Questionario ANKYRA sulla violenza femminile contro gli uomini
In tema di violenza domestica, va rilevato come inchieste, sondaggi e ricerche che analizzano tale comportamento deviante e che vengono proposte con continuità a livello istituzionale e mediatico da diversi decenni, sono solite prendere in considerazione solo l’eventualità che la vittima della violenza di genere sia donna e che l’autore di reato sia uomo. Tale informazione, distorta alla sua origine, passa tramite canali ufficiali (dai media alle campagne di prevenzione) determinando una conseguente sensibilizzazione unidirezionale che relega ad eccezioni – spesso non prese neppure in considerazione – le ipotesi che la violenza possa essere subita e/o agita da appartenenti ad entrambi i sessi.
L’indagine presentata in questo articolo è finalizzata a raccogliere elementi di valutazione ancora inesistenti nel nostro Paese, utili a verificare se esista, ed eventualmente in che misura, una realtà diversa da quella fondata esclusivamente su condizionamenti, luoghi comuni e pregiudizi.
1. Introduzione
Nonostante l’impegno costante dei media, delle istituzioni e di larga parte del privato sociale nel condannare la violenza, la stessa viene etichettata come violenza di genere dimenticando l’assunto che la violenza è un costrutto ampio e complesso che non prevede distinzioni in ordine al sesso. Viene trasmesso il messaggio che la violenza femminile non esiste, e se esiste è “lieve” e non suscita allarme. Può una forma di violenza considerata politically correct, qualunque essa sia?
2. Premessa
In Italia, ad oggi, non esistono studi ufficiali a ruoli invertiti, quindi che prendano in considerazione la vittimizzazione dell’uomo ad opera della donna.
Chiunque abbia necessità di analizzare la violenza nella coppia in maniera onnicomprensiva può constatare come esista un’approfondita letteratura scientifica prodotta in diversi Paesi del mondo – dagli Stati Uniti all’India, dal Canada al Regno Unito – ma nulla riferibile all’Italia.
Nel mondo accademico internazionale, a partire dagli anni ’70, molti studiosi hanno iniziato ad analizzare il fenomeno nel suo complesso giungendo alla conclusione che il ruolo di vittima riguardava sia uomini che donne e che, contrariamente all’immaginario collettivo, la violenza femminile era un fenomeno complesso e non meno frequente della violenza agita da soggetti maschili.
3. Ipotesi e metodologia della ricerca
La ricerca è stata condotta utilizzando il modello di questionario proposto dall’ISTAT nel 2006.
Per rendere somministrabile agli uomini un questionario concepito in origine per le donne si è reso indispensabile un leggero lavoro di adattamento: sono state escluse alcune domande impossibili da proporre ad un target maschile, sostituendole con altre riconducibili alla violenza psicologica eventualmente subita dall’uomo (es. quelle relative alla paternità o alle prestazioni sessuali).
I questionari sono stati somministrati a soli soggetti maggiorenni maschi che si offrivano volontari in una fascia di età compresa tra i 18 e i 70 anni.
La raccolta dei dati e dichiarazioni attraverso un campione spontaneo ha avuto come limite il problema della rappresentatività del campione stesso.
Il questionario è strutturato in domande riguardanti la violenza fisica, sessuale, psicologica, economica e gli atti persecutori.
Infatti, mentre il lavoro dell’ISTAT ha potuto usufruire di un considerevole budget per coprire l’acquisto delle utenze telefoniche di un campione rappresentativo, con relativa assunzione e formazione di 64 intervistatrici con contratto a progetto, oltre ai costi telefonici per decine di migliaia di chiamate telefoniche in tutta Italia, gli autori della presente ricerca non hanno potuto gestire alcun budget.
Prima dello start-up è stato sollecitato il Ministro dell’epoca, allo scopo di promuovere un’indagine conoscitiva sulle vittime maschili per colmare la lacuna italiana. Il Ministero delle Pari Opportunità non ha ritenuto opportuno rispondere.
Come qualsiasi rilevazione statistica – comprese quelle istituzionali – effettuata tramite dichiarazioni spontanee e non verificabili, anche questa ricerca rivela dei punti critici.
4. Campione di riferimento
Il campione che ha preso parte alla ricerca ha registrato un totale di 1.058 soggetti.
La maggiore rappresentatività del campione è compresa nella fascia di età 40-49, seguita dalla fascia di età 30-39.
Lo stato civile maggiormente presente è quello dei separati, seguito dai celibi.
5. Risultati
Per quanto concerne la violenza fisica emergono in più alta percentuale del campione (63,1% e 60,5%) sia la segnalazione d’aver ricevuto minaccia di esercitare violenza, così come l’effettiva messa in atto della stessa, con modalità tipicamente femminili, come graffi, morsi, capelli strappati.
Il lancio di oggetti si attesta poco oltre il 50%.
La voce relativa alle percosse – anche con modalità erroneamente considerate esclusive maschili, es. calci e pugni – coinvolge oltre la metà del campione.
Molto inferiore risulta la percentuale (8,4%) di chi dichiara che una donna abbia posto in essere una aggressione alla propria incolumità personale attraverso agiti violenti che avrebbero potuto portare al decesso (soffocamento, avvelenamento, ustioni, etc.).
L’utilizzo di armi improprio e proprie appare circa un quarto delle violenze femminili.
Nella voce “altre forme di violenza” compaiono tentativi di folgorazione con la corrente elettrica, investimenti con l’auto, mani schiacciate nelle porte e spinte dalle scale (16% circa).
Tutti i compilatori hanno descritto un tipo di violenza subita, infatti la percentuale della domanda “non ho mai subito violenze fisiche di nessun tipo da parte di una donna” è zero.
Per quanto riguarda la violenza sessuale, risulta evidente come la difficoltà maschile nel riconoscere di averne subita sia minore rispetto alla percezione di subire violenza fisica o psicologica. La percentuale maggiore (49 % circa) riguarda il rapporto intimo avviato ma poi interrotto da parte della partner per motivi incomprensibili. Le risposte relative a disprezzo/derisione (30,5%) e paragoni irridenti (20%) non sono facili da ammettere in quanto particolarmente incisive sull’ego maschile. Il 2,2% degli uomini ha dichiarato di non aver mai subito alcun tipo di violenza sessuale.
Rispetto alla violenza psicologica ed economica l’indagine riscontra essere il tipo di violenza più diffusamente subita dagli uomini. Particolarmente elevata risulta essere la percentuale di donne che insultano, umiliano e provocano sofferenza con le parole (75,4%) ed alta è anche la percentuale riferita alle diverse forme di controllo messe in atto dalla partner.
Separazione e cessazione di convivenza, specialmente in presenza di prole, costituiscono un terreno particolarmente fertile per comportamenti che implicano una violenza psicologica, es. minaccia di togliere casa, risorse, di portare via i figli o di impedire definitivamente ogni contatto con loro.
L’utilizzo strumentale dei figli come mezzo di rivalsa emerge in percentuali rilevanti, indifferentemente nelle coppie coniugate, conviventi o separate, durante e dopo la separazione.
La paternità imposta con l’inganno comprende perlopiù casi in cui la gravidanza non è frutto di un rapporto consolidato: la donna mette in atto strategie ingannevoli, mentendo per es. sul fatto di usare gli anticoncezionali, per poi chiedere all’uomo di “assumersi le proprie responsabilità”. Questo fatto, quando è frutto di una scelta unilaterale imposta dall’altro con l’inganno, risulta essere vissuta come una grave forma di violenza e prevaricazione.
Altro fenomeno emergente che il questionario ha rilevato, è quello delle false denunce o accuse costruite nell’ambito delle separazioni e dei divorzi.
La domanda che ha raccolto il maggior numero di risposte positive riguarda le provocazioni fisiche e verbali (77,2%).
Rispetto agli atti persecutori, il fenomeno seppur presente non assume la portata delle altre aree indagate. Telefonate, invio di mail ed sms, ricerca insistente di colloqui e danneggiamento di beni sono le tipologie di stalking che superano il 30%.
6. Discussione dei risultati
In totale assenza di dati ufficiali, questa indagine costituisce l’unica fonte attualmente disponibile in Italia.
Una delle maggiori difficoltà nel portare a compimento la ricerca è stata l’oggettiva difficoltà di reperimento del campione. Tale ritrosia, per ragionamento deduttivo e per le dirette testimonianze di coloro che in un secondo momento rifiutavano la compilazione del questionario pur ammettendo l’interesse per lo studio in corso, potrebbe essere dovuta ad una difficoltà archetipica di riconoscersi nel ruolo di vittima. Tale ritrosia si è rivelata maggiore per i soggetti ultra quarantenni. Le generazioni più giovani sembrano in misura molto minore risentire degli stereotipi che possono mettere in discussione la propria virilità o la propria mascolinità.
Conclusioni
Si rivela come l’analisi dei dati raccolti smentisca la tesi della violenza unidirezionale U>D e le sovrastrutture culturali che ne derivano.
La teoria secondo la quale la violenza U>D sia la sola forma diffusa e quindi l’unica meritevole di contromisure istituzionali e di tutela delle vittime si è rivelata inattuale e non corrispondente alla realtà dei fatti.
Il fenomeno della violenza fisica, sessuale, psicologica e di atti persecutori, in accordo con le ricerche internazionali, anche in Italia vede vittime soggetti di sesso maschile con modalità che non differiscono troppo rispetto all’altro sesso.
L’obiettivo della ricerca è lo studio di adeguate contromisure istituzionali, affinché la tutela della vittima sia garantita indipendentemente dal sesso di appartenenza.
Per ogni domanda erano previste le seguenti sotto-sezioni:
L’autrice era:
Partner/ex partner
Parente
Conoscente
Sconosciuta
La violenza era:
Molto frequente
Frequente
Poco frequente
Violenza fisica
- È capitato che una donna abbia minacciato di colpirti fisicamente?
- È capitato che una donna ti abbia spinto, strattonato, graffiato o tirato i capelli, facendoti del male?
- È capitato che una donna ti abbia preso a schiaffi, calci, pugni o ti abbia morso?
- È capitato che una donna ti abbia tirato un oggetto o colpito con un oggetto che ti ha fatto o avrebbe potuto farti del male?
- È capitato che una donna abbia usato o minacciato di usare armi da taglio (coltelli, forbici, ecc.) contro di te?
- È capitato che una donna ti chiudesse in qualche luogo recluso contro la tua volontà?
- È capitato che una donna abbia cercato intenzionalmente di strangolarti, soffocarti, avvelenarti o ustionarti?
- È capitato che una donna abbia usato o minacciato di usare armi da fuoco contro di te?
- È capitato che una donna ti abbia fatto violenza fisica in un modo diverso da quelli citati?
- Domanda di controllo – Non ho mai subito violenza fisica da una donna (vero/falso)
Violenza sessuale
- È capitato di avere rapporti sessuali con una donna anche se non ne avevi voglia, per evitare sue reazioni negative?
- È capitato che una donna abbia iniziato con te i preliminari di un atto sessuale, per poi rifiutarlo senza fartene comprendere il motivo?
- È capitato che una donna ti abbia disprezzato o deriso per una tua prestazione o caratteristica fisica sessuale da lei giudicata non soddisfacente?
- È capitato che una donna ti abbia toccato nelle parti intime contro la tua volontà o senza il tuo consenso?
- È capitato che una donna ti abbia paragonato ad altri in quanto a prestazioni o caratteristiche sessuali, deridendoti e umiliandoti?
- È capitato che una donna ti abbia forzato ad avere un rapporto sessuale minacciandoti o ricattandoti o promettendo in cambio favori?
- È capitato che una donna ti abbia costretto, contro la tua volontà, ad altre forme di rapporto sessuale, es. rapporti sado-maso, rapporti nel periodo mestruale o altre pratiche sessuali a te non gradite?
- È capitato che una donna abbia cercato di forzarti ad avere una attività sessuale con altre persone, incluso sesso di gruppo, rapporti omosessuali o scambio di coppie?
- È capitato che una donna sia stata violenta con te dal punto di vista sessuale in un modo diverso da quelli descritti?
- Domanda di controllo – Non ho mai subito violenza sessuale da una donna (vero/falso)
Violenza psicologica
- È capitato che una donna provasse a provocarti, verbalmente e/o fisicamente, con l’intento calcolato di scatenare una tua reazione?
- È capitato che una donna ti abbia umiliato o offeso di fronte ad altre persone, trattandoti da sciocco, mettendo in ridicolo le tue idee, le tue abitudini o raccontando tuoi fatti personali?
- È capitato che una donna ti abbia criticato, in pubblico o in privato, per abbigliamento, calzature, pettinatura, barba, aspetto in generale, o per come ti comporti in pubblico?
- È capitato che una donna abbia messo insistentemente in dubbio la tua fedeltà e/o la tua sincerità?
- È capitato che una donna abbia cercato di limitare i tuoi rapporti con la tua famiglia d’origine o i tuoi amici/conoscenti?
- È capitato che una donna ti abbia criticato sgradevolmente perché non riesci a guadagnare abbastanza o per il tuo posizionamento sociale?
- È capitato che una donna ti consentisse di approfondire la confidenza con lei, dandoti speranze di una possibile relazione, per poi sparire nel nulla?
- È capitato che una donna abbia danneggiato o distrutto i tuoi oggetti o beni personali, o minacciato di farlo?
- È capitato che una donna ti abbia impedito o cercato di impedirti di fare sport, di coltivare un hobby o altre attività che ti danno soddisfazione?
- È capitato che una donna ti abbia criticato, in pubblico o in privato, per difetti fisici (bassa statura, calvizie, occhiali)?
- È capitato che una donna ti abbia paragonato, deridendoti e umiliandoti, a conoscenti, colleghi, mariti di amiche etc., specie se godono di posizioni economiche migliori della tua?
- È capitato che una donna si dichiarasse innamorata e determinata a costruire una vita con te per poi scoprire che in realtà ti stava tradendo?
- È capitato che una donna abbia rifiutato di partecipare economicamente alla gestione familiare in maniera proporzionale al suo reddito?
- È capitato che una donna abbia minacciato di chiedere la separazione e/o sbatterti fuori di casa e/o volerti vedere ridotto in rovina?
- È capitato che una donna abbia provato a costruire contro di te o i tuoi familiari false accuse di molestie, percosse, lesioni, violenza sessuale o altro?
- È capitato che una donna abbia controllato costantemente quanto e come spendi il tuo denaro?
- È capitato che una donna abbia minacciato di uccidersi o di commettere altri gesti di autolesionismo dandotene la colpa?
- È capitato di conoscere una donna online che, una volta incontrata dal vivo, risultava totalmente diversa dalle sue immagini o dalle descrizioni che aveva fatto di sé?
- È capitato che una donna abbia minacciato di non farti più vedere i figli o di farteli vedere se e quando vuole lei?
- È capitato di essere circuiti da una donna che simulasse un coinvolgimento sentimentale ma che poi è risultato in una richiesta di denaro/ricatto/estorsione?
- È capitato che una donna abbia fatto del male o abbia minacciato di farlo persone che ti sono care (figli, genitori, eccetera)?
- È capitato che una donna ti abbia negato la paternità, interrompendo una gravidanza che tu avresti desiderato fosse portata a termine?
- È capitato che una donna ti abbia attribuito o abbia tentato di attribuirti la paternità di un figlio in realtà concepito con un altro?
- È capitato che una donna sia stata violenta con te dal punto di vista psicologico o economico in un modo diverso da quelli descritti finora?
- Domanda di controllo – Non ho mai subito violenza psicologica da una donna (vero/falso)
Stalking
- È capitato che una donna abbia cercato insistentemente di parlare con te contro la tua espressa volontà?
- È capitato che una donna abbia controllato in modo assiduo il tuo telefono/computer/tablet, la tua messaggistica privata, la tua email o altri mezzi con cui comunichi con gli altri?
- È capitato che una donna ti inviasse messaggi, e-mail, lettere, telefonate o regali indesiderati?
- È capitato che una donna ti abbia seguito, spiato, minacciato, ricattato?
- È capitato che una donna ti abbia chiesto ripetutamente appuntamenti per uscire con te e/o “per un ultimo chiarimento”?
- È capitato che una donna abbia molestato persone a te vicine, parenti, colleghi, affetti?
- È capitato che una donna ti abbia ripetutamente aspettato all’uscita da casa, lavoro, altro, contro la tua espressa volontà?
- È capitato che una donna ti abbia ossessionato cercando di corteggiarti con insistenti profferte sessuali a te sgradite?
- È capitato che una donna ti abbia perseguitato in un modo diverso da quelli descritti?
- Domanda di controllo – Non ho mai subito stalking da una donna (vero/falso)
Revenge porn
- È capitato che una donna ti abbia minacciato di rendere pubbliche tue immagini intime per vendetta o ricatto?
- È capitato che una donna abbia pubblicato sul web o condiviso con altri tue immagini intime senza che tu lo sapessi o contro la tua volontà?
- È mai capitato che una donna ti proponesse di realizzare insieme immagini intime da mettere poi online per guadagno personale?
- È capitato che una donna abbia pubblicato sul web o condiviso con altri tue immagini intime scattate o riprese a tua insaputa?
- Domanda di controllo – Non ho mai subito revenge porn da una donna (vero/falso)
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