Amaterasu.
Amaterasu è una Dea molto venerata in Giappone, è anche una delle rarissime divinità femminili che rappresentano il Sole, elemento tradizionalmente e storicamente dominato dalle Divinità maschili.
Non a caso, infatti, è considerata in assoluto la più importante divinità all’interno del pantheon divino giapponese poiché esercita una fortissima influenza su tutte le azioni e le cose che vengono svolte alla luce del Sole.
Amaterasu governa il Cielo e amministra le regole del giorno, è la custode dell’Equilibrio e dell’Armonia che regna all’interno della Terra e della stessa Natura e presiede alla crescita e al raccolto delle colture.
Allo stesso modo, Amaterasu è direttamente collegata agli animali connessi con l’elemento del Fuoco, in particolar modo con i serpenti e i draghi.
Elementi sacri a questa potente Divinità sono lo specchio, la spada e i gioielli e, proprio per questo motivo, devono essere usati in tutti gli incantesimi e i rituali nei quali è richiesta la sua presenza o che sono connessi con i Regni da lei governati.

Cernunnos.
Cernunnos è il dio celtico della caccia, possiede le sembianze di un uomo forte e vigoroso dotato di corna di cervo che crescono direttamente dalla sua testa.
Nonostante questa sia la sua immagine archetipa, la tradizione sottolinea anche che Cernunnos sia una divinità dai mille diversi volti poiché questi non sono altro che le innumerevoli rappresentazioni della Natura stessa.
Cernunnos presiede e governa i Regni della Forza vitale capace di portare sia la Fertilità che la Morte, non a caso quest’ultimo rappresenta un aspetto molto importante, quello del guerriero, che è alla base dell’archetipo del Dio.
Questa divinità celtica è in forte connessione con tutti gli animali della foresta, siano essi prede o predatori.
Esattamente come nel caso di Persefone, anche con Cernunnos è possibile riscontrare il doppio attributo della Creazione e della Distruzione tuttavia, nel suo caso, quando i poteri di questa divinità sono in connessione con le piante o con gli altri elementi legati alla crescita, il suo influsso è orientato verso la forza vitale positiva collegata alle piante e agli animali che vivono liberi in Natura.
Nonostante l’aspetto apparentemente minaccioso, Cernunnos rappresenta una divinità della Natura con cui è possibile lavorare attivamente anzi, invocare la sua presenza durante le pratiche o i rituali magici ci permetterà di potenziare la nostra energia grazie alla vitalità selvaggia del mondo naturale; invocare la sua presenza aggiungerà anche quelle energie magiche di protezione che si utilizzano quando si è connessi con la crescita.

Oya.
Oya è una divinità di origine africana molto potente e che ricopre un ruolo molto importante all’interno del Pantheon Yoruban governando i Regni della Tempesta, del Vento, della Morte e, soprattutto, della Rinascita.
Oya è anche considerata una guerriera estremamente dotata ed esperta, la cui terribile arma è il fulmine.
L’elemento femminile e il forte carattere si riflettono inoltre nell’indole protettiva che Oya esercita, in alcuni casi anche ferocemente, a tutela delle donne.
Essendo una Divinità collegata alle forze della Natura ed della Morte, Oya presenta ruoli e attività direttamente connessi con questi elementi.
Nel caso delle forze della Natura, Oya è connessa direttamente con ogni tipo di vento e, di conseguenza, con ogni tipo di cambiamento nella vita delle persone.
Non a caso, infatti, un vento può trasformarsi da una innocua brezza in una violentissima tempesta.
Esattamente come un vento molto forte può abbattere un ramo morto e creare lo spazio per la nascita e la crescita di una nuova vita, allo stesso modo Oya conduce le anime dei morti attraverso il viaggio verso gli inferi stabilendo così una connessione che finge da ponte tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti.
Cerca dunque, giovane Wiccan, di sfruttare la potente energia di Oya per i tuoi lavori, presta tuttavia sempre molta attenzione poiché questa energia è allo stesso tempo sia una energia creatrice che una energia distruttrice.

Persefone.
Persefone è una dea di origine greca, direttamente connessa con la Primavera e, di conseguenza, con le attività collegate alla Fertilità, alla Crescita e, soprattutto, alla Rinascita.
Persefone è inoltre rappresentata come una dea giovane, archetipo della fanciulla e di tutti gli aspetti a essa collegati.
Tuttavia, questa divinità è soprattutto la regina degli Inferi, all’interno dei quali presiede al Sonno che precede la Rinascita dalla Morte.
L’aspetto della dualità pone Persefone costantemente a metà strada tra la creazione della Vita e la Morte della stessa tuttavia, il suo essere in costante equilibrio tra le forze creatrici della Vita e quelle distruttrici della Morte sono strettamente correlate poiché nulla può crescere dove non c’è spazio per esso e, di rimando, nulla può occupare in eterno il medesimo spazio.
Naturalmente, ogni spazio non rappresenta semplicemente “il nulla” poiché ciò che ha lasciato questo mondo certamente ha trasmesso ciò che era e ciò che ha appreso a chi occuperà quello spesso posto: solamente in questo modo è possibile continuare all’infinito il ciclo di nascita, crescita, morte e rinascita.
Non dimenticare mai, giovane Wiccan, che scegliere di lavorare con Persefone ti porrà sempre dinanzi a questo ciclo infinito tuttavia, in cambio di ciò, ti permetterà di entrare in contato con energie estremamente potenti, sia creative che distruttive.

Ruaumoko.
Ruaumoko è una divinità del Pantheon maori, sovrano dei Vulcani e dei Terremoti generati per suo volere.
Nella Cultura maori Ruaumoko è raffigurato con le fattezze di una grande lucertola capace di sputare del fuoco dalla bocca; una spiegazione a ciò va ricercata sia nella natura dei Regni sui quali esercita il suo potere (vulcani e terremoti) sia nei diversi significati direttamente collegati alle parole che compongono il suo nome.
Secondo la Mitologia maori, quando i figli della dea della terra Papatūānuku e del dio del cielo Ranginui decisero di separare i loro genitori, per porre fine alle inondazioni causate delle innumerevoli lacrime versate dallo stesso Ranginui i figli decisero di volgere verso il basso il volto della dea Papatūānuku: in questo modo entrambe le divinità primordiali non potevano più vedere il reciproco dolore.
In quel momento, tuttavia, Ruaumoko era al seno di sua madre Papatūānuku e, per questo motivo, anche lui fu portato all’interno delle profondità della Terra e degli Inferi entrando quindi strettamente a contatto con il fuoco.
A causa della fortissima connessione tra Ruaumoko a sua madre Papatūānuku si ritiene che sia lo stesso Ruaumoko a determinare i ritmi dei cambiamenti delle stagioni in base alla variazione di aria calda o di aria fredda rilasciata dalla Terra per volere suo.

Xochipilli.
Xochipilli è una potente divinità del Pantheon maya, conosciuto anche come il principe dei fiori.
Infatti, Xochipilli presiede ai regni dei Fiori e della Bellezza, ma anche del Canto e della Danza.
Insieme al dio del mais Centeotl e al dio della pioggia Tlaloc, Xochipilli ricopre anche un ruolo di responsabilità nel rendere fertile la Terra e, di conseguenza, nella produzione agricola del Popolo Maya.
All’interno della Cutura maya Xochipilli è considerato come una divinità giocosa, dedita a fare scherzi innocui alle persone e, proprio perché i suoi scherzi non hanno mai avuto una natura maliziosa ma sempre spensierata e innocua, Xochipilli ha sempre esercitato un fortissimo influsso sulle persone che lo adoravano.
La sua connessione con i fiori, inoltre, ha la duplice valenza simbolica e letterale.
Nella Cutura Maya, infatti, si riteneva che il “fiore di Xochipilli” rappresentasse sia l’anima di una persona, quindi la connessione con il mondo spirituale, sia il fiore vero e proprio che cresce in natura, quindi la benedizione dell’abbondanza agricola.

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kumpasimpa@gmail.com

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