Stavolta faccio un post scorrettissimo, ma di fronte alla valanga di false accuse mi sono stufato di essere corretto
• Le piace il cazzo, e questo è legittimo. Esattamente come qualsiasi uomo a cui piace la figa.
• Le piace trombarsi un uomo mentre sta con un altro, ma questo è un po’ meno legittimo: sarebbe meglio lasciare il poveraccio invece di renderlo cornuto per poi, come donna libera da legami affettivi, essere padrona di ripassarsi anche tutto il paese.
• Nell’intimo è zoccola e sa di esserlo, ma le piace mantenere l’immagine di donna perfetta quindi, appena il tradimento viene scoperto, attiva la modalità “falsa vittima” tanto in voga negli ultimi anni: parte l’accusa di stupro, non trombava perché le piace ma è stata costretta con violenza.
E questo, piaccia o meno, è un fatto vergognosamente illegittimo nonostante venga sanzionato blandamente.
Quindi i poveracci diventano due, sia il fidanzato che l’amante: il primo tradito realmente e il secondo accusato falsamente, nonché costretto a difendersi da accuse inventate.
Per proteggere la propria reputazione la donna non si è fatta scrupolo di accusare un innocente di un reato gravissimo, ha tentato di farlo finire in galera con una pena enormemente superiore ai 10 mesi che ha avuto lei per la calunnia.
Anche se alla fine è stato assolto gli ha comunque rovinato la vita, oltre allo stigma sociale connesso all’accusa infamante il tizio falsamente accusato ha anche perso il lavoro, la tranquillità, i soldi per difendersi da accuse inventate.
E la denuncia, nonostante si sia rivelata infondata, rimane (insieme ad altre migliaia formulate con la stessa ignobile strategia) nelle statistiche che vengono utilizzate per dimostrare quanto le povere vittime siano in balia dell’oppressione di genere, del patriarcato, delle sovrastrutture culturali misogine, del maschilismo tossico e tutto il repertorio del vittimismo d’ordinanza.
Anche se poi i tribunali dimostrano che le povere vittime non sono affatto tali, nessuno si preoccupa di stornare le false accuse dal totale delle denunce.
Nessuno prende posizione contro il fenomeno dilagante delle accuse strumentali.
Nessuno, a livello istituzionale, vuole ammettere che esista.
Nessuno studia un deterrente efficace.
Le uniche misure istituzionali varate per gli uomini sono relative ai centri di rieducazione per i maltrattanti.
I maltrattati non esistono, e se esistono chissenefrega.
Ho concluso, Vostro Onore.

Fabio Nestola


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