L’avventuroso cristianesimo celtico

Gli imrana sono racconti di viaggio della tradizione celtica che contengono elementi fantastici ma sono ambientati in questo mondo e hanno implicazioni fortemente cristiane. Negli imrana l’eroe-viaggiatore è un cristiano la cui fede non viene scossa ma rafforzata dalle esperienze soprannaturali vissute nel corso dei viaggi. Uno degli imrama più famosi del Medioevo è un’opera composta nel XII secolo che però racconta fatti del VI secolo, l’epoca gloriosa della cristianizzazione dell’Irlanda, da cui i monaci partivano per portare la nuova fede nel continente europeo o in terre sconosciute. Si tratta della Navigazione di San Brandano, un personaggio storicamente vissuto e noto per la sua attività apostolica.

Brandano, o Brendan o Brennan, nacque probabilmente nel 484 in Irlanda e morì nel 577. Divenuto monaco nel 512 si dedicò alla fondazione di numerosi monasteri in terra d’Irlanda finchè, secondo la leggenda, non partì alla ricerca della Terra Promessa. Non c’è prova storica di questo viaggio, che però può essere basato su fatti parzialmente reali e che comunque fu letto da cartografi e geografi come veritiero.
La meta di San Brandano è l’isola dei beati, una sorta di paradiso in cui sono trasfigurate le anime dei defunti, che vengono dotati di nuovi corpi e di una nuova spiritualità. In questo senso, nella visione cristiana, l’isola si avvicina decisamente al concetto di Terra Promessa. Il viaggio dura sette anni, ma le indicazioni temporali sono vaghe e imprecise, proprio come quelle spaziali. Non sono nominati strumenti di navigazione né di orientamento: onnipresente è invece la volontà di Dio, che dirige e ordina tutto. Per arrivare alla Terra Promessa Brandano visita più volte le stesse isole e sembra seguire un percorso labirintico. Chiaramente il viaggio e gli ostacoli incontrati diventano simbolo di un percorso di purificazione. Il testo rivela sicuramente l’ideale di vita monastica irlandese dell’alto Medioevo: la volontà di affidarsi alla predestinazione divina, che limita l’uomo a vivere un tempo che scorre lento e tranquillo, in cui la verità sarà rivelata nel momento più appropriato.

San Brandano, comunque, al di là delle invenzioni narrative, è soprattutto personaggio storico, anche se, qualora veramente una navigazione ci sia stata, questa è stata comunque filtrata attraverso l’immaginario medievale, ridipinto dai forti tratti di una nuova dimensione astratta, fantastica e simbolica. L’abilità dello sconosciuto autore, sicuramente colto, di una cultura intrisa della regola monastica, è stata dunque quella di amalgamare secondo uno stile semplice e descrittivo elementi del folklore celtico con una certa cultura classica e cristiana.

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kumpasimpa@gmail.com

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