Per esigenze metodologiche l’opera si suddivide in tre sezioni: Mitologia indo-europea; Mitologia afro-asiatica; Mitologia americana-oceaniana.
Nella prima sezione vengono riportati tutti i miti e le leggende greche, romane, etrusche, celtiche, germano-scandinave, slave.
Nella seconda vengono incamerati i miti africani in generale, arabi, assiro babilonesi, fenici, persiani, ebraici, egiziani, cinesi, giapponesi, indiani, tartari, tibetani.
Nella terza vengono raccolte le credenze mitiche dei Messicani, annotando con scrupolo tutto quanto è stato possibile scoprire sugli Olmechi, Aztechi, Toltechi, Zapotechi, Algonchini, Pellirosse, Peruviani, senza trascurare l’Oceania con i miti tribali dei Polinesiani, Melanesiani, Papuasici e Australiani in generale.
Vengono affiancati ai miti tradizionali i principali siti archeologici di civiltà scomparse, i luoghi di culto, le caste, e i fondamentali testi sacri le cui origini misteriose si perdono nella complicata storia delle diverse etnie.
L’opera è esposta in rigoroso ordine alfabetico in ciascuna delle sue tre sezioni.
Ogni voce è seguita dal nome (tra parentesi) che ne classifica immediatamente l’area culturale di appartenenza.
I rimandi siglati dentro la voce colla lettera v. sono limitati a quei lemmi che aggiungono ulteriori notizie a quanto contenuto nella voce esaminata, offrendo al lettore un quadro più chiaro ed esauriente.
Ogni altro nome mitico contenuto nel testo della voce contemplata è elencato in ordine alfabetico nella medesima sezione cui la voce stessa appartiene.
Tutti i lemmi sono riportati colla stessa dizione in uso presso i testi scientificamente più attendibili e nelle più accreditate enciclopedie.