GA HO (Americani). Potentissimo Gigante, dio dei Venti, in cui credono gli indigeni Irokesi dell’America Settentrionale. Secondo quei popoli, i G. H. sono esseri enormi, dotati di poteri magici e di una forza eccezionale.
GAHONGAS (Americani). Nani invisibili che, per gli Irokesi del Nord-America, dimorano lungo i torrenti e le scogliere. Secondo una credenza popolare i G. sono benevoli e aiutano gli uomini durante la caccia.
GALALAN (Australiani). L’Essere supremo secondo le tribù dei Bad, dei Njol Njol e di altre popolazioni della penisola di Dampier (Australia Nord-occidentale). G. vive in un’isola in compagnia di un cane alato, il quale, volando a fior d’acqua, pesca testuggini e pesci per il nutrimento del suo padrone.
GANDAYAKS (Americani). Creature misteriose e invisibili, che nel mito degli Irokesi, aborigeni del Nord-America, hanno il compito di salvaguardare le piante da frutta e i pesci.
GAYGAYOMA v. Aponitolau.
GEB e SAMI (Oceaniani). Nella ricca mitologia dei Marind Anim della Nuova Guinea Olandese Sud-orientale sono fratello e sorella, figli del Dema Terra Nubog, e del Dema Cielo Dinadin. Entrambi sono considerati i progenitori dei due grandi clan in cui si divide la tribù dei Marind Anim. Sono oggetto di riti totemici folcloristici a base di sacrifici di animali, danze e mascherate, cui possono partecipare solamente gli uomini. Per la tradizione, G. e S. dimoravano in un termitaio, avevano i corpi cosparsi di incrostazioni marine ed erano deformi.
GEMELLI (Messicani). I primi uomini civilizzatori dei Maya Quiché, vissuti, secondo la mitologia del Centro-America, nell’Era del Primo Sole (v. Ere solari). I primi G. furono Elunahpù e Ixbalanqué, i quali sconfissero gli ultimi Giganti Gurup Cakih, Cabracàn, Zipacnà e la moglie di quest’ultimo Cimalmat. Questi quattro Giganti furono poi tramutati nei quattro Atlanti sostenitoridel mondo.
GERU v. Bimbajo.
GHEDE (Oceaniani). Dio dei Defunti; capostipite degli indigeni Haitiani delle Antille. Per evocare lo spirito o Loa di G., i negri Antillani si prodigano in cerimonie vooduiste e accendono fuochi rituali. Di personalità eccezionalmente poliedrica, G. è anche il simbolo della potenza della magia, il nemico di tutti i mali, il protettore dei bambini. Insieme con lo spirito Ougun, domina nel mondo sotterraneo e si identifica con la morte, la luna, la notte e la magia.
GIAGUARO (Messicani). Dio degli Olmechi, il cui nome originale era Tenocheloma. Rappresentato con due pugnali premuti energicamente sul petto per simboleggiare l’eterno dualismo Bene Male che domina sulla vita terrena. Immagini del dio G. appaiono sulle stele e sui monumenti maya.
GIDIA (Australiani). Per le tribù dei Jalunju del Queensland Settentrionale (Australia), era la Luna, di sesso maschile, appartenente alla classe dei Dabu. Secondo una leggenda, la Luna G., contravvenendo alle leggi exogamiche, tramutò in femmina uno sparviero della classe dei Jimogi e si unì a lei per generare un figlio. Il bimbo nacque, si ammalò e morì. G. pianse con la moglie sparviero il bimbo; tuttavia, volendo dargli una degna sepoltura, G. avvolse il cadaverino nella corteccia di un albero e lo portò al fiume. Ma il fardello si impigliò nei rami di un albero e G., travolto dall’acqua, calò in fondo al fiume e sparì. La morte del figlio appena nato e la sparizione di G., secondo il mito degli Jalunju, sono un castigo meritato per aver contravvenuto alle leggi exogamiche.
GIGANTI (Messicani). Nella mitologia messicana sono rappresentati come creature dalla testa enorme, esistite, probabilmente, nell’Era del primo Sole o del Sole Tonatiuh Ocelot (v. Ere solari). Per altri, vissero durante la civiltà preolmeca contemporaneamente ai grandi mammiferi: mammut, bisonti eccetera. Erano una specie di Atlanti che sorreggevano i quattro angoli del mondo, vivevano in caverne come il Ciclope di Ulisse, erano cannibali feroci, potenti, ma idioti. Le teste ciclopiche, senza collo né corpo, ritrovate a San Lorenzo, a La Venta e a Tres Zapotés sono forse la testimonianza dell’esistenza dei G. nella Mesoamerica. Il Codice “Popol Whu” ricollega i G. con le Ere solari, narra la loro ribellione ai Gemelli conquistatori e il massacro dei quattrocento giovani a opera del possente ultimo G. Zipacnà.
GLIFO (Messicani). Termine usato dagli studiosi per indicare i segni della scrittura maya,nettamente distinti dai geroglifici egizi. La scrittura glifica maya, che non è alfabetica, è formata da segni manoscritti a guisa di teste e di crani umani, di animali, divinità e altri esseri strani. Esistono anche G. Aztechi, meno evoluti dei G. maya, ma molto più ardui da decifrare. Più complicato di quello egizio, il sistema glifico mesoamericano, mancante di alfabeto, porta a confusioni inestricabili. Appassionati ricercatori per decifrarli si sono serviti persino di cervelli elettronici. Impresa inutile, perché i glifi, inventati dai sacerdoti, hanno un’infinità di derivazioni con contenuto mitico-religioso basato nella massima parte sulla complicata mitologia maya azteca. Il linguaggio figurato dei Maya, espresso con G. numero per derivare il computo per tempo e G. teste indicanti divinità antropomorfiche, è abbondantemente scolpito sui monumenti, sui frontoni templari e sulle stele scoperte nei più importanti centri sacri di civiltà maya, quali Yaxcillan, Copàn e Quiriguà.
GLOOSKAP o GLUSKAP (Americani). Divinità suprema degli indiani Micmac e di altre popolazioni algonkine dell’Isola di Capo Bretone nella Nuova Scozia (Canadà). Eroe di umili origini, G. fu venerato come l’Essere creatore della Terra, alla quale diede la configurazione attuale. Fu anche l’ordinatore della società algonkina e donò agli uomini le arti e le istituzioni principali; inventò gli arnesi da caccia e da pesca e insegnò alla sua gente a usarli. Dopo aver predetto ai Micmac che si sarebbero convertiti a una nuova religione, G. si ritirò all’estremità del Polo Nord promettendo che sarebbe tornato per aiutarli in caso di necessità. La profezia si avverò in parte: nel 1610 gli indiani Micmac conobbero i primi sacerdoti cristiani e cominciarono a farsi battezzare. Un’altra leggenda narra che G. combatté e vinse il fratello Malsum trasformandolo in un Lox (Capo dei lupi).
GLUSKAP v. Glooskap.
GUABANCEX (Oceaniani). Dea dell’Acqua e delle Tempeste, venerata dagli indiani Taino dell’isola di Haiti. Per propiziarla si accendevano fuochi rituali e si offrivano sacrifici.
GUADATRIGAKWILT (Americani). Il grande vecchio che dimora in cielo, secondo gli Wiyot, popolazione di lingua algonkina della baia di Humboldt (California Centro-settentrionale). E’ venerato come l’artefice della creazione e padre del genere umano. Stando a una credenza di quei popoli. G., resosi conto della cattiveria degli uomini, distrusse il primo mondo mediante una disastrosa inondazione e ne creò uno nuovo con una migliore umanità.
GUCUMATZ (Messicani). Massima divinità dei Maya Chorti Quiché; madre-padre dell’intera cosmologia primordiale messicana, ritenuto autore del codice “Popol Whu”, opera di grande valore letterario, paragonabile ai testi Veda indiani ed all’Avesta persiana. G., il cui nome significaSerpente verde, chiamato anche il Cuore del Cielo, è ritenuto il figlio del Sole e della Luna, ente supremo da cui derivano tutte le altre divinità del ricco Pantheon maya.
GURANGUNA v. Turuturu.
GURUP-CAKIH v. Gemelli.