Portale della famiglia Miselli

Utumno

 

 

Accadde molto tempo fa nelle selve antistanti le caverne di Utumno, luoghi inviolati dalle più flebili manifestazioni di oscurità, presenze possenti sul lato sinistro della Spirale.

Ero un Lerthn contento di poter essere al centro di un sistema composto da tre stelle che gravitavano in matematico equilibrio attorno al mondo di Era. Inoltre ero aspirante al posto di guardiano delle Porte, incarico ambito da ogni giovane abitante di Asthar.

Le varie entità che popolavano le luminescenti terre Eriane mi ossequiavano, le strade si raddrizzavano al mio passaggio, le fanciulle mi sorridevano, nulla osava intralciare il mio cammino, tranne quel suono, quel battito d’ali che mi costringeva ad alzare ogni tanto lo sguardo verso la luce nella speranza di scoprire un mutamento nel corso degli eventi.

Tuttavia il tempo trascorse placido, sino al momento in cui giunse finalmente il periodo delle cariche, ed io fui elevato al rango di Guardiano Occidentale delle Porte, signore incontrastato di un esercito Betelghiano, padrone assoluto del Mazzo di Chiavi.

Quale era la mia gioia nel disporre di tanto prestigio fiero del mio portamento nell’uniforme dei Guardiani, potevo disporre del mio passo a piacimento, potevo aprire ogni porta mi fosse frapposta, potevo disporre della gente per ogni mio desiderio, potevo entrare nel bosco di confine, ed e’ ciò che feci.

Non crediate che io apprezzi particolarmente descrivere questo momento ma ritengo sia necessario alla comprensione degli eventi che diedero origine alla nascita degli Dei.

Giunse una notte, all’improvviso,
il vento vantava la propria presenza
al seguito delle possenti ali
della Sorte Imperiale.

È difficile stabilire con precisione quando cominciò, ma durante lo scorrere incessante del tempo nacquero le prime sensazioni di oppressione, momenti liberatori si ergevano con esuberanza sulle definizioni eteree di staticità complementare.
Non so se avete mai provato il Kimbstis verde nelle Selve della Luce che circondavano Utumno; io lo provai nel giorno della promozione, era la stessa gioia, lo stesso mormorio, la stessa leggerezza di pensiero ed azione.
Eppure quella volta era un essere vivente a provocarlo.
Cosa avrebbe potuto farmi supporre una mera presenza di stonatura nell’armonia della Musica?

Stonatura,
quale tetra parola nell’armonia totale.
Sembrava che un colore più intenso
rendesse maggiormente onore al mosaico,
chi poteva supporre
che quel rosso era troppo intenso
che quel verde non fosse il mare
o che quel muro fosse irreale.
Chi, nelle mie condizioni avrebbe potuto supporre
che quella notte si sarebbero aperte
le porte secolari di Utumno?

Dalle “Comunicazioni al Consiglio Centrale della Settima Era”
Archivio Universale Unificato – ISTHENRUTH – 3CPN8D

 

Tutto ebbe inizio milioni di anni fa…

In principio, l’universo era vuoto, un grande manto nero.
Le uniche creature esistenti erano, il Padre, la Madre e i Fondatori.
Un giorno, questi Fondatori, decisero di creare i pianeti.
IL primo pianeta creato fu fa Terra.
Non come fa conosciamo noi, inizialmente era una grande massa di roccia, come un grande sasso.
Poi si misero a modellare questa roccia, come un’opera d’arte, iniziarono col creare il cielo e il mare.
Crearono le montagne, i prati, gli alberi e tante altre cose, come se stessero dipingendo un quadro.
Finito il lavoro, crearono i primi esseri viventi, gli animali. Ne crearono di molti tipi, e di diverse misure, li misero nei mare, nelle montagne, nei prati e persino in cielo.
Finiti gli animali, pensarono di creare 4 spiriti, per proteggere il loro creato ed aiutare gli esseri viventi.
Questi 4 spiriti erano il fuoco, l’acqua, la terra e l’aria, sono ancora in mezzo a noi, ma i Fondatori, gli hanno dato il potere di essere invisibili.
Poi crearono la prima Dea, Diana, aveva il compito di gestire il funzionamento dei mari, della terra, dei prati e di tutto il creato.

Per riuscire a controllare al meglio la Terra, decisero che lei non doveva abitarci, quindi crearono un pianeta dove farla vivere, la Luna.
La Madre guardò la loro opera, ormai la Tetra era finita e Diana controllava tutto, ma mancava ancora qualcosa, la luce.
Così i Fondatori decisero di creare un Dio, Lucifero, il portatore dì luce.
Aveva il compito di illuminare la Terra e di riscaldare i suoi abitanti, crearono un pianeta dove farlo vivere, il Sole.
I Fondatori decisero di fare l’ultimo ritocco al loro capolavoro e crearono gli esseri umani, che dovevano procreare e vivere in pace
e armonia con la natura e gli animali.

Diana e Lucifero erano come fratelli, lavoravano insieme per dare la luce e l’oscurità alla terra, per cambiare il tempo, aiutare la natura e tutti gli esseri viventi.
Lei era molto attratta dalla luce di lui e un giorno decise di andare a trovarlo, spostò la Luna verso il Sole e quel giorno ci fu la prima eclissi.
Quando Diana si incontrò con Lucifero, fu amore a prima vista, restarono assieme solo poco tempo, per non creare difficoltà sulla Terra.
Prima di andarsene la Dea diede un bacio al Dio, si udì una grossa esplosione, un evento mai visto prima: come dei fuochi d’artificio, si crearono dei puntini luminosi in tutto l’universo, quel giorno nacquero le stelle.
In uno di questi incontri i due Dei si sono uniti, tra il buio dell’eclissi si poté vedere un grande bagliore in cielo, una stella con una scia di luce, che attraversò tutta la Terra, era una Cometa, annunciava l’arrivo della loro figlia, Aradia.

Passarono anni e anni, la Terra era ormai già popolata da tantissimi esseri viventi, tanti uomini, che col passare del tempo iniziarono
a sfruttare la natura e g[i animali per le loro comodità.
Gli umani infine si misero anche a sfruttare i loro simili, i più ricchi e benestanti, opprimevano i poveri e le donne.
Il Dio e la Dea decisero di chiamare i Fondatori, li aggiornarono sulla situazione e gli chiesero il permesso di mandare Aradia sulla Terra, per mettere a posto la situazione.
I Fondatori decisero che era la cosa migliore da fare, mandarono Aradia sulla terra, una immortale in mezzo ai mortali, con il compito di assoldare degli umani a cui insegnare la magia per poter migliorare la loro situazione.

Aradia così fece, arrivò sulla Terra, iniziò a parlare con delle contadine, oppresse dagli umani di sesso maschile, raccontando loro chi era e quale fosse la sua missione.
Cominciarono quindi ad incontrarsi nei boschi di notte, per non farsi scoprire, si radunavano formando un cerchio e tenendosi per mano.
Aradia era in mezzo a loro e con il suo aiuto, riuscivano a contattare il Dio e la Dea, successivamente, riuscirono a farlo anche senza di lei.
Le contadine impararono ad usare la magia e fare pozioni e medicine con le erbe, e con queste a proteggersi dai soprusi.
In seguito Aradia ha continuato a contattare altre persone per diffondere la sua sapienza, le sue seguaci erano sempre più numerose
anche se rimanevano nascoste.
La figlia degli Dei aveva il potere di distruggere tutti gli oppressori e i potenti sfruttatori, ma non lo fece, preferì mettere i poveri e gli oppressi in condizione di difendersi e vivere per il meglio le loro vite.
Aradia fu così chiamata,la prima Strega, le sue discepole, le streghe, si riunivano in gruppi ed erano sempre più numerose
Curavano le malattie, parlavano con gli Dei e facevano incantesimi e pozioni per migliorare il proprio stile di vita.
Tutt’ora ci sono ancora tante Streghe in giro per il mondo, si riuniscono per celebrare le feste Pagane e per i vari rituali.

La leggenda di Aradia è ancora viva nei loro pensieri, colei che scese sulla Terra per difendere gli oppressi e i poveri.

Quando guardate in cielo, ricordatevi degli Dei che ci guardano da lassù e di Aradia che veglia su di noi.

 

Pagine Interne

Argomenti vari in costruzione.

Utumno

    Accadde molto tempo fa nelle selve antistanti le caverne di Utumno, luoghi inviolati dalle più flebili manifestazioni di oscurità, presenze possenti sul lato sinistro della Spirale. Ero un Lerthn contento di poter essere al centro di un sistema composto da tre stelle che gravitavano in matematico equilibrio attorno al mondo di Era. Inoltre ero aspirante al posto di guardiano delle Porte, incarico ambito […]

Attesa

Non è che tutto sia composto di Sorte avversa, a volte le unioni di entità (non trovo un termine italiano corretto per definire i Messaggeri del Castello. Quello che rende, vagamente almeno, l’idea è appunto entità) sono favorevoli a momenti di rilassamento, anzi talvolta si riuniscono in festose manifestazioni che coinvolgono persino gli irreprensibili Guardiani Interni degli Ingressi. A volte, quando nei tempi oscuri si […]

Timnes

Nelle luminose serate di quarta posizione Nerphiana appare, debole e tremolante all’orizzonte, la luce di Timnes. Timnes lasciata e mai dimenticata,Timnes adorata e mai vissuta. Fu alla luce di Timnes che la vidi, sospesa nel vuoto compiva la sua ispezione giornaliera nei giardini imperiali. Come giovane giardiniere ero appena stato delegato alla cura dei temibili Fiori Guerrieri. Il loro nome deriva dalla loro azione difensiva, […]

Secchi

Questa notte il cielo è pieno di luci.Non ho mai visto tanto splendore in pochi minuti.Un’esplosione di meteore come mai era successo prima.Ho voglia di dirlo a qualcuno.Ma a chi?Un telefono è proibito,l’altro è sconosciuto.Poi è tardi.  

Ultimi Post

Walpurgisnacht

Harzgebirg Gegend von Schierke und Elend Faust. Mephistopheles. Mephistopheles: Fasse wacker meinen Zipfel!Hier ist so ein MittelgipfelWo man mit Erstaunen sieht,Wie im Berg der Mammon glüht. Faust: Wie seltsam glimmert durch die GründeEin morgenrötlich trüber Schein!Und selbst bis in die tiefen SchlündeDes Abgrunds wittert er hinein.Da steigt ein Dampf, dort ziehen Schwaden,Hier leuchtet Glut aus Dunst und FlorDann schleicht sie wie ein zarter FadenDann bricht […]

Leggimi Lascia un commento

PROMESSA D’AMORE

Durante il periodo della Storia cinese dei Tre Regni, Fan Qin, segretario di Cao Cao – signore del regno di Cao Wei (220-265) – scrisse una poesia intitolata Ding Qing Shi, Poesia della Promessa d’Amore, tramandata fino ai giorni nostri, grazie allo stile particolare e al fatto che è composta in modo da poter essere cantata.La poesia narra degli oggetti che i fidanzati dell’antica Cina […]

Leggimi Lascia un commento

I figli

I vostri figli non sono figli vostri. Sono i figli e le figlie del desiderio che la vita ha di sé stessa. Essi non provengono da voi, ma attraverso di voi. E sebbene stiano con voi, non vi appartengono. Potete dar loro tutto il vostro amore, ma non i vostri pensieri. Perché essi hanno i propri pensieri. Potete offrire dimora ai loro corpi, ma non […]

Leggimi Lascia un commento

Nelle luminose serate di quarta posizione Nerphiana appare, debole e tremolante all’orizzonte, la luce di Timnes.

Timnes lasciata e mai dimenticata,
Timnes adorata e mai vissuta.

Fu alla luce di Timnes che la vidi, sospesa nel vuoto compiva la sua ispezione giornaliera nei giardini imperiali. Come giovane giardiniere ero appena stato delegato alla cura dei temibili Fiori Guerrieri. Il loro nome deriva dalla loro azione difensiva, nei confronti di qualunque essere vivente che si avvicina eccessivamente, tramite aculei velenosissimi scagliati a forte velocità in direzione del presunto aggressore.

La giovane Signora cavalcava dolcemente
il suo cavallo blu
fra le rovine eterne
della città invisibile,
lontana ed antica
oltre la metà del tempo.

Non so perché mi vennero alla mente qui versi che un oscuro poeta del quinto pianeta Betelghiano avrebbe scritto alcune migliaia di anni più tardi.
Fu in quel momento che la mia attenzione fu sottratta al dovere.
I fiori colpirono impietosamente il loro servo.
Lei mi si avvicinò e, dopo avermi estratto gli aculei, mi donò un sorriso.
Si sa, le mani imperiali sono mani guaritrici, così riuscii a riprendermi velocemente dal veleno e tornare al lavoro.

Non ebbi più l’occasione di rivederla in modo così ravvicinato, sino al momento della rivolta.
Il petto era ricoperto di verde, la linfa vitale stava uscendo violentemente dal suo corpo.
Non potei fare nulla, si sa, le mani di giardiniere non sono mani di guaritore.
Vidi solo il calore del suo respiro.
Non potevo permettere che il nulla potesse avere il sopravvento, così gliela tolsi dalle mani.
Guardiana Essenziale dei Giardini.
E si sa, le mie decisioni non si discutono.

 

Sognando

Questa notte il cielo è pieno di luci.
Non ho mai visto tanto splendore in pochi minuti.
Un’esplosione di meteore come mai era successo prima.
Ho voglia di dirlo a qualcuno.
Ma a chi?
Un telefono è proibito,
l’altro è sconosciuto.
Poi è tardi.