XACA o XEQUIA (Giapponesi). Principe-filosofo, fondatore di una setta buddista. Secondo la tradizione, a diciannove anni abbandonò la corte per ritirarsi in solitudine e, meditando sulle divine verità, scoprì i più sublimi misteri della perfezione e formò un piano per la sua nuova religione basato sulla meditazione e sull’ascesi. X. venne divinizzato ed è rappresentato assiso su una panca, con le mani giunte in atteggiamento di preghiera, con al collo una collana di conchiglie d’oro guarnire di pietre preziose. Il regno di X. è destinato a cadere per lasciare il posto all’avversario Fa-Mi-Tay.

XANTAI v. Noburunga.

XEQUIA v. Xaca.

XIN (Cinesi). Nome collettivo di alcuni genii benevoli venerati nell’antica Cina.

XIQUANI (Giapponesi). Divinità protettrice delle anime dei bambini e dei giovani. Nelle iconografie appare con quattro braccia e ammantata di una veste scintillante di stelle; con un braccio tiene stretto un bambino, con un altro impugna una scimitarra, col terzo tiene un serpente e nel quarto porta un bracciale pieno di nodi; al suo fianco figura un pappagallo, di cui nessun mitologo finora ha saputo spiegare il significato.

XISUTHROS (Mesopotamici). Secondo una versione frammentaria sumera è il Noè babilonese scampato al Grande diluvio su un vascello che poi si arenò su una montagna. Secondo Berosso, X. ritrovò i libri sacri che prima dell’inondazione aveva sepolto nella città di Sippar.

XOARCAN (Indiani). Uno dei cinque Paradisi dove soggiornano le anime degli uomini virtuosi e i milioni di dèi riconosciuti dalla teologia indiana. Presiede al X. il dio Devandiren, che ha due mogli stupende e cinque concubine di una bellezza celestiale. Malgrado ciò il dio soddisfa le sue brame frequentando le avvenenti compagne degli dèi e degli uomini beati. Secondo una leggenda, il sovrano del X., sazio e anche disgustato delle grazie delle sue donne, attentò allavirtù della bella moglie di un rinomato penitente di nome Gaudamen; costui, accortosi delle manovre del dio, lanciò violente imprecazioni in direzione di Devandiren e pregò gli dèi che il corpo del lussurioso venisse ricoperto di tante figure del sesso femminile Yoni che lo accusassero al mondo intero della sua incontinenza. Afflitto nel vedersi ridicolizzato da quelle figure oscene, il dio del X. implorò l’aiuto di Vishnù, il quale però pare non si curasse delle suppliche.