TAAUT (Semiti). Dio fenicio cui si attribuiva l’invenzione delle scienze, delle arti e della scrittura. Pare che i Fenici, popolo esclusivamente dedito al commercio, dessero questo nome al Mercurio greco e lo venerassero come protettore dei mercanti. Secondo Filone, T. era uno dei discendenti dei Titani; secondo altri era il dio Thot egizio nazionalizzatosi a Cartagine.
TABAKI v. Pandaroni.
TAGHISHI-MINI (Giapponesi). Figlio di Gimmu Tenno. Cooperò col padre alla conquista dello Yamato e, per potergli succedere nel governo del paese, sposò l’ultima delle sue mogli. Divenuto sovrano e ormai vecchio, T. venne assassinato, mentre dormiva in una caverna, dai due fratelli usurpatori, Kamu-Vai e Take-Numa.
TAIDELI (Cinesi). Persone addette alla scelta dei luoghi più adatti per il seppellimento dei morti. Godono di tale illimitata fiducia che gli abitanti di Tonkino, in attesa di una sepoltura adatta, non solo trattengono il defunto in casa per mesi e anche per anni, ma si addossano le considerevoli spese che i T. pretendono per la difficile ricerca del luogo. Per ovviare alle scomode conseguenze che una tale dilazione comporta, i parenti bruciano davanti al defunto una grande quantità di profumi, di erbe odorose, e carte dorate e colorate; oltre a ciò essi offrono all’estinto diversi tipi di vivande, si prostrano davanti a lui toccando la terra con la fronte rinnovando incessantemente i lamenti e preghiere sempre meno sinceri.
TAI-KI (Cinesi). Una setta di filosofi cinesi, chiamata Ju-Kiau, si serve di questo termine per indicare l’Ente Supremo o la causa prima che ha prodotto il Creato.
TAIKO v. Dairi.
T’AI-SAN NIANG-NIANG v. Pi-Elia Yuan-Kun.
TAITTIRIYA ARANYAKA (Indiani). Il testo che insieme col “Taittiriya Brahmana” deriva dallo “Yajur Veda”.
TAITTIRIYA BRAHMANA v. Taittiriya Aranyaka.
TAIVADDU (Africani). Nome che gli abitanti dell’isola di Madagascar danno al capo dei demoni.
T’AI-YO TA-TI o TAI-TI (Cinesi). «Grande Imperatore del Picco dell’Est»; Supremo dio terrestre dei cinesi. Dimora nella montagna sacra T’ai-San dove, secondo i taoisti, Augusto di Giada, Grande Imperatore Celeste, lo nominò suo vicario per gli affari terrestri con giurisdizione sugli uomini e sugli animali. Da Tai-Ti dipendono ottanta dicasteri e una folta schiera di funzionari scelti fra le anime dei defunti che ben operarono durante la loro vita. Considerata divinità regale viene rappresentata col manto imperiale.
TAKAGI v. Taka-mi-Musubi.
TAKA-MI-MUSUBI o TAKAGI (Giapponesi). Una delle tre divinità primordiali cosmiche, il Divino Produttore. Secondo gli shintoisti giapponesi apparve all’inizio del mondo, molto prima della dea Amaterasu cui la dinastia regnante di Yamato aveva dato lustro venerandola come divinità superiore a tutti gli dei, inclusi quelli che figuravano nella creazione del cosmo. Secondo il “Kojiki” di Yasumaro, il dio Takagi (il nome significa Albero Alto) risale ai tempi in cui le divinità venivano adorate non già astrattamente, bensì come spiriti incorporati in alberi e pietre; ancor oggi, infatti, nel sito più antico del grande santuario naikù di Ise si può vedere un simulacro di divinità formato da tre sassi e un alberello.
TAKA-OKAMI (Giapponesi). Dio del Pantheon giapponese, venerato sotto forma di drago. Dimora sulle montagne e domina sulle piogge e sulle nevi.
TAKE-HAYA-SUSA-NO-WO-NO-MIKOTO v. Susanowo.
TAKE-MIKA-DZUKI (Giapponesi). Divinità giapponese che domina sui tuoni, è venerato anche come dio guerriero.
TAKI-TSU-HIKO (Giapponesi). Divinità del Giappone che presiede alla pioggia; nei periodi di siccità è oggetto di grande culto e di speciali preghiere.
TAKSHAKA (Indiani). 1. Re dei Naga-Serpenti, che compare nel “Mahabharata”. Simboleggia la perfidia e la crudeltà. 2. V. Visvakarman.
TALAPOINE e TALAPOINI v. Sommona Codom.
TALMUD (Semiti). Compendio di dottrina, di morale e di tradizioni ebraiche. Consta di due parti: la “Mishnah” e il commento di questa detto la “Gemarah”. Fu composto da due rabbini babilonesi, Ravena e Ravashe, a partire dal secondo secolo d.C., per raccogliere le leggi orali che gli Ebrei dispersi cominciavano a dimenticare. Si distinguono in T. babilonese e in T. palestinese. Per gli Ebrei della diaspora il T. ebbe valore di legge e contribuì a mantenere l’unità dei costumi, dei riti e delle tradizioni.
TAMA-NOYA (Giapponesi). Divinità giapponese protettrice dei gioiellieri; particolarmente venerata dai cesellatori di gioielli sacri.
TAMAR v. Perez e Zerah.
TAMAS v. Guna.
TAMASA v. Manu.
TAMMONDEN (Giapponesi). Uno dei quattro grandi dèi che dominano nel trentatreesimo Cielo.
TAMMUZ (Mesopotamici). Dio assiro nato, secondo il mito greco-ionico, dall’unione incestuosa della madre Smirna col proprio padre Theias di Assiria. La forma originale del nome è Dumu-Zi Abzu (Signore dell’Abisso); in origine infatti il dio era venerato come divinità dell’Oltretomba; è confuso col sumerico Dumuri. In seguito divenne la maggiore divinità delle forze della natura econseguentemente fu venerato come dio dell’agricoltura; moriva ogni autunno per scendere sotto terra, ma rinasceva in primavera per simboleggiare il misterioso ciclo vegetativo delle piante e lo schiudersi dei semi dopo i reconditi processi evolutivi nelle viscere della terra. In primavera, nel mese di T., corrispondente pressappoco al nostro giugno, si celebravano riti e si facevano sacrifici per festeggiare la rinascita del dio. T. aveva come compagna la famosa Ishtar, dea dell’Amore e della Fecondità, ma non è certo se fosse solo sposa, o sorella, madre e amante tutt’insieme (v. anche Geshtim Anna). Il mito di questo dio aveva molte analogie con quello del fenicio Adon.
TANDAVA v. Natya.
TANEN o TENEN (Egizi). Remota divinità preposta alla fertilità della natura. Simboleggiava la terra emersa dal caos iniziale.
TANGRA (Siberiani). Nome dell’Ente supremo presso i Jacuti siberiani.
TANGRI (Islamici). I turchi danno questo nome a Dio, aggiungendovi gli ordinari appellativi che gli Arabi aggiungono al nome di Allah: Altissimo, Suprema Verità, Grande Profeta, eccetera.
TANIT (Fenici). Massima dea cartaginese corrispondente, con molta probabilità, alla siriana Ishtar; fu sposa di Baal, dea dell’Amore e patrona di Cartagine. Da alcune scoperte archeologiche nei possedimenti cartaginesi in Italia risulta che alla dea T. venivano sacrificati bambini e piccoli animali. Nell’isola di Mozia, vicino a Marsala, si sono trovate, unitamente ai simulacri di T., urne contenenti ossa di bambini bruciati. Il crudele rito del sacrificio dei fanciulli venne abbandonato dai Fenici per imposizione dei Greci, in seguito alla loro vittoria sui Cartaginesi nel 480 a.C. Il culto di T. come dea dell’Amore e della Voluttà fu introdotto anche in Roma sotto il regno di Settimio Severo. I Romani la identificarono con Giunone e con Venere e la chiamarono “Juno Caelestis”.
TANNIN v. Drago.
TANNO (Cinesi). Divinità venerata dagli abitanti di Tonkino. Il suo culto era principalmente diffuso fra i contadini perché si credeva che la dea presiedesse alla conservazione delle messi.
TANQUAM v. C’ang-y.
TANTRA (Indiani). Termine sanscrito che indica «Tessitura del Tessuto del Mondo». E’ il nome di testi sacri indiani chiamali anche “Agama” o «Verità», risalenti al quinto secolo d.C. Trattano della filosofia della Liberazione mediante l’energia dei poteri soprannaturali e dell’unione spirituale col Supremo. I testi T. considerati canonici dagli induisti, contengono scritture concepite sotto forma di dialogo tra Shiva e le Devi-Shakti.
TAO-SHENG (Cinesi). Filosofo promotore del Buddhismo in Cina. Si adoperò per la traduzione dei testi «Sutra» in cinese e predicò che la condizione raggiunta da Buddha si ottiene mediante l’illuminazione istantanea.
T’AO-T’IE (Cinesi). Mostruose maschere di animali sprovviste della mascella inferiore. Per i cinesi erano simbolo di fertilità e venivano indossate per tener lontani i malvagi spiriti demoniaci.
TARA 1. V. Brihaspati; Ekagata; Ganguli; Kurukulla. 2. Un’altra dea di nome T. è venerata dalle sette buddhiste del Tibet; questa T. come molte altre divinità indiane è presentata nel duplice aspetto di dea positiva e negativa. Per esempio: la dea di colore rosso, azzurro e giallo è perfida e crudele, mentre la dea bianca e verde è benevola e dispensatrice di grazie.
TARAKA (Indiani). Demone maligno annientato da Kartikeya-Skanda, dio della Guerra.
TARKSHIA (Indiani). Favoloso cavallo alato che si incontra nella mitologia irano-indù.
TAROMATI (Persiani). Genio malevolo al servizio di Ahriman; è considerato la personificazione dell’Arroganza.
TARTAC (Semiti). Dio semita che secondo la Bibbia era venerato dalla popolazione di Avva, nella Samaria. Era rappresentato antropomorfo con testa d’asino, con in mano un bastone corto. Secondo alcuni mitologi, T. è un’alterazione di “raflac”, termine caldeo che significa «carro». Per altri, T. è il Carro del Sole, oppure il Sole stesso sopra il Carro.
TASHMISHU (Mesopotamici). Dio fratello di Teshup, col quale dimorava sul monte Hazzi.
TASIAMI (Indiani). Antico dio considerato il «cronista» delle buone e delle cattive opere dei mortali. Nei templi dedicati al Rishi Gautama, nella regione di Pegu, T. è rappresentato da una figura d’uomo ritto in piedi, con un libro davanti e una penna in mano.
TASMETUM o TASMIT (Mesopotamici). Una delle poche divinità astratte venerate dai Babilonesi; era considerata la moglie di Nabu figlio di Marduk, e presiedeva all’intelligenza e agli studi. Fu onorata come inventrice della scrittura cuneiforme.
TATEN (Siamesi). Mitica figura di monaco talapoino (v. Sommona Codom) che, divenuto vecchio, fra le altre sue mansioni si addossò anche quelle che non potevano essere sbrigate dai talapoini novizi, come strappare le erbacce nei chiostri dei templi, radere i capelli, la barba e le sopracciglia ai monaci più giovani e sfamare i poveri con le carni degli animali morti naturalmente. I Siamesi lo venerarono come santo.
TATSUTA-HIKO e TATSUTA-HIME (Giapponesi). Due antiche divinità dello Shintoismo. Prendono il nome dal santuario di Tasuta a loro dedicato. Sono preposti ai venti e godono di vasto culto presso i marinai e i pescatori.
TA-URT o THUERIS o TUERIS (Egizi). Dea-ippopotamo detta anche Apet e Reret, venerata come protettrice delle madri durante l’allattamento. Proveniva dalle regioni dell’Alto Nilo e aveva vasto culto a Tebe soprattutto in epoca tarda. Confusamente ritenuta moglie di Seth le vennero attribuiti uffici importanti nella magia nera, forse perché la sua immagine appariva su talismani, amuleti e oggetti magici. Nelle iconografie appare come ippopotamo femmina con mammelle turgide, a volte recante sul capo una parrucca e il disco solare fra le corna.
TAVOLA SACRA (Islamici). I Musulmani la chiamano “Elouhel-Mahfoudd”, e secondo Galaleddin, commentatore del Corano, è una meravigliosa tavola perlata di una bianchezza abbagliante; è sospesa in mezzo al settimo Cielo ed è custodita gelosamente dagli Angeli per tema che i demoni possano cambiare ciò che vi è scritto sopra. Quella tavola, narra Galaleddin, «è tanto lunga e tanto larga da poter essere veduta dai mortali sulla terra».
TAY-BU (Cinesi). Setta di monaci cinesi (specie di Maghi) nota sotto il nome generico di Lanzo;vivevano nei dintorni di Tonkino ed erano tutti ciechi; pare avessero il dono della profezia e per questo venivano consultati per matrimoni, costruzioni di edifici ed altri affari; le risposte, per lo più oscure e quindi interpretabili positivamente e negativamente, venivano pagate a caro prezzo. I T. erano distinti in tre ordini: i T.-B. semplici, i T.-B.-Toni e i T.-B.-De-Lis; questi ultimi erano molto richiesti per la benedizione delle case nuove allo scopo di tener lontani gli spiriti malefici. Ne riferisce: Maspero in “La Religion Chinoise”.
TEFNE v. Tefnut.
TEFNUT o TEFNE (Egizi). Dea cosmica, figlia di Râ, sorella e sposa di Shu (l’Aria), col quale fa parte della Grande Enneade. Personificava la divina «umidità dell’aria» e aveva il compito di sostenere, unitamente allo sposo, la volta celeste. Nei “Testi delle Piramidi” figura nell’atto di porgere da bere al defunto. In altre iconografie è antropomorfa con testa leonina talvolta sormontata dall’arco e dal disco solare; non mancano immagini teriomorfe leonine.
TEHOM 1. (Mesopotamici). Divinità cosmogonica dei Babilonesi. Rappresentava la Dea Madre che concepì gli dèi di cui fomentò la ribellione; cedette il suo corpo perché venisse utilizzato come materia prima per la creazione dell’universo. 2. (Semiti). Secondo i testi biblici, T. è il nome di un mostro marino primordiale alleato del più noto Leviathan, che Dio sopraffece prima di dare inizio all’opera della creazione. La figura di T., insieme con quella di altri mostri biblici, compare sui bassorilievi dell’arco di Tito a Roma.
TEIQUAM v. C’ang-y.
TE-KI-DA (Cinesi). Antica festa cinese di Tonkino con cerimonie di esorcismo atte a bandire gli spiriti malefici dalla città.
TELEPINU (Ittiti). Dio agricolo preposto alla salvaguardia dei campi. Di carattere collerico, abbandonò tutti gli altri dèi e si nascose, lasciando che la campagna si inaridisse e l’agricoltura andasse in rovina. Rintracciato dalle altre divinità, la sua collera venne esorcizzata e il dio fu costretto a tornare sulla terra a dorso di un’aquila. Allora la natura si ridestò e la campagna tornò a donare i suoi frutti. Moglie di T. era Elatepinu.
TE-NAZDU-CHI v. Kushi-Nada-Elime.
TENEN v. Tanen.
TENGRI (Indiani). Dio del cielo venerato dai Mongoli prima dell’introduzione del buddismo in Mongolia. Similmente ad altre divinità indiane, T. ha il duplice aspetto: Bianco e Nero; il primo è benevolo, il secondo è terribile e vendicativo.
TENGU (Giapponesi). Le più antiche e le più strane creature della mitologia giapponese. Sono considerate divinità inferiori e discendono da Susanowo, fratello di Amaterasu. Sono molto temute ma anche rispettate, dimorano sugli alberi delle zone montuose dove vivono in colonie guidate da un capo Tengu che ha alle sue dipendenze un messaggero volante. Nelle raffigurazioni appaiono metà uomo e metà uccello, hanno un becco lunghissimo e sono alati; in altre immagini sono di colore rosso-rubino, indossano mantelli fatti di piume oppure di foglie d’albero e portano una specie di copricapo nero. Per quanto abbiano fama di esser maligni e diabolici, non sono fastidiosi. Nelle leggende vengono descritti come ottimi sciabolatori. Ne riferisce: M. R. Juliet Piggot in “Japanese Mithology”.
TENKADAI (Giapponesi). Antichissimo idolo giapponese venerato nel tempio omonimo. Narra la leggenda che, ogni mese, una fanciulla scelta fra le più belle veniva condotta al tempio di Tenkadai per un esame col dio. Durante il colloquio la donzella doveva esporre tutti i problemi attinenti alla comunità dei Bonzi; al termine della conversazione la giovane veniva ritrovata tutta coperta di scaglie argentee identiche a quelle dei pesci. Per i Bonzi era un segno di benevola predisposizione dello spirito dell’idolo nei confronti dei loro problemi.
TEN-SIO-DAI-SIN (Giapponesi). Una delle più importanti divinità dello shintoismo; era considerato il protettore dell’Impero e venerato in un tempio a lui dedicato in Ise. La festa in suo onore si celebrava il giorno 16 del nono mese dell’anno shinto, con pompa e magnificenza straordinaria.
TERAPHIM (Semiti). Idoli domestici presso gli antichi Ebrei. Sono nominati nella Bibbia ma non sappiamo nulla di più di quanto è detto in essa; probabilmente si trattava di piccole statue o simulacri di antenati. Possono essere paragonati ai Penati dei Romani.
TERMUTI (Egizi). Dio-Serpente. In lingua copta il termine significa «che dà la morte». Secondo Eliano, T. era una specie di aspide che cingeva il capo di Iside come un diadema; il morso di T. era mortale. Lo stesso scrittore racconta che Iside lanciava quel rettile contro i colpevoli; per questogli Egizi deificarono il serpente e lo considerarono come simbolo di giustizia cui nessuno sfugge.
TESHUP (Mesopotamici). Dio assiro dell’uragano e della tempesta, venerato dagli Ittiti e dagli Elamiti della regione del basso Tigri. Era fratello di Ishtar e di Tashmishu, con i quali affrontò il gigante di pietra Ullikummi che voleva distruggere il monte Elazzi sul quale essi dimoravano. Il culto di T., insieme con quello della moglie, la dea Elepet, era molto diffuso in tutta la Siria. Nelle immagini il dio appare come un uomo fiero, ritto in groppa a un toro e armato di un’ascia e di saette. Figlio di T. era Inar.
TESTI DEI SARCOFAGHI (Egizi). Raccolta di formule magico-religiose già appartenenti ai “Testi delle Piramidi”. Erano trascritti sui sarcofaghi familiari e a differenza di quelli erano accompagnati da scene illustrative. Risalgono alla Quarta e alla Settima dinastia.
TESTI DELLE PIRAMIDI v. Libro dei Morti.
TETRATEYAM (Indiani). Nome sanscrito della Trimurti indiana.
TEVATAT (Siamesi). Dio dei siamesi, fratello di Sommona Codom contro il quale cospirò inutilmente perché geloso della sua gloria e della sua maestà divina. Aspirando anch’egli alla divinità, T. ricusò di sottomettersi al fratello e fondò una nuova religione che determinò uno scisma, per cui il Siam si divise in due parti. Malgrado il caos generatosi fra le sette, T. divenne dio vivente e il popolo ne riconobbe i meriti specialmente nel campo delle scienze. Per difendere Sommona Codom dai soprusi del fratello, gli angeli custodi precipitarono T. nell’ottava regione infernale, luogo di punizione dei colpevoli e dei malvagi; lo stesso Sommona, disceso a visitare l’Oltretomba, racconta di avere riconosciuto il fratello e di essere rimasto tanto impressionato dai tormenti a lui inflitti che dimenticò le offese patite e lo perdonò, scongiurandolo di pronunciare una formula sacra e misteriosa che lo avrebbe liberato per sempre dal suo supplizio. Poiché T. si rifiutò di recitare l’ultima parte della formula che lodava i sacerdoti da lui poco stimati, l’infelice fu abbandonato al proprio destino e il suo castigo continuò in eterno.
THABAMURATH v. Mergian Banou.
THAHAMURATH v. Argenk.
THEIAS v. Tammuz.
THOT o THOUT (Egizi). Notissimo dio lunare originario di Khmenu (Hermopolis Magna) dell’Alto Egitto, centro principale del suo culto. Fra i moltissimi appellativi che gli si riconoscono, T. ebbe quello di Creatore dell’Universo, di Inventore delle Arti e delle Scienze e del geroglifico che gli antichi Egiziani chiamavano «verbo sacro» (v. anche Ogdoade). Ebbe anche titolo di patrono degli scribi e conseguentemente quello di «Scriba degli dèi». Nel tribunale del Regno dei morti, presieduto da Osiride, T. aveva il compito di guidare la cerimonia della psicostasia (v. Amenti). I sacerdoti di T. erano esperti nell’arte di trattare i veleni. Da un papiro del diciottesimo secolo a.C. risulta che essi conoscevano i veleni effettivi, quali il solfato di rame, il potassio, il mercurio e anche l’acido cianidrico, che estraevano, con ripetute distillazioni, dalle mandorle contenute nell’endocarpio delle pesche. Nei “Testi delle Piramidi” T. viene presentato come il primogenito di Râ e come sposo di Maat, dea della Verità e della Giustizia, colla quale fa parte della Piccola Enneade. Nelle leggende del ciclo osirideo il dio appare nel ruolo di pacificatore nella mitica lotta di Seth contro Horo. T. è rappresentato in figura di babbuino seduto su un altare, oppure in forma umana con il calamo e la paletta in mano. I Greci identificarono Thot con Hermes e lo chiamarono “Trismegisto” (Tre volte Grandissimo), «Padre della parola» e «Conoscitore dell’arte dei veleni», la cui preparazione veniva sempre mantenuta segreta; da ciò il nome di «Arte ermetica» da cui deriva il termine moderno «ermetico» col significato di incomprensibile.
THOUT v. Thot.
THUERIS v. Ta-Urt.
THUG v. Kalì.
TIAMAT (Mesopotamici). Mostro che nella cosmologia babilonese personifica il Principio femminile del Caos primordiale (v. Apsu). Fu vinta da Marduk nel corso di un terribile combattimento cosmico che stette a simboleggiare l’impegno del Creatore nel costituire l’ordine dell’Universo. Dopo avere ucciso T., Marduk la tagliò in due, con metà del corpo formò il cielo per impedire che le acque superiori inondassero la Terra, con l’altra metà creò le fondamenta della Terra e del mare, infine creò l’uomo impastando la terra col sangue di Kingu figlio di T.
TIC-CA o TI-KA (Cinesi). Gli abitanti di Tonkino davano questo nome al dio Fò, che aveva un culto vasto e popolare in tutta l’Asia anche sotto altri nomi: per esempio, il Ti-Ka del Giappone venivachiamato Xaka. A Tonkino esistevano numerosi settari idolatri di questo dio; essi credevano che tutti gli individui che avevano fedelmente eseguito i precetti di Ti-Ka, dopo un certo numero di trasmigrazioni, avrebbero goduto una eterna e perfetta felicità.
TIEN (Cinesi). Divinità astratta personificante il Cielo Supremo. Assieme al dio della Terra è una delle maggiori divinità venerate dai Cinesi. E’ chiamata anche Shan-ti, col significato di Meraviglioso Sovrano, e viene considerata patrona della morale. Gli onesti osservanti della sua legge godevano del suo favore divino.
T’IEN-HOU o T’IEN-FEI (Cinesi). Divinità marina venerata dai Cinesi, notissima, invocata per propiziare una navigazione felice T. pare fosse una fanciulla veramente esistita nell’ottavo secolo. Dopo morta, la sua immagine apparve ai suoi quattro fratelli, mentre navigavano pericolosamente, salvandoli con i suoi consigli da sicura morte; per questo fatto miracoloso T. venne annoverata tra le divinità.
T’IEN-KOU (Cinesi). Per i Cinesi è la Stella Sirio o Costellazione del Cane, ritenuta nefasta al momento della nascita dei bambini.
T’IEN-KUAI-LI (Cinesi). Uno degli otto Pa-hsien, discepolo del grande filosofo Lao-Tze. Per la leggenda, aveva la capacità di far trasmigrare la propria anima nello spazio pur restando vivo nel corpo; poiché il corpo restava inerte, un giorno esso venne bruciato e lo spirito allora s’incarnò in un mendicante. Per questo, T’ien-Kuai-li viene rappresentato come un poverello claudicante appoggiato ad un bastone.
T’IEN-KUAN (Cinesi). Una delle tre divinità preposte al destino degli uomini. Il nome significa Agente del Cielo; è venerato come colui che dona la felicità. I suoi compagni sono Ti-Kuan, Agente della Terra, purificatore dei peccati, e Shui-Kuan.
T’IEN-SU (Cinesi). Celebre personaggio che si distinse per la straordinaria abilità nel campo delle arti. Dopo la morte fu venerato nel regno del Tonkino, invocato al momento del concepimento di un bambino e all’inizio di qualsiasi mestiere.
T’IEN-WANG v. Guardiani del Cielo.
TI-KA v. Tic-ca.
TI-KUAN v. Shui-Kuan; T’ien-Kuan.
TILO (Africani). Per i negri del Mozambico è il nome del dio del Cielo, del Tuono e della Pioggia.
TIRONAL (Indiani). Festa solenne che si celebrava in India per inaugurare i templi più grandi e rinomati, come quelli di Chalembron, Cheringam, Jagannath e altri. Durava dieci giorni, durante i quali si svolgevano riti processionali guidati dai Brahmani, che trasportavano l’idolo da venerare. Ogni giorno veniva onorato un dio diverso: vi era il giorno di Vishnù, di Shiva, di Ravana, di Hanuman, così fino al decimo giorno, detto del “Toraton” (Corsa dei Carri) in quanto caratterizzato dal traino di un enorme carro su cui erano scolpite la vita e la metamorfosi degli dèi. Al seguito del carro vi erano musici, baiadere e una folla urlante e invasata. I genitori fanatici gettavano fra le ruote del Toraton i figli piccoli che tenevano in braccio per farli morire schiacciati, certi che la divinità cui il sacrificio veniva offerto ridonasse ai piccoli una nuova vita colma di bene e di felicità. Col passare del tempo lo zelo fanatico si affievolì e l’orribile superstizione andò sempre più diminuendo. Attualmente il rito del Toraton esiste ancora, ma con meno fanatismo e senza sacrifici umani.
TIROUNAMALEI v. Paor Nomi.
TIRTHA (Indiani). Mitico nome che gli Indiani usano dare ai luoghi consacrati agli dèi. Sono T. per esempio il Kailasa, il Gange e Benares, uno dei massimi T.
TIRTHANKARA v. Rishaba.
TISHTRYA (Persiani). Stella venerata dai Persiani come divinità apportatrice di pioggia benefica. E’ in sempiterna lotta contro Apaosha, genio malevolo apportatore di siccità.
TITHA v Kama.
TI-TSANG (Cinesi). Dio cinese dell’Oltretomba; signore e padrone delle dieci regioni infernali dove dimora giudicando i morti e dispensando grazie. Corrisponde all’indiano Ksitigarbha ed è rappresentato col volto rosso rubino e con in mano una verga di metallo che utilizza per dischiudere le porte del suo regno (v. Inferno).
TI-YU v. Inferno.
TOHU-BOHU (Semiti). Nella tradizione ebraica, il caos che Dio trovò prima della creazione.
TOKA-MI-MASUBI (Giapponesi). Nome di uno dei Kami, dèi invisibili che scomparvero con l’avvento delle divinità cosmogoniche.
TOKOLOSH v. Wakeera.
TOPAN (Giapponesi). Dio del Tuono. Si dice che quando T. è adirato corra per l’aria scuotendo la clava e eccitando violente tempeste; per placarlo i sacerdoti si coprono il capo con foglie sacre e gli offrono dei pesci. E’ rappresentato sopra un’ara di bronzo a forma di nube, armato di elmo coronato e di clava.
TOPHET v. Gehenna.
TORANGA (Giapponesi). Eroe che per le sue gesta e per il suo buon operato in vita si meritò gli onori divini. Da semplice cacciatore divenne, per i suoi soli meriti, sovrano del paese; acquistò poi gloria e prestigio per aver debellato un barbaro tiranno che infieriva su tutto il Giappone con le più orribili crudeltà. In genere T. è rappresentato mentre combatte, con una semplice scure, contro un tiranno dotato di otto braccia. In suo onore i Giapponesi eressero un tempio nella provincia di Vacata, contraddistinto da quattro buoi dorati troneggianti ai quattro angoli del santuario. Turbe di mendicanti si aggirano intorno all’edificio cantando lodi al rinomato guerriero e raccogliendo l’elemosina.
TORATON v. Tironal.
TORE (Africani). Dio Supremo, creatore degli Efe, Pigmei del Congo; venerato anche come dio forestale protettore dei cacciatori, si crede che egli possa assumere forme diverse ma sempre astratte, quali il Cielo e lo spirito della Luna, e mai umane. Nelle invocazioni il dio viene chiamato anche Mugu e Muri-Muri.
TORORUT (Africani). Personificazione del Cielo, venerato dai Suk del Kenia; è ritenuto anche Dio Supremo, creatore dell’uomo, nonché Signore assoluto dell’Universo.
TOU-MU (Cinesi). Dea preposta al destino degli uomini; rappresenta la costellazione del Sagittario ed è iconografata seduta su un loto, col capo incoronato, tre occhi, diciotto braccia e con nelle mani i numerosi oggetti simboleggianti il suo potere (il disco del sole e della luna, arco, frecce e stendardo).
TOU-SEN (Cinesi). Antichissima divinità cui si attribuisce il potere di fugare o di sanare le malattie infettive. Per questa sua facoltà ha culto come dio del Vaiolo.
TOYO-AKI-TSU-SHI v. Oshi-Ho-Mi-Mi.
TOYO-KUMU-NU v. Kami-mi-Musubi.
TOYOTAMA-HIME v. Uzu-Iko.
TRAILOKYAVIGAYA (Indiani). Una delle tante divinità secondarie buddiste, rappresentata con quattro facce e otto braccia nell’atto di calpestare una divinità induista.
TRETA-YUGA (Indiani). Significa «3 per 10», numero generico degli dèi vedici; il termine fu stabilito dal primo commentatore dei “Veda”, Yaska, autore del glossario “Nirukta”.
TRILOCHANA v. Shiva.
TRIMUNDIO v. Vishnù; Vamana.
TRIMURTI (Indiani). Nome sanscrito (= «triforme») della trinità indù; sintesi di Brahma (il Creatore), Vishnù (il Conservatore), Shiva (il Distruttore). La composizione della T. ha origini vediche, sta a rappresentare i tre aspetti di una stessa realtà e rivela una certa tendenza al monoteismo (v. Aum). Un culto specifico della T. in quanto tale non esiste; la Trinità indiana, da non confondere con la Triade, è la raffigurazione di una forma ideale unificatrice che sta alla base dell’induismo e che si perpetua in spiriti eletti come i santi, i filosofi, i poeti, eccetera. La più famosa rappresentazione della T. è quella di Elefanta nei pressi del porto di Bombay, da alcuni attribuita a un anonimo dell’ottavo secolo d.C.; è una figura a tre teste che rappresenta Shiva “Mahesvara” (il Supremo), simbolizzante lo Spirito triforme Creatore, Conservatore e Distruttore dell’Universo. Le prime tracce della T. si trovano nelle “Upanishad” (v. anche Sari-Harambrama; Tetrateyam; Triveni).
TRIPATHAYA v. Ganga.
TRIPITAKA (Indiani). I sacri testi base della religione buddista; il termine equivale a «Tre canestri».
TRIPURANTAKA v. Tripurasura.
TRIPURASURA (Indiani). Appellativo del demone Bana cui Shiva, Brahma e Vishnù avevano donato tre città meravigliose (le Tripura). Per avere offeso i tre dèi, Bana venne ucciso e le Tripura distrutte da Shiva, detto per questo Tripurantaka.
TRISULA (Indiani). Nome del tridente di Shiva, simbolo dei Guna.
TRITA-APTYA (Indiani). Uno dei tre dèi vedici minori nati dall’acqua. Gli altri due sono Ekata e Tvita. La triade simboleggia il triplice sacrificio di Agni, dio del Fuoco.
TRIVENI (Indiani). La Trimurti al femminile, simbolo dei tre maggiori fiumi dell’India, ossia: Gange, Yamuna e Sarasvati uniti insieme. Il luogo dove il Gange e lo Yamuna si uniscono (il Sarasvati è un fiume mitico che si crede scorra sotterraneamente ai primi due) è un Tirtha ed è meta di pellegrinaggi da parte degli indù che oggi lo chiamano Prag.
TRIVIKRAMA v. Vamana; Vishnù.
TS’AI-LUN (Cinesi). Dio protettore degli artigiani; venerato anche come dio della carta e degli operai che lavorano nelle cartiere.
TS’AI-SEN (cinesi). Importantissimo dio della Ricchezza. Il suo culto è molto popolare e diffuso, in suo onore si celebrano ogni anno solenni feste pubbliche. Nelle rappresentazioni più comuni appare come un uomo fiero, con un tridente nella mano destra e un lingotto d’argento nella sinistra.
TSAM-SRING v. Beg-Tse.
TSANG-KIE (Cinesi). Dio protettore degli scribi; è venerato come l’inventore dei caratteri cinesi.
TS’AN-NU (Cinesi). «La Signora dalla Testa equina», dea protettrice dei bachi da seta e degli artigiani addetti alla tessitura del prezioso filo. E’ la concubina del dio Yu-huang (non identificato) ed è considerata una specie di Venere cinese.
TS’AO KUO-KIEU v. Pa-hsien.
TS’AO-WANG (Cinesi). Una delle numerose divinità preposte alla protezione della casa e di coloro che vi dimorano; ha il preciso compito di custodire il focolare e di sorvegliare il contegno dei componenti della famiglia. I Cinesi credono che egli salga in cielo una volta all’anno per fare rapporto al Grande Augusto di Giada. Insieme con la moglie Tsao-Wang-Nai-Nai vigila e protegge anche le donne della famiglia. In veste di nume revisore e informatore ha ispirato poeti e scrittori cinesi antichi e moderni.
TS’AO-WANG NAI-NAI v. Ts’ao-Wang.
TSENG-CANG v. Guardiani del Cielo.
TSIANG v. Inferno.
TS’I-KU v. San-Ku.
TSUI-GOAB (Africani). Importante divinità degli Ottentotti; le si attribuisce il potere di rendere fecondo il bestiame e benefiche le piogge, che cadono solo dopo il suo divino intervento.
TSUIQUAM v. C’ang-y.
TSUKI-YOMI-NO-MIKOTO (Giapponesi). Dio cosmogonico dei Giapponesi, nato dall’occhio destro del dio Izanagi. E’ considerato il dio della Luna (v. Uke-Moki).
TSU-YU (Cinesi). Il Divino Arciere che annienta i suoi avversari con dardi di fiamma; nonostante ciò, è un dio delicato che si nutre di fiori e dopo ogni sterminio vola sulla luna.
TUBAL CAIN v. Jubal; Lamech; Naamath.
TUERIS v. Ta-Urt.
TUKESHI-UCE-NO-SUKUNE (Giapponesi). Mitico personaggio detto il Matusalemme del Giappone perché sarebbe vissuto circa trecento anni servendo come ministro ben cinque sovrani, da Keiko a Nintoku. Si distinse per valore e coraggio e fu al seguito dell’imperatore Ciuai nella conquista dell’isola di Kyushu. Partecipò inoltre alla leggendaria spedizione di Cingo contro la Corea e dopo numerose battaglie contro i principi ribelli fu dal fratello accusato di tradimento e sottoposto alla prova dell’acqua (tenne la mano nell’acqua bollente per vari minuti). Provata la sua innocenza, uccise il fratello accusatore e continuò a distinguersi nelle sue memorabili imprese. T. ebbe come figlio il grande eroe giapponese i Heguri-Tsuku. Secondo il “Kojiki”, i suoi discendenti, dopo un secolo di dominio, furono sterminati nel 645 a.C.
TUNG WANG-KUNG v. Kun-lun.
TUO-WENG v. Guardiani del Cielo.
TURANI v. Rostam.
TU-TI (Cinesi). Dio dei campi, molto venerato dai Cinesi, i quali in ogni loro proprietà custodiscono una copia in miniatura del tempio dedicato al dio.
TUTU (Egizi). Presunto figlio della dea predinastica Neith; è uno dei Geni benevoli esecutore degli ordini degli dèi.
TVASHTAR v. Visvakarman.
TVITA v. Trita-Aptya.
TZU-KU (Cinesi). Concubina cinese, divinizzata dopo che si suicidò a causa dei maltrattamenti subiti da parte della moglie dell’imperatore durante la dinastia T’ang. Ogni anno, nel giorno della sua morte, i Cinesi venerano la sua immagine e attendono la venuta del suo spirito; essi credono che se l’immagine di Tzu-Ku diventa pesante, lo spirito della dea è già arrivato sulla terra.