Non so se leggi le mie email, quindi non so se hai letto il post intitolato “La soffitta”.
Fingo che tu l’abbia letto.
Parla di un padre che “torna a casa ubriaco”.
Ecco, quel padre sono io.
In realtà non “torno a casa”, perché a casa ci sono già, ma sull’ubriaco, o quasi, ci siamo.
La mia colazione al mattino è composta da:

  1. come prima cosa, misuro la glicemia;
  2. poi prendo 3 dei 10 medicinali che ingurgito quotidianamente;
  3. Flory mi fa l’iniezione di insulina;
  4. finalmente è il turno della birra.
  5. terminata la quale c’è un seguito di almeno 2 o 3 bicchieri di vino.
  6. Di solito mi viene anche un po’ di fame, quindi mi concedo un pacchetto di cracker.

Terminato tutto ciò, sono abbastanza “incosciente” e inizio a scrivere.
Del resto, sono in buona compagnia: anche Hemingway, lungi dal paragonarmi a un grande scrittore come lui, era sempre abbastanza “carico”.
Sono sostanzialmente due i momenti “creativi”.
Di mattina, dopo che ho ingurgitato un po’ di alcol, e la notte inoltrata, quando la pace notturna mi concilia la meditazione.
Da quel poco che ho potuto constatare, non sei solo ignorante come un paracarro svizzero in disuso, sei anche totalmente imbottita di idiozie (puttanate, vaccate, minchiate, troiate, per usare termini maggiormente aulici), per cui, anche se probabilmente perderò solo tempo, ti lascio una breve nota biografica per capire chi sto citando.

Autore di molte opere considerate pietre miliari della letteratura americana, Ernest Hemingway è stato uno scrittore e giornalista statunitense.
È considerato uno scrittore simbolo del Novecento, il cui stile ebbe un’importante influenza sullo sviluppo del romanzo del XX secolo.
Vincitore del Premio Pulitzer per la narrativa nel 1953 e del Premio Nobel per la letteratura nel 1954, Ernest Hemingway ha lasciato in eredità romanzi e racconti, che tutt’ora affascinano i lettori di tutto il mondo.
Il suo detto più famoso: “Il mio mojito a La Bodequita. I miei daiquiri a El Floridita “.
Fra scrittori, pittori e cantanti la dipendenza dall’alcool – o da droghe – è una costante.
In letteratura è noto l’alcolismo di Kerouac, Bukowski, Hemingway, Fitzgerald, Joyce, Faulkner per dirne alcuni.
Per molti di questi grandi nomi della letteratura mondiale non si trattò di un semplice vizio occasionale, ma proprio di alcolismo, una dipendenza distruttiva e per molti fatale.
Non è difficile supporre che il genio sia legato a forme di dipendenza da alcool o da droghe proprio in quanto fughe vere e proprie dalla depressione, da vite ed epoche in cui queste grandi menti non si sentivano a proprio agio.
Bukowski scrisse: “Se succede qualcosa di brutto si beve per dimenticare, se succede qualcosa di bello si beve per festeggiare, se non succede niente si beve per far succedere qualcosa”.

Terminata la parentesi culturale, torniamo allo scopo di questo post.
Una curiosità: tua madre ha visto questo articolo?

https://www.miselli.org/chastle/2024/06/23/votanti-non-votanti-e-astenuti/

Non parlo del contenuto e non mi riferisco solo a questo post, ma qui dovremmo affrontare un discorso complesso sul tuo presente e sul tuo passato, su quello avrei molto da dire, ma riguarda te, non tua madre, e per ora preferisco non affrontare l’argomento.
Sto parlando delle due foto e del finale, compreso il brano musicale.
Son rossi e sono verdi,
e sono tutti progressisti,
non ne possiamo più toglieteli di qua
Vogliamo aria nuova,
noi vogliamo respirare,
inquinano anche te,
il progressismo ti fa male.

Nella locandina è presente il film “Dumb and Dumber”, che in italiano è stato tradotto con “Scemo e più scemo”.
Tua madre avrebbe dovuto sposare Salvini, aveva sicuramente più affinità con lui che con me, in particolar modo il livello cerebrale di entrambi è molto simile.
Prevengo una possibile obiezione: “Ma se non eravate simili, perché l’hai sposata”?
È semplice, non ho mai cercato qualcuno di simile a me.
Non è quello lo scopo di un matrimonio.
A me piaceva tua madre proprio in quanto diversa da me.
Uso il termine al passato perché ora non so come sia.
Molto probabilmente sarà cambiata nel corso degli anni.
È normale cambiare nel tempo, ci si adatta a chi ci sta intorno, solo che io non c’ero, di conseguenza non si è adattata a me, ma a qualcuno che non conosco e che sicuramente è molto diverso da me.
Di conseguenza, ora non credo che mi piacerebbe ancora.
Anzi, ne sono proprio sicuro. È che ci sono due categorie di persone che non sopporto: gli idioti e i codardi.
E sia tu che tua madre appartenete a entrambe le categorie.
Comunque, è un problema che non si pone, visto che non ci frequentiamo neppure.

Autore

kumpasimpa@gmail.com