Regole di ingaggio
23 Maggio 2026 alle 0:41
Poiché mi sono rotto i coglioni di indicare ogni volta il link, ho deciso di cambiare le regole di ingaggio.
Ho rimosso la pagina contenente tutti i link privati dal menu e, contemporaneamente, ho eliminato anche la password.
Tanto non avevate il coraggio e la forza interiore per chiederla.
Fra l’altro non servono protezioni eccessive, non siamo al Norad.
Da oggi basta il link di ingresso per accedere.
Lo lascio qui, se volete aggiungetelo ai preferiti perché non lo ripeterò.
Ricordate la parabola del pasticcere? No? Non è un problema mio.
Le verità cercate per terra, da maiali,
tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali!
Tornate a casa nani, levatevi davanti,
per la mia rabbia enorme mi servono giganti!
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco.
Ora mi limiterò a pubblicare e organizzare i prossimi post senza perdere tempo a spiegare come potrete visualizzarli.
In questo modo, se condividerete il link di accesso con altri utenti, anche loro potranno leggere i post.
Ho introdotto anche una novità: un diario quasi giornaliero in cui chiunque potrà scrivere, anche in forma anonima, ma tanto so già che non lo farete, siete entrambi troppo codardi, per cui scriverò solo io.
Nessun obbligo di scrivere, nessun obbligo di leggere.
Nolo servis, nolo principes
anche se in questo caso sarebbe più corretto invertire i termini:
Nolo principes, nolo servis
Gamba e pesce
23 Maggio 2026 alle 0:44
Finalmente sono arrivate le nuove batterie per la Nikon. Le avevo acquistate su Aliexpress perché gli altri negozi non le avevano, ma la spedizione è stata lunga.
La gamba è peggiorata.
La medicazione che avevo fatto ha migliorato la parte anteriore, ma ha peggiorato quella posteriore.
Si tratta di un “vairus” (per dirla come quel deficiente di Di Maio, che probabilmente è anche un vostro idolo) che avevo preso oltre 10 anni fa nelle Filippine.
Una cura di antibiotici sembrava avermi guarito, invece ogni 3 o 4 anni il problema si ripresenta.
È normale: i medicinali non sono progettati per debellare le malattie, ma per renderle latenti.
Un medico che cura un paziente perde un cliente, mentre un medico che mantiene un paziente in standby ha un cliente che dura fino alla morte.
Sembra un concetto semplice, eppure in molti non ci arrivano.
Oggi pesce: trota salmonata.
Flory ne ha bisogno ogni tanto.
È cresciuta a pesce, è normale che ogni tanto ne senta la mancanza.
A vostro nonno piaceva molto il pesce. Se la parassita ladra, la padrona del frocetto scemo, non si fosse messa di mezzo con le sue manipolazioni da psicopatica, avrebbe potuto approfittarne, almeno negli ultimi anni della sua vita.
Le scelte sbagliate si pagano. Avrebbe dovuto mandarla a cagare, come ho fatto io.
Il pesce lo abbiamo preso al Conad, il supermercato preferito di vostro nonno.
Da quando non ho più i buoni pasto, ci andiamo meno spesso, perché è più caro degli altri.
Però il pesce lo compriamo lì perché è il migliore.
Rossetto ha prezzi migliori, ma a volte il pesce è di scarsa qualità.
La carne poi è pessima, quindi a volte la compriamo al Lidl ma preferiamo fare una spesa grossa in una macelleria marocchina a Scandiano.
Carne macellata halal.
Dovreste vederla: è rossissima e freschissima, viene proprio voglia di mangiarla cruda.
Ovviamente niente maiale, sono musulmani.
Da loro abbiamo preso anche il tè e la teiera per prepararlo come fanno loro.
È buonissimo, non ha nulla a che vedere con il tè che vendono nei nostri supermercati.
Mi spiace per voi che non possiate gustarlo.
Vale lo stesso discorso fatto per vostro nonno: le scelte sbagliate si pagano.
Poi da loro compriamo anche i pancit, un’altra specialità che non potrete gustare.
Certo, potreste sempre trovare una filippina che ve li cucina, ma volete mettere mangiarli con un’estranea piuttosto che con vostro padre?
23 Maggio 2026 alle 0:45
Mi sembra superfluo sottolineare che il discorso sulle scelte sbagliate che si pagano vale anche e soprattutto per me.
Ho scelto di avere figli con le donne sbagliate e voi ne siete la dimostrazione vivente.
Come tutti, posso addurre giustificazioni a mia discolpa.
La prima è che ero troppo giovane e inesperto, la seconda è che ho sottovalutato la grave patologia di cui soffro: la calcite dentifera.
La conoscete? Immagino di no, per cui ve la spiego.
Dopo pochi minuti che parlo con una qualunque femminarda occidentale, mi assale un desiderio irrefrenabile di prenderla a calci nei denti.
Ma le giustificazioni non servono a nulla: al massimo placano la coscienza, ma non risolvono i problemi.
PET
23 Maggio 2026 alle 0:47
Mi hanno appena chiamato dalla segreteria di Urologia, evidentemente l’esito della PET è già arrivato.
La dottoressa voleva vedermi alle 19:40, un orario insolito che mi ha subito preoccupato.
Di sera non sono abituato a girare in auto, per cui ho chiesto se si poteve rinviare a domani, allora mi hanno spiegato meglio, siccome domani va in ferie per una settimana, cercava di vedermi prima.
Tuttavia, dato che non è così urgente, mi hanno detto che mi richiameranno a giugno
Telegram e dintorni
23 Maggio 2026 alle 0:50
Iniziamo con una nota di servizio: non lamentatevi se scrivo troppo, in realtà scrivo molto di più, ma non pubblico tutto ciò che scrivo.
A volte mi coglie un’ispirazione, la metto per iscritto, ma poi cambio idea e la archivio senza pubblicarla.
E comunque, chiariamo una cosa: se smetto di scrivervi, non è per mancanza di volontà, ma solo perché nella tomba non c’è il computer.
Perché vi aggiorno sulle mie condizioni di salute?
C’è un motivo.
Quando insegno, la soddisfazione che provo è vedere che i miei insegnamenti hanno prodotto qualche risultato.
Se invece i miei insegnamenti cadono nel vuoto, questo è motivo di delusione.
Siccome sto abbastanza male, immagino che saperlo riesca a soddisfare il sentimento d’odio che provate nei miei confronti.
Così sapete che l’odio di cui siete impregnati possiede anche un riscontro nel mondo reale.
Lo faccio per voi, per rendervi felici, io non ci guadagno nulla a informarvi.
Questa è la differenza tra un padre vero e quelli che vengono spacciati come tali, ma che hanno l’unico merito di aver inculato le vostre madri.
I padri surrogati vi indottrinano per ottenere un tornaconto personale.
Un padre vero invece vi insegna pensando al vostro bene e non al proprio.
Stamattina siamo stati al mercato e abbiamo comprato un paio di mele, fra le altre cose.
A Flory piacciono, ma oggi le ho dato un’idea: le mele cotte.
A vostro nonno piacevano molto e le mangiava sempre.
A me non piacciono perché sono dolci e io i dolci non li amo.
La differenza è che vostro nonno le metteva semplicemente in un piccolo forno elettrico e poi le mangiava.
Flory, invece, ha aggiunto cannella, zucchero e succo di limone.
Ora ne sta mangiando una e le chiama “barbecue apple”.
Mi sono fermato un attimo e sono andato in cucina: sta mangiando anche la seconda.
Continua a ripetere “buono” e a ridere.
Sono contento che le siano piaciute, le ho dato un’ottima idea.
Mi sa che ne comprerà ancora il prossimo giovedì.
Purtroppo, come vi ho già detto, non sono in grado di inserire foto nel diario, ma mi è venuta un’idea.
Possiedo un canale Telegram che si chiama “Foto Family”, dove la mia famiglia pubblica varie foto.
Ho appena inserito anche quella di Flory che mangia le mele cotte.
Non so se conoscete Telegram, ma ve lo spiego.
La principale differenza rispetto a WhatsApp è che non è necessario fornire il numero di telefono: ci si può contattare semplicemente fornendo uno username.
Ciò significa che potete tranquillamente unirvi al canale e io non vedrò il vostro numero di telefono.
Potrei vederlo solo nel caso in cui lo avessi in rubrica, ma siccome non lo possiedo, di conseguenza non posso vederlo.
Vi ho già parlato dell’assurdità della cosa, per cui non ci torno sopra, mi limito a rispettare la vostra scelta, anche se la ritengo insensata.
Nel caso possa interessarvi, vi lascio il link di invito: basta seguirlo per vedere tutte le foto del canale.
https://t.me/+ri3qDFZ1pbozMDhh
Si tratta di un canale, non di un gruppo: potrete solo guardare e non postare.
D’altra parte, è giusto così: il canale è dedicato alle foto della famiglia, ma dal momento che avete deciso di non farne parte, le vostre foto non avrebbero senso di esistere.
Questo link di invito durerà sino alla fine del mese, dopodichè verrà revocato e non sarà più possibile entrare.
Conviene una moglie filippina?
23 Maggio 2026 alle 0:52
È vero che con Flory mi trovo molto meglio rispetto a come mi sono trovato con le vostre madri.
Le motivazioni sono tante, ma non voglio parlarne ora.
Del resto, i fatti parlano da soli: un paio d’anni di convivenza/matrimonio contro 18 anni lo dimostrano.
Tuttavia, anche lei crea vari problemi.
È una “zucca dura”, fa quello che le pare, nonostante io cerchi di spiegarle cosa ritengo sbagliato.
Una cosa che non comprendo è la mania che hanno i filippini di gettare ogni cosa nella spazzatura.
Eppure sono molto poveri e dovrebbero cercare di riciclare il più possibile, e invece fanno l’esatto contrario.
Un esempio chiarificatore:
Da Rossetto acquistiamo vasetti grandi di olive, carciofini, cipolline, ecc.
Finito di mangiarli, il suo istinto è quello di gettare i vasetti di vetro nella spazzatura, io invece li tengo perché ci metto dentro la pasta.
La cosa assurda è che, se fosse per lei, quei vasetti andrebbero buttati, ma l’idea di metterci la pasta è buona, per cui comprerebbe dei vasetti perfettamente identici ma vuoti.
È una cosa senza senso: meglio riciclare quelli di Rossetto anzichè buttarli per poi acquistarne degli altri identici.
Un altro problema è “l’imperador”.
Sono io che lo chiamo così, in realtà lei lo chiama “operador”.
È un termine che identifica armadi, credenze, cassettiere, ecc.
Ogni cosa che acquistiamo, se non viene utilizzata subito, finisce “in imperador”.
Poi io me ne dimentico e, quando mi ricordo che l’avevamo comprata, non riusciamo più a trovare dove è finita.
Un’altra particolarità è che mette il sale ovunque.
Mi diverto ad assistere alla scena di Rina (Lorien sa chi è) osserva Flory, scuotendo la testa e ridendo, mentre lei inzuppa la frutta in un piattino in cui ha messo un po’ di sale.
Urologa
23 Maggio 2026 alle 0:58
Vi ho già parlato dell’urologa che mi segue.
Possiedo quattro bodycam: un paio normali e un altro paio inserite negli occhiali.
L’incontro in cui mi è stato diagnosticato il cancro è stato registrato grazie a uno degli occhiali.
Immaginavo già ciò che mi avrebbe detto, quindi non sono rimasto sorpreso.
Tuttavia la mia situazione attuale non mi esime dall’essere ciò che sono nel profondo.
L’ho ringraziata per la cortesia e le ho confessato che mi era molto simpatica e che, se fossi stato più giovane e soprattutto più sano, l’avrei corteggiata molto volentieri.
A quel punto ha posato la sua mano sulla mia e mi ha sorriso.
L’esito doveva arrivare il 23, ma la segreteria mi ha chiamato a nome suo due giorni prima.
Significa che mi stava tenendo monitorato.
Mi piace pensare che al mondo esiste qualcuno che pensa a me.
Nel vortice del dolore, almeno una nota piacevole esiste.
23 Maggio 2026 alle 0:59
Oggi spaghetti con le cozze.
Vi piacciono?
Volete mangiare con noi?
Vi aspettiamo?
Errata corrige.
L’invito era per entrambi, ma in realtà avrei dovuto farlo solo al maschio (si fa per dire), in quanto la femmina (si fa per dire) è morta circa 35 anni fa per causa mia, anche se non ho mai capito il motivo.
Almeno questo è quanto racconta in giro.
Update
23 Maggio 2026 alle 1:08
Avrete notato che ho cambiato sistema.
Quello che usavo mi era stato consigliato dalla mia amica meccanica, ma era molto spartano, quindi ho deciso di cambiare e passare a un gestore di forum.
Questo è più potente e dovrebbe consentirmi anche l’inserimento di immagini, anche se non l’ho ancora provato.
In ogni caso, il link di invito per Telegram resta sempre valido.
Lì ci sono molte più foto.
L’arte della fuga
23 Maggio 2026 alle 11:46
Sicuramente conoscete il famoso detto: “in amore vince chi fugge”.
Il problema è che questo detto è valido solo in un caso, non in altri.
Fuggire non implica necessariamente la vittoria, ma è solo indice di codardia.
Credere che basti nascondere ciò che si fa per avere ragione è la cosa più stupida che si possa pensare.
Bloccare qualcuno per evitare critiche non significa che si è automaticamente dalla parte della ragione.
C’è un aforisma molto famoso attribuito a Bertolt Brecht: “Ci sedemmo dalla parte del torto, visto che tutti gli altri posti erano occupati”.
È una frase molto semplice, eppure è carica di un profondo significato.
Ne parlo meglio qua:
https://www.miselli.org/extra/2026/05/ragione-e-torto/
È proprio questo che vi rende diversi da vostro padre: io ho scelto la “parte del torto”, voi quella “della ragione”.
Certo bisogna farne di strada
da una ginnastica d’obbedienza
fino ad un gesto molto più umano
che ti dia il senso della violenza
però bisogna farne altrettanta
per diventare così coglioni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni
Il problema è che a me non piace fuggire, non fa parte di me.
Preferisco “darmi delle arie”.
23 Maggio 2026 alle 13:26
È appena venuto Aziz. Ha il telefono incasinato: appaiono continuamente messaggi pubblicitari.
Il problema è che il telefono è stato dato al figlio Aroun, che è un bambino e non si rende conto di ciò che fa.
È normale che il telefono si incasini.
Ho risolto quello che ho potuto, ma non faccio miracoli.
Bisognerebbe resettare il telefono, ma così si perdono le password e questo è un altro grosso problema.
La gente comune, quando imposta una password, pensa: “Tanto poi me la ricordo”.
Il giorno dopo se la sono già dimenticata.
Continuo a dire che devono scriverla da qualche parte, ma poi o non lo fanno o la scrivono e poi perdono il foglio su cui l’hanno scritta.
Purtroppo non faccio miracoli.
Se non seguono le mie istruzioni, poi è inutile che si presentino da me chiedendo di risolvere il problema.
Faccio il possibile, ma non l’impossibile.
Ed eccoci arrivati all’aspetto sociologico.
Ritengo profondamente sbagliato dare un telefono a un bambino di 5 anni.
Loro lo fanno sin da quando ne aveva un paio.
Certo, è un buon sistema per toglierselo dai piedi, ma allora perché hai fatto un figlio?
I figli sono lavagne vuote su cui scrivere qualcosa.
L’errore più grande che si possa fare è lasciare che queste lavagne vengano riempite di indottrinamenti dall’ordine costituito.
Perle ai porci
24 Maggio 2026 alle 9:49
Come ho già detto, se non ricevo riscontri, mi passa la voglia di fare e questo è ciò che sta succedendo anche con voi.
Per quale motivo dovrei continuare a regalare “perle ai porci”?
A che serve? Perdo solo tempo.
Questo non significa che smetterò di scrivere e di pubblicare, a volte, ciò che scrivo, ma semplicemente che smetterò di comunicarvelo e di rivolgermi a voi.
Non mi rivolgerò più a voi direttamente, tanto sarebbe inutile.
Non avete neppure avuto il coraggio di entrare nel canale Telegram da anonimi.
Certo, non eravate obbligati, ma non eravate neppure obbligati a non farlo, eppure avete scelto la seconda via.
È triste rendersi conto che non avete capito ciò che cercavo di spiegarvi.
Insistere sarebbe accanimento terapeutico e questo è disdicevole.
Parafrasando un grande interprete della comicità italiana del passato “ogni limite ha una pazienza” e io il mio limite non l’ho solo raggiunto, l’ho già ampiamente superato, anche perché non valete così tanto.
In parte è colpa mia, non avevo capito che stessimo giocando a una partita di cui non conosco le regole.
Ritengo questo gioco poco divertente ed estremamente inutile, quindi ho deciso di arrendermi.
Ho deciso che avete vinto voi, ma io mi tengo la mia vita.
Perciò mi fermo qui.
Se vorrete leggere, lo farete per conto vostro, non vi solleciterò più.
Non siete più bambini, i capricci non vi si addicono.
La prima volta siete stati voi a decidere per un distacco, stavolta a prendere analoga decisione sono io.
Così siamo pari, ora i conti tornano.
Anche perché sto iniziando a sentirmi un po’ ridicolo a parlare continuamente ai muri.
24 Maggio 2026 alle 10:48
Todas as cartas de amor são
Ridículas.
Não seriam cartas de amor se não fossem
Ridículas.
Também escrevi em meu tempo cartas de amor,
Como as outras,
Ridículas.
As cartas de amor, se há amor,
Têm de ser
Ridículas.
Mas, afinal,
Só as criaturas que nunca escreveram
Cartas de amor
É que são
Ridículas.
Quem me dera no tempo em que escrevia
Sem dar por isso
Cartas de amor
Ridículas.
A verdade é que hoje
As minhas memórias
Dessas cartas de amor
É que são
Ridículas.
—————————————————————————–
Tutte le lettere d’amore sono
ridicole.
Non sarebbero lettere d’amore se non fossero
ridicole.
Anch’io ho scritto ai miei tempi lettere d’amore,
come le altre,
ridicole.
Le lettere d’amore, se c’è l’amore,
devono essere
ridicole.
Ma dopotutto
solo coloro che non hanno mai scritto
lettere d’amore
sono
ridicoli.
Magari fosse ancora il tempo in cui scrivevo
senza accorgermene
lettere d’amore
ridicole.
La verità è che oggi
sono i miei ricordi
di quelle lettere
a essere ridicoli.
Fernando Pessoa
Nostalgie
24 Maggio 2026 alle 14:22
È vero che con l’età si torna un po’ bambini.
scùlta i spiriti e scùlta i fulètt
ranpèghen in söel müür e sòlten föe dei cassètt
g′hann söe i vestii de quand sèri penènn
ne vànn e ne vègnen cun’t el büceer del vènn…
è una canzone di Davide Van De Sfroos: Pulènta e galèna frègia.
è in dialetto milanese ma è abbastanza comprensibile.
Ho ripreso le abitudini di quando ero bambino: la domenica tortellini in brodo, oggi con pecorino anziché il solito parmigiano.
Ieri sera ho avuto un attimo di nostalgia quando ho sentito citare una vecchia trasmissione TV che si intitolava CinicoTV.
Ho postato su Telegram uno dei filmati più divertenti.
Nel frattempo, continuo a convivere con un dolore continuo ormai da sei mesi.
Tatay
25 Maggio 2026 alle 13:29
Oggi è l’anniversario della morte di Tatay.
Di solito, in occasione di queste ricorrenze che riguardano i miei genitori, ci rechiamo al cimitero per portare un fiore o una pianta sulla loro tomba e su quella dei nonni.
Purtroppo non possiamo fare la stessa cosa con i genitori di Flory, perché sono sepolti molto lontano.
Così ci limitiamo ad accendere una candela davanti al piccolo altare che abbiamo in casa in loro memoria.
È bene ricordarsi dei defunti, prima che siano loro a ricordarsi di noi e a venire a trovarci.
Preghiera per i defunti
O Mistero che non si nomina,
per i morti non chiedo la pace.
La pace è un concetto da vivi, un modo per non pensare al silenzio assoluto.
Chiedo piuttosto che il loro nulla — se nulla è — non ci ferisca.
Che l’assenza smetta di essere una stanza in cui entriamo ogni sera,
e diventi invece una sottile membrana, una zona di contatto
tra ciò che è stato e ciò che, per pura fortuna, ancora respiriamo.
Per chi non c’è più, non c’è più nulla da chiedere.
La preghiera è solo per noi, i sopravvissuti,
che dobbiamo imparare a convivere con la domanda senza risposta.
Che il ricordo non ci illuda di proprietà —
nessuno ci appartiene, nemmeno chi ci ha generato.
Ma che il ricordo ci lavori come un fiume lavora la pietra:
lentamente, senza pietà, fino a modellare in noi
una forma più adatta alla verità della perdita.
E quando anche noi cederemo,
che qualcuno — senza troppa commozione, senza troppo dolore —
ricordi che siamo stati qui,
che abbiamo provato a essere umani,
con tutta la nostra paura e tutta la nostra sete.
Così sia, o non sia.
25 Maggio 2026 alle 14:44
È usanza, nel giorno della commemorazione, mettere un piattino con un po’ di cibo e un bicchierino con un po’ di soft drink.
Oggi abbiamo messo da bere nei due calici che abbiamo acquistato e che sembrano fatti apposta per queste commemorazioni.
Purtroppo non abbiamo il piattino adeguato, ma ne abbiamo individuati alcuni e nei prossimi giorni decideremo quale acquistare.
Venite vivi a visitare i morti prima che morte a visitar vi venga.
Forse l’unica cosa buona che si può dire della morte è che arriva anche per le merde.
Loro ancora non lo sanno, ma sin dal giorno della loro nascita, la morte ha iniziato il suo cammino.
Mi spiace ancora non abbiano compreso una verità fondamentale: solo per la morte loro sono insostituibili
Sta camminando verso di loro, senza fretta.
La morte non è poi così tragica come ci raccontano.
Appena deceduti, nessuno di noi non ci penserà più.
Morire è tremendo, ma l’idea di morire senza aver vissuto è insopportabile.
Prova a confutare la morte: la morte confuterà te, e vedrai chi vince!
Anche scrivere un diario che nessuno leggerà serve ad ammazzare il tempo, nell’attesa che il tempo ammazzi me.
Intra peritura vivimus.
Banca filippina
26 Maggio 2026 alle 12:37
Mi ha appena scritto l’avvocato deficiente.
Ha ammesso di non aver capito un cazzo e mi ha chiesto ulteriore documentazione.
Quale documentazione?
Non è dato saperlo.
In compenso, mi ha chiesto di anticipare 10.000 pesos.
Per cosa, non si sa.
Ho già pagato 500 pesos solo per potergli spiegare il problema.
Ha ammesso di non aver capito un cazzo ma chiede altri soldi.
Ma come? Ti ho già pagato in anticipo, hai ammesso di non aver capito un cazzo e ora mi chiedi altri soldi in anticipo per risolvere un problema senza sapere cosa fare ma che tu stesso hai ammesso essere molto semplice da risolvere?
Il mondo occidentale è pieno di cose senza senso, ma bisogna conoscere i filippini per rendersi conto che non c’è limite al peggio.
Pancit
27 Maggio 2026 alle 16:12
Oggi siamo stati da “Mamma Rina” (così la chiama Flory) e Flory ha preparato i pancit.
Le sono piaciuti, se non altro ha potuto provare un tipico piatto filippino almeno una volta nella sua vita.
Purtroppo siamo dovuti tornare a casa presto perché non mi sento molto bene e non riesco a stare fuori casa a lungo.
Mi dispiace perché Flory e Rina hanno un ottimo rapporto e stanno davvero bene insieme.
HIFI
28 Maggio 2026 alle 13:15
Da non confondere con il WIFI.
Possiedo due impianti home theater della Creative.
Uno è collegato al PC che uso abitualmente, l’altro è in camera da letto collegato a un mini PC che però non uso mai.
Ho anche una radio con relativo amplificatore e casse in garage, in “Imperador”.
Non so esattamente dove sia sepolta, insieme ad altre cose, fra cui un Apple II, reperto storico, e libri vari.
Mi piacerebbe riesumarla, ma l’entusiasmo di un tempo è scemato.
Magari un giorno Erico, se andrà bene con Rea, sua cugina e mia nipote, verrà ad abitare qui e ci penserà lui.
È diventato anche lui uno “smanettone”, come lo ero io alla sua età, e questo mi rende molto orgoglioso.
Se alla sua età mi avessero detto: “Hai la possibilità di vivere nella casa di tuo padre e fare di ciò che trovi tutto ciò che vuoi”, sarei stato estremamente felice.
Un intero modo da scoprire, anche perché la casa in questione non è la tipica casa borghese delle persone comuni.
È piena di anfratti nascosti e oggetti non comuni.
Sarebbe una scoperta continua per chiunque.
Ci sono tante cose di cui non ricordo neppure più l’esistenza.
Infatti pochi giorni fa ho scoperto sepolto in “Imperador” un impianto JBL.
JBL è uno dei massimi produttori mondiali di casse acustiche e il suo marchio è facilmente visibile nei concerti dei migliori artisti.
Non ho idea di dove arrivi, sicuramente non l’ho comperato io.
Forse un’eredità di qualcuno?
Oppure un prestito mai più restituito?
Così l’ho riesumato e ora lo collego all’iPod, ma non solo, e ascolto un po’ di musica quando ne ho voglia, proprio come oggi che abbiamo mangiato bistecca halal con asparagi a suon di musica.
Mosche
28 Maggio 2026 alle 14:26
Le mosche mi danno fastidio.
Cerco sempre di scacciarle, ma a volte non riesco, quindi le colpisco con uno scacciamosche.
Ogni volta che lo faccio, però, un sentimento di tristezza si impossessa di me.
Amo pensare che si tratti di anime di defunti che vengono a trovare i loro cari.
Che sia vero o meno non importa, ciò che importa è come la vedo io.
28 Maggio 2026 alle 14:35
No, le zanzare no, di loro non penso la stessa cosa.
Non si limitano a dare fastidio, sono proprio bastarde.
Non a caso le zanzare che rompono i coglioni sono tutte femmine.
28 Maggio 2026 alle 14:38
The wall on which the prophets wrote
Is cracking at the seams
Upon the instruments of death
The sunlight brightly gleams
When every man is torn apart
With nightmares and with dreams
Will no one lay the laurel wreath
When silence drowns the screams?
Confusion will be my epitaph
As I crawl, a cracked and broken path
If we make it, we can all sit back and laugh
But I fear tomorrow I’ll be crying
Yes, I fear tomorrow I’ll be crying
Between the iron gates of fate
The seeds of time were sown
And watered by the deeds of those
Who know and who are known
Knowledge is a deadly friend
If no one sets the rules
The fate of all mankind, I see
Is in the hands of fools.
La donna cannone
28 Maggio 2026 alle 15:11
Questo post riguarda una persona che, per un certo periodo, è stata una presenza importante nella mia vita, un’esperienza che mi ha arricchito e che ha contribuito a formare la persona che sono oggi.
È uno dei tanti post che scrivo, ma poi decido di non pubblicare.
Una cosa però posso raccontarla: un giorno mi disse: “Tutti mi chiamano Pina, tu sei l’unico che mi chiama Maria, il mio vero nome”.
Ero l’unico, da quel momento in poi tutti iniziarono a chiamarla così.
BV
30 Maggio 2026 alle 13:58
ho aggiornato il BV elettronico/digitale.
https://linktr.ee/miselli
30 Maggio 2026 alle 13:59
e sticazzi?
