BABALAO e BABALORISCIA (Brasiliani). Sacerdoti e sacerdotesse del Vooduismo brasiliano che godono di illimitata autorità sui settari Candombles, adoratori di Yemangià, dea dei Flutti e del Mare. Sia i B. che le B. vengono dipinti come raccoglitori di erbe medicinali (per non dire stregoni), i quali, ingerendo le sostanze allucinogene estratte dalle loro erbe, si abbandonano a uno stato di ipnosi che, secondo loro, li rende efficaci intermediari presso gli dèi. Come sostenitori del culto di Yemangià, i B. e le B. celebrano i riti d’iniziazione sulla spiaggia, dove le nuove adepte, chiamate Yao, si abbandonano a sbornie orgiastiche e a danze frenetiche, con canti solenni, culminanti in veri e propri deliri.

BABY FACE (Messicani). Così i mitologi chiamano le bambole o statuine asessuate, di chiara impronta olmeca, trovate nel centro archeologico di La Venta. A esse fanno riscontro le statuine dal volto feroce ispirato al dio Giaguaro, trovate nei siti olmechi San Lorenzo e Tres Zapotés.

BACAB (Messicani). I quattro dèi arcaici sostenitori dell’universo rappresentanti i punti cardinali. Una sorta di Atlanti che, come sostenitori del mondo, sono citati nel codice “Chilam Balam”, i B. non hanno nomi o numeri distinti; essi sono gli Dèi quattro, che fanno parte di quella simbologia numerica dei Maya che indica le divinità con cifre. Secondo l’antico testo “Rituals of the Bacabs” scoperto da William Gates e tradotto da E. Wilkins nel 1919, nella cosmogonia maya tutto si svolge sulla base del numero quattro: quattro sono gli Dèi maggiori; quattro gli Uomini veri; quattro le Ere dei Maya; quattro gli angoli dei templi e quattro i colori.

BADABADA v. Abere.

BALAM (Messicani). 1. Termine maya che significa Giaguaro. Nel “Popol Whu” si nominano quattro B., di cui due sono citati come Uomini veri, rappresentanti il dio Giaguaro. I loro nomi: B. Quitzé, B. Cab, B. Mahutan e B. Iqui. Sono considerali i primi antenati dei Guatemaltechi, che si formarono per generazione spontanea, oppure furono creati, tramite l’incantesimo degli dèi creatori, dai primi avi Tepeù e Gucumatz. Poiché avevano l’aspetto di uomini, ebbero il dono della parola, della vista e dell’intelligenza e furono saggi e veggenti. Quando il creatore li inviò nel mondo per vedere da vicino ciò che accadeva, i quattro B. furono piacevolmente sorpresi da quanto di bello e grandioso i genitori avevano creato per loro; ma i creatori, non ritenendo giusto che essi potessero vedere quanto potevano vedere gli dèi, diminuirono la loro capacitàvisiva, e così i quattro B. poterono distinguere solo quello che era vicino e quello che era chiaro. In questo modo la loro sapienza e saggezza fu annientata. Dai quattro B. ebbe origine la razza maya-quiché. Secondo l’altro codice maya, il “Chilam Balam”, B. era il gran sacerdote del culto del dio Giaguaro, oppure il dio del Mondo sotterraneo. Nei bassorilievi che lo rappresentano con complicati glifi, compreso il glifo della conchiglia, che simboleggia l’occhio che scruta nelle tenebre sotterranee, il dio B. appare con un mantello di pelle a macchie nere, forse per significare che in origine era un dio delle caverne o comunque un dio di un mondo tenebroso.

BALITOK (Oceaniani). Mitico personaggio della tribù degli Ifugao nel Luzon Settentrionale (Filippine). Diede origine alla palma da cocco, seppellendo una testa umana. La leggenda racconta che B. fu punito dagli spiriti con un tremendo mal di testa per aver colto dei frutti da un albero fatato, mentre guidava un gruppo di cacciatori di teste; per liberarsi dal male e propiziarsi gli spiriti, B. sacrificò dei polli e seppellì una testa d’uomo sotto terra. Da quella testa spuntò una pianta che fu poi detta palma da cocco. Dal mito di B. ha origine il rito del seppellimento di una testa umana per curare l’emicrania.

BALOILO o BURIRO (Oceaniani). Nel mito dei Toradja delle isole Celebes (Indonesia), è il Sole, sposo della Luna, ambedue figli di Toramanuru (Padre Cielo) e di Ala Tala (Madre Terra). Dalla coppia Sole e Luna nacquero le stelle. Con l’introduzione del Cristianesimo nelle isole dell’Indonesia, B. fu identificato con Gesù Cristo e Ala Tala col Dio Padre.

BANIHI MAMATA (Oceaniani). Una delle mogli del Sole, secondo il mito degli indigeni Oba nelle Ebridi (Melanesia). Per liberarsi di Takao, essere mortale che la insidiava mentre era sulla terra, B. M. risalì con una liana fino al regno dello sposo, il quale recise con un colpo d’ascia la radice che la teneva legata alla terra. Da allora gli indigeni dicono che, se la moglie del Sole non avesse tagliato la catena che univa il Cielo alla Terra, essi avrebbero potuto salire al Sole e ridiscendere agevolmente fra gli uomini.

BAO v. Dieue.

BARKOLKOL (Oceaniani). Mitico personaggio dell’isola Ambrym nelle Ebridi Settentrionali (Melanesia), il quale diede origine al mare, scavando in una fossa nascosta sotto uno strato d’erba. Tolta l’erba, l’acqua straripò fino a inondare l’intero territorio delle Nuove Ebridi, formando così il mare.

BARONG (Oceaniani). Spirito benigno venerato dagli Indonesiani; apparendo sotto l’aspetto di unanimale favoloso, scaccia gli spiriti maligni, le epidemie e ogni altra calamità. Esistono vari tipi di B. e ciò dipende dalla specie di animale con cui sono rappresentati, Uno dei più famosi è B. Keket, dio della foresta, al quale viene dedicata una danza rituale, con sacrifici anche umani, per indurlo a intercedere presso il dio dei morti Rangda, assetato di sangue umano.

BATARA GURU (Oceaniani). Nome di derivazione induista; B. G. è infatti il sanscrito “Bhattara guru” (= «venerabile maestro»), uno dei nomi di Shiva (v. sezione seconda), che per influsso induista divenne poi Mahatala. Nella mitologia dei Karo Batak (Sumatra Centro-settentrionale), B. G. è il dio supremo, creatore e protettore dell’umanità. Ha come moglie Butara e come figli i tre dèi Benuwa Koling, Sansah Hienei e Tuan Paduka Niadji. Tutti e tre possono scendere sulla Terra per liberare gli uomini dalle malattie, dai pericoli delle guerre e dalle calamità atmosferiche.

BATCHUE’ v. Tuzichogua.

BAYAME (Australiani). L’Essere supremo dei Viragjuri (Australia Sud-orientale). E’ autore di ogni cosa e viene concepito come un grande capo che un tempo visse sulla terra ma che ora vive nel Bullimah (Paradiso del riposo), sede degli spiriti eletti, dove fioriscono fiori imperituri. Ha due mogli e un figlio, Daramulun oppure Dhuramulan, essere gigantesco e potente che vive sulla Terra, ma che può ascendere in cielo quando vuole per ricevere dal divino padre le leggi e le istruzioni destinate agli uomini. In onore di B. non si pratica il rito della circoncisione, come per altre divinità australiane, bensì l’estirpazione del dente canino superiore.

BELEWIL (Oceaniani). Leggendaria fanciulla dei Marind Anim (Nuova Guinea Olandese), che, incinta, si recò sulla scogliera per partorire; ma, essendo il parto lungo e difficile, l’alta marea la travolse e B. affogò tra i flutti. Ancor oggi gli indigeni credono che sugli scogli che affiorano durante la bassa marea, davanti al villaggio di Dermandeh, alberghi il Dema (spirito) di B. A esso i Marind Anim attribuiscono tutte le sventure che avvengono sulla spiaggia.

BELLIN BELLIN v. Bungil.

BENUWA-KOLING v. Batara Guru.

BERGALA v. Dsere Gede Metsaling.

BIMBAJO e GERU; SINEMBI e BOLIM (Oceaniani). Nella mitologia totemica delle isole di Mamberamo e degli altipiani della Nuova Guinea Olandese, sono figure contrapposte. Le prime, B. e S., impersonano il Bene e sono in rapporto col cielo; le seconde, G. e B., rappresentano il Male; perfidi e terrificanti, sono in relazione col regno dei morti. Godono di culto totemico e in loro onore si svolge una festa annuale che coincide con l’epoca del raccolto.

BINBEAL (Australia). Figlio dell’essere creatore Bungil (la stella Altair). Secondo il mito totemico dei Wurunjeri Kulin, nell’Australia Sud-orientale B. rappresenta l’arcobaleno. Dimora in cielo col divino padre e con le sue due mogli.

BINE v. Maharadjah.

BIR (Oceaniani). Il grande Serpente, figura dei Marind Anim della Nuova Guinea Olandese. Generò un bambino, cui venne posto il nome di Jawi; rapitogli da Aramemb, stregone creatore degli antenati, B. si vendicò uccidendo e ingoiando diverse donne e alcuni fanciulli del villaggio. Scoperto dagli indigeni, il grande Serpente fu ucciso e squartato. Suo figlio Jawi vendicò poi la morte del padre B., insidiando e seducendo la moglie del suo rapitore. Aramemb, per lavare l’onta, durante un rito di stregoneria fece morire il giovane Jawi. Il mito si ricollega all’antica e macabra usanza dei Marind Anim di procurare la morte durante le cerimonie di stregoneria.

BIRRAHGNULU v. Byamee.

BITOL (Messicani). Uno dei quattro grandi dèi maya, detti anche dèi vernacolari. Insieme con gli altri tre: Tzacol, Alom e Cajolom, B rappresenta l’universo e costituisce la sintesi riflessa del grande dio Gucumatz. Nel “Popol Whu” i quattro grandi dèi sono menzionati come spiriti celesti che animano i corpi astrali; per questo sono considerati divinità solari.

BLOCCHI ZOOMORFI (Americani). Enormi altari dalla forma ambigua e dalla simbologia mostruosa, che molti archeologi ritengono indecifrabile. Alcuni di essi, trovati a Copan e a Quirigua, città dei Maya classici, al confine col Guatemala, rappresentano il dio della morte Ah Puch; altri mostrano serpenti bicefali rozzamente scolpiti e iscrizioni rudimentali. I B. di Quirigua, datati tra il 780 ed il 785 d.C., sono tra i meglio conservati; la scultura è quasi perfetta e i glifi dei personaggi e dèi rappresentati hanno tratti umani. Tra i glifi, incastonati fra motivi floreali, si possono riconoscere gli dèi Itzamnà, Ah Puch, Kinic Ahau e l’uccello Moan. Altri blocchi più rudimentali sono stati trovati nei pressi di Cuzco e Kenko; questi blocchi non hanno glifi, maimmagini di animali mescolate a simboli vegetali; questo fatto induce i mitologi a ipotizzare che i B. fossero per gli Incas altari rupestri dedicati agli antenati.

BOCICA v. Cia

BOLIM v. Bimbajo.

BOLON v. Bolontikù.

BOLONCHEN (Messicani). Grande grotta sotterranea (= «nove colline») trovata nello Yucatàn tra Mèrida e Campeche, dove pare avessero culto i nove Bolontikù, divinità del mondo delle tenebre. In un’altra caverna dello stesso sito fu scoperta la famosa Dama velata, una stalattite a forma umana denominata Xtacumbil Xunaar (= «Donna col velo»).

BOLONTIKU’ (Messicani). Sono le nove divinità ancestrali della teogonia maya-tolteca. Secondo la simbologia numerica maya, che indica le divinità con cifre, i B. sono chiamati gli dèi nove e rappresentano il mondo inferiore (Michtlan). Dopo gli Dèi tredici (v. Oxlahuntikù), gli Dèi nove o B. sono le divinità più importanti del regno sotterraneo. Sono menzionati nel codice “Chilam Balam”, sempre con nomi generici, preceduti dalla cifra “Bolon” (= nove), come Bolon-Mayel, Bolon-Acmatz, Bolon-Tzacab, Ah Bolon Yocté, Ah Bolon Caanchac, Bolon Hobon, Cit Bolon Tun, Bolomac Bolon Imic. L’unico B. indicato con un nome particolare è Mitnal, anch’egli Signore del mondo sotterraneo, talvolta rappresentato da Ah Puch, dio della Morte. Alcuni reperti archeologici attestanti la vera esistenza dei nove B sono stati trovati nel tempio di Vaxcillan e nella base orientale di una grande torre di Palenque (centri classici maya).

BONGABONG (Oceaniani). Essere supremo venerato dagli indigeni Ifugao nel Luzon Settentrionale (Indonesia). Dimora nel Hudog, il cielo più elevato, dove comanda le divinità preposte agli elementi atmosferici.

BOU v. Maou.

BRURAN (Americani). Per gli indiani del Costarica, sono i primi uomini che hanno avuto origine dai semi, come le piante. Poiché i semi di alcune razze umane venivano conservati in canestri dibambù e affidati da Sibu (Capo supremo) alla custodia degli dèi buoni, gli dèi perfidi tentarono in ogni modo di appropriarsene. Non riuscendovi, i semi delle razze umane divennero la causa prima dei continui conflitti fra le divinità benevole e quelle malvagie.

BU v. Metakorab.

BUFALO v. Danza del Bufalo.

BUGAN v. Kabigat.

BULLIMAH v. Daramulun.

BUNGIL (Australiani). Dio creatore, presso le tribù dei Kulin (Australia Sud-orientale). Secondo una credenza di quei popoli, B era in origine un vecchio saggio capotribù che riuscì a salire in cielo con le sue due mogli e il figlio Binheal. Dal cielo creò la Terra, gli alberi e gli esseri umani maschi, lasciando creare le femmine al fratello Pallian. Secondo i Kulin, B. dimora tutt’ora in cielo sotto forma di stella Altair; mentre le stelle sono le anime dei loro primitivi antenati totemici, saliti lassù, insieme al Capo, in un turbine suscitato dal grande spirito Bellin Bellin (Corvo muschiato).

BUNO v. Njaring.

BUNTO v. Toramanuru.

BURIRO v. Baloilo.

BUTARA v. Batara Guru.

BYAMEE (Australiani). Essere primordiale (= «Colui che venne da lontano»), secondo il mito degli Euahlayi, tribù dell’Australia Sudorientale. Trasformò i quadrupedi in esseri umani e creò altriuomini con la creta, istruendoli poi sul modo di vivere. Ebbe due mogli: Birrahgnulu e Cunnunbeille, con le quali disparve improvvisamente e non si manifestò mai più. B. è considerato l’iniziatore dei culti totemici e il fondatore della legge dell’exogamia, per la quale individui appartenenti allo stesso culto totemico non possono unirsi e avere figli. Anche le due mogli di B. sono onorate come madri totemiche, in quanto loro compito è assegnare a ciascuna tribù un singolo Totem-animale, vale a dire un volatile alle tribù generate per trasformazione da uccelli e un quadrupede alle tribù originate da quadrupedi.