Schema di lettura della croce celtica
Disposizione completa e ben strutturata: lo schema di lettura della croce celtica si può applicare a tutte quelle situazioni in cui si desidera analizzare in maniera approfondita cause, andamenti futuri e sensazioni/emozioni psicologiche del consultante. Utile anche per evidenziare l’influenza di persone specifiche, così da identificarne meglio il ruolo e le intenzioni.
Utilizzo: valutare in maniera specifica una situazione, evidenziare cause ed andamenti futuri. Evidenziare ostacoli.
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Carta 1: rappresenta il consultante, i suoi pensieri, il suo atteggiamento nei confronti della domanda posta. Può avvenire che questa carta sia in contrasto con il giro complessivo: non sempre la valutazione personale è rispondente all’andamento della situazione. In questo caso, sarà buona cosa far presente al consultante questo disallineamento.
Carta 2: gli ostacoli (presenti o passati) che influiscono sull’armonica evoluzione della situazione. Se questa carta rappresentasse una figura, sarebbe utile individuare chi è poiché, magari in maniera inconscia, costituisce un possibile blocco verso il raggiungimento dell’obiettivo.
Carta 3: il passato. Questa carta evidenzia cosa nel passato ha avuto influenza sull’andamento generale. E’ una carta con la quale, volenti o meno, ci si confronta continuamente. Non rappresenta qualcosa di trascorso e chiuso: le influenze del passato sono ancora in essere, anche se il consultante non se ne dovesse rendere conto.
Carta 4: il presente. Situazioni ed aspetti che si stanno affrontando direttamente nel momento attuale.
Carta 5: il futuro prossimo. Sviluppo della situazione nei successivi 15-30 giorni. Il futuro prossimo è un periodo poco “modificabile“, dal momento che è lo sviluppo di azioni già compiute ed atteggiamenti già messi in gioco. In ogni caso, è una carta molto utile, poiché avverte di quello verso cui ci si sta muovendo, permettendo di giocare di anticipo.
Carta 6: il futuro remoto. Carta che parla dell’andamento nei successivi 3-6 mesi. E’ il futuro su cui abbiamo più potere di scelta: la carta indica l’evoluzione possibile nel caso in cui non si facesse nulla, se si decidesse di lasciar scorrere il tutto in maniera passiva, senza modifiche. Altrimenti, può dare suggerimenti su cosa trasformare.
Carta 7: come il rappresentante vede se stesso all’interno della situazione. Questa carta non è il clone della posizione 1: la prima carta infatti indica i valori, le idee di fondo. La carta 7 parla di ruoli e di valutazioni di quanto si sta compiendo. Non sempre quello che una persona crede di fare corrisponde al reale valore dell’atto compiuto. I due casi limite sono la persona che si svilisce senza capire il valore di quanto sta facendo, o la persona che si auto elogia senza motivo.
Carta 8: come si percepisce la situazione. Giudizio e valutazione di quanto sta al di fuori, di quello che sta attorno al consultante.
Carta 9: rappresenta le paure e le speranze legate alla domanda. Molto spesso, i timori e le speranze coincidono, ossia uno stesso aspetto è quello che attrae e contemporaneamente si vorrebbe evitare. Questo solo in apparenza è una contraddizione: la voglia di essere famosi potrebbe sovrapporsi al timore del successo; il desiderio di iniziare una relazione potrebbe contrastare con la paura di perdere la libertà personale, e così via.
Carta 10: sintesi del giro. Esito, eventuali suggerimenti su come procedere al meglio.
Carta N. 1
XIII La Morte – Carta diritta

Spiegazione carta
Ritroviamo la ben conosciuta immagine dello scheletro armato di falce.
La morte è l’arcano maggiore dei tarocchi numero tredici.
Il numero tredici secondo la maggior parte delle tradizioni antiche è portatore di sventure, ma non mancano culture in cui il numero tredici è di buon auspicio.
Figura inquietante nel suo complesso, lo è anche nei dettagli di parti di corpi colpiti dalla falce della morte.
La morte è vista però come una figura paradossalmente giusta ed equa, in quanto colpisce tutti indistintamente dal ceto sociale e dalla ricchezza.
E’ raffigurata infatti a terra anche una testa coronata mozzata.
Significato carta
La morte simboleggia una fase di quello che è il ciclo della vita, una fase traumatica ma che precede una nuova nascita.
Una figura così spaventosa non significa quindi in modo scontato che la morte sia una carta portatrice di sventure, infatti il suo significato è principalmente quello di cambiamento, di chiusura di un ciclo e di conseguente rinnovamento.
La morte significa fine della situazione corrente, magari in modo traumatico, e nuova situazione che ne consegue.
La morte può riguardare anche la fine di un ciclo negativo.
Ovviamente questa carta, associata ad altre carte sfavorevoli, contribuisce a delineare un quadro non positivo.
Lettura carta
Questa carta richiede una particolare delicatezza interpretativa. Le predizioni negative sono benefiche e inutili: non c’è bisogno di vedervi la morte, la mutilazione, la malattia… Alcuni consultanti si spaventano nel vedere questa carta. È meglio scoprire insieme a loro quale grande trasformazione possa rievocare, quali cambiamenti siano desiderati oppure si stiano già verificando e quali minacce ci permette di evitare. A volte si tratta di qualcosa di cui bisogna fare a meno, a volte di una grande ira non espressa che ha bisogno di sfogarsi. A volte, l’Arcano XIII esprime un’aggressività inconscia oppure il bisogno di manifestare un’energia che, per il momento, non sa esprimersi positivamente. In questo caso, è meglio vedere se l’energia de Il Matto (che va nella stessa direzione, con lo stesso movimento, ma con connotazioni meno negative) non sia più adatta.
Eppure, quando si auspica una rivoluzione, l’Arcano XIII la provoca con una rapidità radicale che potrebbe dare un grande sollievo.
Analisi carta
Trasformazione profonda, rivoluzione.
L’errore più diffuso riguardo questo Arcano lo compie la tradizione attribuendogli in modo superficiale il significato, e a volte anche il nome, di “La Morte”. Il peso di tale inesattezza ha condizionato profondamente anche l’interpretazione dell’Arcano XIII. Di certo, la figura centrale è lo scheletro munito di falce che, nella tradizione popolare, rappresenta la morte. Eppure numerosi elementi ci consentono di scartare questa interpretazione un po’ semplicistica. Per un verso, l’Arcano XIII non ha nome. Dopo il lavoro di svuotamento e di approfondimento svolto da L’Appeso, questa carta invita a fare piazza pulita del passato, a una rivoluzione collocabile nelle profondità non-verbali o pre-verbali dell’essere, nell’ombra di quel terreno nero che ci è ignoto e da cui emerge, come dall’utero, la nostra umanità.
Inoltre, si osservi che il 13 non è l’ultimo numero della serie degli Arcani maggiori, ma si colloca poco oltre la metà della serie. Se questa carta rappresentasse la fine, probabilmente avrebbe il numero 22. La sua collocazione al centro dei Tarocchi ci spinge a considerarla come un lavoro di pulizia per il rinnovamento e l‟ascesi che condurranno gradualmente alla totale realizzazione del Il Mondo. D’altronde, questa carta numerata ma senza titolo risponde come un’eco a Il Matto, che ha il nome ma non il numero. La rassomiglianza nell’atteggiamento dei due personaggi è evidente: lo scheletro dell’Arcano XIII potrebbe quasi essere quello del Il Matto, visto ai raggi X. Dal che si può dedurre che i due Arcani rappresentano due aspetti di una stessa energia fondamentale. Ma se Il Matto è innanzitutto un movimento, un apporto di energia, una liberazione, l’Arcano XIII rievoca un lungo lavoro di pulizia e di purificazione, come un’aratura o una mietitura che preparano il terreno a una nuova vita. Ancora una volta, un segno evidente ci fa prendere le distanze da un’interpretazione semplicistica: lo scheletro è rosa carne, il colore per eccellenza della vita organica. Si tratta dello scheletro che abbiamo dentro di noi, l’ossatura, l’essenza viva e la struttura di ogni movimento, e non dello scheletro che ci lasciamo dietro quando ce ne andiamo da questa vita.
Un osso bianco per terra suggerisce l’ossatura disseccata (l’origine del termine “scheletro” è una parola greca che significa “secco”), ma anche quell’osso morto si evolve verso una nuova vita perché, con i suoi sette fori, si presenta come un flauto, uno strumento che attende un soffio per produrre musica; e quel soffio potrebbe essere divino. Per tutte queste ragioni è impensabile ridurre l’Arcano XIII al significato di “morte”. Invece vi si può leggere una grande trasformazione, una rivoluzione, un cambiamento radicale.
Il personaggio dell’Arcano XIII con la sua falce vitale (rossa) e spirituale (azzurra) sta lavorando sulla natura, sulla propria natura profonda. Impugna la falce per il manico giallo, colore dell’intelligenza: il lavoro è stato desiderato, pensato, e ora viene portato a termine. Naturalmente, questo lavoro può essere vissuto come un lutto. Inoltre, nel processo dell’Arcano XIII si vedranno affiorare sovente l‟ira o l’aggressività, sofferta o espressa. Ma è possibile che tale lavoro si manifesti come uno scoppio, un’esplosione rapida e liberatoria. L’Arcano XIII corrisponde all’Imperatore nella prima serie decimale, viene spinto dalla stessa energia esplosiva, vitale e senza sfumature, ma necessaria di fronte alla stabilità apportata dal quarto grado. Il passaggio attraverso l’Arcano XIII è un processo di eliminazione che elabora l‟ego e lo doma. Non si tollerano più elementi inutili; i sistemi di valori e i concetti limitanti che ci tengono prigionieri vengono aboliti, e con essi la complicità che fino a quel momento avevamo stretto con la nostra non realizzazione o le nostre nevrosi. Ogni legame di dipendenza viene tagliato così che possiamo riconquistare la libertà perduta, la stessa che ha come simbolo primordiale Il Matto.
Il suolo nero su cui lavora l’Arcano XIII ricorda la nigredo dell’alchimia, oppure il fango da cui spunta il lotto nella tradizione buddista. È il colore dell’inconscio, della vacuità, del mistero profondo. Sul suolo vediamo due teste, non sappiamo se siano mozzate oppure se emergano dall’oscurità; in ogni caso, lo scheletro si appoggia su di esse per poter avanzare. Il padre e la madre sono stati spodestati, in un primo tempo, affinché la nobiltà profonda del maschile e del femminile possa apparire sottoforma di due archetipi purificati. Due esseri umani con una tradizione regale nascono qui, dunque, così come crescono due generi di erbe: una di colore blu, il colore della ricezione spirituale intuitiva, e una gialla, il colore dell’intelligenza attiva e solare.
Osserviamo inoltre che spiccano sul suolo nero piedi e mani, alcuni ben formati, altri imperfetti. Sono stati mozzati? Stanno crescendo? In tal caso potremmo dire che il nuovo essere sta già affiorando in superficie. Se analizziamo più attentamente il personaggio scheletrico, vediamo che il suo volto non è tale, bensì un’ombra di profilo, come se il nero del suolo fosse risalito fino alla sua testa, come se la mente si fosse svuotata. L’occhio del personaggio ricorda un drago che si morde la coda, simbolo dell’universo infinito. La testa ha una forma lunare, segno di ricettività, e nella parte posteriore del cranio, tra le righe, si intravedono le quattro lettere ebraiche Yod, He, Vav, He, che compongono il nome divino. La somma di queste quattro lettere, nell’alfabeto ebraico, dà il numero 26, il numero della divinità, la cui metà esatta è 13.
Questo essere porta dentro di sé la divinità ma non è totalmente divino, lavora sul piano dell’incarnazione. Vi si può vedere un legame con la mitologia cristiana: la figura di Gesù Cristo presenta la doppia appartenenza umana (Gesù) e divina (Cristo). Il bacino del personaggio e la sua colonna vertebrale riproducono i colori della falce: azzurro e rosso, come se questi due colori (azione vitale e ricettività spirituale: costituissero la base della crescita che si sviluppa lungo la colonna, sotto forma di spiga di grano, sino al fiore rosso a quattro petali che sorregge la testa. Un ginocchio e un gomito presentano un fiore a tre petali o un trifoglio rosso, che sta a indicare ancora una volta l’attività nei punti strategici dell’essere; ginocchio e gomito sono la sede del carisma e della comunicazione con le folle. Nel corpo di colore rosa carne, una gamba e un braccio sono colorati di azzurro. Si tratta di un essere attivo e comunicativo, incarnato e insieme spirituale, umano e divino, mortale e immortale. La sua maschera è spaventosa. Anche se abbiamo visto che porta dentro di sé l’azione divina guardiamo con terrore il suo aspetto, e possiamo vedere in questo personaggio uno zoppo con la testa vuota che trancia a caso, senza alcun rispetto per la bellezza della vita. Una minaccia terribile e inappellabile, come la morte ingiusta e senza pietà. Ma la sua azione ci indica la via della trasformazione conducendoci dalla mortalità all’immortalità della coscienza individuale.
Se la carta parlasse
“Se ti sbrighi, mi raggiungi. Se rallenti, ti raggiungo io. Se cammini tranquillamente, ti accompagno. Se ti metti a girare in tondo, danzo insieme a te. Visto che il nostro incontro è inevitabile, affrontami adesso! Sono la tua ombra interiore, quella che ride dell’illusione che chiami realtà. Paziente come un ragno, incastonato come un gioiello in ciascuno dei tuoi attimi, condividi la tua vita con me; se ti rifiuti di farlo, non vivrai mai veramente. Potrai andare a nasconderti in capo al mondo, io sarò sempre al tuo fianco. Da quando sei nato, sono la madre che continua a darti alla luce. Rallegrati dunque! Soltanto quando mi concepisci la vita ha un senso. Insensato è chi non mi riconosce e si aggrappa alle cose senza accorgersi che appartengono tutte a me. Non ve n’è una che non abbia il mio sigillo. Permanente impermanenza, sono il segreto dei saggi: essi sanno che possono progredire soltanto percorrendo la mia strada.
Coloro che mi assimilano diventano potenti. Coloro che mi negano, nel vano tentativo di fuggire da me, si perdono le delizie dell’effimero: sono senza sapere di essere. Agonizzano senza saper vivere.
I bambini non riescono a immaginarmi. Se potessero farlo, non sarebbero più bambini, perché sono la fine dell’infanzia. Chi mi incontra lungo la strada diventa adulto: sa che mi appartiene. Divoro le sue difficoltà, i trionfi, i fallimenti, gli amori, le delusioni, i piaceri, i dolori, i genitori, i figli, l’orgoglio, le illusioni, la ricchezza, divoro tutto. La mia voracità non ha limiti, divoro perfino gli dèi. Però contro l’ultimo dio, il Dio autentico, una volta dissolte le maschere nelle mie viscere mi rompo i denti. Nel suo indescrivibile mistero, nella sua presenza assente, nella sua assenza presente, uccido me stessa… Quando la totalità della materia passa attraverso la mia gola senza fine e le cose smettono di comparire, sono costretta a dileguarmi.
Grazie a me tutto diventa polvere e tutto affonda. Ma non penso che sia una tragedia. Faccio della distruzione un processo di grande splendore. Aspetto che la vita si manifesti fino a raggiungere il massimo grado di bellezza, e allora arrivo per eliminarla con la sua stessa bellezza. Quando giunge al limite della crescita, comincio a distruggerla con lo stesso amore che era stato impiegato per costruirla. Che gioia! Che gioia incommensurabile! La mia distruzione permanente apre la strada alla costante creazione. Se non c’è fine, non c’è inizio. Sono al servizio dell’eternità. Per ottenerla, devi accettarmi e devi combattermi contemporaneamente, perché in fondo non esisto, esiste soltanto la vita, vale a dire il cambiamento. Se ti abbandoni alla trasformazione, diventi padrone dell’attimo fuggente perché lo vivi nella sua intensità infinita. Grazie a me nasce il desiderio nel ventre, nel sesso. Il coito serve a conquistare l’eternità.
Se tu non avessi un corpo materiale, io non potrei resistere. Quando diventi puro spirito, svaniscono. Senza materia, smetto di esistere. Abbi dunque il coraggio di posare le tue ossa e la tua carne fra le mie fauci! Per avere successo, di te devi darmi tutto quello che in realtà è sempre stato mio. Le tue idee, i tuoi sentimenti, i tuoi desideri e le tue necessità, tutto mi appartiene. Se vuol conservare qualcosa, per quanto minuscolo possa essere, tu che non sei nulla e nulla possiedi ti perderai. Perderai l’Eternità.
Sii forte! Vivi accanto a me! Chi cammina con me trasforma i figli, gli amici, la patria, il mondo. Se ti identifichi con la tua coscienza, avrai paura di me. Se sacrifichi la tua coscienza, cedendomi l’ultima delle tue illusioni quello sguardo che vuole tutto e crede di vedere senza essere nulla mi sconfiggerai. Perca di capire: nella mia estrema oscurità, sono l’occhio dell’impensabile che potresti chiamare Dio. Sono anche la Sua volontà. Grazie a me, ritorni a Lui. Sono la porta divina: chi entra nel mio territorio è un saggio, e chi non riesce a varcare la mia soglia in piena coscienza è un bambino impaurito che si fa scudo con i propri detriti. In me si deve entrare puri: liberati di qualunque cosa, liberati anche del distacco, devi annichilirti. Quando sarai sparito, comparirà Dio.
Vuoi la forza? Se mi accetti sarai il più forte. Vuoi la saggezza? Se mi accetti sarai il più saggio. Vuoi il coraggio? Se mi accetti sarai il più coraggioso. Dimmi che cosa vuoi! Se diventerai il mio amante, ti darò tutto quello che vuoi. Quando senti che faccio parte del tuo corpo, trasformo l’idea che hai di te stesso, ti rendo morto in vita e ti regalo lo sguardo puro dei morti: due fori senza punti di fissaggio attraverso i quali guarda soltanto Dio. L’attimo è allora terribile, tutto si trasforma in uno specchio e ti vedi in ciascun essere, in ciascuna forma, in ciascun processo. Quella che chiami vita, diventa una danza di illusioni. Non c’è differenza tra la materia e il sogno.
Non tremare, non avere paura, rallegrati! La vita, sia pure irreale ed effimera, rivela la sua maggior bellezza. Dandomi il tuo sguardo capirai finalmente quale miracolo sia essere vivi. Il tuo essere divino e impersonale non posso divorarlo. Inghiotto soltanto gli ego. Hanno tutti sapori diversi, uno più fetido e amaro dell’altro. Quando la mia onnipresenza viene captata si può dire che abbia inizio quel lavoro chiamato iniziazione. Ed esso dura finché avrai capito che non sono tuo, ma sono te.
Non mi piace che mi si incontri prima del tempo. Desidero venire chiamato nel momento esatto in cui si capisce chi sono. Se mi si precede mediante il suicidio non apporto nessuna saggezza, perché vengo camuffato da banale distruzione. Non sono una disgrazia assurda, ho un significato profondo, sono la grande Iniziatrice, la Maestra impalpabile che si cela sotto la materia. Quando vengo sollecitata in modo insensato divento furibonda, mi si costringe ad agire contro la mia volontà. Soltanto chi giunge da me con piena coscienza mi regala il supremo godimento. Ma la maggior parte degli esseri, ignoranti, vengono da me attraverso la guerra, il crimine, il vizio, la malattia, le catastrofi. Rari sono coloro che raggiungono quello stato di coscienza pura in cui mi trasformo all’apice della realizzazione. Costoro mi riconoscono sempre, mentre gli altri li colgo di sorpresa. Colui che si rassegna, comprende e accetta di essere la mia preda vive con facilità, libertà e allegria, fiducioso di fronte alle aggressioni, senza incubi, realizzando i propri desideri: perdendo la speranza, si perde anche la paura.
Non mi tendere la mano, la farei imputridire immediatamente. Offrimi la tua Coscienza. Lasciati sparire dentro di me per essere finalmente la totalità.”
Parole chiave carta
Cambiamento ● Mutamento ● Rivoluzione ● Ira ● Trasformazione ● Pulizia ● Raccolto ● Scheletro ● Tagliare ● Avanzare ● Eliminare ● Distruggere ● Rapidità…
Interpretazione tradizionale carta
Significato al Diritto: Fine, mortalità, corruzione, distruzione; inoltre perdita di un benefattore per un uomo, per una donna molte contrarietà; per una giovane donna fallimento di progetti di matrimonio.
Significato al Rovescio: Inerzia, sonno, apatia, pietrificazione, sonnambulismo; Speranze distrutte.
Carta N. 2
7 di Spade – Carta rovesciata

Significato carta
Ostacolo, nuovo progetto rischioso.
Lettura carta
Giungendo qui a una maggiore attività e avvicinandosi alla perfezione, l’intelletto diventa estremamente ricettivo, come dimostra la lama azzurra della spada. È una meditazione attiva, orientata verso i bisogni del mondo. L’ambito mentale, pacificato, può mettere la propria potenza e spiritualità al servizio dell’altro. Si acquisisce la capacità di astrarsi da se stessi, di annullarsi per dare il meglio. Potrebbe essere un saggio che mette la propria scienza al servizio dell’umanità, o unleader illuminato, un santo al potere. Quando questa carta è negativa rievoca la conoscenza usata con un obiettivo cinico, la maldicenza, la calunnia, le idee aggressive che distruggono il mondo, le teorie venefiche.
Carta N. 3
XXI Il Mondo – Carta diritta

Spiegazione carta
Una donna nuda o seminuda, racchiusa all’interno di una ghirlanda ovale e con una gamba leggermente piegata, tiene in mano una o due bacchette magiche.
Agli angoli della carta appaiono invece i simboli dei quattro evangelisti: un angelo (Matteo), un leone (Marco), un toro (Luca), e un’aquila (Giovanni).
Significato carta
Il mondo è una della carte più positive dei tarocchi; rappresenta purezza ed armonia, la creazione e lo scibile umano.
Gli obiettivi saranno raggiunti, si avrà successo in ciò che si sta facendo.
Si sarà prolifici.
Verrà raggiunta la serenità interiore.
Impareremo a sentirci appagati della nostra situazione e a godere di ciò che abbiamo.
Lettura carta
A patto che si trovi alla fine di una frase, in posizione conclusiva, Il Mondo indica una realizzazione. È una donna realizzata, un’anima ricolma di piacere, un mondo perfetto, un matrimonio felice, un successo mondiale. Questa carta può anche esortare a compiere un viaggio: la scoperta del mondo nel senso letterale del termine.
Così come l’Arcano XVI, La Torre, rievocava un sesso maschile in piena eiaculazione, l’Arcano XXI rievoca un sesso femminile connotato dall’entusiasmo (l’orgasmo) o da un essere (donna incinta).
Invece se la carta si trova all’inizio della serie rappresenterà un avvio difficile: si richiede la realizzazione prima dell’azione, non è al posto giusto, diventa una prigione. Si potranno allora ricercare tracce della vita intrauterina o della nascita del consultante come prima esperienza traumatica che provoca un blocco nel successivo sviluppo. Se non si desidera entrare in questo genere di considerazioni, bisognerà comunque tenere conto del senso di clausura che suggerisce l’Arcano XXI quando si trova all’inizio della serie e domandarsi in che senso e perché quella persona continui a starsene chiusa “nel suo guscio”.
Analisi carta
Realizzazione totale.
Questo Arcano porta il numero XXI, il valore numerico più elevato dei Tarocchi. Rappresenta la realizzazione suprema. Vi si vede una donna che pare danzare al centro di una corona di foglie azzurre, tenendo nella mano destra una boccetta, principio ricettivo, e nella sinistra una bacchetta, principio attivo. Come nel simbolo del Tao, lo yang sostiene lo yin e viceversa. Una stola di colore blu (in alto, dietro la sua nuca) passa davanti al suo corpo diventando rossa. Sebbene il personaggio sia innegabilmente femminile, questa figura suggerisce l’unione dei due principi, l’androgino realizzato.
Ultimo grado della serie degli Arcani maggiori, Il Mondo chiama a riconoscersi nella sua realtà profonda, ad accettare la pienezza della sua realizzazione. È anche il momento in cui, liberati dal rischio dell’autodistruzione, si inizia a scorgere la sofferenza dell’altro e a mettersi al servizio dell’umanità. Nella tradizione cristiana Cristo, la Madonna o i santi talvolta vengono rappresentati all’interno di un ovale. La mandorla è insieme un simbolo di eternità e una forma che ricorda il sesso femminile. Si può assimilare questo Arcano all’unità ritrovata del mondo nella sua totalità.
Ricorda anche l’uovo filosofico citato, tra gli altri, nella Turba philosophorum: “L’arte alchemica è paragonabile all’uovo in cui si ritrovano quattro elementi: il guscio è la terra; l’albume, l’acqua; la sottilissima membrana che si trova sotto il guscio è l’aria. Il tuorlo è il fuoco”.
Nella prima parte di questo libro abbiamo visto che questa carta rispecchia la struttura dei Tarocchi. Quattro figure circondano la donna nella mandorla, come quattro energie di base unite in armonia al servizio dello stesso centro. Nella tradizione cristiana, l’Angelo, il bue, l’aquila e il Leone rappresentano i quattro evangelisti. Qui, i quattro elementi ci servono come base per capire i quattro Semi o simboli degli Arcani minori.
L’animale di colore rosa carne non può essere identificato con certezza: cavallo o bue, è comunque un animale da traino che simboleggia l’offerta, l’aiuto, il sacrificio. Si può anche interpretare la punta che si scorge dietro al suo occhio alla nostra sinistra come il corno di un unicorno, che nel Medioevo era il simbolo del concepimento di Cristo da parte della Madonna. Di nuovo, l’animale simboleggia la materia vergine, i Denari. A differenza degli altri tre elementi, questo animale non ha l’aureola perché non partecipa dell’eternità. Inoltre i Denari, al contrario degli altri Semi, non hanno numero. In questa carta l’energia fisica e materiale raggiungere la pienezza. Il corpo è effimero ma viene purificato da qualunque macchia. La realizzazione della vita materiale potrebbe incarnarsi nella figura del campione che effettua una prodezza sportiva oppure vitale.
Le altre tre figure sono elementi cosmici: l’angelo rappresenta la perfezione emozionale, la santità, il cuore pieno di amore che si dedica al dare (Coppe). L’aquila con la sua aureola simboleggia la realizzazione della mente: il genio, ma anche un vuoto che non si può definire con le parole (Spade). Il Leone, anch’esso fornito di aureola, rappresenta la realizzazione dell’energia anelante e creatrice, una sublimazione che conduce lo sforzo selvaggio alla creazione cosciente, è la figura dell’eroe che non esita a sacrificare la propria vita (Bastoni).
Le quattro energie si irradiano intorno al centro, completamente realizzate. E nel suo uovo azzurro, raggiante d’amore e di coscienza verso tutto l’universo, il personaggio centrale danza guardando verso sinistra: la ricettività. Il piede è appoggiato sul suolo rosso arato con sei solchi: l’attività vitale è stata lavorata nel piacere, il mondo è stato accettato così com’è, in piena coscienza. Sotto questo suolo vivo, celato a malapena sotto un laccio giallo, s’intravede un uovo bianco. Potremmo dire che è l’uovo della Papessa che si è schiuso in tutte le sue potenzialità. Quando l’uovo cosmico si apre nel nostro lavoro spirituale, veniamo al mondo. Questa carta potrebbe rappresentare l’anima mundi, l’agente universale che sta in tutte le cose e ci unisce a tutte le cose.
Se la carta parlasse
“Sono qui, davanti a voi, intorno a voi e dentro di voi, con immenso piacere. Sono un essere completo. In me non v’è nulla che mi opponga resistenza. Tutto è unità. Ogni cosa sta al suo posto, sono una coscienza invulnerabile, sono la danza perpetua della totalità. Chi non mi conosce dice ‘no’ quando l’universo dice ‘sì”, e questo rifiuto della mia immensa accettazione lo conduce all’impotenza. Ma chi diventa completamente puro e concavo, chi mi lascia entrare dentro di sé, comincia a danzare insieme a me, a dire quello che io dico. E costui conosce l’amore universale, il pensiero totale, il desiderio cosmico, la forza di vita impensabile. Costui conosce la quintessenza, l’unità di tutte le energie.
Se riesci ad arrivare fino a me, se mi sviluppi dentro di te, potrai assaporare la gioia suprema che è la gioia di vivere. Ma per farlo devi dissolverti nel gioiello ardente della mia presenza. Come quattro fiumi che ritornano all’unica sorgente, lascia che i tuoi concetti, sciame di api cieche, si fondano nella mia felicità. Lascia annegare il gregge dei tuoi sentimenti nella mia esaltazione infinita; offrimi il branco impazzito dei tuoi desideri perché possa arricchire, come un manicaretto prelibato, la mia costante creatività. E lascia che l’intera tua materia, con i suoi inevitabili bisogni, si abbandoni alla trasparenza che mi anima. Allora sarai padrone del tuo universo. Nel tuo intimo, la libido non si agiterà più, le tue passioni non potranno travolgerti, i tuoi pensieri non ti distruggeranno e il tuo corpo non ostacolerà la tua essenza. Sarai pieno, unito a me nella danza, nel godimento, nella festa incommensurabile.
Mediante l’obbedienza faccio sì che il tuo intelletto impari a essere; mediante la pace assoluta faccio sì che il tuo cuore impari ad amare; mediante l’apprendimento della ricezione faccio sì che il tuo sesso impari a creare; mediante l’accettazione della morte faccio sì che il tuo corpo impari a vivere. Se tu, come un leone affamato e assetato, abbandoni la preda per innalzarti verso l’anima, alla fine mi troverai. Sono il piacere di vivere e della realizzazione.
Sono il fiore dell’effimero che nasce costantemente dall’abisso; rappresento la materializzazione di tutti i sogni, l’anima senza la quale il mondo non è mondo ma un deserto sterile, la fine della speranza. Sono la meta di tutte le strade.
Gioia ineffabile.
Come una vergine santa, porto nel mio grembo la divinità. Sono la concretizzazione qui e ora dell’energia sacra de Il Matto. Sono Il Mondo che Dio ha creato per essere amato da lui.”
Parole chiave carta
Realizzazione ● Anima ● Mondo ● Pienezza ● Successo ● Eroismo ● Genio ● Santità ● Danzare ● Estasi ● Universale ● Compiutezza ● Totalità…
Interpretazione tradizionale carta
Significato al Diritto: Successo assicurato, ricompensa, viaggio, percorso, emigrazione, volo, cambiamento di residenza
Significato al Rovescio: Inerzia, immobilità, stagnazione, permanenza.
Carta N. 4
7 di Coppe – Carta rovesciata

Significato carta
Quasi una maledizione non ci fa mai trovare la felicità.
Lettura carta
Qui l’amore entra totalmente in azione nel mondo. Si tinge di umanesimo, di generosità. È la scoperta del potere della bontà, della forza dell’amore consapevole che consiste nel rallegrarsi per l’esistenza dell’altro. Si può dare senza contare, mettere in pratica una catena di solidarietà, intraprendere un’azione umanitaria. Unito all’amore universale, senza trascurare per questo la vita quotidiana, fa suo il motto: “Niente per me che non sia per gli altri”. Gli aspetti negativi di questa carta possono rimandare all’impossibilità di essere felici per via delle disgrazie nel mondo, all’aggressività, alla tendenza compulsiva ad aiutare chi non ci ha chiesto nulla. Può anche essere una persona che vede soltanto il proprio interesse, oppure un misantropo amareggiato.
Carta N. 5
4 di Coppe – Carta diritta

Significato carta
Equilibrio negli affetti. Stabilità positiva. Piacere ritrovato nella vita di tutti i giorni.
Lettura carta
Qui l’amore si è stabilizzato, È sicuro e solido. Sul Quattro di Coppe si possono gettare le basi per una famiglia: rievoca la fiducia in se stessi e nell’altro, l’amore visto come pilastro della realtà. Ma può anche trasformarsi nella ricerca di qualcuno che dia sicurezza, “un padre per i miei figli”, “una buona madre”, “uno ricco”, il che rischia di condurre a rapporti tra dominatori e dominati. Il rischio è di riporre le speranze di realizzazione nell’altro. Gli aspetti negativi rimandano all’insicu-rezza, alla mancanza di libertà, all’oppressione, così come alla limitazione dei sentimenti, a un amore troppo materialista.
Carta N. 6
7 di Bastoni – Carta rovesciata

Significato carta
Eccesso nei vizi, o anche nelle virtù.
Lettura carta
Questa carta riflette un momento di grande apertura, di azione irrefrenabile. In termini di realizzazione artistica è il successo, la riuscita, la creatività realizzata al servizio di se stessi e degli altri. L’io diventa un canale di energia sessuale creativa e, pienamente consapevole della propria dimensione impersonale, la distribuisce nel mondo intero. Può essere una relazione appassionata, il dono, il trionfo, l’inseminazione del mondo. Se è negativa, la potenza del Sette di Bastoni è terribile. Questa carta rievoca allora la dittatura, il fascismo, la schiavitù sessuale, la prostituzione, la tortura, il sadismo, il potere distruttivo in tutte le sue forme che avvilisce l’altro invece di mettere la propria forza al servizio del mondo.
Carta N. 7
Regina di Bastoni – Carta diritta

Significato carta
Donna eccezionale, carismatica e di forte influsso. Donna fidata e tollerante, di buoni valori, altruista, di successo. Persona pronta ad aiutare e sensibile. Probabili aiuti inaspettati, supporto tangibile dall’esterno.
Lettura carta
Con la mano destra (alla nostra sinistra) stringe un bastone scolpito contro il basso ventre, mentre con l’altra sembra agitare una piccola mano artificiale di colore giallo. È una persona sensuale, seducente, che ha dei punti in comune con L’Imperatrice (Africano III). Nel pieno possesso della propria sessualità creativa, può essere appassionata, capricciosa, istintiva, indipendente. Rappresenta la soddisfazione di una persona che comincia a vivere della propria creatività. La sessualità viene accettata, può simboleggiare un artista, un lavoro energetico ma anche, in senso negativo, l’ossessione sessuale, la venalità, gli eccessi.
Se la carta parlasse
“Sono immersa nel fiume incessante del desiderio. Tutto in me è esuberante. Con l’avidità di un tornado, offro la mia caverna ardente a tutte le inseminazioni. La mia chioma vigorosa è la schiuma di un oceano che si riunisce in una sola ondata. La potenza universale che si manifesta come azione sessuale mi dona la forza suprema della seduzione. Sono pronta a deporre innumerevoli uova, a far rifiorire tutti i deserti, a popolare con le mie opere il regno severo della Regina di Denari. Ecco perché continuo ad aprirmi, a chiamare. Senza un apporto generatore non esisto. Ed è questa mia incompletezza a darmi la dimensione di un gigante. Sotto l’apparente onnipotenza ho bisogno di essere adoperata, fecondata, guidata. In questo consiste la seduzione: una carenza tramutata in forza del desiderio. Se non riconosco questa carenza, se aspiro a completarmi da sola, divento castrante.”
Carta N. 8
Re di Spade – Carta rovesciata

Significato carta
Persona che può ostacolarci.
Lettura carta
Porta sulle spalle come Il Carro (VII) due facce a forma di mezzaluna. È un Re di Corte, abile nel maneggiare le parole e i concetti, le idee nuove. Nella mano sinistra (alla nostra destra) tiene un’unità di misura su cui sono incise 22 lineette, tante quanti sono gli Arcani maggiori. Può rappresentare un dirigente giusto e illuminato, un giurista, un docente universitario, un architetto, un pensatore scientifico, qualcuno in grado di risolvere una situazione con grande serenità intellettuale. Controlla i propri pensieri e li fa agire sul mondo. Gli aspetti negativi rievocano la potenza della calunnia e della critica, l’aggressività verbale,l’errore giudiziario, un politico corrotto che fa discorsi assolutistici, un’intrigante che si apre un varco nella società con arti subdole.
Se la carta parlasse
“Com’è raffinato il mio aspetto! Tutto quello che in mio cugino, il Re di Bastoni, è rigido e corazzato, in me diventa flessibile ed elegante. Non sono abbigliato per la guerra ma per gli intrighi di corte. I miei assi nella manica sono l’intelligenza, il parlare sibillino, le astuzie della strategia, le seduzioni dell’ironia. Alla voce delle armi preferisco la forza delle idee nuove. Alla franchezza della mazza contrappongo la flessibilità crudele della mia spada. Non distruggo, trafiggo e infilzo. Regno con leggi, riforme, giochi di alleanze. Invece di eliminare, divido per impormi al meglio. Chiarisco i concetti, ne evidenzio le contraddizioni, definisco perfettamente ciò che è e ciò che non è, ciò che va accettato e ciò che va rifiutato. Il mio esercito è composto da avvocati, scrivani, giuristi. Intorno a me gestisco una corte di artisti ufficiali e nobili parassiti. Sfrutto l’ingenuità per dichiararmi discendente di Dio o emissario della Verità. Avrei potuto essere un monarca assolutista nella storia francese o un rivoluzionario creatore dello stato.”
Carta N. 9
XIV La Temperanza – Carta diritta

Spiegazione carta
Rappresentazione medievale classica della virtù della temperanza: una figura femminile che travasa un liquido da un vaso all’altro.
Nei tarocchi la temperanza è rappresentata come una donna alata, in piedi, nell’atto di travasare un liquido, probabilmente l’acqua della vita, tra due coppe o brocche.
Significato carta
La carta della temperanza invita alla moderazione.
Come in passato il vino veniva temperato con l’acqua, così vanno evitati gli eccessi nella vita.
Si deve ricercare la moderazione, l’autocontrollo, ci si deve rilassare.
Oppure anche: si sta prendendo una situazione con il giusto equilibrio, si deve mantenere il giusto equilibrio.
Lettura carta
Questa carta di solito viene considerata come un segno di guarigione, di riconciliazione. Ci si sente protetti. Esorta a cercare l’equilibrio tra gli apparenti opposti. Sovente viviamo con una scissione interna, per esempio tra l’intelletto e il resto di noi stessi, o tra il corpo e la personalità restante se siamo molto sportivi; tra il davanti e il dietro, nel caso di persone che appaiono sovente in pubblico; tra una concezione spirituale molto elevata e desideri sessuali imperiosi… In ogni caso, Temperanza ci chiama alla via di mezzo, a sigillare l’unione con noi stessi e, quindi, con il resto del mondo. Questo Arcano rivolge anche un avvertimento agli alcolizzati o ai tossicomani, a tutti coloro che sanno di non essere in equilibrio per colpa loro.
Il lavoro di Temperanza non consiste nel recidere, ma nell’aggiungereun valore che mitighi le passioni che potrebbero ferire: la fiducia alla gelosia, la sobrietà alla ghiottoneria.
Analisi carta
Protezione, circolazione, guarigione.
Temperanza, il numero XIIII, rappresenta un angelo. Questa carta arriva dopo il lavoro svolto in profondità dall’Arcano XIII, che ha eliminato l’inutile creando il vuoto necessario per ristabilire la circolazione interna. È giunto il tempo della pace e della salute. Si noti che Temperanza non ha un articolo definito, né maschile né femminile. Le si possono applicare due generi: “il”, come “l’angelo”, e “la” come “la temperanza”. Così come L’Imperatore nella prima serie decimale, Temperanza è un numero 4, numero di stabilità. Vediamo che questo angelo sta ancorato alla terra e non spicca il volo, anche se le ali azzurre glielo permetterebbero. Temperanza ha superato la carnalità, può volare fino alle regioni più eteree. Le pupille gialle, illuminate di coscienza allo stato puro, ricordano il verso di Rilke: “Ogni angelo è tremendo”. Quello sguardo sovrumano potrebbe essere lo sguardo dell’unico angelo che abbia visto Dio: l’angelo Gabriele. Lo sguardo e la chioma di Temperanza sono pieni di luce divina, e il fiore rosso a cinque petali che sboccia sul suo capo ci indica che contiene la quintessenza. I suoi pensieri si manifestano sotto forma di un meraviglioso profumo, al di là della parola.
Ma abbiamo visto che questo angelo è ancorato alla terra. Ai suoi piedi si allacciano, accarezzandosi, due serpenti: Temperanza ha preso su di sé tutte le energie telluriche e ha dominato la propria libido. I due serpenti sono i poli sessuali, il maschile e il femminile del tantra, oppure i due nadir Ida e Pingala che si allacciano fin dalla base della colonna vertebrale per diventare uno solo, innalzandosi fino alle ali celesti dell’Angelo. Questo simbolo ricorda sia il caduceo di Mercurio sia Quetzalcòatl, il serpente piumato delle religioni precolombiane. L’angelo cresce sulla potenza della propria sessualità; la forza animalesca sublimata si ritrova nell’energia celeste e spirituale dei capelli gialli.
I quattro triangolini gialli sul petto o richiamano i quattro centri dell’essere umano: intellettuale, emozionale, sessuale e corporale. Questi centri non entrano in comunicazione fra di loro ma sono giustapposti, ciascuno con la propria legge. Ma in cima ecco apparire un cerchio giallo, simbolo della perfezione, dove in un vuoto si iscrive il triangolo che permette a ciascun elemento di incastrarsi perfettamente al suo interno. È la quintessenza, l’essere essenziale che c’è dentro di noi, che entra in comunicazione con ciascuno dei quattro centri e permette l’armonia dell’essere umano. Inoltre, sul petto dell’angelo si distingue una mano, simbolo di fortuna e di pace: il suo cuore irradia carità.
Temperanza fa sì che entrino in comunicazione fra di loro le energie, i fluidi. Si potrebbe dire che attenui le passioni. Grazie alla sua azione non esistono più energie contrapposte, non esistono più contrari ma soltanto elementi complementari: è il segreto dell’equilibrio. Temperanza indica il recupero della salute, l’equilibrio mentale ed emozionale, il controllo delle passioni non con la repressione ma tramite la sublimazione. Quando si estrae questa carta, si riceve un messaggio di pacificazione: “Trova il centro, il tuo pendolo vitale deve allontanarsi dagli estremi, passa per la via di mezzo”.
Sotto al vestito si intravede la punta della scarpa, una delle poche macchie viola dei Tarocchi. Anche il piede angelico è temperato: il rosso attivo e l’azzurro ricettivo mescolandosi si spartiscono il corpo di Temperanza. Dunque all’interno, sotto gli abiti, l’angelo è viola: ha realizzato l’unione di positivo e negativo, di attivo e passivo… Questo è il segreto che ci viene suggerito discretamente da questo piede.
Se la carta parlasse
“Non passa un secondo senza che io sia con voi, perché essenzialmente sono una guardiana. Non potete immaginare da quanti pericoli e malattie vi salvi. Quando sognate, veglio sui vostri sogni, allontanano gli incubi.
Vi amo infinitamente. Fidatevi di me perché quando non credete più nella mia benevolenza, divento sempre più minuscola e invisibile, perdendo una parte del mio potere. Ma non appena tornate a vedermi, agisco sempre meglio, dentro di voi come nel mondo esterno. Come una madre affiderebbe il figlio alle cure di una persona di fiducia, potete affidarvi a me come bambini: vi proteggerò. Quanti di voi sono diventati di colpo consapevoli della mia esistenza nell’attimo in cui un’auto stava per investirvi e io vi ho spinti indietro? O quando vi ho dissuasi dal salire su un aereo che sarebbe esploso in volo? O quando vi ho fermati a pochi centimetri da un baratro?
Sono l’equilibrio e la prosperità. Sono la voce interiore che grida: “State attenti!” e vi evita di compiere l’errore fatale, l’incidente, il gesto irreversibile.
Per voi sono in perenne stato di allerta. Sono la Benevolenza dell’universo. Entro in comunione con la natura e con tutte le entità che gover nano il mondo perché vi siano favorevoli, intercetto i pericoli, guido gli scambi. Sono presente nel Nord, nel Sud, nell’Est e nell’Ovest, ai quattro angoli del mondo, per farvi vivere nella piena fiducia.
Mi hanno chiamato ‘Angelo custode‟, la Chiesa mi ha sognato così, con fattezze infantili. Sono questo e anche molto di più. Sono una parte del vostro inconscio, la parte benevola, quella che vi aiuta e vigila su di voi perfino nel sonno. Sto qui per spingervi ad agire quando un’azione è positiva per voi. Datemi la vostra fiducia: sono qui per riequilibrarli. Chi soffre e si tormenta non mi conosce, eppure sono qui anche per lui. Aspetto soltanto che mi veda, e mi chiami.
Vi chiedo soltanto una cosa: di riconoscermi. Se mi riconoscete non siete più soli. Ma allora, direte voi, che cosa si deve fare per arrivare da te? E io vi rispondo: bisogna cominciare a immaginarmi. Potete invocare dapprima la mia immagine infantile di Angelo custode, è l’inizio. Giocate con me come il bambino che parla con il suo angelo. Fate come se esistessi. Immaginate che stia lì, accanto a voi, sempre, con l’unico compito di aiutarvi. E soprattutto accettate il mio aiuto come un bambino fiducioso.
Accantonate le vostre difese. Quando avete bisogno di qualcosa, chiedetela ad alta voce: „Angelo custode, intercedi per me in questo problema, in questa difficoltà…’. Risponderò a tutte le vostre richieste, pratiche e spirituali. Chiedetemi di proteggervi, mi piace farlo. Ditemi: „O mio protettore, veglia sulla mia salute, aiutami a trovare un lavoro che mi piaccia per davvero, in cui mi possa realizzare come essere umano, fa‟ che non manchi nulla alla mia famiglia’.
Oppure ditemi: ‘O mio protettore, aiutami a mantenere la calma in queste circostanze difficili, aiutami a progredire e a potenziare la mia consapevolezza, dammi forza, migliora la mia salute e fa‟ che ogni giorno possa essere utile a chi mi sta accanto. Confido in te‟.
Anche se non credete in me, fingete tale credenza e piano piano comincerò a prendere forma. Il tempo è il mio alleato, perché ogni volta apporta maggiore saggezza. Sono con voi dalla nascita fino al momento che chiamiamo morte, che poi è un’altra nascita.”
Parole chiave carta
Angelo custode ● Misura ● Mescolanza ● Circolazione ● Armonia ● Curare ● Proteggere ● Benevolenza ● Prudenza ● Temperare ● Salute ● Equanimità…
Interpretazione tradizionale carta
Significato al Diritto: Economia, moderazione, frugalità, gestione, alloggio.
Significato al Rovescio: Cose connesse con chiese, religioni, sette, sacerdozio, a volte anche il sacerdote che sposerà il consultante; Anche disunione, combinazioni sfortunate, interessi in competizione.
Carta N. 10
I Il Mago – Carta rovesciata

Spiegazione carta
Un mago o un prestigiatore, in piedi davanti al proprio tavolo di lavoro, è raffigurato mentre solleva la sua bacchetta magica.
Diversi oggetti sono posati sul tavolo, e sono tutti riconducibili ai semi delle carte dei tarocchi.
Sul tavolo del mago sono infatti presenti una coppa, un coltello o una spada, delle monete, e un bastone.
In cartomanzia la figura del mago è spesso associata a colui che legge le carte.
In alcune raffigurazioni sopra la testa del mago è presente un 8 rovesciato, simbolo dell’infinito, oppure è il cappello del mago che nella forma ne ricorda il simbolo.
Significato carta
Si esaltano tutti gli aspetti negativi dell’agire; ad esempio può significare: agire per il male, troppa fretta e agire senza riflettere, arrivismo, sfiducia nelle proprie capacità che invece ci sono, agire male, ossessione per i risultati materiali trascurando i veri valori.
Lettura carta
Il Mago indica un inizio. Il ragionamento è rapido, non mancano il talento né l’astuzia, si deve soltanto agire. Questa carta indica anche le difficoltà di scegliere, di decidersi, di prescindere dal “tutto è possibile” che caratterizzano la giovinezza.
Nella famiglia, o nell’universo psicologico, è il ragazzo: quello che uno continua a essere pur avendo più di quarant’anni, il ragazzo che uno ha allevato e che forse non vuole lasciare volare con le proprie ali, il ragazzo che si è incontrato e con il quale si può pensare di formare una coppia in cui tutto è ancora da inventare…
Il Mago dimostra che qualcosa è possibile, si può cominciare, e nulla si oppone a dare inizio a una nuova azione. La sua bacchetta potrebbe rappresentare una richiesta di aiuto o di ispirazione, nell’attesa di ricevere la carica da una forza più matura, o forse proprio dal processo di maturazione.
In qualità di primo Arcano maggiore, e per quanto possa essere un iniziato, Il Mago ha ancora parecchia strada da fare. È la carta dell’unità che deve scegliere un modo di agire.
Analisi carta
Iniziare e scegliere.
Il Mago ha il numero I. Questo numero contiene la totalità in potenza, è come un punto originale da cui nasce un universo. Per Il Mago tutto è possibile: sopra il tavolo tiene davanti a sé una serie di elementi che può utilizzare a piacere, e una borsa che potremmo immaginare inesauribile, come una cornucopia. Questo personaggio agisce dal proprio tavolo verso il cosmo, verso la vita spirituale. Pur essendo rappresentato da una figura maschile, Il Mago è un androgino che lavora con la luce e l’ombra, facendo giochi di prestigio dall’inconscio alla supercoscienza. La mano sinistra sorregge una bacchetta attiva, e la mano destra un denaro ricettivo. Questa moneta gialla, sole in miniatura, simboleggia la perfezione, la verità, ma ci rivela altresì che Il Mago non dimentica i bisogni quotidiani. Nell’altra mano la bacchetta azzurra cerca di captare la forza cosmica. Nella stessa mano si riconosce anche un’escrescenza rosa carne, come un sesto dito che ritornerà nella seconda serie decimale, nel sesto dito del piede de La Forza. Il sesto dito può essere il segno della sua destrezza, della bravura nell’organizzare la realtà secondo la propria intelligenza, ma è comunque misterioso. Potrebbe essere un prestigiatore che nasconde qualcosa sotto il tavolo oppure, al contrario, un iniziato.
Il tavolo ha tre gambe. Potremmo pensare che la quarta gamba stia fuori dalla carta: soltanto superando la fase delle possibilità per entrare nella realtà dell’azione, della scelta, Il Mago riuscirà a concretizzare la propria situazione. Ma si potrebbe obiettare che il tre è il numero dello spirito, e il colore azzurro è quello della ricettività spirituale. Allo stesso modo, le scarpe gialle del Mago indicano che la sua intelligenza tocca la terra, una terra impregnata di rosso sangue, di umanità, ma contemporaneamente ricevono il richiamo della forza divina. È una mente che cerca il suo spazio nel mondo umano, per trovare soluzioni nella vita materiale. È anche una carta che rievocherà questioni legate all’impiego, al lavoro, alla professione.
La piccola pianta gialla che spunta tra i suoi piedi potrebbe essere il sesso della madre natura che lo ha dato alla luce: Il Mago scende da un’altra dimensione per venire qui a cercare il proprio mondo, il proprio pubblico, un campo di azione, l’arte, le idee, gli amori, i desideri. Intende soddisfare i propri bisogni, fare trucchetti, iniziarsi, cominciare a vivere…
Sopra il tavolo scopriamo la presenza di tre dadi che mostrano ciascuno tre facce: 1, 2 e 4. Quindi ciascun dado dà il valore 7, e sommandoli otteniamo il 21, che è il valore numerico più elevato degli Arcani maggiori. Quindi, si potrebbe dire che Il Mago ha a disposizione l’intero Tarocco, fino alla realizzazione totale de Il Mondo. Inoltre, tiene fra le mani e sopra il tavolo di quattro Semi degli Arcani minori (un denaro, un bastone, un coltello che simboleggia la spada e una coppa, mescolati agli elementi per la prestidigitazione). E questo sta a indicare che si giunge alla verità attraverso l’illusione. All’altezza del suo sesso si vede una forma arancione che ricorda un serpente: ha collocato davanti a sé la forza sessuale (o kundalini) ed è in grado di controllarla.
Il cappello del Mago descrive l’inizio di una spirale. Proviene dall’invisibile, in quanto rappresenta il primo punto, emerge dal nulla per muovere i primi passi nel mondo. Su questo cappello, un cordone di luce (giallo) parte dalla chioma, dal mentale, e si apre per riunirsi al cielo, in unione con l’universo. Il suo obiettivo è, forse, riuscire a rendere immortale la coscienza individuale. Fra i capelli gialli, simbolo dell’intelligenza luminosa, otto piccoli cerchi arancione indicano che ha coscienza della perfezione e se la impone come meta. A livello psicologico, potrebbe anche considerarsi come un giovane con la testa ancora piena delle idee di sua madre (essendo l’8 La Giustizia, figura materna).
La cintura del Mago è doppia. Se la si considera un simbolo della volontà, si deduce che sia in grado di esercitare la volontà sull’intelletto (la parte superiore), ma anche sulla propria animalità, sulla carne. D’altronde, tale dualismo indica che non ha ancora portato a compimento la realizzazione di se stesso: finché persiste un dialogo interiore, l’illuminazione, la verità non stanno lì.
Se la carta parlasse
“Sono nel presente. Qualunque sia l’azione che intendo intraprendere, è venuta l’ora di farla. Fate come me: guardate tutti i momenti in cui non siete voi stessi, in cui non vivete nel qui e ora, che è il momento dell’eternità e il luogo dell’infinito. Che cosa aspettate? Sbarazzatevi degli inutili fardelli che sono i residui del passato e il timore del futuro. Incarno l’energia che chiamiamo Coscienza. Sono assolutamente presente qui, in questo corpo, tra altri corpi, in uno spazio e un tempo definiti.
Non sono separato da ciò che mi circonda. Sono consapevole della stupefacente varietà tutto quello che è. Vi invito a vivere con me questo inventario. Siate coscienti di tutti gli spazi, di tutta la materia: alberi, pianeti, galassie, atomi, cellule. Se sono cosciente, non sono soltanto uno spirito limitato a una determinata forma, ma mi trasformo nella totalità dell’opera divina.
Come si fa a essere coscienti? È semplice: in voi non devono esserci il passato né il futuro, ma soltanto un momento, il momento cosmico. Occorre mettere fine una volta per tutte alle devianze dell’eco, alle antiche ferite. Bisogna liberarsi di ogni piano, di ogni sofferenza, di ogni programmazione. Allora si arriva alla luce della coscienza. Se siete vivi, per voi, nell’attimo, la morte non esiste. Avete subito delle perdite nel passato e magari ne subirete anche in futuro, ma qui e ora nulla è andato perduto. Forse aspirate alla perfezione, a migliorare le vostre vite, ma nell’attimo non esistono aspirazioni. Siete lì, con tutto il vostro potenziale intatto. Io, Il Mago, mi colloco in questo crocevia di eternità e infinito che chiamiamo presente. Sono fedele a tutto quello che sono: il mio corpo, la mia intelligenza, il mio cuore, la mia forza creativa. Il mio tavolo color rosa carne ha le tre gambe saldamente piantate nel suolo, e io sono ancorato da qualche parte nella diversità e da quel punto agisco. Tra le infinite possibilità ne scelgo una, la mia moneta d’oro, punto di trazione che mi conduce alla totalità.”
Parole chiave carta
Astuzia ● Iniziazione ● Inizio ● Bisogno di aiuto ● Abilità ● Giovinezza ● Potenzialità ● Realizzare ● Discepolo ● Malizia ● Loquacità ● Talento ● Imbroglione (sacro)…
Interpretazione tradizionale carta
Significato al Diritto: Abilità, diplomazia, indirizzo, sottigliezza; malattia, dolore, perdita, disastro, insidie dei nemici; fiducia in se stessi, volontà; Il consultante, se di sesso maschile.
Significato al Rovescio: Medico, Magus, malattia mentale, disgrazia, inquietudine
