PROMESSA D’AMORE

Durante il periodo della Storia cinese dei Tre Regni, Fan Qin, segretario di Cao Cao – signore del regno di Cao Wei (220-265) – scrisse una poesia intitolata Ding Qing Shi, Poesia della Promessa d’Amore, tramandata fino ai giorni nostri, grazie allo stile particolare e al fatto che è composta in modo da poter essere cantata.
La poesia narra degli oggetti che i fidanzati dell’antica Cina si scambiavano come promessa d’amore durante la famosa dinastia Han (206 a.C – 220 d.C).

 

LA POESIA DELLA PROMESSA D’AMORE

 

«He Yi Zhi Quan Quan? Wan Bi Shuang Jin Huan»
«Con che cosa posso esprimere il mio amore per te? Uso i bracciali d’oro avvolti sulle mie braccia»

I bracciali d’oro a spirale sugli avambracci erano usati dalle donne antiche cinesi. Quando la donna li regalava al suo amato, esprimeva così il sentimento dell’amore che avrebbe girato per sempre intorno a lui, come una spirale che collega l’inizio e la fine per sempre, senza mai interrompersi.

«He Yi Dao Yin Qin? Yue Zhi Yi Shuang Yin»
«Con che cosa posso farti capire che tutte le mie attenzioni sono per te? Ti do i miei due anelli d’argento».

L’anello ha il senso di attenzione per l’altro e di legame. Il marito e la moglie devono avere sempre il cuore rivolto l’uno per l’altro e mantenere la fedeltà.
Secondo il libro Sancai Tuhui della dinastia Ming (1360 – 1644 d.C.), all’inizio l’anello era donato dall’imperatore a un funzionario, come segno di apprezzamento per i meriti guadagnati col servizio fedele e retto. Nella cultura della minoranza etnica Hu, il fidanzato donava un anello d’oro alla fidanzata, come prova dell’impegno a contrarre matrimonio.
Quando questa usanza è finita, nelle regioni centrali della Cina (appartenenti all’etnia Han, maggioritaria nel territorio cinese), portare gli anelli come accessori è diventata una cosa comune e diffusa trasformandosi in un oggetto d’amore che serviva per esprime i propri sentimenti.

«He Yi Zhi Qu Qu? Er Zhong Shuang Ming Zhu»
«Cosa posso usare per rivelare le mie vere emozioni? Uso questo paio di perle sulle mie orecchie»

Secondo Cronache dei Tre Regni, le donne già da tempo molto antico usavano gli orecchini. Il libro Shan Hai Jing (Il classico della montagna e del mare) ha registrato che anche le divinità femminili portavano orecchini. Ne esistevano di vari tipi, dalle forme più diverse. A differenza di oggi, anticamente le donne cinesi portavano per tutta la vita gli accessori per adornarsi, quindi gli orecchini, come oggetto d’amore, comunicano che quello specifico sentimento sarà per sempre. Inoltre, il senso della promessa ‘per sempre’ risiede anche nel fatto che di norma gli orecchini si portano per tutta la vita (per evitare che il foro nel lobo si richiuda).

«He Yi Zhi Kou Kou? Xiang Nang Xi Zhou Hou»
«Che cosa può rappresentare la mia sincerità? Il mio sacchetto di profumo»

Il sacchetto di profumo, Xiang Nang, può avere forme diverse e vari usi, può essere semplice o molto decorato.
In antichità, i cinesi mettevano spezie profumate dentro un sacchetto di tessuto che portavano con sé per diversi motivi: per profumarsi, per gli effetti benefici di alcune essenze sul corpo, o per allontanare insetti refrattari ad alcuni odori, e – non ultimo – per allontanare gli spiriti maligni.
Il sacchetto profumato poteva essere anche un buon regalo da fare a una persona per cui si provava affetto: la fidanzata lo regalava al fidanzato per rivelare la sua cura e ammirazione per lui, la moglie lo regalava al marito per esprimere che il loro amore era solido e inseparabile.
Il libro Jin Shu racconta una storia di Han Shou, un bravo ragazzo che lavorava per un funzionario di nome Jia Chong. Un giorno nella casa del funzionario incontrò la figlia Jia Wu, ed entrambi si innamorarono a prima vista. Durante un appuntamento segreto, Jia Wu regalò al giovane un sacchetto di preziose spezie profumate provenienti da occidente, che l’imperatore Si Ma Yan aveva regolato a suo padre tempo prima.
Un giorno Jia Chong sentì il profumo di Han Shou. che gli ricordò incredibilmente quello delle spezie regalategli dall’imperatore. Pensò che fosse strano, visto che era impossibile per la gente comune avere un profumo così prezioso. Pensò allora che fosse stata la figlia a regalare al ragazzo un po’ delle sue spezie. Parlando con Jia Wu, scoprì che le sue supposizioni erano giuste, la figlia confessò la verità e il suo amore per Han Shou, e fu così che il padre acconsentì al matrimonio fra i due.

«He Yi Zhi Qi Kuo? Rao Wan Shuang Tiao Tuo»
«Che cosa può testimoniare la nostra promessa della vita? Uso questo paio di bracciali di giada al mio polso»

Nei tempi antichi, se una donna si toglieva il bracciale e lo regalava, significava che la sua emozione per l’uomo era carica di amore e che gli sarebbe stata accanto sempre. Il bracciale può portare la forza di una promessa per la vita: «sto con te tutta la vita, non ti abbonderò mai».
Il bracciale di giada, la prima volta che tocca la pelle provoca una forte sensazione di freddo. Ma col tempo, al contatto con il polso, la giada diventa calda fino a che non si sente più e diventa parte di chi la indossa: un processo molto simile all’incontrare, conoscere e innamorarsi di una ragazza.

«He Yi Jie En Qing? Mei Yu Zhui Luo Ying»
«Che cosa può rappresentare la nostra gratitudine? Allora con la seta faccio una nappa e la lego con un pezzo di giada»

La giada nella storia cinese ha avuto un ruolo molto importante: è sempre stata collegata con la figura del gentiluomo, perché la giada è dura e solida, non si consuma facilmente, è preziosa ma non appariscente come le pietre preziose o l’oro. È in un certo senso simile ai tratti caratteriali cinesi. Per questo, nel passato, gli uomini cinesi di un certo livello portavano sempre con loro la giada: per ricordarsi di fare attenzione a comportamenti e parole, e mantenere queste caratteristiche di rettitudine e di alto livello morale rimanendo tuttavia semplici, senza ostentare grandezza.
Le donne, invece, per legare il loro amato a sé per sempre, usavano un nastro di seta a cui appendevano un ciondolo di giada che terminava con una nappa (sempre di seta), sperando così di legare il loro cuore alla persona amata.

«He Yi Wei Bie Li? Er Hou Dai Mao Chai»
«Che cosa può consolare la tristezza quando ci salutiamo? Metto il mio spillone fatto con il guscio della tartaruga dietro alle orecchie»

Il guscio della tartaruga di mare ha un disegno dai colori speciali, e per questo è stato usato come pietra preziosa. Lo spillone per raccogliere e legare i capelli era un accessorio indispensabile per le antiche donne cinesi, e se una donna regalava il suo spillone a un uomo significava che voleva sposarlo. Collegare i capelli è anche un’azione che si compie nella celebrazione del matrimonio tradizionale cinese. Durante la cerimonia il marito e la moglie devono prendere un capello del partner e legarlo con il proprio: collegare i capelli rappresenta quindi il matrimonio.
Nel passato, quando il fidanzato o il marito partiva per la guerra, o si allontanava per lungo tempo per altre necessità di sopravvivenza, la donna nel salutarlo prendeva lo spillone e lo spaccava in due: un pezzo lo dava al marito che partiva, l’altro lo teneva per sé, come segno che avrebbe aspettato che i due pezzi si ricongiungessero, e che sarebbe rimasta fedele fino al suo ritorno.

 

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