FACHI-MAN o FAKI-MAN (Giapponesi). Grande Kami dell’antico Giappone, celebre per le sue conquiste tanto che gli shintoisti lo elessero, dopo morto, loro dio della Guerra. Si racconta che Tayco-Sama, uno dei più grandi sovrani del Giappone, morto nel 1599, fece edificare in onore di questo dio un magnifico tempio allo scopo di esservi venerato come dio egli stesso. Il materiale di ferro impiegato nella costruzione di quel tempio era formato da lame di sciabole, poiché, egli asseriva, non era conveniente che fosse adoperata alcun’altra sorta di ferro nel fabbricare un santuario destinato ad un dio della Guerra.
FAGANMATA v. Parvati-Durga.
FAKONE (Giapponesi). Nome di un piccolo lago sulla strada per Tokyo, considerato dai Giapponesi una specie di limbo dove le anime dei bambini morti prima di aver compiuto sette anni attendono di essere liberate dagli dèi. Poiché è credenza comune che le anime dei piccoli defunti subiscano in quel lago diversi tormenti, dai quali possono essere alleviati solo mediante le offerte votive dei vivi e le preci dei bonzi, questi ultimi hanno eretto intorno al lago molte piccole cappelle di legno dove i sacerdoti salmodiano preghiere solo dopo compenso pecuniario. Quando i fedeli portano le offerte per il sollievo dei defunti, un bonzo consegna loro una specie di carta divina con sopra scritti i nomi degli dèi e semidèi più importanti del paese; i fedeli legano la carta ad una pietra e la gettano nel lago, persuasi che i defunti, a misura che i nomi si cancellano per effetto dell’acqua, ne traggono sicuro sollievo.
FAMIEN (Africani). Potentissimo genio degli incantesimi, venerato dalle tribù indigene della Guinea occidentale. Dotato di poteri magici, egli può materializzarsi in un coltello pericoloso, può scacciare gli spiriti maligni, guarire gli uomini da qualsiasi morbo e liberarli dagli incantesimi. In suo onore si fanno sacrifici cruenti e si eseguono danze rituali.
FAMI-RIKUJU v. Husi Hime.
FA-MI-TAY (Giapponesi). Nome del dio che deve succedere a Xaca quando il regno di quest’ultimo, che deve durare cinquemila anni, sarà terminato. F.-M.-T. sarà quindi una sorta di Anticristo di Xaca, distruggerà interamente la religione istituita dal predecessore, rovescerà i suoi templi,demolirà le sue statue e brucerà i suoi libri. Sulle rovine della legge di Xaca egli innalzerà la propria con dei principi che saranno l’opposto dei precedenti.
FAN K’OUAI (Cinesi). E’ convinzione dei Cinesi che ogni professione o mestiere abbia un suo dio difensore personificato da uomini realmente vissuti in tempi remoti. F. K. fu uno di questi dèi; divinizzato dopo morto, divenne il paladino dei macellai.
FEBELI v. Massim-Biambe.
FEGOR v. Ba’al.
FELO (Cinesi). Leggendario inventore del sale, il quale, amareggiato dall’ingratitudine dei connazionali, abbandonò la Cina dove ritornerà solamente nei giorni che precederanno la fine del mondo. Pentiti della loro condotta verso un cittadino meritevole, i Cinesi istituirono in suo onore una festa durante la quale essi salpano in mare con molte barche alla ricerca del benemerito F.
FENG-PO o FUNG-PEH (Cinesi). Divinità dell’Atmosfera; presiede ai venti ed è rappresentata come un vecchio barbuto che esce da un otre con un ventaglio in mano. E’ venerato con processioni e fiaccolate.
FENG P’O-P’O (Cinesi). Il nome significa «Vecchia signora del Vento»; sostituì nel culto il predecessore dio Feng-Po e come questi è rappresentata uscente da un otre, oppure con un sacco in spalla a cavalcioni di una tigre mentre viaggia tra le nuvole.
FENICE v. Bennu.
FERIDUN (Persiani). Leggendario eroe persiano menzionato da Firdusi nel suo “Libro dei Re” (“Sha Nameh”). All’età di sedici anni sconfisse il malefico tiranno Zohak servo di Ahriman, liberò le figlie del re Gemschid prigioniere di Zohak, e conquistò così il regno del loro padre, ormai annientato da Ahriman. Regnò in pace per cinquecento anni con saggezza e generosità.
FERUI (Persiani). Geni benevoli, che proteggono, guidano e consigliano. Ogni persona ha un suo F.
FIGLI DI DIO v. Enoch.
FOKE KIO v. Kio.
FOKUBOSI v. Buto 1.
FONG-TU v. Inferno 1.
FORTUNA, GENI DELLA (Giapponesi). I sette geni della Fortuna, molto popolari fra i Giapponesi. Tutti e sette hanno una figura molto buffa caratterizzata dallo stomaco gonfio e nudo, che per i fedeli è simbolo di una grande anima. I loro nomi sono: 1. “Hotei Hoso”, caratterizzato da un temperamento gioioso, benevolo e gentile, pronto a trasportare sulle spalle le donne e i bambini attraverso i fiumi; è raffigurato con un sacco in spalla. 2. “Jurojin” o “Gurogin”, genio della Longevità, quasi sempre rappresentato in compagnia di una gru, di una tortora e di un corvo, simboli di lunga e sana vecchiaia; la sua figura è veneranda, ha barba bianca e porta un bastone al quale è legata una pergamena arrotolata contenente gli scritti sulla Saggezza del Mondo. 3. “Fukurokuju”, detto anche “Sici Fukurogin”, con testa stretta e lunga, il resto del corpo tanto corto da far sembrare il capo più lungo delle gambe; rappresenta la Sapienza e la Longevità; sembra che questo genio sia originario della Cina, dove visse la sua vita terrena e dove, secondo una leggenda, ebbe fama come filosofo e profeta. 4. “Bishamon”, genio dell’Abbondanza; i Giapponesi lo hanno inserito fra gli dèi della Fortuna e stranamente lo rappresentano vestito in perfetta armatura, con la lancia in una mano e nell’altra una pagoda in miniatura, tipica rappresentazione buddista; i due oggetti contrastanti simboleggiano la fusione dello zelo del missionario con gli attributi del guerriero. 5. “Daikoku”, che oltre ad essere genio del Benessere è patrono degli agricoltori; è rappresentato in atteggiamento gioioso, con un sacco di riso sulle spalle e lo stomaco nudo e prominente. 6. “Ebisu”, genio della fortuna con fama di solerte lavoratore, protettore dei negozianti e dei pescatori; in un antico dipinto di ignoto appare infatti con una canna da pesca e un cesto pieno di pesci. 7. “Benten”, unico genio femminile fra i sette; viene associata al mare, forse perché i suoi altari sorgono tutti in località marine o nelle isole; rappresenta anche le arti e il suo strumento musicale è la “biwa” (molto simile al mandolino); è raffigurata in atto di cavalcare in direzione del mare in compagnia di un drago o serpente marino.
FRAVASHI (Persiani). Per la religione iranica la F. è l’essenza spirituale dell’anima, preesistente alla materia, destinata a unirsi all’anima dopo la morte corporale per renderla imperitura. Le F. possono definirsi doppi spirituali benevoli maschili e femminili, molto simili ai geni romani o agli spiriti protettori (Mani), oppure agli angeli custodi dei cristiani. Quando Zarathustra invoca il dio Ormudz per farsi indicare la via giusta per tenere lontano il male, il dio lo esorta a rivolgersi ai geni benevoli, e alla F. del dio invocato, «che è grandissima, saggissima e potentissima» (“Vendidad” XIX).
FRE (Egizi) Importantissima dea predinastica, celebre per essere stata compagna o amante di moltissimi dèi; ebbe una figlia dal dio Haroeris, la quale sarebbe poi andata sposa allo stesso Haroeris. Un’altra figlia di F. fu moglie di Ptale.
FRULLAMENTO DELL’OCEANO v. Kurma-Avatara.
FUDO (Giapponesi). Celebre santo buddista del Giappone; uno dei Myo-O. E’ simbolo di Giustizia, Saggezza e Misericordia. Gode di culto popolare e viene rappresentato in cima ad un precipizio, armato della spada della Giustizia e di una corda che gli serve per legare i nemici della fede del Buddha e i peccatori in generale.
FUGEN (Giapponesi). Dio corrispondente al buddista Dainici. Possiede la facoltà di allungare la vita umana e per questo è implorato nelle malattie o in altre calamità. I Giapponesi lo venerano anche come dio dell’Intelligenza e della Comprensione. Iconograficamente appare su un elefante bianco oppure su un loto sostenuto da elefanti.
FUHI (Cinesi). Il dio che per primo fabbricò le armi col legno, arte che poi insegnò agli uomini. Gli succedette Scimung, che agli uomini dette le armi forgiate nella pietra; seguito da Cicu inventore delle armi di ferro. Questa sintesi mitologica rispecchia il susseguirsi delle varie fasi di civiltà.
FU-HSI (Cinesi). Mitico imperatore, presunto scopritore dei famosi «simboli geometrici» usati in Cina per la divinazione. F.H. contribuì anche allo sviluppo dell’agricoltura, insegnò alla sua gente a pescare con le reti e a cacciare con armi di ferro; istituì il matrimonio in Cina e fu il primo a permettere i riti sacrificali all’aperto per onorare il dio Cielo. Ebbe come moglie la sorella Nu Kua, dea patrona del matrimonio. Viene rappresentato con la testa inghirlandata di foglie mentre sorge da una montagna.
FUJI-YAMA (Giapponesi). Il notissimo vulcano, sacro ai Giapponesi perché ritenuto dimora dei Kami e sede della dea Sengen-Sama, sua protettrice. Alle falde del monte esiste un tempio dedicato a Sengen-Sama, a tutt’oggi meta di frequenti pellegrinaggi.
FUKAOTSU v. Nyo-O.
FUKU (Giapponesi). Uno dei cinque Nyorai; siede alla destra di Dainici, altra importante divinità buddista, e corrisponde all’indiano Amoghasiddi.
FUKU-KENSAKU-KWANNON v. Kwannon.
FUKUROKUJU v. Fortuna, geni della.
FUN v. Ngao.
FUNADO (Giapponesi). Divinità minore il cui compito è presiedere alle strade per proteggerle dai masnadieri.
FUNG-PEH v. Feng-po.
FUNG-SING (Giappone). Personaggio reale e poi divinizzato per i suoi meriti; è venerato come dio del Fuoco. Il nome significa «Principe che sibila».
FUTSU v. Sugin.