Intro
Nessuno perviene alla sua verità essendo quello che la società vuole che sia o che faccia. In realtà, famiglia, società, chiesa, professione, scuola, politica, etica e comandamenti, nessuno di essi conduce al benessere vero, ma al contrario spesso queste sono proprio le trappole che ci tengono lontani dalla verità
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Sergio Miselli
Father
Il demonio non può nulla contro lo stupidità, tantissimo sull’intelligenza e tutto sulla fantasia

Yuyi Huang
Vampiro
Io non credo al diavolo. Peccato. Perché lui crede in te

Wu Quiong
Ex Fidanzata
Il più grande errore moderno non è l’annuncio della morte di Dio, ma l’essersi persuasi della morte del diavolo

Campus di Lancaster
Student
Diavolo: la donna che si sogna. Angelo: la donna che si ha

L.A. Cafè
Oral worker
Si racconta che il Diavolo è stato il primo a fare l'acquavite. Fu una buona azione per cui sia detto "grazie" al Diavolo

Passera
Bed worker
Dante pone la Terra al centro dell’universo, l’inferno al centro della Terra, Lucifero al centro dell’inferno. Il diavolo sarebbe, insomma, al centro di tutto

Andy
Calypso
Il numero del diavolo non è 666. Questo è solo il suo prefisso, il suo numero non è in elenco

Nanay
Un'icona per il genere umano
Dio creò il mondo – il diavolo il tempo
About
Vangelo delle Streghe
Diana amava molto suo fratello Lucifero, il dio del Sole e della Luna, il dio della Luce (Splendore), che era molto orgoglioso della sua bellezza e che per il suo orgoglio fu scacciato dal Paradiso. Diana ebbe da suo fratello una figlia, alla quale essi diedero il nome di Aradia. A quel tempo c’erano sulla terra molti ricchi e molti poveri. I ricchi rendevano schiavi tutti i poveri. A quel tempo gli schiavi erano trattati crudelmente; in ogni palazzo c’erano torture, in ogni castello prigionieri. Molti schiavi scappavano. Fuggivano nelle campagne e diventavano ladri e briganti. Invece di dormire la notte, tramavano la fuga, derubavano i loro padroni e poi li ammazzavano. Così vivevano sulle montagne e nelle foreste come briganti e assassini, tutto per sfuggire alla schiavitù. Diana disse un giorno a sua figlia Aradia: É vero che sei uno spirito, Ma tu sei nata per essere ancora Mortale, e devi andare Sulla terra e fare da maestra A donne e a uomini che avranno Volontà di imparare la tua scuola, Che sarà composta di stregonerie. Non devi essere come la figlia di Caino, E della razza che è divenuta Scellerata e infame a causa dei maltrattamenti. Come Giudei e Zingari, Tutti ladri e briganti, Tu non divieni... Tu sarai sempre la prima strega, La prima strega divenuta nel mondo. Tu insegnerai l’arte di avvelenare, Di avvelenare tutti i signori, Di farli morti nei loro palazzi, Di legare lo spirito dell’oppressore. E dove si trova un contadino ricco e avaro, Insegnerai alle streghe tue alunne Come rovinare il suo raccolto Con tempesta, folgore e baleno, Con grandine e vento. Quando un prete ti farà del male, Del male colle sue benedizioni, Tu gli farai sempre un doppio male Col mio nome, col nome di Diana, Regina delle streghe... Quando i nobili e i preti vi diranno, Dovete credere nel Padre, Figlio E Maria, rispondetegli sempre, Il vostro dio Padre e Maria sono tre diavoli... Il vero dio Padre non è il vostro — Il vostro dio — io sono venuta Per distruggere la gente cattiva E la distruggerò... Voi altri poveri soffrite anche la fame, E lavorate male e troppo, Soffrite anche la prigione; Però avete un’anima, Un’anima più buona, e nell’altro, Nell’altro mondo voi starete bene E gli altri male...
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che sei il corpo nostro,
senza di te non si potrebbe vivere,
tu che prima di divenire farina,
sei stata sotto terra dove tutti
sono nascosti, tutti i segreti.
macinata che sei a metterte al vento,
tu spolveri per l’aria e te ne fuggi,
portando con te i tuoi segreti!
ma quando grano sarai in spighe,
in spighe belle che le lucciole
vengono a farti lume perché tu
possa crescere più bella, altrimenti
non potresti crescere e divenire bella,
dunque anche tu appartieni
alle streghe e alle fate, perché le lucciole appartengono al sol... Lucciola caporala,
vieni corri e vieni a gara,
metti la briglia a la cavalla!
metti la briglia al figliuol del re!
vieni, corri e portala a me!
il figliuol del re te lascierà andare,
però voglio te pigliare,
giacché sei bella e lucente,
ti voglio mettere sotto un bicchiere
e guardarti colla lente.
sotto un bicchiere tu starai
fino a che tutti i segreti
di questo mondo e di quell’altro
non mi farai sapere, e anche quelli
del grano e della farina.
appena questi segreti io saprò,
lucciola mia, libera ti lascierò,
quando i segreti della terra io saprò
tu sia benedetta, ti dirò!

suona mezzo giorno in punto,
in mezzo a un fiume entro
e qui miro l’acqua.
all’acqua e al sol,
altro non penso
che all’acqua e al sol,
a loro la mia mente tutta è rivolta,
altro pensier non desidero che
saper la verità;
tanto tempo è che soffro,
vorrei saper il mio avenir,
se cattivo fosse,
acqua e sol
migliorate il destino mio!

tu non possa aver
nè pace e né bene
fino a che dalla luna
andato non sarai coi piedi correndo,
le mani battendo,
a pregarlo per me che mi faccia sapere
il mio destino;
se cattivo fosse,
allora me lo faccia cambiare.
se questa grazia mi farai,
l’acqua, allo splendor del sol,
la guarderò,
e tu Caino colla tua bocca mi dirai
il mio destino quale sarà.
se questa grazia o Caino non mi farai,
pace e bene non avrai!

non cuocio nè il vino nè il miele,
cuocio il corpo,
il sangue e l’anima,
l’anima di Diana,
che non possa avere nè pace e nè bene,
possa essere sempre in mezzo alle pene
fino a che la grazia non mi farà,
che gliel’ho chiesta e gliela chiedo di cuore!
se questa grazia,
o Diana, mi farai,
la cena in tua lode in molti faremo,
mangeremo,
berremo,
balleremo,
salteremo.
se questa grazia che ti ho chiesta,
se questa grazia tu mi farai,
nel tempo che balliamo,
il lume spegnerai,
così all’amore
liberamente faremo!

ne ringrazio il destin,
e lo spirito che su questa via
mi ha portato,
che possa essere il mio bene
e la mia buona fortuna!
mi alzo la mattina all’alba,
e a passeggio me ne vò
nelle valli,
monti e campi,
la fortuna cercavo
della ruta e la verbena,
quella so porta fortuna.
Me la tengo in senno chiuso
e saperlo nessuno lo deve,
e così ciò commendo,
«la verbena fa ben per me!
benedico quella strega!
quella fata che mi segna!»
Diana fu quella
che mi venne la notte in sogno,
e mi disse: se tu vuoi tener
le cattive persone da te lontano,
devi tenere sempre ruta con te,
sempre ruta con te e verbena!
Diana,
tu che sei la regina del cielo,
della terra e dell’inferno,
e sei la protettrice degli infelici,
dei ladri,
degli assassini
e anche di donne di mali affari;
se hai conosciuto
che non sia stata l’indole cattiva
delle persone,
tu Diana,
Diana li hai fatti tutti felici!
un’altra volta ti scongiuro,
che tu non abbia né pace nè bene,
tu possa essere sempre in mezzo alle pene,
fino a che la grazia che ti chiedo
non mi farai!

sei venuto in mio soccorso,
credi ne avevo gran bisogno,
spirito del folletino rosso,
giacché sei venuto in mio soccorso,
ti prego di non mi abbandonare,
ti prego dentro questa palla d’intrare,
e nella mia tasca ti possa portare,
così in qualunque mia bisogna,
in mio aiuto ti posso chiamare,
e di giorno e di notte,
tu non mi possa abbandonare.
se danari da qualcuno avanzerò,
e non mi vorrà pagare,
tu folletino rosso me li farai dare,
se questo di non darmeli si intesterà,
tu vi andrai e col tuo brié-brié,
se dorme lo desterai,
panni dal letto lacererai,
gli farai tanta paura,
che all’ora di andare a dormire,
andrà alle bische a giuocare,
ma tu ovunque lo seguirai.
e tu col brié-brié gli dirai,
chi non paga i debiti avrà pene e guai.
così il debitore il giorno appresso
o mi porterà i danari,
o me li manderà;
e così, folletino rosso,
mi farai felice in mia vita,
perché in qualunque mia bisogna,
verrai in mio soccorso!
Se colla mia amante sarò adirato,
tu spirito del buon augurio mio,
andrai la notte da lei,
per i capelli la prenderai,
e nel letto mio la porterai,
e la mattina,
quando tutti gli spiriti vanno a riposare,
tu prima di entrare,
nella tua palla porterai,
la mia bella nel suo letto.
Così ti prego, folletino,
di entrare in questa mia palla,
e di ubbidire a tutti i miei comandi,
ed io ti porterò,
sempre nella tasca mia,
che tu non mi vada via.

un limone ho raccolto,
l’ho raccolto nel giardino,
ho raccolto un limone,
un arancio e un mandarino.
Cogliendo queste cose,
cogliendole, ho detto,
tu, o regina del sole,
della luna e delle stelle,
ti chiamo in mio aiuto,
e con quanta forza ho,
a te scongiuro,
che una grazia tu mi voglia fare.
tre cose ho raccolto nel giardino,
un limone,
un arancio,
e un mandarino;
una di queste cose per la mia fortuna.
voglio tenere due di questi oggetti in mano,
e quello che dovrà servirmi
per la buona fortuna,
regina delle stelle,
fallo rimanere in mia mano!

a te scongiuro,
a te chiamo ad alta voce,
che tu non abbia pace né bene
se non vieni in mio aiuto.
Domani al punto di mezzo giorno,
ti aspetto a quello punto,
un bicchiere di vino porterò,
e una piccola lente all’occhio
e dentro tredici spilli,
spilli neri vi metterò.
e tu Diana,
tutti i diavoli dell’inferno chiamerai,
e in compagnia del sole li manderai,
e tutto il fuoco dell’inferno presso di sè porteranno,
e daranno forza al sole di farmi questo vino bollire,
perché questi spilli possano arroventire;
e con questi il limone appunterò,
per non dare più pace
e nè bene alla persona,
che questo limone le presenterò!
Se questa grazia mi farai,
un segnale mi darai,
dentro tre giorni,
una cosa voglio vedere,
o vento,
o acqua,
o grandine,
se questo segnale non avrò,
più pace Diana non ti darò,
tanto di giorno che di notte,
sempre ti tormenterò.

e conficcali con cura nel limone,
spilli di molti colori;
così avrai buona fortuna.
Se desideri dare il limone a qualche amico,
dovrai appuntarlo con spilli di molti colori,
ma se vuoi che la sfortuna colpisca qualcuno,
conficca nel limone degli spilli neri.

Ode per Aradia
Tu che sei figlia di un principe,
colui che governa gli Inferi,
che nel Paradiso si ribellò,
e con una Dea ti ha creato,
così tua madre orgogliosa,
ha voluto fare di te uno spirito,
uno spirito benigno,
in onore di tuo padre.





