
Stanno giocando a un gioco.
Stanno giocando a non giocare a un gioco.
Se mostro loro che li vedo giocare,
infrangerò le regole e mi puniranno.
Devo giocare al loro gioco,
di non vedere che vedo il gioco.
Questa poesia è tratta da “Nodi, paradigmi di rapporti intrapsichici e interpersonali” di Ronald David Laing, uno psichiatra scozzese che scrisse estesamente sulla malattia mentale, in particolare sulla psicosi.
Sono poesie scritte da alcuni dei suoi pazienti che lui raccolse e pubblicò.
In particolare, questa mi ha sempre colpito molto.
Dimostra che c’è del genio nella follia.
Tutto sommato, preferisco un folle che scrive poesie come questa a un individuo mediocre che ripete acriticamente puttanate che gli sono state inculcate dalla propaganda che gli propina l’ordine costituito.
Normalmente, inizio i miei post con una foto di qualche fanciulla, principalmente asiatica, che ho scattato io durante i miei viaggi, come potreste vedere navigando un po’ sul mio blog.
Ma in questo caso, essendo un post diverso dal solito, lo apro con due figure che hanno lasciato un segno nella mia vita: Tatay e Nanay, due persone meravigliose – a volte se ne trovano fra gli umani, anche se sono rare – entrambi deceduti, purtroppo.
Si sono vestiti a festa perché quella foto è stata scattata il giorno del mio matrimonio con la loro figlia, che si è tenuto 18 anni or sono.
Un post è superiore a una mail perché può subire variazioni nel tempo.
Posso modificare parti che non mi piacciono, aggiungerne o toglierne altre, e sicuramente è ciò che farò, anche se non lo leggerà chi dovrebbe farlo, ma alla fine lo faccio principalmente per me e per il conto da saldare, per cui va bene anche così.
Per la verità, quella è solo la motivazione secondaria; ha una valenza relativa.
Il vero senso di questo post è un altro, solo che non riguarda me, ma voi due.
Tuttavia, se non lo comprendete da soli, sarebbe tempo perso cercare di spiegarvelo.
Esiste un vecchio detto, molto famoso e pieno di saggezza: “A lavar la testa all’asino, si perde acqua e sapone.”
Avrei voluto parlartene di persona ma anche questo non mi è stato concesso.
Ogni volta che ho cercato un approccio mi hai sempre sbattuto la porta in faccia.
Giusta figlia di una madre che ogni volta ti faceva scomparire in un’altra casa.
Il problema è che non mi resta molto da vivere; non posso continuare a sperare.
Sperare in cosa poi? Una gratificazione per me ma non utile a te.
Tutto sta avvenendo come è giusto che sia.
Vale per te come vale per tuo fratello.
Tu e tuo fratello siete solo all’inizio del percorso, mentre io sono in dirittura finale.
So bene che ora non siete in grado di comprendere ciò che sto dicendo, ma so che resterà nel vostro inconscio per le vostre vite future.
È tutto ciò che mi è concesso.
Un giorno comprenderete le mie parole; è scritto nel vostro destino, il destino della stirpe a cui anche voi appartenete.
Purtroppo però quel giorno io non ci sarò.
Non sarà una rivelazione illuminante; serviranno passaggi graduali, ma alla fine anche tu e tuo fratello capirete che non potete cambiare il vostro destino.
È un percorso obbligato; anche i sovrani sono soggetti a regole, forse anche più degli altri.
L’unica volta che sono riuscito a parlare con te sei riuscita a dirmi una cretinata: “se fosse per te sarei morta”.
Frase più stupida non potevi dirla.
In che modo saresti morta?
Fino a quando sei vissuta con me pagavo tutto per te.
Avevi un tetto sulla testa e l’affitto lo pagavo io.
Avevi un letto in cui dormire e l’avevo pagato io.
Mangiavi tutti giorni e il cibo lo pagavo io.
Avevi giocattoli che pagavo io.
Avevi vestiti che pagavo io.
Non mi è chiaro in che modo ti avrei condotto a una prematura dipartita.
Genetica ed ereditarietà sono scienze, non farneticanti ideologie woke.
Voi siete composti dal patrimonio genetico di due persone: il mio e quello delle vostre madri.
Se non fosse per me non sareste mai nati.
Certo, molto probabilmente qualcun altro avrebbe impregnato le vostre madri, ma sarebbe nata un’altra persona, magari un maschio nel tuo caso o una femmina nel caso di tuo fratello, sicuramente però non sareste nati voi.
Se voi non foste mai nati, la mia vita sarebbe cambiata molto poco, mentre invece se io non avessi mai impregnato le vostre madri, ora non sareste a questo mondo.
Voi a me dovete la vita, io a voi debbo solo qualche sogno non realizzato.
Sogni, non realtà.
Io vi ho donato la vita; voi, in cambio, mi avete regalato merda: la merda che avete prodotto da piccoli e la merda che siete diventati da grandi.
Si può dire che sono stato il vostro primo padrone di casa, infatti, prima di nascere, entrambi abitavate nelle mie palle.
Avete cambiato casa quando ho deciso di mettere incinta le vostre madri.
Entrambi siete stati voluti, non siete nati per errore.
Sono stato io a decidere che dovevate nascere, le vostre madri si sono solo adeguate alla mia decisione.
Siccome siete entrambi molto poco intelligenti, ve lo ripeto:
voi siete a questo mondo grazie a me,
se siete vivi lo dovete a me,
voi a me dovete la vita,
io a voi non debbo un cazzo di niente!
Il Vangelo secondo Matteo 15:4 dice:
Dio, ha detto: “Onora tuo padre e tua madre”; e aggiunge: “Chi maledice padre o madre sia punito con la morte”.
E non: “Onora i tuoi figli”.
Ma non è tutta colpa vostra; siete solo le tipiche menti semplici indottrinate dalla propaganda femminista che vuole le donne sempre vittime e l’uomo sempre carnefice, poco importa se poi, come nel nostro caso, è successo l’esatto contrario.
La propaganda è martellante e molto diffusa; ha gioco facile con le menti semplici e non abituate a uno spirito critico.
Ma voi questo non lo capirete mai; è fuori dalla vostra portata, ormai siete troppo impregnati di pregiudizi e indottrinamento per comprendere il mondo reale.
Non che abbia molta importanza; anche se capiste, non cambierebbe nulla.
Tutto resterebbe invariato, siete fuori tempo massimo per poter incidere sul vostro destino.
Ho riflettuto molto prima di decidermi a scrivere.
Ciò che maggiormente mi ha frenato è la coscienza dell’inutilità del gesto.
So molto bene che sto parlando a qualcuno non in grado di comprendere.
Troppo intrisa di indottrinamento, menzogne, pregiudizi e mondi di fantasia.
La favola della povera bimba abbandonata in un cassonetto dei rifiuti a morire di stenti, è appunto una favoletta.
Proprio come è una favola la “madre coraggio” che ti ha salvato da una morte prematura.
Non è andata così, ma così ti hanno raccontato e tu ci hai creduto.
Tutto ciò non rende la narrazione vera; fa solo di te una credulona.
Ogni volta che ho cercato di raccontarti la verità mi sono visto sbattere la porta in faccia.
“Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare”, chiosa il Manzoni, mettendola sulle labbra di don Abbondio al capitolo XXV de I promessi sposi, quasi giustificando il curato, al termine del colloquio con il Cardinale Borromeo.
Non hai mai avuto il coraggio di affrontarmi per ascoltare ciò che avevo da dire.
Hai preferito scegliere la facile via vittimista.
Povera bimba abbandonata da un padre egoista che pensa solo a se stesso.
Via tipicamente usata dai mediocri, da coloro che non avendo nulla di proprio da offrire, la buttano sul vittimismo.
Essere odiati dalla propria figlia, per qualcosa che non si è fatto, anche quello è parte integrante del mio percorso in sembianze umane.
Prendo spunto da “Matrix”, famoso film.
Opzione A) continua a leggere
Opzione B) resta nel tuo mondo di fantasia
la scelta è tua, ma ricorda, ti sto offrendo solo la verità, nulla più di questo.
È bene specificarlo, in quanto ho notato che hai la tendenza a trarre deduzioni decisamente strampalate, prive di ogni senso logico.
Io non ho mai abbandonato nessuno, né te né tuo fratello.
Di tuo fratello e della parassita ladra che lo ha manipolato, non parlo ora, mi rivolgo a te.
È stata tua madre a cacciarmi di casa.
Sui motivi per cui lo ha fatto ci sarebbe da discutere, ma non con te, con lei, non è una faccenda che ti riguarda. Ovviamente questo non avverrà mai, ma va bene anche così.
Non mi credi? Fai bene, mai fidarsi a prescindere, perché non provi a chiedere a una fonte imparziale e considerata affidabile a livello istituzionale?
Vai dai carabinieri e chiedi loro di mostrarti il verbale che hanno redatto.
Sono obbligati farlo, esiste per forza.
Cosa c’entrano i carabinieri?
Sono arrivato a casa una sera e mi sono trovato i carabinieri davanti alla porta.
Tua madre non ha avuto neppure il coraggio di dirmelo in faccia che me ne dovevo andare.
Mi hanno invitato a recarmi in caserma, cosa che ho fatto.
Erano imbarazzatissimi, ma non potevano fare altro.
Purtroppo le leggi italiane sono totalmente sbilanciate in favore delle femminarde.
“femminarda” è un termine che utilizzo quando una donna smette di essere tale per diventare uno strumento nelle mani del potere.
La leggenda del “patriarkato tossiko” è appunto una leggenda, una manipolazione propagandista che serve all’ordine costituito e che ha facile presa sulle menti semplici, gente come te.
Non ti fidi di me e cerchi prove, ma non hai cercato prove sulla narrazione che ti ha fornito tua madre.
In quel caso sei andata a fiducia, “dovemo fa’ a fidasse”…
Sei vissuta nell’inganno tutta la vita, ma questo non lo ammetterai mai.
Lo sai qual è l’esame più importante della facoltà di giurisprudenza? L’arte di saper mentire e tua madre quell’esame lo ha superato con il massimo dei voti.
Sei talmente stata istupidita dall’indottrinamento della propaganda femminista che non riuscirai mai a comprendere che tua madre non è la povera vittima del patriarkato tossiko; tua madre è il carnefice.
Se può consolarti, ti dirò che anche tuo fratello vive in un’illusione che gli è stata inculcata, ma di questo non voglio parlare ora, non è lo scopo di questo post.
Quella vecchia stronza di tua madre non è l’unica persona negativa della famiglia che ti ha allevata.
Ho scelto appositamente il termine “allevata” e non “cresciuta”. Si allevano le bestie, si crescono le persone.
Anche i tuoi nonni materni sono, o erano, sperando che siano crepati in malo modo, delle vere merde fumanti.
Per cui è abbastanza comprensibile che anche tu sia diventata la merda che sei.
Oggi ero stato invitato a pranzo da mia zia, l’unica parente, oltre al resto della sua famiglia, che non ho rinnegato.
Mi ha raccontato un episodio di cui non ero a conoscenza.
Un giorno di tanti anni fa , tuo nonno paterno era venuto a casa dei tuo nonni materni perché voleva vederti.
Ma loro non solo non glielo hanno concesso, ma lo hanno anche cacciato in malo modo.
Voleva solo vedere te, sua nipote, nulla più di questo.
Merda tua madre, merde i tuoi nonni materni; non potevi certo essere diversa.
Non ho altro da dire, lo schifo che fate ha davvero superato ogni limite umano.
Anche se in quel momento int’a capa sentette ‘na voce…
‘A voce ‘e l’anema d’a nonna mia che diceva:
“Genio fujetenne! Genio fujetenne!
Arricuordate che tiene ‘e naic ‘o pere.
Fujetenne…”
Ma io non me ne fuggetti,
anche perché quella sera tu me la detti,
poi dopo mi accorgetti che…
tu, tua madre, tuo padre e chella chiavica ‘e tuo cugino eravate…
‘A MUNNEZZA RA GENTE!
Probabilmente, sicuramente, onestamente…
‘A MUNNEZZA RA GENTE!
Amabilmente, cordialmente, col cuore e con la mente
‘A MUNNEZZA RA GENTE!
Si…
Faccio davvero molta fatica a trattenere i conati di vomito che mi assalgono.
Spero solo di non incontrare mai nessuno di voi per la strada, non sono sicuro di riuscire a trattenermi dall’immenso desiderio che ho di sputarvi in faccia.
Tu porti il cognome di tuo padre, non quello di tua madre; ciò che mi rattrista è vedere che, anziché onorare la stirpe a cui appartieni, ti comporti come la parte più ignobile.
Per la verità, tua madre non è stata l’unica a volermi cacciare di casa, la prima sei stata tu.
Ricordo un episodio: ero seduto, con te sulle mie gambe, mentre stavo sistemando un vecchio pc Amiga, successivamente passato a tuo fratello nella speranza che lo abbia conservato, essendo un pezzo storico.
Tu giocherellavi con la tastiera mentre io cercavo di fermarti in quanto creavi problemi al lavoro che stavo facendo.
A un certo punto ti sei girata verso di me e hai pronunciato queste parole: “Via papà, Reggio”.
In quel periodo, uno degli ultimi in cui sono potuto stare con te, io lavoravo a Reggio mentre tua madre no e quindi abitavamo divisi per la maggior parte della settimana.
Io venivo per il fine settimana.
Secondo la tua logica, io sarei dovuto andarmene in modo che tu potessi continuare a premere tasti a caso.
Ricordo che sorrisi e ti diedi un bacio, non tanto per ciò che avevi detto nel tuo linguaggio infantile, quanto piuttosto perché avevi espresso un concetto di una certa complessità.
È un vero peccato che questo tuo acume sia andato scemando man mano che crescevi, ma io di questo non ho alcuna colpa.
Perché ho scelto di scrivere proprio durante il periodo natalizio?
Perché credo sia giunto il momento giusto per farlo.
Perché se tutto va come previsto, dovrebbe essere l’ultimo Natale che passo in Italia.
Lo richiede il mio ruolo, lo richiedono i miei antenati, lo richiede la stirpe a cui anche tu appartieni, anche se per ora non ne sei consapevole. Capirai meglio nel tempo, in una delle tue prossime vite.
Non importa che tu creda o meno alle mie parole. Il tuo percorso è segnato; non puoi deviare neppure volendo.
È come la leggenda di Samarra; la conosci? Mi sarebbe piaciuto raccontartela per farti addormentare, ma non mi è stato concesso.
Tante cose non mi sono state concesse, ma non è la parte peggiore.
Chi ha sofferto maggiormente, purtroppo, sei tu.
È la differenza che sussiste fra un desiderio e una necessità.
Io desideravo una figlia, mentre tu avevi bisogno di un padre.
Il desiderio vale meno della necessità.
La Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (Convention on the Rigths of the Child – CRC) è stata approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989.
Articolo 7.
Il fanciullo è registrato immediatamente al momento della sua nascita(1) e da allora ha diritto a un nome(2), ad acquisire una cittadinanza(3) e, nella misura del possibile, a conoscere i suoi genitori e a essere allevato da essi(4).
(1) Questo era compito mio e l’ho eseguito con piacere.
(2) I nomi li possiedi e anche un cognome che ti ho dato io.
(3) La cittadinanza ti spettava di diritto e possiedi pure quella.
(4) Questo punto invece non è stato rispettato, ma non per colpa mia. Io avrei voluto ma tua madre era di parere opposto e purtroppo ha vinto lei.
Lei ha vinto, tu ed io abbiamo perso.
C’è una domanda che mi pongo da tempo:
Perché non hai mai cercato di conoscere tuo fratello?
Puoi odiare me, giusto o sbagliato che sia, ma cosa c’entra tuo fratello?
Poi comprendo che è l’insegnamento che hai avuto da tua madre.
Aveva tutto, o quasi, il diritto di odiarmi, ma cosa c’entravi tu?
Che diritto aveva di proibirti il diritto di avere un padre?
Ti ha usata come forma di ricatto nei miei confronti e questo non glielo perdonerò mai.
Non trarre conclusioni errate, non sei abbastanza arguta per dedurre qualcosa.
Nonostante tutto il male che ha fatto a me, ma soprattutto a te, non la odio.
Quello è un sentimento che lascio a voi tre: tu, tua madre e tuo fratello.
Io non sono come voi tre.
Perché ho detto tre e non quattro? Perché la madre di tuo fratello è deceduta da qualche anno.
Aveva solo 50 anni, troppo giovane per morire.
https://www.miselli.org/family/ivano-2/utumno
E quell’imbecille di tuo fratello, non solo ha appoggiato la parassita ladra nel suo volermi punire per non essermi piegato alle sue manipolazioni, cosa che invece il burattino ha fatto alla grande, impedendomi di assistere al funerale di mio padre, ma non mi ha neppure invitato al funerale di sua madre.
Ti sembra davvero strano che lo consideri una merda?
E se pensi: “peccato sia capitato a lei e non a mio padre”, sappi che non sei l’unica ad averlo pensato; molto probabilmente lo ha già fatto tuo fratello.
Comunque non rammaricarti troppo, presto arriverà anche il mio turno.
C’è una cosa che mi consola: nessuno di voi due sarà presente al mio funerale e questa sarà l’unica nota positiva di quella giornata.
Non si chiama “quell’altro” come mi hai detto per telefono, è tuo fratello e se non comprendi un concetto così semplice, è solo perchè la comprensione del mondo in cui ti trovi attualmente, non è fra le tue doti.
Fra l’altro siete molto simili, entrambi vivete in un mondo di fantasia, convinti che sia il mondo reale.
Non te lo ha detto tua madre che non ho molta stima di te?
Pazienza, te lo sto dicendo io. Proprio come non la possiedo neppure per tuo fratello.
Ti considero un’idiota, del resto solo un’idiota totale può fregiarsi dell’amicizia, seppur virtuale, con due fra i personaggi più ignobili del pianeta e odiare il proprio padre.
È la teoria della generazione dispari: da genitori intelligenti (basta uno dei due), nascono figli deficienti, da genitori deficienti, nascono figli intelligenti.
C’è una base scientifica a sostegno di tale teoria.
Se tu e tuo fratello aveste generato figli, sarebbero sicuramente molto intelligenti.
Prevengo una possibile domanda: “perché tuo fratello non ha mai cercato te?
Perché non ha la tua “grinta”. C’è chi lo ha definito un “frocetto”.
Non sto parlando di gusti sessuali. Quelli sono cazzi suoi, anche nel senso letterale del termine nel caso lo sia davvero; parlo di carattere.
Avevo sperato, ma era solo un desiderio mal riposto, più speranze in te.
Anche se avete madri diverse, avete un punto in comune: mi odiate entrambi.
Mi sia consentita una citazione tratta da una famosa canzone:
“non me ne frega niente se anch’io sono sbagliato,
spiacere è il mio piacere,
io amo essere odiato”.
Anche questo è parte integrante della via che sono tenuto a percorrere.
La stessa via che hanno percorso i miei avi e che dovranno percorrere i miei discendenti.
Ma non preoccupatevene ora, quel giorno è ancora molto lontano per voi.
Non ha alcuna importanza che crediate o meno alle mie parole; la realtà non si basa sulle vostre credenze, esiste indipendentemente da voi e dall’indottrinamento che qualcuno vi ha inculcato a forza.
Stanotte ho sognato tua madre.
Era già successo un’altra volta in passato, anche se non glielo ho mai detto.
Sicuramente è legato a quanto sto facendo.
Te lo racconto:
Avevo appena finito di lavorare e in bicicletta (non sono un ciclista ma credo che serva per descrivere l’impegno) ero andato a casa di tua madre, abbastanza lontano da dove lavoravo.
Ovviamente non cercavo lei, ma te; solo che tu non c’eri.
Come al solito eri da un’altra parte.
È quello che tua madre ha sempre fatto: ti faceva scomparire per impedirmi di vederti.
Ricordo che mi sono arrabbiato, ho urlato che era mio diritto stare con te e tua madre mi disse di aspettare fuori dalla proprietà; neppure nel cortile di casa mi concedeva di stare, promettendo che saresti tornata.
Così feci.
Mi misi a sedere su una pietra davanti alla proprietà in attesa.
Purtroppo a quel punto il sogno è terminato e neppure in sogno mi è stato concesso di passare un po’ di tempo con te.
È andata meglio durante la pennichella (breve dormita del dopo pranzo).
È rispuntata, non so come, la mia Yamaha 600 Enduro e siamo andati a fare un giro tutti e tre: tu, tua madre e io.
È sempre stata la moto dei miei sogni, sin da quando ero un “pischello”.
Finalmente, un giorno, sono riuscito a realizzare questo sogno, anche se si trattava di una moto usata.

Proprio come l’altro sogno che avevo: andare in California.
Perché proprio in California?
Per due motivi: il primo perché la consideravo la patria dei computer e il secondo perché avevo appeso in camera un poster degli Eagles seduti in riva a una piscina con a fianco un albero di Natale.
Anche quel sogno sono riuscito a realizzarlo, anche se il sapore finale non era uguale a quello del desiderio.
Ma anche quella è esperienza, mi è servita per comprendere meglio Leopardi e il suo “Sabato del villaggio”.
Lo conosci? O, come temo, sei ignorante come un paracarro svizzero arrugginito?
La donzelletta vien dalla campagna,
In sul calar del sole,
Col suo fascio dell’erba; e reca in mano
Un mazzolin di rose e di viole,
Onde, siccome suole,
Ornare ella si appresta
Dimani, al dì di festa, il petto e il crine.
…
Questo di sette è il più gradito giorno,
Pien di speme e di gioia:
Diman tristezza e noia
Recheran l’ore, ed al travaglio usato
Ciascuno in suo pensier farà ritorno.
…
Poi c’è anche un altro sogno e stavolta ti riguarda.
Deve essere colpa delle orecchiette alle cime di rapa.
Tua madre te le ha mai fatte?
A me no.
Non ho ricordi di lei come gran cuoca.
Si mangiava, è vero, ma non ricordo pranzetti succulenti.
Aveva altre doti.
Magari è migliorata nel tempo, ma questo lo sai solo tu.
Non è facile astrarsi nel momento in cui si ricopre una sembianza umana.
Per questo a volte mi lascio prendere da sentimenti che hanno un valore relativo.
Il famoso “potere temporale” del periodo papale.
La mia rabbia nei confronti di tua madre è causata da sentimenti tipicamente umani, ma in realtà sono consapevole che non poteva fare altrimenti; era il suo ruolo e lo ha svolto alla perfezione.
Questo il motivo per cui vivo nel dualismo nei suoi confronti: un profondo disprezzo e il volerle ancora bene come un tempo.
Esattamente lo stesso ruolo che ha ricoperto la “parassita ladra”, sorella psicopatica di tuo nonno, con tuo fratello.
Tu e tuo fratello siete all’inizio del percorso, la mia presenza sarebbe stata inadeguata.
Sarebbe stato come barare, ma questo non mi è concesso.
La mia componente spirituale mi racconta che tutto è avvenuto come doveva essere, ma purtroppo, almeno ancora per un po’, sono composto anche da una componente terrena e questa mi conduce a pensieri poco gratificanti.
Esiste un brano che si intitola “cara droga”, ne ho estrapolato il ritornello poiché si intona molto bene a entrambi.
Potremmo intitolarlo “cari figli”.
Poiché questo è assimilabile a un mio testamento, è giusto che sappiate cosa la mia parte terrena prova per voi.
Non sono cristiano, non porgo l’altra guancia, preferisco questo:
Hate your enemies with a whole heart, and if a man smite you on one cheek, SMASH him on the other!; smite him hip and thigh, for self‐preservation is the highest law!
Give blow for blow, scorn for scorn, doom for doom—with compound interest liberally added thereunto! Eye for eye, tooth for tooth, aye four‐fold, a hundred-fold! Make yourself a Terror to your adversary, and when he goeth his way, he will possess much additional wisdom to ruminate over.
Thus shall you make yourself respected in all the walks of life, and your spirit—your immortal spirit—shall live, not in an intangible paradise, but in the brains and sinews of those whose respect you have gained.
The Satanic Bible
Anton Szandor LaVey
Soprannominato “Il Papa Nero” da molti dei suoi seguaci, Anton LaVey iniziò il cammino verso il Sommo Sacerdozio della Chiesa di Satana quando aveva solo 16 anni ed era un suonatore d’organo in un luna park: “Il sabato sera vedevo uomini che desideravano ardentemente ragazze seminude che danzavano al luna park, e la domenica mattina, quando suonavo l’organo per gli evangelisti che si esibivano sotto le tende all’altra estremità del piazzale del luna park, vedevo quegli stessi uomini seduti tra i banchi con le loro mogli e i loro figli, che chiedevano a Dio di perdonarli e di purificarli dai desideri carnali. E il sabato sera successivo tornavano al luna park o in qualche altro luogo di indulgenza. Capii allora che la Chiesa cristiana prospera sull’ipocrisia, e che la natura carnale di quell’uomo verrà fuori!”
Fin da quel momento, all’inizio della sua vita, il suo cammino fu chiaro. Infine, l’ultima notte di aprile del 1966 – la Notte di Valpurga, la festa più importante per i credenti nella stregoneria – LaVey si rasò la testa secondo la tradizione degli antichi carnefici e annunciò la fondazione della Chiesa di Satana. Aveva visto la necessità di una chiesa che riconquistasse il corpo dell’uomo e i suoi desideri carnali come oggetti di celebrazione. “Poiché l’adorazione delle cose carnali produce piacere”, disse, “ci sarebbe stato allora un tempio di gloriosa indulgenza…”
Spero di andarmene fra non molto.
Se tutto va come previsto, tornerò in Italia solo saltuariamente e per periodi molto brevi, giusto qualche giorno e poi riparto.
Secondo i miei piani, dovrei riuscire a morire in quella che considero la mia vera dimora terrena.
Quella in cui sono ora non l’ho mai sentita veramente mia.
Era la casa di tuo nonno e, fra l’altro, non perdeva mai occasione di rinfacciarmelo.
La mia meta è questa:

sul finale c’è anche il link a un filmato che avevo fatto per te e tua madre sperando di farvi cosa gradita.
Se poi guardi gli altri post, ne troverai anche uno che ti riguarda direttamente.
Avevo chiesto a una IA, specializzata in ricerche sul WEB, di fornirmi tutte le informazioni che riusciva a reperire su di te e ho pubblicato il risultato con qualche mio commento sul finale.
No, non ho trovato nulla su tua madre.
Non viene citata neppure facendo riferimento ai social da boomer che utilizzate.
Una meteora non lascia tracce: brucia appena raggiunge l’atmosfera senza neppure toccare terra.
Una donna con una vita inutile che ha allevato una figlia che ha sprecato la propria.
Siccome è il momento delle rivelazioni, ne affronto un’altra.
Sei consapevole dell’origine dei tuoi nomi?
Sul primo se ne parla qua:
TolkienPedia
Come puoi notare è legato a tuo fratello.
A proposito di Tolkien, sai che è l’idolo di quelli che tu chiami “fascisti”?
Tu che ti autoproclami “orgogliosamente antifassista” (no non è un errore di scrittura, è una P.P.I.C.), senza ovviamente neppure conoscere il significato del termine, che effetto ti fa sapere che i vostri nomi derivano dalla fantasia di un “fascista”?
Invece il secondo deriva da tua nonna.
I nomi li ha scelti tua madre, ma il suo obiettivo era fare un regalo a me.
È stata una buona moglie, non nascondo che mi ha amato molto, mentre io non sono stato un buon marito, proprio per questo il suo odio nei miei confronti è così smisurato.
Amore e odio sono due facce della stessa medaglia.
E questo è lo stesso motivo per cui, nonostante tutto, continuo a volerle bene.
Era tua nonna, porti il suo nome, ma tu non sai neppure dove si trovi.
Non sei mai stata a trovarla per portarle almeno un fiore.
E ti credi quella “buona, brava e bella”, colei che aiuta i “derelitti”, ma non sei neppure capace di regalare un semplice fiore a chi ti ha donato il nome e la discendenza.
È proprio per questo che provo un profondo disprezzo per gli accoglioni come te.
Ti credi tanto buona, chiami “fratelli” dei criminali che scappano dalla galera dopo aver ucciso e stuprato, ma non riconosci come tale il tuo vero fratello e lo chiami “quell’altro”.
Ci sono molte cose che non sai di tua nonna paterna e che, molto probabilmente, non saprai mai, almeno in questa vita.
Sei stata allevata nell’ignoranza, ma la parte più triste è che ne vai pure fiera.
Ti vanti di un’amicizia, più o meno virtuale, con almeno due fra i personaggi più ignobili del pianeta e al contempo odi tuo padre per qualcosa che non ha fatto, si può essere più stupidi di così?
Il favoloso mondo di colei che un tempo era mia figlia.

Tutti i neonati producono merda che bisogna pulire, alcuni però, crescendo, lo diventano pure, ma quella non si pulisce, restano merde sino alla morte.
Una nota positiva però la possedete anche voi due, diventerete un ottimo concime.
Quanto resta della notte?
La notte sta per finire,
ma l’alba ancora non è giunta.
Cadranno i secoli,
gli dei e le dee,
cadranno torri,
cadranno regni,
e resteranno di uomini e idee,
polvere e segni.
Conosci I Ching?
Probabilmente sei atea, come tua madre.
Sei stata allevata nel materialismo e credi nella “scienza”, almeno fino a quando ti fa comodo, perché quando si tratta di genetica ed ereditarietà, allora la scienza non vale più e lascia spazio all’indottrinamento che ti è stato inculcato dalla propaganda.
Per cui non far troppo caso a quanto dirò e continua a pensare che si tratti di “coincidenze”.
Prima di scrivere questo post l’ho consultato, ovviamente chiedendo di te.
Le consultazioni si basano sull’interrogazione di due esagrammi.
Entrambe le estrazioni hanno prodotto lo stesso esagramma.
Non succede molto spesso e possiamo considerarlo un rafforzativo.
In quell’esagramma si parla di un padre e dei figli, ma tu continua pure a considerarlo una coincidenza.
La prima profezia di Celestino sostiene che le coincidenze non esistono, tutto avviene per un motivo. Tocca a noi comprendere quale sia e decidere se seguirlo o ignorarlo.
1) Scopriamo di vivere in un mondo misterioso, ricco di improvvise coincidenze e incontri sincronistici che sembrano predestinati.
Essa ci insegna a prendere sul serio le presunte “coincidenze” che si verificano nella nostra vita, che ci rivelano l’esistenza di una realtà ulteriore e nascosta rispetto al mondo fisico.
La massa critica – Nella cultura si sta verificando un nuovo risveglio spirituale provocato da una massa critica di persone che vivono la loro esistenza come una sorta di sviluppo spirituale, un viaggio nel quale tutti noi avanziamo guidati da misteriose coincidenze.
Comunque, nella remota ipotesi che le tue granitiche certezze materialiste vacillino, ti lascio il responso.
Lascio a te l’eventuale interpretazione, anche se sono certo che non ci capirai niente, come tuo solito del resto.
La consultazione dell’I-Ching è antecedente a questo post, mentre quella dei tarocchi è successiva alla pubblicazione.
Il motivo è proprio nella loro natura intrinseca di strumenti nati per scopi diversi.
Qui sotto potrai trovare la consultazione effettuata.
È superfluo dire che anche in questo caso l’oggetto della consultazione sei tu.
E anche qui, come in quella precedente, non ci capirai nulla, ma non importa, tanto a te basta essere una canara accogliona.
Ero indeciso su come chiudere questo post, avevo varie opzioni. Alla fine ho deciso per “Dogs” dei Pink Floyd, per vari motivi è quello che maggiormente rappresenta tutti quanti.
I Pink Floyd erano, e sono tuttora, il mio gruppo preferito di quando, poco più che adolescente, acquistai il mio primo impianto Hi-Fi; ricordo che era un Pioneer. A quel tempo abitavo a casa del coniuge della parassita ladra, la padrona di tuo fratello, è lei che lo ha manipolato, proprio come tua madre, la sua famiglia e altri, hanno manipolato te.
“Dogs” è in onore delle due canare e questo mi sembra abbastanza evidente.
Il filmato è un’animazione, per farmi sognare i due bimbi che, per vari motivi, mi sono stati negati.
Il testo, di cui riporto un estratto, in lingua originale e relativa traduzione, è in perfetta sintonia con il senso di questo post.
You gotta keep one eye looking over your shoulder
You know, it’s going to get harder, harder and harder
As you get older
And in the end you’ll pack up and fly down south
Hide your head in the sand
Just another sad old man
All alone and dying of cancer.
And when you loose control,
You’ll reap the harvest you have sown
And as the fear grows,
The bad blood slows and turns to stone
And it’s too late to lose the weight
You used to need to throw around
So have a good drown, as you go down, all alone
Dragged down by the stone.
Devi tenere un occhio che ti guarda le spalle
Sai, diventerà sempre più dura, più dura e più dura
Via via che invecchi.
E alla fine farai le valigie e volerai al sud,
Nasconderai la testa sotto la sabbia,
Soltanto un altro triste vecchio
Tutto solo che muore di cancro.
E quando perdi il controllo,
Raccoglierai il raccolto che hai seminato.
E come la paura cresce,
Il sangue cattivo rallenta e si trasforma in pietra.
Ed è troppo tardi per perdere il peso
Che di solito avevi bisogno di portarti dietro
Quindi affonda bene, mentre vai giù, tutto solo
Trascinato giù dalla pietra.
last, not least
Vediamo quanto siete “smart”.
Sapete dirmi per quale motivo ho scelto di pubblicare questo post il 23 dicembre?
A chi è consacrato tale giorno?
Sono pronto a scommettere tutto che nessuno di voi due riuscirà a fornirmi la risposta corretta.
Due o tre? Ma questa è un’altra storia…
Tuttavia in realtà, la chiusa finale più appropriata sarebbe questa:
la marcia funebre al minuto 4:00 è decisamente in sintonia.
Avrei molto altro da dire, ma non ne vale la pena; sarebbe solo tempo sprecato. In fondo, uno degli obiettivi è stato raggiunto e l’altro non dipende da me, per cui non posso farci nulla. Pertanto, termino qua.
Se osservate la sezione che descrive l’albero genealogico, noterete che nessuno di voi due è presente, proprio come non ci sono le vostre madri.
Utilizzo un tipico modo di dire dei social: “E fatevele due domande”.

Bibliografia
Poichè li ho citatil, vi lascio i link a youtube dove potrete vederli:
