
Fondamentalismo
La difesa della propria appartenenza religiosa, delle proprie credenze e dei propri riti, perseguita con mezzi rigidi e intolleranti, dà origine a fondamentalismo di varia natura; oggi queste modalità di autoconservazione che escludono dai propri orizzonti di vita l’altro, l’infedele, lo straniero rappresentano l’ostacolo maggiore alla comprensione reciproca e alla pacifica convivenza tra le religioni.
E’ la tendenza esasperata di gruppi o correnti religiose a reagire anche con violenza al cambiamento culturale imposto dall’evoluzione dei tempi. E’ una posizione reazionaria, spesso emotiva, da parte solitamente di persone autoritarie che si sentono minacciate nelle loro sicurezze tradizionali .
Attualmente esistono correnti fondamentaliste nelle comunità ebraiche e cristiane come in quelle musulmane.
Nel mondo cristiano le caratteristiche principali sono: la fede nell’assoluta inerranza della Bibbia che deve essere ascoltata e seguita alla lettera; il rifiuto di ogni forma di ragione, del senso della storia e delle affermazioni della scienza; l’opposizione alla modernità dominata dal materialismo e dell’ateismo.
Nel mondo ebraico esiste un fondamentalismo fondato sulla convinzione di fede che Jahvè ha dato al popolo ebraico tutto il territorio della Palestina. Da questa, per conseguenza, vanno espulsi tutti i non-ebrei quali sono i palestinesi musulmani.
Il fondamentalismo islamico consiste innanzitutto nel modo di comprendere il Corano. Si ritiene che il libro sia tutto e soltanto opera di Allah perchè dettato a Maometto; dunque il Corano va applicato alla letteran ed è immune da ogni errore in ogni campo.
In secondo luogo il fondamentalismo islamico si basa sulla convinzione che l’islam sia la rivelazione divina, unica e definitiva, fatta da Allah agli uomini per mezzo del profeta. Essa deve essere proposta a tutti gli infedeli con la chiamata a convertirsi all’Islam e deve essere imposta con il jihad a quelli che rifiutano di convertirsi.
In terzo luogo il fondamentalismo islamico fa della legge religiosa (la shari’a) la legge dello Stato, in modo che la vita della persona in tutte le sue espressioni si deve conformare alle sue prescrizioni; non c’è, infatti, nell’ Islam distinzione tra vita religiosa e vita politica, ma ogni espressione della vita umana deve conformarsi alla shari’a.
Pluralismo
E’ la coesistenza di diverse concezioni della vita dentro una stessa società. Si chiama pluralismo etico-religioso se nella società esistono più modi di interpretare i valori morali, di regolare i comportamenti individuali e sociali, di vivere la religione.
Per esempio una società dove convivono – con stessi diritti e doveri- cristiani, musulmani, ebrei, buddisti ed atei, è una società pluralista.
Sincretismo
Fusione di elementi eterogenei provenienti da una o più religioni, che finiscono per creare un nuovo insieme, solitamente ibrido e deviante rispetto alle matrici originarie. Il sincretismo religioso è generalmente discutibile e riprovevole perché strumentalizza elementi autentici e perenni della religione a fini utilitaristici e contingenti. Sincretista è il movimento filosofico-religioso della New Age, diffuso soprattutto negli Stati Uniti.
New Age
Ateismo e agnosticismo
(testi tratti dai documenti del Concilio Vaticano II)
Il termine ateismo indica fenomeni molto diversi. Alcuni atei, infatti, negano esplicitamente Dio; altri ritengono che l’uomo non possa dir niente di Lui (agnosticismo) . Una forma frequente di esso è il materialismo pratico, che racchiude i suoi bisogni e le sue ambizioni entro i confini dello spazio e del tempo. L’umanesimo ateo ritiene che l’uomo sia fine a se stesso, unico artefice della propria storia.
Umanesimo ateo
Alcuni tanto esaltano l’uomo, che la fede in Dio ne risulta quasi snervata, inclini come sono, a quanto sembra, ad affermare l’uomo più che a negare Dio.
Ateismo scientista
Molti, oltrepassando indebitamente i confini delle scienze, o pretendono di spiegare tutto solo dal punto di vista scientifico, oppure al contrario non ammettono ormai più alcuna verità assoluta.
Ateismo di rivolta
L’ateismo inoltre ha origine spesso dalla protesta violenta contro il male nel mondo.
Ateismo come form di critica alle religioni
L’ateismo deriva da cause diverse, e tra queste va annoverata anche una reazione critica contro le religioni, anzi, in alcune regioni, specialmente contro la religione cristiana.
Per questo nella genesi dell’ateismo possono contribuire non poco i credenti, nella misura in cui, per aver trascurato di educare la propria fede, o per una presentazione ingannevole della dottrina, od anche per i difetti della propria vita religiosa, morale e sociale, si deve dire piuttosto che nascondono e non che manifestano il genuino volto di Dio e della religione.
Secolarizzazione
definizione
E’ il processo culturale per cui si tende ad affermare l’autonomia dell’uomo da ogni norma religiosa.
E’ quindi l’atteggiamento conoscitivo e pratico di chi considera il mondo (saeculum) e la storia come un insieme di fenomeni puramente naturali, scientificamente descrivibili e tecnicamente dominabili e manipolabili.
E’ una visione della realtà che esclude il mistero e il trascendente.
Nel tentativo di ridurre tutto alla dimensione profana, si corre il rischio di sacralizzare il profano. Ciò si verifica, per esempio, quando si assolutizza la Scienza, la Ragione, lo Stato, il Progresso: da realtà profane quali sono finiscono per essere sacralizzate e messe al posto del vero Dio.
Breve excursus sui concetti di sacro e profano
Il termine sacro fa venire in mente qualcosa di misterioso, di diverso dalle cose “normali” e quotidiane che conosciamo, qualcosa che sfugge al nostro controllo perché non dipende da noi. È proprio da questa esperienza dell’uomo che hanno origine le religioni: dal suo incontro con il sacro, con una dimensione più grande di lui che gli sfugge e lo supera, lo “trascende”.
Il termine latino sacer significa ristretto, limitato, o anche iniziato. Una persona puo’ essere indicata come sacra,o un oggetto o un luogo o un periodo di tempo. In questo caso sacro indica unicita’ e straordinarietà. Opposto del sacro è il profano. Nell’antichità il tempio aveva una parte consacrata “fanum” ed un luogo che stava davanti o al di fuori del famum, che era cioè pro-fanum.
La parola profano è allora passata a significare tutto ciò che è estraneo alle cose sacre e alla religione.L’azione che invade, offende o distrugge una realtà considerata sacra (un luogo, un oggetto, una persona, ecc.) è detta “profanazione”.
Rudolph Otto [1869-1937], studioso di questi problemi, ritenne che il carattere più importante del sacro fosse il “numinoso” (dal latino numen=divinità), cioè la potenza avvolta di mistero. Nelle varie epoche l’uomo ha percepito questo incontro in modi molto diversi: per gli uomini primitivi tutto ciò che non era spiegabile (il fulmine, il fuoco, le stagioni, le eclissi, ecc.) nascondeva -e contemporaneamente rivelava- una realtà sconosciuta e “sacra”, di fronte alla quale era pervaso da vari sentimenti: quello della “paura” al cospetto dei suoi poteri occulti, quello dell’attrazione esercitata del suo fascino, quello del “mistero” dinanzi alla sua inconoscibilità. La sua reazione è stata quella di cercare, in qualche modo, di comprendere questa presenza e di organizzare la sua vita intorno ad essa: egli ha così considerati “sacri” alcuni luoghi, tempi, oggetti, azioni, persone non per isolare questa dimensione e neutralizzarla, ma al contrario, per darle il massimo dell’importanza e in questo modo muoversi in sintonia con essa.
Noi “moderni” non ci sentiamo certo né minacciati, né impauriti, né attratti dal fulmine, dal fuoco, dalle stagioni: sappiamo dare un nome ad ogni cosa, spiegarla, prevederla. Il nostro incontro con il “numinoso” è altrove, sono altre le cose in cui intuiamo il “sacro”, il “più grande di noi”, la dimensione che ci trascende. È quando incontriamo la vita e la morte, quando ci chiediamo cosa è bene e cosa è male, quando ci chiediamo il senso delle cose o siamo sopraffatti da un dolore più grande di noi che intuiamo una dimensione diversa da quella che riusciamo a spiegarci e a controllare.C’è anche chi nega ed esclude del tutto questa dimensione “sacra” e chi -anche senza negarla- la isola, la “sterilizza”, staccandola completamente dal resto della sua vita “profana”.
La sfera dell’occulto
Magia
La parola indica qualsiasi pratica tesa a dominare le forze occulte della natura contrapponendo ad esse altre forze occulte. In genere si distingue una magia bianca, vera o naturale, che rimane nell’ambito delle leggi e delle forze naturali e vorrebbe conseguire un beneficio (liberazione da maledizione o malattia) ottenendo fenomeni sorprendenti, da una magia nera, falsa, diabolica, che travalica questi limiti e per ottenere effetti malefici per gli altri o utilitaristici per se stessi (successo,denaro, potere…) fa appello a spiriti maligni.
In molte culture, religione e magia si trovano intrecciate mentre di per sé sono due attività essenzialmente distinte e antitetiche. Infatti, mentre nella magia l’uomo si comporta da padrone e la realtà occulta viene trattata come oggetto da ridurre al proprio servizio, nella religione l’uomo si sente dipendente, debitore della divinità e considera questa come assolutamente libera, sovrana, trascendente; la visione di un Dio provvidente e onnipotente viene ad essere offuscata o addirittura negata.
Superstizione
dal latino superstitio; designa etimologicamente qualche cosa che si aggiunge alla religione (super-stare) esagerando qualcuno dei suoi elementi; indica quell’atteggiamento per il quale si attribuisce a cause soprannaturali la spiegazione di fenomeni razionalmente spiegabili.
La superstizione è una forma di paura nei confronti di forze sconosciute ed è un tipo di fiducia in potenze non dimostrate; si esprime in comportamenti scaramantici, spesso abituali e quotidiani, presenti anche in società avanzate. Portare con sé amuleti, talismani o feticci, oggetti “magici”, pendagli ai quali si attribuiscono forze e poteri magici che procurano il bene o tengono lontano il male è la più diffusa forma di superstizione; sono spesso preoccupanti le interferenze e le contaminazioni che la superstizione porta nel campo religioso.
Astrologia
L’astrologia, un’arte che lega il destino dell’uomo all’influsso delle posizioni astrali: deriva da una concezione mesopotamica secondo la quale il movimento regolare delle stelle sarebbe causato dalla presenza in loro di un’intelligenza che le renderebbe simili agli dei.
L’oroscopo (=che osserva l’ora della nascita) è la forma più diffusa e molto accreditata anche nella cultura contemporanea. Forme antiche di divinazione erano affidate agli auguri (presso gli etruschi e romani osservavano il volo degli uccelli o proponevano l’interpretazione dei sogni), agli aruspici ( osservavano le interiora degli animali e ne traevano un responso per il futuro)
Spiritismo
La dottrina spiritica afferma che l’uomo sarebbe composto di una parte materiale (il corpo) analoga agli animali, di una parte immateriale (l’anima) e di un principio intermedio semimateriale che farebbe da collegamento tra il corpo e l’anima (perispirito). Quando l’uomo muore il perispirito persisterebbe, fornendo all’anima un corpo etereo e astrale, che è invisibile agli incarnati e può da questi essere percepito solo nelle apparizioni spiritiche (ectoplasma).
La valutazione etica della Chiesa cattolica: “Tutte le pratiche di magia e di stregoneria con le quali si pretende di sottomettere le potenze occulte per porle al proprio servizio ed ottenere un potere soprannaturale sul prossimo – fosse anche per procurargli la salute – sono gravemente contrarie alla religione. Tali pratiche sono ancora più da condannare quando si accompagnano ad una intenzione di nuocere ad altri o quando in esse si ricorre all’intervento dei demoni. Anche portare amuleti è biasimevole. Lo spiritismo spesso implica pratiche divinatorie o magiche. Pure da esso la Chiesa mette in guardia i fedeli.
Tutte le forme di divinazione sono da respingere: ricorso a Satana o ai demoni, evocazione dei morti o altre pratiche che a torto si ritiene che « svelino » l’avvenire. La consultazione degli oroscopi, l’astrologia, la chiromanzia, l’interpretazione dei presagi e delle sorti, i fenomeni di veggenza, il ricorso ai medium manifestano una volontà di dominio sul tempo, sulla storia ed infine sugli uomini ed insieme un desiderio di rendersi propizie le potenze nascoste.”
Settarismo
Il termine «setta religiosa» ha una doppia interpretazione a seconda dell’origine etimologica che gli si attribuisce. Alcuni lo mettono in relazione con il verbo latino seco, inteso come “tagliare” o “dividere”, e in tal senso indica gruppi distaccatesi da una religione-madre: movimenti eterodossi nati in seno ad altre religioni che si sono evolute nel tempo fino a divenire religioni a pari titolo con la religione-madre, con analoga forza e accettazione sociale. (prendono il nome di Nuovi Movimenti Religiosi) Altri con il latino sector, rafforzativo di sequor che significa “seguire”. In tal senso indica la propensione a seguire l’insegnamento di un maestro o leader che si ritiene illuminato.
Motivazioni del successo delle sette e dei NMR
Bisogno di protezione da parte del gruppo: le sette sembrano offrire l’occasione di sentirsi valorizzati, accolti, compresi. Le sette sono comunità molto coese e strutturate.
Possibilità di uscire dall’anonimato e costruirsi una identità, personale e culturale; si ha il senso di appartenenza ad un gruppo elitario.
Desiderio di una nuova società, speranze per il futuro, bisogno di senso trovano una loro risposta veritativa, rassicurante: si ha la verità, se ne è convinti.
Proposta di salvezza spirituale e anche fisica; si favorisce l’espressione spontanea delle emozioni.
Bisogno di trascendenza, di “visione”, senso del mistero e dell’attesa di eventi capace di risolvere i drammi del mondo.
Critica e polemica contro le religioni tradizionali ritenute sclerotizzate, burocratiche, istituzionalizzate.
Forte polemica con la modernità oppure uso di conquiste della modernità (scienze psicologiche)
Forte azione di proselitismo (fare nuovi seguaci, adepti ); si ha quindi un distacco dalla società e della famiglia.
Carisma aggregante dei capi; spesso si hanno forme di sudditanza dal leader della setta.
Nota sulle sette legate al satanismo
Nel mondo gli adepti dei gruppi organizzati del satanismo degli adulti non sono più di cinquemila. Le organizzazioni più importanti si trovano (oltre che in Italia) negli Stati Uniti, Spagna, Scandinavia, Grecia, Russia, Australia e Nuova Zelanda, con qualche presenza anche in Germania e in Francia; alcuni anni fa in Francia ha destato scalpore la profanazione di cimiteri (in particolare di cimiteri ebraici, dal momento che alcuni gruppi giovanili associano satanismo e nazismo). Il fenomeno del satanismo giovanile appartiene più al mondo della devianza che a quello vero e proprio della religione.
A livello ideologico si possono distinguere due correnti di satanismo: esiste un “satanismo impersonale” (qualificabile anche come “razionalista” e “materialista”), il quale ritiene che Satana non è una persona e propone l’affermarsi dell’uomo contro Dio, contro la morale e contro ogni autorità e limite. Il “satanismo personale” (qualificabile come “occultista”), invece, pretende di poter dare all’uomo la felicità attraverso l’adorazione di Satana; da qui deriva l’esigenza di un culto che si esprime attraverso sacrifici e soprattutto con la “messa nera”, che è fondamentalmente una parodia blasfema della Messa cattolica.
