u00f9 la sapienza \u00e8 quella alla quale i pi\u00f9 si attaccano in tutti i modi, riempiendosi di dispute e di una falsa credenza di sapere\u00bb. A distanza di 18 anni dalla pubblicazione dello studio (e a pi\u00f9 di duemila dall\u2019epoca di Platone) viene da chiedersi: con il Web 2.0 la situazione \u00e8 cambiata? La quantit\u00e0 d\u2019informazione disponibile online ci ha aiutati a dissipare le ombre degli ignoranti inconsapevoli? \u00abCome tutte le tecnologie, Internet \u00e8 un\u2019arma a doppio taglio. \u00c8 una strada facile e preziosa per trovare informazioni e competenze che non sappiamo di non avere\u00bb, risponde David Dunning alla \u00abLettura\u00bb. \u00abCi\u00f2 detto \u2014 continua il professore \u2014 la rete \u00e8 piena di pregiudizi e informazione corrotta. Il gioco sta nell\u2019essere in grado di separare l\u2019informazione valida da quella che non lo \u00e8, ed \u00e8 un gioco difficile da vincere\u00bb. Come fare per orientarsi tra informazioni e falsit\u00e0? \u00abLa cosa migliore da fare sarebbe rivolgersi agli esperti\u00bb, dice Dunning. Facile a dirsi. Per arrivare al punto sono necessari due passi preliminari: innanzitutto si deve riconoscere di aver bisogno di rivolgersi a chi ne sa di pi\u00f9 \u2014 una prima mossa che appare ardua per l\u2019ignorante inconsapevole, specialmente per i dodicenni che non hanno neppure terminato l&#8217;asilo ma pretendono di essere considerati degli &#8220;esperti&#8221;.Il passo successivo sta nel riconoscere chi sono i veri esperti tra i sedicenti tali in cui possiamo incappare. A questo scopo possono tornare utili i motori di ricerca e la cosiddetta intelligenza collettiva della rete? \u00abL\u2019aggregazione pu\u00f2 aiutare se i giudizi sono basati su pareri autorevoli. Nei nostri studi recenti abbiamo dimostrato che hai bisogno di esperti per trovare gli esperti\u00bb, risponde lo psicologo. \u00abTutti sostengono di essere in grado d&#8217;individuare chi sono i peggiori, ma spesso individuare i migliori \u00e8 qualcosa che va al di l\u00e0 delle capacit\u00e0 di un gruppo o di un processo collettivo\u00bb, dice Dunning. Insomma, Google non ci render\u00e0 stupidi, ma non pu\u00f2 neanche renderci magicamente onniscienti. Come faccio a capire chi \u00e8 l\u2019autorit\u00e0 in quel campo e chi non lo \u00e8? \u00abPer capire chi \u00e8 competente in un determinato settore, devo avere delle conoscenze in quella materia\u00bb, scrive Dunning, ma non ci risulta che i pennivendoli, con i loro seguaci, possiedano riconoscimenti accademici di alcun tipo per le materie in cui millantano conoscenze totalmente inventate.","og_url":"https:\/\/www.miselli.org\/chastle\/manipolazione-mentale-e-psicologia-sociale\/effetto-dunning-e-kruger\/","og_site_name":"Chastle World","article_modified_time":"2026-02-04T09:24:19+00:00","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Tempo di lettura stimato":"8 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.miselli.org\/chastle\/manipolazione-mentale-e-psicologia-sociale\/effetto-dunning-e-kruger\/","url":"https:\/\/www.miselli.org\/chastle\/manipolazione-mentale-e-psicologia-sociale\/effetto-dunning-e-kruger\/","name":"Effetto Dunning e Kruger - Chastle World","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.miselli.org\/chastle\/#website"},"datePublished":"2022-06-04T13:30:23+00:00","dateModified":"2026-02-04T09:24:19+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.miselli.org\/chastle\/manipolazione-mentale-e-psicologia-sociale\/effetto-dunning-e-kruger\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.miselli.org\/chastle\/manipolazione-mentale-e-psicologia-sociale\/effetto-dunning-e-kruger\/"]}]},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.miselli.org\/chastle\/manipolazione-mentale-e-psicologia-sociale\/effetto-dunning-e-kruger\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.miselli.org\/chastle\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Autodifesa","item":"https:\/\/www.miselli.org\/chastle\/manipolazione-mentale-e-psicologia-sociale\/"},{"@type":"ListItem","position":3,"name":"Effetto Dunning e Kruger"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.miselli.org\/chastle\/#website","url":"https:\/\/www.miselli.org\/chastle\/","name":"Chastle World","description":"Un intero mondo sospeso fra tre Regni: la stagnazione del reale, l&#039;innovazione virtuale ed il sogno spirituale","publisher":{"@id":"https:\/\/www.miselli.org\/chastle\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.miselli.org\/chastle\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.miselli.org\/chastle\/#organization","name":"Chastle World","url":"https:\/\/www.miselli.org\/chastle\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.miselli.org\/chastle\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.miselli.org\/chastle\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/chastle-005.png?fit=680%2C333&ssl=1","contentUrl":"https:\/\/i0.wp.com\/www.miselli.org\/chastle\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/chastle-005.png?fit=680%2C333&ssl=1","width":680,"height":333,"caption":"Chastle World"},"image":{"@id":"https:\/\/www.miselli.org\/chastle\/#\/schema\/logo\/image\/"}}]}},"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/P8ZVGD-gd","jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.miselli.org\/chastle\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1005","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.miselli.org\/chastle\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.miselli.org\/chastle\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.miselli.org\/chastle\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.miselli.org\/chastle\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1005"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.miselli.org\/chastle\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1005\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4827,"href":"https:\/\/www.miselli.org\/chastle\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1005\/revisions\/4827"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.miselli.org\/chastle\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/996"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.miselli.org\/chastle\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1005"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.miselli.org\/chastle\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1005"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.miselli.org\/chastle\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1005"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}