CABRACAN “accento grave sull’ultima a” (Messicani). Uno degli ultimi Giganti della mitologia maya, padre di Zipacnà, uccisore dei quattrocento giovani civilizzatori, trucidato a sua volta dai Gemelli Hunahpù ed Ixquic.

CACIMANA (Venezuelani). Uno dei tanti geni benevoli che erano oggetto di culto presso gli aborigeni del Venezuela. Suo compito era vegliare sui granai.

CAJOLOM v. Bitol.

CALENDARIO DI VENERE (Messicani). Uno dei più antichi calendari dei Maya. Importante compendio di calcoli astronomici, che faceva parte, insieme col calendario lunare (v. Tonalpohualli) e con quello solare, della complessa Ruota dei Calendari, inventata dai Maya per il computo del tempo. Per la precisione con cui prevede le eclissi, convalidata da recenti calcoli, l’intero sistema calendaristico stupisce ancor oggi gli astronomi. Esso risale a circa tremila anni fa, data in cui, secondo i sacerdoti maya, il mondo è stato creato ed è inciso su una grande pietra, un tempo affissa alla Porta del Sole, al centro del Tiahuanaco, città andina presso il lago Titicaca a quattromila metri di altitudine. A differenza del Calendario Egiziano che nel terzo millennio (dinastia Tanita 1070-946 a.C.) suddivideva l’anno in dodici mesi di trenta giorni per complessivi trecentosessantacinque giorni, il Calendario di Venere segna diciotto periodi o mesi di venti giorni, più un periodo di cinque giorni chiamato Uayeb (per gli Aztechi: Nemontemi), che i sacerdoti definirono Periodo vuoto e infausto. Il mese maya aveva nome Uinal, diciotto Uinal formavano l’anno di trecentosessanta giorni (Tun), che, aggiunti al mese Uayeb di cinque giorni, portava l’anno maya a trecentosessantacinque giorni. Il secolo maya era formato da cinquantadue anni. Similmente al calendario Azteco Tzolkin, i giorni del calendario maya sono contrassegnati da glifi nomi e da glifi numero.

CALUNGA (Brasiliani). Dea tribale del Mare, in onore della quale gli indios del Brasile eseguono il “frevo” (danza a base di contorsioni) durante un rito religioso a carattere vooduista, cui partecipano anche negri e mulatti di origine africana.

CAMAXTLI (Messicani). Divinità della caccia, venerata dagli antichi abitanti di Tlaxcala (MessicoCentrale). In suo onore si celebravano sacrifici in un luogo chiamato Zacapan, sito archeologico preolmeco, dove furono rinvenute trecento tombe con morti in posizione raggomitolata, circondati da statuine di terracotta e dalle così dette Offrande, preziosi gruppetti di dodici figurette di giada, rappresentanti i personaggi più emblematici del mondo olmeco.

CAMAZOTZ (Messicani). Dio pipistrello venerato dai Maya dello Yucatàn.

CAME’ (Messicani). Popolo vissuto nella Seconda Era culturale dei Maya Quiché, di cui fanno parte gli Hun Cané, figli di Hunahpú, dio Maya innovatore delle Quattro Ere. I C. sono nominati nel “Popol Whu”, dove sono miniati di colore nero, simbolo di crudeltà. Nel “Chilam Balam” risultano figli di un Ahau o di sette signorotti di un’epoca anteriore alla Prima Era solare dei Maya.

CANDOMBLES (Brasiliani). Tribù di negri e mulatti del Brasile Tropicale, cui si deve l’introduzione in quella regione degli allucinanti riti vooduisti. I C. sono confraternite feticiste, presso le quali le cose più comuni possono rappresentare esseri soprannaturali: così una foglia può essere l’anima di Osim, dio dei Boschi; un oggetto di ferro può simboleggiare lo spirito di un guerriero divinizzato, e così di seguito. In onore di questi feticci, i C. celebrano riti suggestivi e spettacolari; il più straordinario è senza dubbio il rito in onore di Yemangià, dea del Mare, il cui spirito si crede incarnato nei ciottoli della spiaggia; per questo la cerimonia in suo onore, la quale ha origini sudanesi, si svolge in riva al mare, dove ha luogo anche il rito di iniziazione delle nuove adepte alla dea; vi presiede una sacerdotessa vooduista brasiliana detta Babaloriscia, considerata intermediaria fra gli uomini e gli dèi.

CANE SOLE v. Pipil.

CAPUEIRA (Brasiliani). Danza-lotta religiosa a carattere vooduista di origine bantù. Molto diffusa in Brasile, dove, insieme con la danza del frevo, viene eseguita dai negri e dai mulatti nei riti iniziatici in onore delle divinità tribali originarie dell’Africa. A differenza del frevo, pantomima individuale voodoista in onore della dea Calunga, la C. ha in più la lotta, una specie di judo a suon di musica, con piroette e movenze ritmate, dagli strani nomi afro-portoghesi.

CARREFOUR (Oceaniani). Spirito demoniaco, signore della notte, protettore della magia nera. Divinità lunare presso gli indigeni del Dahomey (Haiti). Insieme col dio Legba, è oggetto di riti vooduistici, quasi sempre orgiastici e osceni; ma mentre Legba, divinità solare, rappresenta la creazione, C. personifica la distruzione e l’annientamento. Nei rituali in suo onore viene invocatoanche lo spirito di Ghede e, quando lo spirito arriva, il rito degenera in oscenità e diventa sempre più orgiastico; ogni eccesso sessuale viene giustificato, ogni promiscuo accoppiamento permesso.

CASSI (Oceaniani). Divinità satanica che, secondo gli indigeni delle isole Marianne, infligge pene severe alle anime dei malvagi.

CATEQUIL (Peruviani). Antichissima divinità peruviana che presiedeva sia al lampo sia al tuono.

CATIMBO’ v. Marassa; Quilombo.

CATUILLA (Peruviani). Uno dei nomi che i Peruviani davano al Sole, venerato come loro massima divinità. Essi distinguevano un Sole padre, un Sole figlio e un Sole fratello.

CE ACATL o TOPILTZIN (Messicani). Grande re sacerdote tolteco, di origini probabilmente vichinghe; eroe culturale, figlio di Mixcoatl (Nuvola Serpente) e di Cimalmat, una plebea; soprannominato Topiltzin Quetzalcoatl, per aver egli tentato di ripristinare il culto del Serpente piumato, ovvero di Quetzalcoatl, massima divinità messicana. Divenuto re nel 967 a.C., C. A. fu sovrano e sacerdote di Tula, città che arricchì di palazzi, monumenti grandiosi e teocalli. In qualità di gran sacerdote, C. A. patrocinò i riti cruenti con sacrifici umani nel tempio dedicato al Serpente piumato, rituale che in seguito tentò di eliminare, insieme con i culti preesistenti delle divinità cicimeche. Dopo diciannove anni di efficace governo durante il quale il regno dei Toltechi divenne la terza forza unificatrice del Messico, C. A. fu deposto e soppiantato dal sacerdote tolteco Huemàc; il suo regno fu scardinato e le credenze tradizionali cicimeche-tolteche resuscitate. Il grande re C. A. entrò nella leggenda. Si disse che si era fatto ardere vivo sul rogo; le sue ceneri, volando in cielo, si erano mutate nel pianeta Venere; oppure si era reincarnato nel Serpente piumato, scomparendo verso il Sole nascente, di dove sarebbe riapparso per vendicare il suo regno. Fu in base a questa profezia che l’imperatore Montezuma Secondo ravvisò nel conquistatore Cortes, tanto simile al dio scomparso persino nel colore della pelle, l’incarnazione del dio Quetzalcoatl e lo accolse con doni e onori degni della più grande divinità.

CEIBA (Messicani). L’albero sacro della Vita e della Sapienza, secondo la mitologia azteca. I Maya lo chiamavano Yaxché.

CENOTES (Messicani). Cisterne naturali d’acqua nello Yucatàn, dove venivano gettate le fanciulle vergini offerte in sacrificio a Chac, dio della Pioggia, cui le sorgenti erano consacrate. Da alcuni frammenti di ossa ritrovate, risulta che anche gli uomini venivano sacrificati nei C., come pure vi si gettavano gioielli per propiziare l’aspetto benefico della dea Luna.

CENTECPATL (Messicani). Il quarto anno della pioggia. Un anno di sconvolgimenti durante il quale, secondo i codici “Popol Whu” e “Chilam Balam”, «cadde una pioggia infuocata che tutto distrusse / il grande Serpente fu strappato dal cielo / il cielo precipitò e la terra ferma si inabissò /…in un momento la grande distruzione ebbe termine». Una apocalisse che ha molto in comune con la scomparsa di Atlantide, descritta da Platone.

CENTEOTL (Messicani). Antico dio azteco, protettore del mais; figlio di Tlazolteotl e di Xochiquetzal, dea dei Fiori; padre o sposo di Xilonen. Il nome è formato da “centli” che significa grano, e da “teotl” = dio. Viene rappresentato da una specie di rana con molte mammelle, oppure antropomorfo di sesso maschile, ma sempre come divinità agricola.

CENTZON HUITZNAUAC (Messicani). Nella mitologia maya sono i quattrocento dèi delle stelle del Sud, che hanno i loro corrispettivi nei Centzon Mimizcoa rappresentanti i quattrocento dèi delle stelle del Nord.

CENTZON MIMIZCOA v. Centzon Huitznauac.

CENTZON TOTOCHTIN (Messicani). I mitici quattrocento eroi culturali, che presso i Maya sono gli dèi principali della tribù Tepoztl. Erano ghiotti della bevanda pulque, di cui abusavano fino all’ubriachezza. Il mito dei C. T. ci riporta al mito dei quattrocento giovani civilizzatori uccisi dall’ultimo gigante Zipacnà mentre gozzovigliavano ubriacandosi di chicha, altra bevanda estratta dal mais, per festeggiare l’annientamento dei Giganti. Secondo il “Popol Whu”, i quattrocento eroi culturali rinasceranno come stelle raggruppate nella costellazione delle Pleiadi.

CHAC (Messicani). Antico dio Tlaloc di Teotihuacàn. Divinità maya dello Yucatàn, personificazione della fertilità. Una specie di Giove Pluvio, a volte malefico, che comanda ai tuoni e alle folgori. C. è anche dio del mondo dell’agricoltura e di quello vegetale; come tale è famoso per il gran numero di rappresentazioni (nei codici maya appare ben duecentodiciotto volte); nell’aspetto di glifo della Morte è caratterizzato da un naso lungo a forma di proboscide, occhi a palla, orecchie sormontate da corna e denti a zanna sporgenti da una bocca satanica. Come dio fluviale figura nell’atto di versare l’acqua, simbolo di fertilità, da un grosso vaso. Un altro C. è rappresentato dalglifo della conchiglia, simbolo dell’acqua primordiale. A C., come dio piovano, venne accostato Itzamnà Chac, dio solare-piovano; fu oggetto di culto nella città di Izamal, a nord dello Yucatàn, dove gli furono dedicati ben cinque templi. La figura o il glifo di C. dal naso a proboscide è presente ovunque nell’architettura maya, ripetuta all’infinito nelle facciate dei monumenti, agli angoli dei templi e persino sopra le porte, come motivo ornamentale. Nella vasta iconografia maya si distinguono quattro tipi di C., rappresentanti i quattro punti cardinali, contraddistinti ognuno da un colore particolare: rosso per il C. d’oriente, bianco per il C. di settentrione, nero per quello d’occidente e giallo per il C. del mezzogiorno. A C. venivano sacrificate le vergini nei Cenotes.

CHAC MOOL v. Aztechi Cuauhxicalli; Papalotl; Quauh Hxicalco; Sacrifici aztechi; Tula.

CHALCHIUHTLIQUE (Messicani). Grande dea azteca delle Acque (= «la signora dalle vesti di turchese»); moglie e talvolta sorella del dio Tlaloc di Teotihuacàn.

CHALCHIUH TONATIUH (Messicani). Per i primi abitanti del Messico era il secondo Sole che illuminò il mondo ricreato dagli dèi, mondo che venne poi distrutto da un terribile cataclisma nel quale gli uomini furono tramutati in pesci.

CHALCHIUH TOTOLIN (Messicani) Uno degli appellativi di Tezcatlipoca, dio azteco della Guerra.

CHANTICO (Messicani). Grande dea madre azteca; originariamente, raffigurazione della Luna; in seguito divinità protettrice del focolare; moglie di Huéhuéteotl, nome azteco di Itzamnà, dio del Fuoco e dei Vulcani.

CHASCA (Peruviani) Nome che gli antichi Peruviani davano al pianeta Venere, immaginato come un giovane dio dai lunghi capelli ricci e considerato il paggio del Sole.

CHENKEN v. Sirini.

CHIA (Colombiani). Dio lunare, che gli indiani Chibcha degli altipiani della Colombia consideravano malefico. Era venerato anche sotto il nome di Huythaco.

CHIBCHACUM (Colombiani). Altra figura mitologica degli indiani Chibcha (Colombia). Una specie di Atlante, condannato a sostenere il mondo sulle sue spalle come punizione per aver provocato il grande diluvio. Pare che il nome degli indiani abitanti sugli altipiani colombiani (i Chibcha) derivi dal mitico C.

CHICHAN (Messicani). Nome maya del Mostro della Terra che nel Calendario lunare azteco figura come il Serpente celeste o Mostro del cielo, metà uomo e metà rettile.

CHICHIHUACUAHUCO (Messicani). Il paradiso dove, secondo i Maya, salivano le anime dei bambini immolati al dio Tlaloc. In quel luogo esisteva un albero meraviglioso, da cui sgorgava il latte destinato al nutrimento dei piccoli innocenti.

CHICHUHNA HUITZICUINTLI (Messicani). Una delle numerose divinità messicane preposta alla protezione degli artigiani e degli operai. In particolare proteggeva gli scultori e gli scalpellini.

CHICOMECOATL (Messicani) Dea messicana della Fertilità e delle Messi; iconografata come una donna che tiene in mano una pannocchia.

CHICUNA (Americani). L’Ente supremo creatore dell’universo, secondo gli indigeni del Nicaragua e altre popolazioni dell’America Centrale.

CHIHUACOATL (Messicani). Dea messicana della Terra. Il nome significa Serpente femmina, ma in tempi antichi gli Aztechi la onoravano come una delle grandi madri del Messico e come «la prima dea che partorì e inflisse il travaglio del nascimento alle partorienti in omaggio alla dea Morte». Come dea preposta ai parti, C. godeva di grande culto presso le puerpere. Quando i bambini venivano alla luce, in onore della dea si celebrava un rito che offre molte analogie col Battesimo: dopo una solenne invocazione, si spruzzava con l’acqua il neonato e gli si imponeva il nome, supplicando C. affinché il bambino, purificato con l’acqua dal peccato primigenio, potesse rinascere e vivere felicemente. E’ probabile che gli Aztechi avessero anche loro qualche idea sul peccato originale.

CHILAM BALAM (Messicani). Antico e prezioso testo precortesiano, che fa parte, insieme con l’altro importante codice maya, il “Popol Whu”, di una ricca letteratura dei Maya, che ci tramandala loro storia, l’antica religione e le profezie. Il C. B., dovuto all’autoreprofeta Chumayel, fu trovato a Mèrida nello Yucatàn nel 1780; del testo si hanno una dozzina di versioni, fra cui la più antica è quella scritta nel villaggio di Manu. Il C. B. fa pure precisi riferimenti a una catastrofe verificatasi in una terra che in seguito a sconvolgimenti sprofondò nel mare nell’anno di Centecpatl, quarto anno della pioggia.

CHIMALMAN (Messicani). Presunta madre del dio Quetzalcoatl; secondo la leggenda, avrebbe concepito restando vergine.

CHIMINAGUA (Colombiani). Il dio supremo, creatore degli indiani Chibcha, abitanti sugli altipiani della Colombia.

CHIMOR v. Yampallac.

CHITCHI MANITU (Americani). Con questo nome (= «grande spirito») si indica il Grande Manitu, spirito eterno, creatore dell’universo. Secondo gli indigeni Algonkini dell’America Settentrionale, i C. M. hanno il potere di incarnarsi in qualsiasi essere; per questo essi in qualsiasi oggetto che capiti loro sottomano venerano lo spirito del creatore.

CHOUN v. Coun; Viracocha.

CHUCHAVIRA (Americani). Dio del Fuoco, del Tuono e dell’Arcobaleno presso gli indiani Chibcha della Colombia Settentrionale.

CHULTUN (Messicani). Altro nome dei Cenotes, le cisterne sotterranee dello Yucatàn, dove, oltre a celebrare il sacrificio delle vergini immolate al dio Chac, si custodivano le derrate alimentari.

CHUMAYEL (Messicani). Profeta maya, autore del famoso codice “Chilam Balam”, uno dei più importanti testi sulla storia, la religione e le profezie dei Maya.

CHURAKAN (Messicani). Nome che gli aborigeni del Messico, nel periodo invernale, davano al Sole, che veneravano come dio creatore del cosmo e protettore de)la giustizia.

CHURINGA (Australiani). Divinità ancestrali o spiriti dei mitici antenati della razza australiana, che ancor oggi, a distanza di migliaia di anni mantengono intatto il potere magico che solo gli sciamani sanno propiziare. Per evocare gli spiriti dei C. gli indigeni dell’Australia Centrale organizzano danze rituali durante le quali, in preda a furioso delirio, si feriscono a vicenda con uno stiletto; segue il rito del versamento del sangue degli animali sgozzati, che qualifica un sacrificio propiziatorio agli spiriti, i quali garantiranno prede facili e caccia abbondante.

CIA (Americani). Dea della Luna presso gli indigeni della Colombia. In origine, sposa del saggio Bocica; bella, crudele e perversa, C. ostacolava l’operato del vecchio sposo, che con saggezza si prodigava per la civilizzazione degli indigeni e per il miglioramento del suo territorio; ma, poiché ogni suo tentativo risultava vano, C. ricorse alle pratiche di magia e fece straripare le acque del grande fiume che allagarono un’immensa area bonificata. Per punire la sua malvagità, Bocica la cacciò dalla Terra, obbligandola a vivere sulla Luna.

CIBCACUM (Colombiani). Spirito malefico degli aborigeni della Colombia. Come l’Atlante greco, regge il mondo sulle sue spalle e, quando si muove per cambiare posizione, provoca cataclismi e terremoti.

CICOMECOATL (Messicani). In origine dea del Mais, venerata dagli aborigeni messicani; in seguito dea dei Sette Serpenti, con culto presso gli Aztechi. Come dea fanciulla era venerata sotto il nome di Xilonen, patrona dei germogli di mais.

CIHUACOATL (Messicani). Nome dell’antica dea Serpente, simbolo della Morte-Terra; era venerata a Tepeyuc, dove in suo onore sorgeva un grande tempio. Con l’arrivo dei missionari il culto fu sostituito da quello cristiano; a tutt’oggi sulle rovine del tempio sorge il santuario della Madonna di Guadalupe.

CIHUACOHUATL (Messicani). Altra dea Serpente, dagli Aztechi considerata una specie di Eva biblica, in quanto presentata come madre del genere umano. Fu la prima donna a partorire figli, a ogni parto generava gemelli.

CIHUATETEO (Messicani). Una delle grandi madri del Pantheon azteco; dea del Suicidio e per questo detta anche Ixtab (= suicidio). Col nome di C. è dea delle Streghe e delle donne morte di parto tramutate in spiriti volanti in cielo.

CIMALMAT (Messicani). Divinità della mitologia tolteca, nominata nel “Popol Whu” come madre di Ce Acatl e come moglie dell’ultimo gigante Zipacnà, massacrato dai Gemelli. Per la tradizione è la dea-zitella di Cimalmà (luogo di origine delle tribù cimalmeche), degradata al rango di divinità mortale perché accusata di aver eliminato il proprio fratello Ihuitimal.

CIMAR v. Maruk.

CIPI CUCULHA’ v. Huracán.

CITLALTONATL v. Omeoteotl.

COACALCO (Messicani). Sinonimo di Coatocalli, tempio del Serpente o dei sacerdoti consacrati al dio Quetzalcoatl, il Serpente piumato, grande divinità messicana.

COAIBAI (Oceaniani). Per gli indigeni di Haiti nelle Antille è il regno dei trapassati. Secondo le credenze di quelle tribù, i morti vi abitavano solo di giorno; di notte tornavano, invisibili, a dimorare sulla Terra.

COATLIQUE (Messicani). Dea messicana della Terra e della Morte. Divinità molto complessa, era venerata sotto diversi nomi a seconda dei suoi molteplici aspetti. E’ madre del grande Huitzilopochtli, sommo dio dei Cicimechi-Aztechi che, stando alla leggenda, la dea mise al mondo armato di tutto punto. Nel “Codice Aubin”, manoscritto azteco del 1586, C. appare come l’antica Dea Serpente patrona di Tenochtitlán, città sacra degli Aztechi, dove fu trovata una massiccia statua di basalto, in origine identificata con Chalchiuhtlique (altra divinità muliebre), ma che non ha nulla in comune con questa terrificante dea della Morte. Come dea della Terra, C. è raffigurata d’aspetto umano; come signora dalla pelle di serpente, è rappresentata dal glifo del suo nome oppure da una orrenda scultura: ha il viso ghignante di uno scheletro, la gonna fatta di serpenti intrecciati e otto mani, che stringono cuori umani sanguinolenti. In suo onore gli Aztechi solevano indire solenni cerimonie, durante le quali i sacerdoti offrivano al simulacro della dea i cuori appena strappati dalle vittime umane a lei immolate.

COATOCALLI v. Coacalco.

COATRISCHIE (Oceaniani). Divinità malvagia di Haiti (Antille), la quale, secondo gli indigeni, convoglia le acque sulle montagne e poi le fa precipitare a valle provocando inondazioni e morte.

COCHA v. Mama Cocha.

CODICE DI DRESDA (Messicani). Copia di un importante manoscritto del periodo Maya classico, fatta nell’undicesimo secolo e tradotta per la prima volta dal tedesco Hans Forstermann nel 1887. Contiene numerose miniature degli dèi antropomorfici maya, il Calendario sacro lunare e una ricca raccolta di dati di astronomia maya, fra cui le stupefacenti tavole delle eclissi solari e lunari.

COILLUR (Peruviani). La stella Venere, secondo gli indigeni Peruviani. Fu adorata come grande divinità e le fu eretto un grande tempio a Cuzco.

COJOCOP CILL (Americani). Il grande spirito, che gli indiani Nacèz del Basso Mississippi veneravano come essere supremo, dio del Sole e del Cielo. Aveva un tempio di struttura lignea senza finestre, con la porta volta a oriente e il tetto adorno di tre figure di rapaci, scolpite in legno. All’interno ardeva un fuoco sacro, perennemente alimentato da legna pregiata senza corteccia e custodito a turno da otto guardiani che venivano cambiati ogni quarto di luna. Colui che per incuria o distrazione lasciava estinguere il fuoco, veniva ucciso a colpi di clava davanti al tempio. In questo caso la fiamma divina veniva rinnovata con dell’altro fuoco sacro prelevato da un altro tempio.

COLO COLO (Americani). Perfida divinità temuta dagli indiani Cileni quale apportatrice di febbri maligne e di morte.

COLTELLO DI OSSIDIANA v. Tezcatlipoca.

COPAN (Messicani). La più meridionale delle grandi città maya a circa seicento metri di altitudine nella regione che oggi è l’Honduras. Città importante dell’Età dell’oro, famosa per la compatta acropoli, che è un complesso di templi davvero straordinario; vi sono cortili, piazze, belvederi e lunghe gradinate fiancheggiate da animali rampanti, i cui manti erano un tempo tempestati di dischi di ossidiana. Vi è poi la famosa Gradinata dei Geroglifici, larga nove metri, con sessantatré scalini tutti decorati con glifi che nell’insieme compongono un’iscrizione. Le date, la sola partedecifrata, permettono di stabilire che fu costruita nel 756 d.C. Fra i numerosi reperti portati alla luce dagli archeologi, notevole è la statua del dio Chac, che lo raffigura uscente da una pannocchia di granoturco. Ma la scoperta più sensazionale è quella fatta a C. il quattro marzo 1977: gli archeologi della Northern Illinois University, scavando alla base della Piramide del Belvedere hanno trovato una nicchia contenente preziose offerte agli dèi, tra cui una conchiglia con del sangue umano raggrumato e un aculeo usato nei riti sacrificali per trafiggersi il pene, onde far colare il sangue dentro la conchiglia per offrirlo agli dèi. Sono state trovate ancora pietre incise, manufatti di madreperla e altri oggetti in giada, tra cui un pettorale, lungo venticinque centimetri, con sopra incisa la figura di un dio maya, i simboli del Sole e del Giaguaro da un lato e una divinità dalle sembianze di serpente dall’altro. Grazie alla decifrazione dei glifi scolpiti sui monumenti dell’area esplorata, il capo della missione dell’Illinois, William Fash, ha potuto associare gli oggetti rituali ai sacrifici del sangue cui si sottoponevano i re maya con le loro mogli allo scopo di ripristinare il loro prestigio oscurato di fronte agli dèi e al popolo, oppure per solennizzare avvenimenti particolari come l’assunzione al trono o la morte di un sovrano o l’inaugurazione di un tempio.

CORROBORI (Australiani). Riunioni notturne che gli aborigeni Dieri dell’Australia Centrale organizzano negli accampamenti per invocare il grande spirito Mura Mura, apportatore di pioggia. Durante il C. gli uomini si radunano intorno a un falò e al battito ritmico dei tamburi eseguono danze sfrenate e cantano, ebbri di melassa, col volto impiastricciato col sangue e le piume dei polli sacrificati al grande spirito. A questa cerimonia le donne sono ammesse soltanto per battere il ritmo.

COUN o CHOUN v. Viracocha.

COXCOCTLI (Messicani). Secondo gli antichi messicani, fu l’unico uomo che scampò al grande diluvio che distrusse il quarto mondo. Con lui si salvò anche la sorella e compagna Xochiquetzal (= «Piuma fiorita»), detta anche Tlazolteotl.

COYOLXAUHQUI (Messicani). Dea della Luna presso gli Aztechi, sorella delle Quattrocento Stelle del Sud (v. Centzon Huitznauac). Il nome significa Signora dei campanelli; gli Aztechi la rappresentano infatti con una enorme testa ornata di sonagli incisa in un grosso blocco di pietra molto somigliante nella struttura alle famose teste olmeche dei Giganti. Secondo la leggenda, la dea della Luna fu decapitata da suo marito, il Sole, per punirla delle frequenti infedeltà. Presso i Maya C. veniva onorata col nome di Ixchel e rappresentata da una donna giovane, leggiadra e licenziosa.

COYOTE (Americani). Spirito preesistente al creatore, che ha nome Taikomol. Secondo il mito degli Huchnom, tribù degli Yuki nell’interno della California Centro-settentrionale, C. assistette alla nascita del creatore, quando sorse dalla schiuma delle acque, e fu suo assistente e collaboratore nella creazione della Terra. Secondo un’altra versione, C. sarebbe egli stesso il creatore oppure l’antagonista di Taikomol.

COYOTL (Messicani). Il vecchio C. Huéhuéteolt, dio del Fuoco, venerato presso le tribù guerriere Otomi, assorbite poi dagli Aztechi, per i quali i C. erano membri di una grande dinastia di re, principi e poeti.

CREPITO (Americani). Spirito malvagio che, secondo gli Eschimesi dell’Alaska Sud-occidentale, è l’unico essere capace di uccidere l’Essere supremo, di per sé immortale.

CROTALO v. Farfalla; Quetzalcoatl.

CUAUHXICALLI (Messicani). Nome azteco del Chac Mool, recipiente di pietra utilizzato per raccogliere il sangue e i cuori umani degli uomini sacrificati agli dèi.

CUCHAVARA (Americani). Signore dei Venti e dell’Arcobaleno; era oggetto di culto fra gli antichi abitanti della Colombia. Invocato durante le malattie e quando le donne stavano per partorire.

CUCULHA’ HURAKAN v. Huracán.

CUEREVAPERI (Messicani). Dea benevola, regolatrice delle precipitazioni atmosferiche. Le prime tribù indigene dello Yucatàn la invocavano nei periodi di forte siccità o di piogge troppo abbondanti.

CUISMANCU v. Pachacamac.

CUKULKAN v. Kukulkan.

CUKUMUNIC (Americani). Il creatore della Luna, massima divinità venerata dagli antichi abitanti della California.

CUNNUNBEILLE v. Byamee.

CUPAY (Peruviani). Spirito del Male e personificazione del peccato, secondo la mitologia dei Peruviani. Induceva gli uomini al delitto, affinché dopo la morte venissero condannati a lavorare come bestie. Segno che i primi Peruviani avevano una qualche idea sull’aldilà, inteso come luogo di punizione.

CUQUILLA (Peruviani). I Peruviani preincaici davano questo nome al Sole, venerato come massima divinità.

CURANDERO (Americani). Mitico uomo gigantesco dalle mani massicce, che avevano il potere di piegare il ferro. Secondo gli scritti di Padre Labat, si serviva della magia nera per guarire gli indigeni dell’Amazzonia. A tutt’oggi i C. sono molto popolari fra gli indios della giungla.

CURICAVERI (Messicani). Divinità solare rappresentata da un volatile molto simile all’aquila. Era oggetto di grande venerazione da parte dei Taraschi, popolazione arcaica del Michoacàn (Messico), assorbita dagli Aztechi.

CUZCO (Peruviani). Città del Perù, celebrata dagli indigeni come Ombelico del mondo. Fondata da Manco Capac, divenne capitale dell’impero incaico. Fu centro del culto della dea Coillur, alla quale era dedicato un grandioso tempio.

CYAVUNCA (Americani). Favoloso sciamano dai poteri soprannaturali, molto onorato dalle tribù Haida delle isole della Regina Carlotta (Nord-America). Abbandonato, appena nato, in una culla di bambù, fu trovato che gesticolava alla maniera degli stregoni. Divenuto sciamano, ebbe il potere di predire la morte dei suoi amici, esprimendosi con la voce dello spirito di qualche antenato.