PACARIN o PACARISCA (Peruviani). Antenati totemici protettori degli Indios Peruviani; sarebbero vissuti in epoca mitica sotto forma di animali, piante, montagne o pietre.

PACHACAMAC (Peruviani). Grande dio preincaico; figlio del Sole, supremo creatore di tutte le cose (= «colui che dona la vita all’universo»). Gli indigeni peruviani lo adorarono come grande signore della Terra, patrono dei vulcani e dei terremoti. Fu un dio invisibile, oggetto di culto intenso; ma non aveva templi, fino a quando gli Yunca, antenati del re conquistatore preincaico Cuismancu (1200 d.C.), gli dedicarono un tempio e chiamarono col nome di P. una fertile vallata della costa peruviana. Nel tempio di P. gli Yuncas offrivano sacrifici di animali e anche di uomini, donne e bambini che venivano uccisi solamente nelle feste solenni.

PACHACAMANA (Peruviani). Divinità peruviana personificatrice della Terra madre e patrona dei vulcani e dei terremoti.

PALLIAN v. Bungil; Pungil.

PANGROUN (Oceaniani). Spirito malvagio da cui hanno origine le maschere degli spiriti in uso presso le tribù Papua del fiume Sepik nella Nuova Guinea Nord-orientale. Secondo una credenza popolare, la testa di P. fu mozzata da un coraggioso indigeno e depositata in un termitaio; scarnificata fino all’osso, fu poi portata nella Casa degli Spiriti. Sull’impronta del cranio di P. gli indigeni modellarono altre maschere, che indossavano nei rituali totemici e nelle danze sacre.

PANQUETZALIZTLI (Messicani). Cerimonia religiosa azteca, che consisteva nel servire carne umana a un banchetto allestito in onore degli dèi. Per il P. venivano uccisi gli schiavi comprati e fatti poi ingrassare, in modo che la loro carne risultasse più tenera e saporita.

PAPA (Oceaniani). Antichissima divinità che faceva parte del vasto Pantheon dei Maori della Polinesia. Rappresenta la Terra madre che, unitasi con Te Tu Mu (= «l’origine»), genera Tane, dio delle Foreste, della Selvaggina e degli Uccelli. Secondo gli aborigeni dell’isola vulcanica diOrotonga nelle Australi, i quattro figli di Papa e Te Tu Mu: Tane, Rongo, Tu e Tangaroa sono i quattro dèi primordiali progenitori dei Polinesiani.

PAPALONGI (Oceaniani). Mitici stregoni, che si incontrano nelle leggende dei Maori della Polinesia. Vennero dal cielo e, dopo aver vissuto fra gli uomini per molti anni, ritornarono in cielo su navicelle colorate.

PAPALOTL (Messicani). Nome azteco della farfalla; designa, in genere, Quetzalpapalotl, il dio farfalla dalle penne di quetzal, che fu molto venerato a Teotihuacàn. L’immagine della farfalla stilizzata è presente in molti monumenti di civiltà azteca; è riprodotta sui Chac Mool toltechi (recipienti a forma d’uomo coricato, in uso presso gli Aztechi per raccogliere il sangue delle vittime umane sacrificate al dio Sole) e anche su simboli del Messico odierno.

PAPA UNA e PAPA AO (Oceaniani). Due entità superiori della cosmogonia polinesiana. Significano, rispettivamente, P. Superiore e P. Inferiore: da questa coppia primordiale nacquero altri dèi, Atea, Tatle, Tu, che avrebbero dato origine al genere umano, ai monti, alle piante agli animali, eccetera.

PARAK (Oceaniani). Mitico eroe culturale, civilizzatore delle genti Yukumul nella Nuova Guinea. In suo onore si celebra la grande cerimonia di iniziazione dei giovani, che ha luogo in un imponente edificio preistorico di pietra. Gli indigeni lo identificano col bambù.

PARPARA v. Hian.

PATECAL (Messicani). Dio azteco della Medicina, sposo di Mayahuel, dea della pianta dell’agave e della bevanda pulque, estratta da essa.

PATINAJA JNEI (Oceaniani). Uno dei primi esseri umani, nato dall’albero di banano, secondo gli indigeni del Ceram Occidentale (Molucche).

PAUAHTUNS (Messicani). Appellativo generico dei quattro dèi Bacab della mitologia maya.

PAYNAL (Messicani). Altro nome del dio azteco Huitzilopochtli, quale dio guerriero.

PEHO v. Atua.

PEKWIN (Oceaniani). Singolare personaggio religioso preposto al calendario degli Zuni (America Settentrionale). Determinava le date dei solstizi osservando costantemente il sorgere del sole in inverno e il suo tramonto d’estate, quindi le proclamava dall’alto della sua casa ai membri della Società della Pioggia di cui era il capo. P. era ritenuto il proprietario del Sole e della Luna; al primo offriva bastoni rituali gialli; alla seconda, bastoni azzurri.

PELE (Oceaniani). Dea molto temuta dagli indigeni della Polinesia in quanto ritenuta l’animatrice dei numerosi vulcani esistenti nelle Hawaii. Viene raffigurata da una statua lignea con occhi di madreperla e chioma umana.

PELOTA (Messicani). Partita a palla (Gioco della Pelota) a sfondo religioso, praticato dagli Aztechi e da altri popoli del Centro-America in uno stadio a forma di H. Si giocava con una massiccia palla di caucciù, che simboleggiava il Sole e pertanto non poteva essere toccata con le mani, ma solo con le ginocchia e i fianchi. Le teste dei capitani della squadra perdente venivano mozzate e i crani collocati sulle mura del campo.

PERI e LILY (Oceaniani). Spiriti vooduisti onorati dai negri Haitiani originari del Brasile. L. impersona lo spirito e la materia. Entrambi sono il simbolo dell’antagonismo che esiste tra lo spirito (Loa) e la materia (l’Uomo); è il contrasto tra la vita eterna extracorporea e la vita precaria dell’essere umano (morte).

PETRO v. Rada; Simbi.

PEYOTE o MASKAL (Americani). Pianta importata dal Messico e venerata dagli indigeni Kiowa del Nord-America come incarnazione di una divinità benevola. Questa pianta ha proprietà antidepressive.

PIAYE (Brasiliani). Per gli indios Bororos del Brasile, è lo sciamano preposto alle cerimonie evocanti gli spiriti degli antenati; gli si riconoscono poteri taumaturgici, in quanto abilissimo nel preparare pozioni segrete atte a curare gli uomini morsi dai serpenti.

PIETRA DEL SOLE (Messicani) Ruota calendarica, opera di grande effetto scultoreo rinvenuta nel 1790 durante gli scavi di un tempio azteco a Tenochtitlàn, antica capitale messicana. Contiene l’intero sistema calendaristico azteco o sacro Tonalpohualli, scolpito dai sacerdoti astronomi con glifi indicanti i giorni e i mesi del Calendario lunare azteco.

PIGUERAO v. Atauco.

PIHUECHENYI (Americani). Spirito maligno, assai temuto dagli Araucani del Cile. Perseguita i viandanti notturni e succhia il sangue degli incauti che si addormentano all’aperto.

PILLAN (Americani). La massima divinità degli Araucani del Cile. E’ venerato come dio del Fuoco e del Tuono ed è molto temuto io quanto ritenuto responsabile dei terremoti e delle eruzioni vulcaniche. Nel suo cielo vengono accolti gli spiriti dei prodi morti in guerra. Fa parte del suo corteo una folta schiera di spiriti maligni e persecutori.

PINTZINTECUHTLI (Messicani). Sinonimo del dio maya Tonatiuh: il quinto sole.

PIPIL (Americani). Tribù originarie di El Baul nel Guatemala; invasero le terre maya e si proclamarono P. Veneravano il Sole cadente o Cane Sole, connesso con la fine del mondo al termine dei fatidici cinquantadue anni.

PITAO (Messicani). La più importante divinità dei Zapotechi, antico popolo della Mesoamerica, che aveva il suo centro sacro a Monte Alban, nella valle dell’Oaxaca.

PITAO OZOBI (Messicani). Antico dio del Mais, venerato dai Mixtechi.

PO v. Kore.

PONARA v. Oromatua.

POP v. Opop.

PO PEKAN (Oceaniani). Spirito maligno delle isole dell’Ammiragliato (Melanesia). Gli indigeni di quei luoghi lo rappresentano come un feticcio dai quattro occhi. Perseguita uomini e bambini e poi li divora.

POPOCATEPETL (Messicani). Principe eroe della mitologia azteca; da esso prende il nome il vulcano più famoso del Messico, che sorge accanto al picco innevato di Ixtacihuatl, detto la Dama dormiente, considerata dai mitologi sposa di P.

POPOL WHU (Americani). Il più importante testo religioso dei Maya Quiché (= «il Libro del consiglio»), dopo “Chilam Balam” e “Anales de los Cakchiquel”. E’ anche noto come la “Bibbia Maya”, in quanto offre elementi di cosmogonia, teogonia e astrologia, notizie sulle antiche tradizioni dei Maya guatemaltechi, con la cronologia dei loro re fino al 1550. L’autore dell’opera è ignoto; gli studiosi l’attribuiscono a qualche saggio sacerdote indigeno che, dopo l’influsso culturale portato dai conquistadores, scrisse l’opera nella sua lingua ma servendosi di caratteri latini. Il P. W. fu scoperto nel diciassettesimo secolo dal padre domenicano Francisco Ximenez nella parrocchia di San Tommaso a Chicicastenago, nel Guatemala, ed è conosciuto anche come il “Manoscritto di Chicicastenago”: Ximenez la tradusse dal quiché in spagnolo e la chiamò “Historia del Origen de los Indios e de esta provincia de Guatemala”; nel 1861, dopo quasi un secolo di oblio, il testo fu riscoperto dall’abate francese Brasseur Bourbourg, che lo tradusse e lo pubblicò integralmente. In seguito l’italiano Felice Cabrera segnalò al mondo il P. W. in un libro edito a Londra col titolo “Estro antico americano”.

POSO VONGKO e NITU VAE (Oceaniani). Spiriti protettori delle isole Flores Occidentali (Indonesia). Custodivano le sorgenti e proteggevano gli animali.

PUANA (Americani). Il Serpente primordiale che, secondo gli indigeni dell’Orinoco, creò il mondo e ogni cosa con esso, compresi i fiumi, ma non l’acqua, e infine il genere umano. Per gli autoctoni, la Luna è sorella del Sole e viaggia in una barca. Dal serpente P. discende Hatchawa, l’uomo che insegnò agli Orinoco l’uso dell’arco per la caccia e l’arte della pesca.

PUKKEENEGAK (Americani). Spirito benevolo in cui credono gli Eschimesi. Protegge gli uomini e li aiuta durante i lunghi inverni a procurarsi di che vivere. Si rappresenta con un feticcio dallesembianze femminili, col volto tatuato.

PUKUHA KAHA (Oceaniani). Per gli indigeni delle isole Marchesi è il dio dell’Albero del pane. Insegnò agli uomini come riconoscerlo e utilizzarne i suoi frutti.

PULJALLANA (Australiani). Essere celeste, la figura più elevata secondo i Parnkalla, tribù costiera dell’Australia Sud-orientale. Beneficò quelle genti e diede a quei luoghi nomi che rimangono tuttora. Secondo la leggenda, ebbe due mogli, che lo abbandonarono portandosi via i figli; quando le ritrovò, le uccise ambedue e le tramutò in sassi insieme ai bambini. Ancor oggi gli indigeni Parnkalla credono di udire i loro sospiri provenire dalle caverne delle isole. P. salì poi in cielo, dove ogni tanto sfoga la sua rabbia per mezzo del tuono.

PULOTU v. Ilikuleo

PULQUE (Messicani). Elisir estratto dalla pianta dell’agave. Bevanda molto gradita agli dei aztechi. I primi Aztechi la chiamarono Ochtli e la usarono nelle cerimonie sacre.

PUNGIL (Australiani). Dio supremo creatore, secondo gli indigeni di Victoria (Australia Settentrionale). Per la tradizione, creò l’uomo da un mucchio di argilla, ma suo figlio Pallian se ne attribuì il merito.

PUNTAN (Oceaniani). Personificazione del Vento notturno; dio benigno, apportatore di aria salubre, venerato dagli indigeni delle isole Marianne.