TAAROA (Oceaniani). Dio supremo creatore, secondo la cosmogonia e la teogonia degli indigeni delle isole della Società (Polinesia). Si formò da solo nello spazio tenebroso e si sviluppo in solitudine. Creò per primo l’Universo e poi si unì allo Spazio (Atea) per formare le foreste, le rocce, i fiumi e gli elementi atmosferici. Diede origine agli dèi, invocandoli nel buio della grande notte e creò gli astri e i venti; per ultimo diede vita al primo essere umano, che formò con l’argilla. Fra le divinità create da T. primeggiano Oro e Teuri.

TABEPA (Oceaniani). Mitico giovane bellissimo delle isole dello Stretto di Torres (Nuova Guinea). Secondo la leggenda, si innamorò di Uga e la sposò. Uga lo portò a vivere nella Casa degli Spiriti, ma i fratelli di lei, mal sopportandolo, lo uccisero. Uga pianse e si disperò per molti giorni. Infine, sentendosi derisa dai suoi fratelli assassini, arrotolò la stuoia e fuggì per sempre dalla Casa degli Spiriti. Secondo il padre Kirschbaum, missionario in quelle isole sul finire del secolo scorso, le Case degli Spiriti esistono realmente. Sono fatte di stuoie, in forma di pagode, e si ergono su una piattaforma di sassi non lontano dai villaggi. In esse si conservano le maschere, i crani e le statue degli antenati.

TABU ERIKI (Oceaniani). Divinità totemica creatrice, venerata dagli indigeni della Micronesia.

TAGALOA (Oceaniani). Antenato celeste, progenitore degli esseri umani nella loro forma completa; venerato presso gli abitanti delle isole Tonga (Polinesia Occidentale). La tradizione tongana dà per scontata l’esistenza originaria del Cielo e della Terra. Poiché i primi uomini si formarono dai vermi di una liana imputridita, T. li perfezionò e donò loro vita e intelligenza.

TAGARO o TAKARO (Oceaniani). Nella Melanesia è l’Ente supremo, celeste civilizzatore che opera a vantaggio della società divisa in classi matrimoniali. Corrisponde agli dèi Tangaroa e Tagaloa della Polinesia.

TAGAROA HURUPAPA (Oceaniani). Dio supremo della mitologia dei Maori, appartenente alla categoria degli dèi Atua, discendenti da Taaroa. Dimora nella parte alta dell’universo il quale, secondo la cosmogonia delle isole Tuamotu e Mangareva, è diviso in due parti: la superiore, alta e tenebrosa, dove dimorano gli dèi e le anime dei morti; la inferiore, bassa e desolata, sede didolore, custodita dalla implacabile dea Hina.

TAIKOMOL (Americani). Significa «Colui che si fece da solo»; nacque infatti per generazione spontanea quando la Terra era deserta ed esisteva solo l’acqua e una nebbia grigiastra. T. emerse dalla schiuma delle acque, entrò nella nebbia come una piuma e vide Coyote, il creatore a lui preesistente, colui che, secondo le genti di lingua yuki della California Centro-settentrionale, lo aiutò a completare l’opera della creazione, dando origine alla luce, alle montagne, alle foreste e a tutto quanto esiste sulla terra.

TAIME (Americani). Sacra figurina di pietra di colore verde scuro, venerata come divinità protettrice dagli indiani Kiowa del Nord-America. Ha una testina umana con sulla faccia i simboli del Sole e della Luna, una penna bianca in cima alla testa ed è avvolta in una coperta di piume bianche. I Kiowa devono custodire a turno il T. in una scatola di pelle chiara e esporlo per quattro giorni durante la grande festa annuale che gli indiani chiamano Kado, ossia Danza del Sole. Anticamente durante il Kado si celebravano riti accompagnati da torture.

TAJIN (Messicani). Dio della pioggia e del Tuono presso i Totonachi. Si chiama El Tajin l’antica città sacra dei Totonachi, sulle coste del Golfo del Messico, celebre per una grande piramide con trecentosessantacinque nicchie raffiguranti i trecentosessantacinque giorni dell’anno solare.

TAKAO v. Banihi Mamata.

TAKARO v. Tagaro.

TAMAGOSTAD (Americani). Dio supremo, creatore dell’umanità, con grande culto presso i Niquiran, indigeni del Nicaragua. Ebbe come sposa la dea Zipaltonál con la quale dimorava nel paradiso degli eletti.

TAMAIOA v. Oro.

TAMASUA (Oceaniani). Figura antropomorfa di antenato papuano, scolpita nel legno e lavorata con decorazioni animalesche. Gli indigeni Papua del fiume Yumat (Nuova Guinea) la veneravano insieme con altre sculture rappresentanti personaggi mitici, in casa o in un tempio, invocandonela preservazione dalle malattie.

TAMBON DEJATA v. Sangiang o Mahatala.

TAMENDONAR v. Ariconte; Tupinamba.

TAMOANCHAN (Americani). L’antica Teotihuacàn, al tempo in cui gli Olmechi adoravano gli uccelli farfalla. Secondo altri, è la regione delle nuvole, il paradiso sulla terra, in cui credevano i popoli del Centro-America.

TAMOI (Americani). Divinità agricola dalle origini incerte, venerata dagli indigeni del Venezuela e della Guiana. Insegnò agli uomini l’agricoltura e donò loro il bambù; quindi sparì verso oriente e non se ne seppe più nulla.

TANAOA (Oceaniani). Divinità del vasto Pantheon polinesiano. Presiede ai venti, al mare e a tutti gli animali marini.

TANE (Oceaniani). Personificazione del Sole; figlio di Rangi (il Cielo) e di Papa (la Terra). I Maori della Nuova Zelanda narrano che Tane separò i genitori e introdusse fra loro la luce; creò poi dall’argilla la prima coppia umana e popolò il corpo paterno (il Cielo) di stelle e quello materno (la Terra) di foreste e di uccelli.

TANGALOA (Oceaniani). Ente supremo creatore, presso gli indigeni delle isole Marchesi. Scolpì la sua compagna in una pietra pescata in fondo al mare e si unì a lei per generare il primo uomo. Per gli abitanti delle isole Tonga e Samoa, è il dio creatore delle loro isole, sulle quali si rifugiò l’unica coppia umana scampata al grande diluvio.

TANGAROA URUPAPA (Oceaniani). L’Ente supremo del Pantheon dei Maori nella Polinesia centrale. Emerse dal caos primordiale e creò il Cielo e la Terra. Nella teogonia dei Maori delle isole Marchesi, U. è il dio dell’Oceano e dei pesci.

TAOTAE (Oceaniani). L’Ente supremo, secondo gli indigeni delle Nuove Ebridi (Melanesia); insegnòagli uomini la coltivazione delle varie specie di piante alimentari e la stagione adatta per fare il raccolto.

TAQUATU (Americani). Leggendario gigante invisibile, in cui credono gli indigeni dell’Isola del Fuoco. L’essere supremo creatore lo avrebbe inviato sulla terra per punire gli uomini infingardi e oziosi.

TARAOTAIETOOMOO v. Eátua.

TARASCHI (Messicani). Popolo arcaico della costa occidentale messicana, erede di una cultura molto simile all’etrusca (100 a.C. – 1521 d.C.). Furono sottomessi dagli Aztechi e ebbero come capitale Tzintuzutzan. Le loro massime divinità furono Uintoròpati, dea del Mais, e il dio Curicaveri, creatore del Sole. I T. adoravano con riti chiassosi il Ceiba, albero della vita.

TATOPIOK (Oceaniani). Spiriti soprannaturali che sono un che di mezzo fra gli spiriti dei boschi e gli spiriti dei morti tornati in vita; appartengono alla categoria dei geni antropofagi e vengono immaginati con chiome lunghe e corpo villoso. Le genti dei Buka delle Isole Salomone (Melanesia) li temono, perché li ritengono avidi di carne umana, specialmente di quella tenera dei bambini. I T. dimorano in fantastiche grotte o sugli alberi, vicino ai villaggi. In accordo con l’iconografia melanesiana, che rappresenta gli spiriti e gli esseri mitici in posizione rannicchiata, anche i T. appaiono spesso accovacciati.

TAWHAKI (Oceaniani). Nome che gli aborigeni della Nuova Zelanda danno al dio del Tuono considerato anche divinità infernale.

TAWHIRI MA TEA (Oceaniani). Uno dei figli di Rangi (il Cielo) e di Papa (la Terra); nacque dopo la separazione del Cielo dalla Terra voluta dagli altri i fratelli e in particolare da Tane. T. M. T. volle punire i fratelli che avevano provocato la separazione dei corpi cosmogonici dei genitori; poi seguì il padre in cielo, dove è venerato come dio dei Venti e delle Tempeste.

TAWISKARON (Americani). Essere primordiale anteriore all’uomo, di natura insieme animale e umana. T. nacque, col gemello Ioskena, dalla donna celeste Ataentsic e fu l’autore di molte imprese, tra cui quella dell’imprigionamento degli animali pericolosi in una caverna. Gli indigeni Uroni del Nord-America lo onorano come un antenato divino vissuto in epoca mitica.

TEAGIAGI v. Atu Motua.

TECATZONCATL (Messicani). Antico dio Azteco, protettore dei bevitori di pulque, elisir divino estratto dalla pianta dell’agave di cui anche gli dèi erano ghiotti. Aveva fama di divinità malvagia.

TECCIZTECAL (Messicani). Sinonimo di Meztli, dio maschio della Luna o fratello della dea Luna, secondo una leggenda azteca.

TECHICHI v. Michtlan.

TECOLOTL (Messicani). Il gufo (in lingua azteca); genio di malaugurio e di morte sia per gli Aztechi che per i Maya. Nei glifi maya del Calendario lunare è foriero di giorni infausti. Il simbolo del gufo accompagna sempre Mictlantecuhtli, dio della morte e signore delle regioni degli inferi.

TECUIZTECATL (Messicani). Appellativo azteco (= deità dal sorriso ambiguo), volto al maschile di Meztli, dea della Luna.

TE EURI e MATAREKA (Oceaniani). I due fratelli che per primi scoprirono il regno della luce, ossia la Terra. Secondo la mitologia degli abitanti dell’isola Mangaia (Polinesia), T. E. e M., dopo aver vissuto per molti anni nell’oscuro regno sotterraneo dell’Avaiki, decisero di costruire una canoa e di avventurarsi nel paese dove splendeva il sole. Malgrado l’impresa si presentasse ardua per i flutti impetuosi che pareva volessero inghiottire la fragile imbarcazione, i due fratelli riuscirono ad approdare sulla Terra della luce, dove finalmente poterono vedersi l’un l’altro. Quel luogo era così bello e luminoso che i due lo chiamarono Terra di luce guidata da Dio.

TEFATU’ (Oceaniani). Dio della terra, figlio di Taaroa, dio supremo del Pantheon dei Maori.

TEHARONHLAWAKON v. Hadui.

TEKKEITSERKTOK (Americani). Dio della Terra, oggetto di culto presso gli Eschimesi. Protegge lerenne, quindi è molto venerato dai cacciatori.

TELPOCHALLI (Messicani). Dimora degli idolatri del dio guerriero Telpochtli, ovverossia luogo di riunione di quei giovani soldati aztechi che durante il tirocinio militare si affidavano alla protezione di Telpochtli, dio dei Sacrifici.

TELPOCHTLI v. Tezcatlipoca; Telpochalli.

TEMAZCALTECI (Messicani). Antichissimo dio maya, protettore delle acque e dei bagnanti.

TENOCH (Messicani). Capotribù o fondatore della mitica Tenochtitlán (1300 a.C.), importante capitale degli Aztechi, distrutta dai conquistatori spagnoli e poi ricostruita col nome di Città del Messico. T fu deificato per volontà popolare diretta.

TENOCHELOMA o TENOCELOMA v. Giaguaro.

TEOCALLI OTEPUCHCALLI (Messicani). Templi degli dèi aztechi (= «case di dio») che sorgevano sulla sommità delle piramidi, alle quali si accedeva mediante una scalinata monumentale a due o tre ripiani. I T. messicani contenevano camere interne orientate secondo il parallelo e il meridiano del luogo.

TEOIXTAC (Messicani). Il nono cielo, secondo la cosmogonia degli Aztechi, i quali credevano esistessero tredici cieli e nove mondi sotterranei. Nei tredici cieli superiori dimoravano gli dèi Oxlahuntiku (detti gli Dèi tredici); nei mondi sotterranei risiedevano gli dèi Bolontikù (o Dèi nove). Nel nono, detto T., dominava Quetzalcoatl, il Serpente piumato.

TEOTIHUACAN (Messicani). Antica capitale dei Toltechi, metropoli messicana, detta città degli dèi per la magnificenza dei templi, testimonianza dei culti tradizionali degli dèi Tlaloc e Quetzalcoatl (il Serpente piumato). Del preclassico sono i templi del Sole, della Luna e la piramide dedicata al dio Quetzalcoatl, di chiara impronta olmeco-azteca.

TEOTL (Messicani). Antichissimo dio azteco del Giorno e della Notte. Considerato in origine ilprincipio assoluto della creazione; col tempo fu soppiantato da numerose altre divinità: Non ebbe templi rinomati, ma lo si venerava come progenitore degli altri dèi.

TEOYAOMIQUI (Messicani). Appellativo del dio Mictlantecuhtli, divinità azteca con giurisdizione sui guerrieri caduti in battaglia, destinati a vivere in eterno.

TEPAPA v. Eátua.

TEPEU (Messicani). L’Ente supremo delle tribù Quiché del Guatemala. Secondo il “Popol Whu”, T. creò la prima coppia divina, Ixpiyacoc e Ixmucané, che generò poi gli uomini.

TEPEYOLOCHTLI v. Tezcatlipoca.

TEPEYOTL (Messicani). Divinità azteca della Montagna, sposa del dio Giaguaro e madre di Centeotl, dio del Mais. In altra versione, Centeotl risulta figlio di Tlazolteotl e di Xochiquetzal, dea dei fiori.

TEPITOTON (Messicani). Antenati divini dei Messicani. Presiedevano alla casa e alla famiglia. I loro simulacri venivano sepolti con i parenti defunti.

TEPONAZTLI (Messicani). Maschera a forma di tamburo rappresentante Macuilxochitl, dio della Musica, più noto come Xochipilli, dio della Danza.

TEPUCHALLI v. Teocalli.

TEREINGA (Oceaniani). Il regno dell’Oltretomba, secondo i Maori della Nuova Zelanda. E’ fatto a ripiani e nei ripiani più profondi e tenebrosi sono puniti i malvagi.

TETE CHIEN v. Maruk e Cimar.

TETELANAN (Messicani). Divinità della Terra; grande dea madre azteca.

TE TU MU (Oceaniani). 1. Dio primordiale, secondo la teogonia degli indigeni delle isole Australi. Rappresenta l’Origine che unitasi a Papa (la Terra) generò Tane, dio delle foreste. Da Tane nacquero poi Rongo Ma Tane, dio della Pace e Tu, dio della guerra. Quest’ultimo è considerato maestro impareggiabile nell’arte bellica. 2. Nella teogonia dell’isola di Rorotonga, T. T. M. e Papa sono i genitori dei quattro dèi maggiori polinesiani: Tane, Rongo, Tu e Tangaroa.

TEURI (Oceaniani). Divinità dei Maori, figlia del grande dio polinesiano Taaora.

TEXISTECATL (Messicani). Divinità lunare dei primi Maya; aveva come attributo un guscio di lumaca.

TEZAUHTEOTL v. Huitzilopochtli.

TEZCATLIPOCA (Messicani). Una delle massime divinità dell’Impero azteco, la seconda dopo il dio Huitzilopochtli. Denominato anche Anima del Mondo e Specchio Fumante, lo si immaginava con in mano uno specchio di ossidiana, dove si riflettevano le immagini dei malfattori che imploravano una punizione. Era quindi un dio feroce e vendicativo, patrono degli stregoni e dei malvagi. Simboleggiava l’alternarsi delle stagioni e impersonava il firmamento, perché dopo la quarta Era solare T. avrebbe rimesso al suo posto il primitivo cielo, precipitato sulla terra. Come divinità stellare simboleggiava l’Orsa Maggiore, e veniva rappresentato sotto forma di un cinghiale. In onore di T. si celebrava una cerimonia solenne che si concludeva con sacrifici umani. La preparazione dei sacrifici durava circa un anno e in questo tempo quattro bellissime vergini facevano il possibile per alleviare la breve vita ancora concessa alla vittima designata. Nel giorno dell’immolazione essa veniva abbigliata con indumenti sontuosi e ornata di simboli del dio; quindi veniva condotta al teocalle di T. e consegnata nelle mani dei sacerdoti. La vittima, in genere un giovane prigioniero nemico di bell’aspetto, era consapevole del sacrificio, ma sapeva che egli sarebbe diventato un dio. Pare accertato che il dio sanguinario nella realtà fosse un personaggio storico di rango elevato, dotato di particolari virtù, per le quali fu poi divinizzato. Secondo la leggenda, T. fu nemico acerrimo di Quetzalcoatl, che debellò e costrinse a recarsi in esilio lontano dal Messico. Il mito adombra un’antichissima guerra tra gli Aztechi e i Cicimechi, il cui dio supremo fu Quetzalcoatl. Altri nomi di T. sono Nezahualpilli, Telpochtli, Coltello d’Ossidiana (allusione all’arma usata nei sacrifici), Tepeyolochtli e Tezcatzontecatl (= «specchio coperto»).

TEZCATZONTECATL (Messicani). Attributo di Tezcatlipoca, quale dio dei banchetti.

TEZE’ e LENA (Oceaniani). Rispettivamente la prima donna e il primo uomo, presso gli indigeni delle isole Flores (Indonesia). Per la leggenda, T. si unì carnalmente con un fiore e generò L., il primo bambino che venisse al mondo. Quando L. divenne adulto, prese in moglie T. dando origine agli esseri umani. T. e L. insegnarono ai loro discendenti la coltivazione dei cereali.

TII (Oceaniani). Uno degli dèi superiori del Pantheon dei Maori; demiurgo di tutto il creato, T. fece da mediatore fra il creato animato e quello inanimato, difensore dei diritti del secondo contro la tirannia del primo. Si conoscono molte divinità col nome di T., specialmente nella Polinesia. Il T. dell’interno dell’arcipelago veglia sugli animali e le piante; il T. dell’esterno tutela il mare e gli animali marini. Esiste poi un T. delle rocce, della sabbia, dei fiumi, eccetera.

TIKI (Oceaniani). 1. Piccoli idoli lignei, raffiguranti genii benefici. I Polinesiani li gettano in mare per propiziarne la pescosità. 2. Per gli indigeni delle isole Australi T. è il divino progenitore degli abitanti di quelle isole e creatore dell’Arcipelago polinesiano.

TIRAWA (Americani). Dio astrale, creatore del mondo celeste e degli esseri umani. E’ venerato dalle tribù indiane Pawnee, stanziate fra le Montagne Rocciose e il Mississippi. Dimora in cielo, attorniato da uno stuolo di divinità stellari, quali la Luna, il Sole, la Stella del mattino e quella della sera. In suo onore si celebra una solenne festa annuale, detta Hako, che dura molti giorni e molte notti. T. viene immaginato di colore azzurro, perché azzurro è il cielo che egli ha creato e dal quale domina su tutta l’umanità.

TIRI (Brasiliani). Per gli Yurakare, indigeni del Brasile è l’Ente supremo che ha il dominio di tutta la natura.

TITLACAHUAN (Messicani) Uno dei tanti appellativi (= «colui che si deve venerare») del grande dio azteco Tezcatlipoca.

TLAHUICOLE (Messicani). Nome che gli Aztechi davano al Sacrificio gladiatorio (così chiamato dagli Spagnoli), destinato soltanto ai prigionieri di guerra più rinomati per il loro coraggio. Prende il nome dal principe T. di Tlazcolo (regno di Montezuma Secondo), il quale divenne famoso per essere riuscito a uccidere, sebbene legato ad un palo, ben otto dei suoi rivali, anchese armati di tutto punto (v. Sacrifici aztechi).

TLAHUIZCALPAUTECUHTLI (Messicani). Dio azteco preposto alla luce crepuscolare. Aveva anche il compito di proteggere i bambini al momento della nascita.

TLALOC (Messicani). Una delle più importanti divinità del Centro-America. Grande dio dell’Acqua Pioggia, che primeggiava nel magnifico tempio del Sole a Teotihuacàn. T. dimorava nel suo paradiso Tlalocán, dove regnava insieme con la moglie-sorella Chalchiuhtlique. Nel Tlalocán, una specie di Eden, regno di eterna primavera, potevano accedere soltanto le anime dei guerrieri e quelle dei morti per annegamento. Un dipinto riprodotto da Heim e Wasson da un affresco di Tepantitla, mostra il dio T. con un ramoscello in mano, mentre entra in un fantastico giardino attraversato da un fiume sgorgante dalla bocca di un rospo divino. Nell’affresco del Paradiso degli animali di Teotihuacàn, T. appare sotto forma di un drago infiorato, che sgavazza nel suo Tlalocán attorniato da enormi farfalle variopinte. Secondo A. Morretta, l’allucinogeno che produceva quelle visioni, il peyotl, si estraeva da un fungo tossico, ancora ritualmente mangiato in parecchie province del Messico. L’agente attivo di quella droga, lo psicocybin, venne in seguito mescolato con acido lisergico e mescalina, e usato in psichiatria come uno dei principali farmaci rivelatori dell’intimo umano; è la “divin plant” dei primi del Novecento, di cui fecero uso Huxley, Michau e Hesse. T. era oggetto di culto, specialmente a Teotihuacàn, a base di sacrifici di bambini le cui lacrime si credeva fossero presagio di futura pioggia.

TLALOCAN v. Tlaloc.

TLALOQUE (Messicani). Figli di Tlaloc della dea Chalchiuhtlique. Erano divinità addette a produrre i lampi e i fulmini.

TLALTECUHTLI (Messicani). Dio azteco-mixteco (= «colui che percuote la Terra»); mostro della Terra che divora il Sole Tonatiuh. Ha come simbolo il gufo ed è la personificazione della Morte.

TLAZOLTEOTL (Messicani). Un aspetto di Tlaltecuhtli, dea della Terra (= «donna delle azioni impudiche»). I Messicani Totonachi la veneravano come patrona dell’attività sessuale e della fecondità.

TLOQUE NAHUAQUE (Messicani). Il Dio supremo, unico e infallibile, sul quale si impernia iltentativo compiuto dal re azteco Nezahualcoyotl (1420-1472) di unificare in un’unica persona divina il complesso Pantheon azteco. T. N. (= «dio sconosciuto, creatore di tutto ciò che esiste») fu venerato come dio invisibile; non ebbe statue e il suo culto non durò a lungo.

TO (Americani). Dio della Corsa, venerato dalle tribù degli indiani Chibcha, abitanti l’altopiano della Colombia.

TOAREVA v. Hina.

TOCI TONA’ (Messicani). Grande dea-madre antenata degli Aztechi Divinità bellicosa e dominatrice, spinse i guerrieri a invadere il Messico Centrale e a debellare gli autoctoni. Era considerata Madre degli dèi Huitzilopochtli e Tezcatlipoca.

TOH (Messicani). Il numero nove, molto propizio, secondo il “Popol Whu”. Divinizzato e venerato presso le tribù dei Cakciquel dell’alto Guatemala, è rappresentato dal glifo del suo nome.

TOHIL (Americani). Antico dio del Fuoco, venerato dagli indigeni del Guatemala.

TO KABINANA (Oceaniani). Per gli indigeni della Nuova Britannia (Melanesia) è il dio supremo, che creò la terra, facendola emergere dal fondo marino. Secondo una leggenda locale, T., volendo perpetuare il ricordo del figlio ucciso da un pescecane, seppellì i resti del corpo del ragazzo in una buca vicina alla spiaggia e da quella tomba spuntò miracolosamente la prima palma da cocco.

TO KARVUVU (Oceaniani). Dio della Morte venerato dagli indigeni della Nuova Britannia. Era fratello del melanesiano To Kabinana.

TONACACIHUATL (Messicani). Dea della Terra (= «colei che ci nutre»); sposa del dio del Sole Tonacatecuhtli. Personificava anche la Luna.

TONACATECUHTLI (Messicani). Dio del Sole (= «colui che nutre la Terra»), venerato dagli antichi Messicani. Dimorava nel suo paradiso insieme con le anime dei guerrieri caduti in battaglia. GliAztechi davano il nome di T. al quinto sole Tonatiuh.

TONALPOHUALLI (Messicani). Il Calendario lunare degli Aztechi, molto simile a quello dei Maya, chiamato Tzolkin. E’ composto di duecentosessanta giorni ottenuti moltiplicando i venti giorni del mese azteco segnati nel Calendario con glifi di animali e cose per la sacra cifra di tredici. Al tredicesimo giorno i numeri ricominciano da uno fino a formare quattro gruppi di tredici, il cui totale è cinquantadue. Gli Aztechi e i Maya ritenevano che tale cifra indicasse la vita media di un uomo; perciò quando un individuo raggiungeva i cinquantadue anni, ricominciava a contarli daccapo.

TONANTZIN (Messicani). Moglie del dio dei guerrieri Tezcatlipoca o, secondo altri di Xipe Totec, dio mixteco della Primavera, detto Lo Scorticato.

TONATIUH (Messicani). Il dio Sole (= «colui che spande calore») dispensatore di quella energia che doveva essere integrata, secondo i sommi sacerdoti aztechi, da una grande quantità di sangue umano. Perciò ogni anno venivano sacrificati al Sole numerosi giovani e fanciulli, di ambo i sessi, scelti fra i più belli. Secondo le più recenti scoperte, T. è il simbolo del quinto Sole, che si stabilizzò nella quinta Era, dopo le apocalissi delle quattro Ere precedenti. T. è perciò il Sole dell’ultima Era, quella nostra, sorto per concludere il ciclo delle Ere solari.

TOOTEGA (Americani). Genio femminile di natura benigna, in cui credono gli Eschimesi dell’Alaska. E’ immaginata come una donna minuta e graziosa, capace di camminare sulla superficie delle acque.

TOPILTZIN v. Ce Acatl; Tula.

TORAGE v. Maui.

TORAMANURU (Oceaniani). Figura solare, identificata col padre Cielo dagli indigeni Toradja delle isole Celebes (Indonesia). E’ sempre in cammino per portare luce e calore in tutti gli angoli della terra. Secondo la leggenda, T. si unì ad Ala Tala, spirito femminile identificato con la Madre Terra, e generò Bunto, il primo essere umano. T. e Ala Tala sarebbero i capostipiti delle famiglie principesche dei Toradja. In un’altra versione del mito, Ala Tala, divinità maschile di origine musulmana, è identificata col padre Cielo.

TORNGAK v. Innua.

TORNGAKSOAK (Americani). Spirito di natura benigna, che esercita il suo potere sui piccoli geni che animano la natura. E’ venerato dagli Eschimesi dell’Alaska.

TOZCATL (Messicani). Quinto mese dell’anno azteco. Corrisponde al maggio del calendario gregoriano e in data corrispondente al 20 maggio i sacerdoti aztechi celebravano in onore del dio Tezcatlipoca una festa solenne, che si concludeva con un sacrificio umano.

TSANSA (Americani). Nome che gli indigeni Khivaros dell’interno equadoriano davano alle teste umane raggrinzite e mummificate per uso magico-propiziatorio.

TSEQABEX (Americani). Il demiurgo degli indigeni Montagnais Naskapi (Labrador). Avrebbe catturato il Sole con una fune, allontanandolo dai territori dove i piccoli animali e gli uccelli morivano per il troppo calore.

TU (Oceaniani). Il grande artigiano che, secondo la mitologia polinesiana, aiutò il dio Supremo Taaroa nell’opera della creazione. Presso alcune tribù delle isole Australi, T. è considerato colui che insegnò agli uomini l’arte della guerra.

TUAN PADUKA NIADJI v. Batara Guru.

TUDAVA (Oceaniani). Eroe culturale che nel mito melanesiano delle origini appare come innovatore e civilizzatore delle isole Trobriand.

TULA (Messicani). Capitale dello Stato dell’Hidalgo fondata dai Toltechi; il re-sacerdote scismatico Ce Acatl vi impose il culto di Quetzalcoatl, il Serpente piumato, e arricchì la città di palazzi, templi e monumenti di pregevole fattura. A T. si trovano il famoso Murale dei serpenti, splendidamente ornato con fregi di rettili, giaguari e aquile, la Piramide della Luna e il palazzo di Quetzalcoatl con annessa la grande piramide del Sole, fatta erigere da Topiltzin in onore del suo unico dio dove è presente la terribile statua tolteca del Chac Mool.

TULI (Oceaniani). Essere supremo femminile che, come figlia del dio Tangaroa, fa parte del mito polinesiano della creazione presso gli indigeni delle isole Marchesi.

TU MATUENGA (Oceaniani). Figlio di Rangi e Papa; dio creatore del genere umano, venerato dai Maori della Nuova Zelanda.

TUMUE v. Atu Motua.

TUNA (Oceaniani). 1. Protagonista di una leggenda popolare polinesiana. T. si innamorò follemente di Sina, bellissima fanciulla corteggiata da molti, e la sposò; ma per gelosia gli altri spasimanti la uccisero e Sina, prima di morire, pregò lo sposo di piantare la testa di lei nella terra. T. Io fece e da quella testa nacque la prima palma da cocco. I Maori della Polinesia narrano che le tre depressioni che si trovano alla sommità del frutto della palma rappresentano i due occhi e il naso di Sina. 2. In un’altra versione della leggenda, Sina appare col nome di Hina e viene confusa con la dea lunare, principio femminile di tutte le cose.

TUNDUN (Australiani). Figlio di Mungan Ngaua; personificazione del rombo che spaventa i ragazzi nel giorno della circoncisione. Prese in moglie Rukut Tundun e con lei generò altri rombi più piccoli. T. e Rukut Tundun sono considerati i progenitori dei Kurnai, abitanti dell’Australia Sud orientale.

TUN HAAB v. Calendario di Venere.

TUNRIT (Americani). Favolosi esseri che avrebbero abitato la penisola di Adelaide (Nord-America) in epoca mitica. Secondo gli Eschimesi dell’Alaska, i Tunrit furono i primi scalpellini che lavorarono la pietra per costruire abitazioni e tombe. La presenza dei Tunrit nell’Alaska è segnalata da ritrovamenti di resti di costruzioni in pietra.

TUOHEA (Oceaniani). Re leggendario dall’aspetto mostruoso, che regnò nell’isola di Hao (Polinesia). Secondo la credenza di quei popoli, T. nacque con quattro occhi e fu subito antropofago. Abbandonato dai genitori, perché atterriti dal suo volto, fu allevato dagli spiriti cattivi. Da adulto governò con tirannia, terrorizzando e uccidendo tutti coloro che si avventuravano nei suoi territori. Dimorava in una spelonca e si nutriva di carne umana. Prese inmoglie la propria sorella, dalla quale fu poi ucciso con un sortilegio a base di lische di pesce.

TUPAN (Brasiliani). Potente genio degli elementi atmosferici, temuto e venerato dagli indigeni Tupinamba del Brasile; presiedeva al tuono ed alle tempeste.

TUPAPAU (Oceaniani). Spiritelli notturni o anime di defunti che, secondo una leggenda dei Maori, appaiono di notte alle persone che soffrono di insonnia.

TUPINAMBA (Brasiliani). Antiche tribù di lingua tupi-guarani, abitanti il sud del Brasile. Ebbero come antenati civilizzatori i favolosi gemelli Ariconte (Arikut) e Tamendonar. Loro entità suprema fu il dio Tupàn.

TUTAYAQPACHA (Messicani). Il caos tenebroso che seguì alle apocalissi verificatesi alla fine di ogni Era solare. Secondo gli Aztechi ci sarebbero già state quattro Ere solari della durata di mille anni ciascuna, tutte conclusesi con catastrofi spaventose. La quinta Era, che sarebbe quella attuale, si concluderà con un’altra apocalisse.

TUTURURU (Brasiliani). Gigantesco genio maligno, dalle sembianze di cagnaccio bianco e nero. Gli indigeni Loritja dell’Australia Centrale lo consideravano il persecutore degli spiriti dei loro antenati totemici. Sterminato dai Guranguna (spiriti buoni), morì soffocato all’interno della spelonca che è la dimora degli spiriti maligni.

TUZICHOGUA (Americani). Madre di tutto il creato, secondo la mitologia degli indiani Chibcha, abitanti l’altopiano della Colombia. Veniva adorata anche col nome di Batchué.

TWANIJRAKA (Australiani). Personificazione del rombo, che si fa udire ai ragazzi durante il rito della circoncisione. Secondo i Loritja dell’Australia Centrale, il rombo T. rapisce i fanciulli prima del processo iniziatico e li riporta già circoncisi.

TZACOL v. Bitol.

TZAPOTLANTONAN (Messicani). Dio che presiedeva alla produzione dell’olio e del balsamo pressogli antichi Messicani.

TZINTEOTL (Messicani). Antichissima dea azteca dell’Agricoltura (= «grande madre delle origini»).

TZITZIMINE (Messicani). Mostruosi geni malefici delle altitudini; divinità stellari che gli Aztechi considerarono come antenate degli spiriti dei guerrieri cattivi, morti in battaglia e tramutati in zanzare o altri insetti.

TZOLKIN (Messicani). Il Calendario lunare dei Maya, molto simile al Tonalpohualli degli Aztechi e come questo formato da duecentosessanta giorni, ottenuti moltiplicando i venti giorni di un mese per la sacra cifra tredici (20 per 13 = 260). A differenza degli Aztechi, che rappresentavano i giorni con animali e figure concrete, i Maya li raffiguravano con segni astratti.

TZOMPANTLI (Messicani). Il murale dei teschi, fatto di crani umani, che si trova a Chichèn Itzà. Gli Aztechi costruirono i murales con i crani dei capitani sconfitti nel gioco della Pelota. Dal collo di ogni testa escono sette serpentelli che raffigurano il sangue aggrumato dei sacrificati.

TZULTACA v. Yumil Kakob.