
La dottrina
Le verità di fede dell’ebraismo si possono ridurre ai seguenti punti essenziali:
Fede in un solo Dio Creatore e Signore dell’Universo, che affida all’uomo il mondo, perché sia felice nella comunione con lui.
Fede nel perdono di Dio, che toglie il peccato, fonte e origine di ogni male.
Fede nell’Alleanza di Dio con il suo popolo, in vista di un futuro di salvezza nei tempi messianici.
Fede in tutto ciò che è scritto nella Legge (Torah).
Fede in un futuro messianico nel quale regneranno pace, giustizia e abbondanza di ogni bene.
La Dottrina Ebraica la si trova sintetizzata nella professione di fede elaborata da Maimonide, un ebreo del medioevo (1135-1204), che contiene 13 punti:
Dio è creatore e governa tutte le cose: fece, fa e farà ogni cosa.
Dio è uno solo: solo lui è il Dio d’Israele.
Dio non ha corpo, né gli attributi del corpo, né alcuna forma.
Dio è il primo e l’ultimo, l’Alfa e l’Omega della Storia.
Dio è il solo che si deve pregare.
Fede in tutte le parole dei Profeti.
Fede nella profezia di Mosè, capo dei profeti (inviati a parlare al posto di Dio) per coloro che lo hanno preceduto e per coloro che lo hanno seguito.
La Torah (Legge) è stata data da Dio a Mosè.
La Torah non sarà mai cambiata e non vi sarà più un’altra Torah data da Dio.
Dio conosce tutte le opere e i pensieri dell’uomo.
Dio ricompenserà chi osserva i suoi precetti e punirà chi li trasgredisce
Fede nella venuta del Messia, che va atteso ogni giorno, nonostante ritardi
Fede nella risurrezione dei morti.
La morale dell’ebraismo è quella dell’Alleanza, e si ritrova fondamentalmente nella Legge (Torah), riassunta nel Decalogo (o 10 Comandamenti). Il sentimento di dipendenza dell’uomo verso Dio è l’elemento chiave della coscienza ebraica. Una serie di doveri aiutano l’individuo a elevarsi e a riconoscere la volontà di Dio. Nei giorni feriali, come nei festivi, nei riti come nelle cerimonie familiari, l’ebreo matura una serie di atteggiamenti che contribuiscono ad alimentare in lui il senso del divino e la presenza di Dio in lui e attorno a lui. Ogni ebreo deve avere la Mezuazah, cioè un piccolo astuccio che va attaccato allo stipite della porta, in cui c’è una sottile pergamena dove sono riportati i più importanti principi, come l’unità di Dio, l’amore del Signore per l’umanità e i doveri verso la famiglia, che insieme ai filatteri richiamano il fedele ogni giorno allo studio della Torah, la fedeltà alle pratiche religiose, come l’osservanza del sabato, delle celebrazioni festive, la recita delle benedizioni, i precetti e le norme alimentari. Anche la dieta del fedele è sottoposta a particolari azioni rituali di purificazione, perché per la mentalità ebraica tutto deve diventare un “kasher” cioè adatto, in modo da rientrare nelle categorie considerate biblicamente pure. Ogni comunità della diaspora ha poi nel rabbino un maestro di cultura e di spiritualità che aiuta gli ebrei a esplicare nella vita l’esercizio pratico dei doveri.
Il culto
Ogni ebreo osservante è tenuto alle preghiere quotidiane, contenute in uno speciale libro di preghiere. Questo perché l’uomo biblico è in assoluta dipendenza da Dio e in rapporto di eterna Alleanza con lui. I Salmi ne sono la massima espressione. Gli uomini hanno l’obbligo di pregare a capo coperto, ma in genere fanno così anche le donne. Al mattino, nei giorni feriali, per le preghiere relative, si mettono i filatteri, piccole capsule che contengono versetti della Thorah scritti su pergamena, sulla fronte o sul braccio sinistro, quello del cuore. La preghiera si tiene tre volte al giorno: sera, mattino e pomeriggio, e contempla lo “Shemà Israel” (Ascolta Israele) in cui si ricorda che il Signore è Dio, il Signore è Uno, e bisogna amarlo con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le proprie forze, avendo sempre la sua legge nel cuore e nella mente.
Il sabato, lo “shabbat”, è il giorno sacro del riposo, in cui è vietato ogni lavoro. Il sabato comincia al venerdì sera con il tramonto del sole: nelle case si consuma un pasto, come rito religioso, in cui il padre benedice il vino e spezza il pane. Quindi in Sabato ci si riunisce in Sinagoga. Le riunioni della sinagoga (dal greco “syunagoghè” = assemblea) si tengono al sabato e nelle feste comandate, e comprendono tre elementi: la preghiera, letture bibliche, azioni simboliche e cerimonie proprie del culto festivo.
Molta importanza ha il sacrificio, oggi non esercitatati in forma cruenta ma spirituale, ed è espiatorio del peccato, di comunione (il pasto sacro), l’offerta delle primizie, compresi i primi nati di uomini e animali, in ricordo dell’appartenenza dei primogeniti a Dio e al loro riscatto compiuto nella notte di Pasqua, quando Dio liberò il popolo dalla schiavitù dell’Egitto donandogli la salvezza.
Ebraismo
è il termine che definisce la vita religiosa d’Israele, il popolo eletto di Dio.
La religione ebraica è una delle più antiche del mondo, risale a circa 4000 anni fa, da quando cioè Dio scelse Abramo, il padre d’Israele, tra tutte le nazioni. Successivamente Dio stipulò con Mosè un’alleanza con la quale Dio stesso si impegnava a essere il Dio degli Israeliti e loro si impegnavano a seguire i 10 comandamenti che lo stesso Dio aveva donato loro.
Il Dio degli Ebrei è il Dio cristiano, Padre e Creatore dell’universo, mentre Gesù è solo un ebreo, non è figlio di Dio, né il Messia che gli Ebrei ancora attendono.
L’ebraismo è, come l’Islam e il Cristianesimo, una religione monoteista, rivelata da Dio e del Libro (nel senso che il libro sacro per gli ebrei, la Bibbia, contiene la rivelazione di Dio per il suo popolo, Israele).
L’ebraismo comporta l’osservanza della “Torah”, una parola che significa “insegnamento” e che si riferisce all’insieme della Bibbia ebraica, ma soprattutto al Pentateuco (i primi 5 libri). La Bibbia ebraica è il nostro Antico Testamento, e molto importante è il Talmud (Insegnamenti) formato da molti libri nei quali viene descritto tutto quello che serve a un bravo Ebreo per capire e mettere in pratica ciò che viene detto nella Bibbia.
DOVE E COME PRATICANO LA FEDE GLI EBREI
Caratteristica è la casa degli ebrei: alla porta d’ingresso e allo stipite destro di ogni stanza è collocata la Mezuzah, una piccola cassa contenente i rotoli di pergamena sui quali sono scritti i brani della Bibbia. Ogni volta che si entra o si esce dalla stanza, si tocca la mezuzah con la mano.
Il luogo di culto per gli ebrei è il Tempio di Gerusalemme ma essi si incontrano nella Sinagoga e quando entrano, gli ebrei indossano il Kipa, un piccolo berretto. Per pregare correttamente indossano anche uno scialle della preghiera, il Tallit, e i Tefillin, due piccoli contenitori di pelle che racchiudono brani dell’Esodo e la preghiera detta Shema’.
Uno dei Tefillin, “preghiera”, è fissato sul capo con un laccio di cuoio, l’altro è legato all’avambraccio sinistro, dalla parte del cuore.
Al compimento del tredicesimo anno di età più un giorno, i ragazzi ebrei celebrano la cerimonia del “figlio del comandamento” (bar mitswah) che li inizia alla responsabilità riguardo lo studio, la preghiera, l’osservanza della legge. Per la prima volta nella sua vita, il ragazzo si alza per leggere le parole della Torah di fronte alla comunità riunita in preghiera.
Tutto ciò che mangiano e bevono gli ebrei deve essere kashèr, cioè puro: La carne deve essere priva di sangue; quella di maiale è vietata e per precise leggi di alimentazione non si può mangiare carne e latte insieme, o carne bianca e budino o yogurt.
LE GRANDI FESTE RELIGIOSE EBRAICHE
Gli Ebrei hanno molte feste: tutte iniziano la sera del giorno precedente e terminano al tramonto.
La festa del capodanno (Rosh-ha-shanà): è diverso dal nostro capodanno; si festeggia a settembre e si ricorda che Dio ha creato il mondo. Durante questa festa si suona lo shofar (corno di ariete o di montone) per ricordare il sacrificio di Isacco.
La festa del capodanno è utile per gli Ebrei perché essi si pentano del male che hanno fatto durante l’anno precedente.
IL GIORNO DELL’ESPIAZIONE (Yom Kippur): ricorre nei mesi di settembre–ottobre. Gli adulti fanno un giorno di digiuno e al termine della giornata suonano lo shofar.
LA FESTA DELLE CAPANNE (Sukkot) è particolarmente bella per i bambini; dura nove giorni e si celebra in autunno. Ogni famiglia costruisce in giardino, sul balcone o in cortile una capanna di foglie (Sukka) decorata con ghirlande, fiori e frutta di carta. Con questa festa si ricordano gli anni trascorsi nel deserto dagli israeliti.
Con la festa di pasqua (Pesach) gli Ebrei ricordano la liberazione dalla schiavitù egiziana con il passaggio dal Mar Rosso per una vita libera con il Signore. La festa di Pasqua si celebra nei mesi di Marzo – Aprile.
Altre feste importanti per gli Ebrei sono anche le Settimane o PENTECOSTE (Shavuoth) e la festa delle LUCI (Channukkà).
