DABAGE (Oceaniani). Dea dalle sembianze di tartaruga, venerata dagli indigeni dell’isola di Nauru (Polinesia). E’ considerata la madre di un altro grande dio polinesiano: Aerop It Eonin.

DABU v. Gidia.

DABUIBA (Americani). La grande madre degli dèi, presso gli indigeni dell’istmo di Panama. Al suo sdegno, provocato dalle colpe degli uomini, si attribuivano la pestilenza e la furia degli elementi. Era immaginata come una tartaruga gigantesca.

DAMBALLAH (Oceaniani). Spirito benevolo o Loa Rada (v. Rada o Petro), che gli indigeni di Haiti (Antille), insieme con gli schiavi giunti dall’Africa, invocavano durante i misteriosi e complicati riti vooduisti per gli scopi più vari, come ristabilire l’ordine nelle famiglie, favorire l’irrigazione dei campi, allontanare le inondazioni eccetera. Insieme agli spiriti Ogoun Ghede e Simbi, D. domina il cielo che, per gli indigeni, si identifica con l’arcobaleno, la vita, le manifestazioni temporalesche, i fiumi e le sorgenti.

DANZA DEL BUFALO (Americani). Danza d’iniziazione, che gli indiani Oglala, a occidente del Missouri, celebrano in occasione della prima mestruazione di una fanciulla per scacciare da lei gli influssi maligni connessi col ciclo mestruale e per assicurarle la protezione del dio Bufalo, protettore delle vergini e patrono della fecondità, della laboriosità e della pudicizia.

DANZA DEL CANE (Americani). Associazione religiosa fondata dagli indigeni Arikara (America Settentrionale) per tener vivo il mito di un bellissimo ma sfortunato giovane della loro tribù, cui venne dato il nome di Giovane Cane. Costui, venuto in possesso di un flauto magico, se ne servì per attrarre a sé le belle donne della tribù, sposate o meno. Ucciso a tradimento dai mariti gelosi, il Giovane Cane fu lasciato insepolto accanto al suo flauto per parecchi giorni, fintantoché gli uomini del villaggio, accortisi che il corpo non si decomponeva e temendo la vendetta del giovane, lo raccolsero, lo dipinsero con i segni della tribù e lo seppellirono nel fiume. Per placarne lo spirito gli Arikara fondarono un’associazione, che in suo onore chiamarono Danza del Giovane Cane. Ai convegni partecipavano giovani guerrieri nudi, col capo dipinto di rosso e il volto segnato da una striscia nera.

DANZA DEL SOLE o KADO (Americani). Solennità religiosa degli indiani Crow e Dakota Oglala (America Settentrionale), così chiamata perché i partecipanti danzavano con gli occhi costantemente fissi al Sole. Il momento più suggestivo della cerimonia è quello in cui i danzatori si incidono larghe ferite sui muscoli del petto e del dorso e vi infilano uncini di legno per farsi appendere al palo della Sacra Loggia, eretto per l’occasione, detto Albero del Sole; una volta appesi, rimangono sospesi a mezz’aria, finché i tessuti si strappano ed essi cadono a terra in preda a delirio religioso. Durante il rituale il capotribù formula preghiere e voti individuali e collettivi.

DARAMULUN o DHURAMULAN (Australiani). Figlio di Bayame, considerato l’Essere supremo dalle tribù Viragjuri (Australia Sudorientale). Come suo padre, visse sulla Terra, dove insegnò agli uomini come riconoscere i cibi di cui nutrirsi. D. figura anche come patrono dei riti iniziatici che presso la tribù dei Viragjuri e degli Yuin consistevano nell’estirpare uno dei denti incisivi superiori ai ragazzi che dovevano diventare veri uomini. Pare che prima di D., ossia all’epoca di Bayame, i giovinetti, dopo l’iniziazione, venissero uccisi e mangiati. Si narra che dopo una grande inondazione, l’Ente supremo D. salì nel cielo (Bullimah), dimora di suo padre, dove tutt’ora risiede, osservando e regolando le azioni dei suoi figli terreni.

DARANA (Australiani). Per le tribù Dieri dell’Australia del Sud (Adelaide), è lo spirito buono che rappresenta i molteplici Mura Mura o spiriti degli antenati dell’epoca mitica. I Mura Mura s’invocano durante il rito della circoncisione dei giovani all’atto della loro ammissione nella società tribale e anche per proteggere la vegetazione dei campi. Il vecchio Mura Mura D. aveva facoltà taumaturgiche e il potere di resuscitare i morti.

DASAN v. Makila.

DATUQ ILANG v. Kemantan Deru.

DEGANIWADA (Americani). Figlio del grande spirito creatore ed eroe nazionale, secondo gli Uroni, popolo algonkino, la cui presenza un tempo si estendeva nell’area settentrionale degli Stati Uniti e del Canadà.

DEMA (Oceaniani). Spirito o ente di natura varia, fra umana, animale e vegetale. Per gli indigeni Marind Anim della Guinea Olandese, i D. sono gli antenati dei gruppi totemici e dei clan; sonodotati di potenza magico-creativa e rigenerativa, capaci di straordinarie trasformazioni per dare origine ai vari elementi del creato; sono una specie di potenza diffusa che protegge la vita dell’universo, degli uomini e della società. Si hanno perciò i D. cielo, i D. mare, fiume, roccia e così di seguito. Secondo il mito dei Kondo Anim, i D. dimorano nei luoghi che sono considerati i centri d’origine dei Totem e sono oggetto di un culto particolare con cerimonie periodiche, tra le quali la caccia alle teste e la successiva conservazione dei crani, che ha lo scopo di dare a un nascituro il nome della vittima cui è stato mozzato il capo. Secondo altri miti, i D., perso il carattere di antenati, sarebbero degli esseri strani e curiosi che avrebbero dato origine all’uomo una volta emersi da sotto la terra, loro abituale dimora.

DEMA TERRA v. Mandau.

DENGEI o NDEGEI (Oceaniani). Il giudice dei morti, presso gli indigeni Viti Levu, isola maggiore delle Figi. Ha il corpo di serpente e abita in una grotta della costa nord-orientale dell’isola, dove riceve doni annuali e offerte di cibi. In un altro mito melanesiano D. è immaginato con la testa di serpente in un corpo di pietra. Secondo la leggenda, avrebbe creato le isole Figi con l’aiuto del figlio Rokomanku, facendole emergere dall’Oceano; avrebbe mandato il diluvio primordiale e insegnato agli uomini l’uso della canoa e l’arte di procurarsi il fuoco. La figura di D. è stata identificata con quella di Tangaroa, divinità suprema dei Polinesiani.

DEVI KUNTA (Oceaniani). Regina indonesiana che, durante un rito in onore del dio Barong, offrì in sacrificio la propria figlia per placare la sete di sangue di Rangda, dio della Morte.

DHURAMULAN v. Daramulun.

DIETYI (Australiani). Per i Dieri dell’Australia Centrale è il Sole, di sesso femminile, come per la maggior parte delle popolazioni di quel continente. Secondo la leggenda, D. nacque dall’unione di uno spirito Mura Mura dell’epoca mitica (v. Darana) con una giovane mortale. Si narra che, quando D. tramonta, va dietro una vetta chiamata Grotta del Sole, donde prosegue il suo viaggio notturno sottoterra, per riapparire dall’altra parte il mattino successivo.

DIEUE (Oceaniani). Geni dell’aria, dell’acqua e delle foreste, che possono essere benevoli o anche malvagi. Per pacificarli, gli indigeni Canachi delle isole Loyalty della Nuova Caledonia (Melanesia), chiamano i Takata, specie di sciamani cui è affidato il compito di propiziarli mediante strani riti, danze e offerte di cibi. Tutti i geni D. appartengono alla categoria dei Bao, classificati fra gli antenati defunti e come tali oggetto di timoroso rispetto o di venerazione.

DINADIN v. Geb e Sami.

DINEWAN (Australiani). Alcune tribù totemiche dell’Australia Centro-settentrionale danno questo nome all’emù, uccello simile allo struzzo, considerato come una divinità.

DITANDJUNG v. Kemantan Deru.

DJIVUT MAKA (Americani). Il Mago della Terra, secondo la mitologia dei Peri dell’Arizona (America Settentrionale). Si sviluppò dal caos primordiale e subito con un po’ di polvere tolta dal suo petto creò la Terra, la amalgamò a guisa di un grosso pane; poi creò la termite, la quale, lavorando nel nucleo centrale, la fece crescere fino a raggiungere le proporzioni del nostro pianeta. Quando fu solida e stabile, D. M. per la gioia si mise a cantare e, cantando, creò le montagne, i fiumi, gli alberi e anche le capanne per i Peri. Infine creò il Sole, la Luna e le Stelle. Per creare gli uomini il Mago della Terra formò delle immagini di creta, alle quali ordinò di muoversi come esseri umani.

DJOGORGJE (Australiani). L’Essere creatore, secondo le credenze dei Valmadjeri e dei Manala, popolazioni dell’interno del territorio di Kimberley (Australia Nord-occidentale). D. creò la Terra e la popolò di esseri umani, indi creò la Luna, il Sole, le stelle e l’acqua. Come altre divinità totemiche dell’Australia, dimora nelle viscere della Terra e non sale mai a vedere le sue creature.

DONNA SOLE (Americani). Dai Cerokee del Tennessee e della Virginia (America Settentrionale) il Sole è concepito come ente femminile e onorato come massima divinità. Insieme con la Luna, che è maschile, D. S. creò il mondo astrale, fissò i punti cardinali e vi mise a guardia quattro dèi colorati, ambasciatori del sommo dio solare: Azzurro a nord, Rosso a est, Bianco a sud, Nero a ovest. Come suo delegato terreno, D. S. inviò nel mondo il fuoco; gli indigeni lo chiamarono Nonna e lo fecero oggetto di culto, gli offrirono doni e preghiere, convinti che attraverso il fumo li avrebbe trasmessi al creatore. Ogni mancanza di rispetto alla fiamma divina poteva essere punita con gravi pene; chi osava urinare nel fuoco sacro veniva punito con un morbo vescicale.

DSERE GEDE METSALING (Oceaniani). Il demone della malattia presso gli Indonesiani. Ha un corteo di collaboratori detti Bergala che girano per le contrade diffondendo malattie e pestilenze.

DU (Oceaniani). Genio del Sole, di natura femminile, venerato presso gli indigeni della Nuova Caledonia (Melanesia). Dimora in cielo, ma ogni tanto scende sulla terra per proteggere i bambini abbandonati e soccorrere l’umanità.