MAATA v. Maira Atá.

MACUILXOCHITL (Messicani). Sinonimo di Xochipilli (= «cinque fiori»), dio azteco dei Fiori e della Musica.

MADA PUTA TUPURU (Australiani). Nella mitologia dei Dieri Wonkamala, aborigeni del Sud Australia, è uno dei Mura Mura, o spiriti degli antenati, che vissero nell’epoca mitica; oggetto di culto con canti frenetici, rullio di tamburi e grandi fuochi intorno, sui quali si versa il sangue delle vittime sacrificate, in genere animali.

MAFUIKE o MAHUIKA (Oceaniani). Sovrana del regno dei morti; deità molto popolare in quasi tutto l’arcipelago della Polinesia. Era rappresentata da una vecchia donna abbigliata malamente con drappi funebri.

MAHARADJAH (Oceaniani). Nella mitologia dei Dajaki di Kota del Borneo (Indonesia) è una delle tre creature concepite da Manjamei e da Kahukup, progenitori del genere umano. Rappresenta il mondo superno ed è considerato il capostipite degli abitanti delle rive del fiume che portano il suo nome. Gli altri due fratelli sono Sangen e Bine; dal primo discendono gli spiriti buoni e malefici; dal secondo le divinità del mondo infero e supremo.

MAHATALA v. Sangiang.

MAHO (Oceaniani). Dèi pescecani protettori della gente di mare. Appartengono alla categoria degli dèi Atua superiori e sono considerati figli e nipoti di Taaroa, spirito creatore del Pantheon dei Maori (Tahiti).

MAHU (Oceaniani). Dema Cane, sposo di Lena, anch’essa Dema Cane; entrambi antenati totemici forniti, come i cani, di grossi genitali. Da loro discendono altri Dema Cane parlanti, che hannoaspetti diversi (umano-vegetale o umano-animale) e sono dotati di potere trasformistico. Dai loro cadaveri nacquero i primi cani. Il mito appartiene ai Marind Anim della Nuova Guinea Olandese Meridionale.

MAHUIKA v. Mafuike.

MAIHOU (Oceaniani). Dio del Pantheon dei Maori, molto simile al dio Taaroa. E’ considerato il sovrano della Terra e rappresenta la Terra stessa. La leggenda narra che M. pescò con una lenza il Caos Tefatù e lo consegnò al di lui padre Taaroa.

MAIRA ATA (Brasiliani). 1. Mitico eroe divinizzato che portò la civiltà fra i Tupinamba del Brasile e governò nella Terra dei Buoni ossia il Paradiso. 2. Ebbe il nome di M. o Maata anche il secondo eroe civilizzatore dei Tupinamba, il quale fu un abilissimo stregone, padre dei gemelli Ariconte e Tamendonar, che provocarono il diluvio rimanendo gli unici superstiti.

MAIRA MONAN (Brasiliani). Terzo civilizzatore brasiliano. Era un abile stregone, dotato di poteri straordinari, come quello di trasformare gli uomini in bestie. Si narra che dopo morto fu gettato nel fuoco e le fiamme, sprigionate dal suo corpo, provocarono il fulmine e il tuono. Il suo spirito fu poi immortalato in una stella.

MAKE MAKE (Oceaniani). L’Ente supremo, creatore dell’universo, secondo gli indigeni dell’isola di Pasqua. Era rappresentato antropomorfo, con testa di uccello.

MAKILA e DASAN (Oceaniani). I due creatori, secondo il mito dei Poma del Nordamerica. M., padre di Dasan, rappresenta il Tuono. Ambedue crearono i primi uomini e diedero loro le doti e le cognizioni necessarie; indi M. volò in cielo e lasciò D. sulla terra affinché avesse cura dell’umanità. Nelle preghiere, M. viene onorato come il grande padre, mentre D. è nominato come il Rombo, ossia la voce di suo padre.

MALAI (Oceaniani). Il Serpente creatore in cui credono gli indigeni Moanus delle isole dell’Ammiragliato (Melanesia). M. creò il mondo da una scogliera e diede vita al primo uomo e alla prima donna. Dal loro amplesso nacquero le genti di Moanus.

MALSUM (Americani). Fratello dell’eroe Glooskap, da lui trasformato in Lox, cioè in capo dei lupi. Per gli Algonkini del Nord-America, intercettò l’opera del fratello e creò i monti, le valli e i serpenti.

MALU (Oceaniani). Uno dei numerosi spiriti superiori che popolano la mitologia totemica delle isole Murray nello Stretto di Torres (Nuova Guinea). Insieme con gli spiriti Harisu e Saukoni è al servizio di Kunai, essere femminile creatore.

MAMA ALLPA (Peruviani). Dea dell’Agricoltura, molto venerata dagli indigeni peruviani. E’ preposta alla coltivazione dei campi e protegge il raccolto.

MAMA COCHA (Peruviani). La più antica divinità peruviana; sorella e moglie del dio Viracocha; personificava l’acqua e, in particolare, la pioggia.

MAMACONA v. Vergini del Sole.

MAMA OELLO HUACA (Peruviani). Sorella e moglie amazzone dell’eroe peruviano Manco Capac, nonché figlia del Sole e della Luna. Insieme con lo sposo-fratello fu inviata fra le genti del Perù per insegnare loro il vivere civile. M. O. H. e Manco Capac erano venerati come la coppia celeste capostipite dei re inca.

MAMA QUILLA (Peruviani). Per gli antichi Peruviani personificava la Luna, rappresentata come un disco luminoso con tratti femminili. Fu sposa e sorella del grande dio Apu Punchau, personificazione del Sole e padre dell’universo.

MAMBO (Oceaniani). Nome che i vooduisti antillani davano alle sacerdotesse preposte alla sorveglianza, all’andamento e al rispetto dei riti del Voodu.

MANA (Oceaniani). Concezione magica delle religioni primitive. Il nome significa Volontà, Fluido, Energia. I Melanesiani la deducono dalla convinzione che esista nel mondo un potere soprannaturale invisibile. Secondo M. H. Cadrington, il M. dei Melanesiani è una forza essenzialmente diversa dalle forze puramente materiali. Lo stesso concetto di M., sotto l’aspetto negativo viene espresso col termine di Tabù. Questo stesso principio magico esiste, col nome diOrenda, fra gli indigeni Irokesi e Uroni dell’America Settentrionale. Secondo I. N. B. Hewit (1820-1897), studioso delle religioni degli indigeni d’America, i maghi e gli stregoni sono gli esseri più dotati di M.

MANABOZHO o MINABOZHO (Americani). Mitico gigante primordiale, autore di numerose imprese compiute combattendo contro vari mostri. Per gli Ogibwa, Algonkini del Minnesota (Nord-America), M. (= «colui che ha fatto la terra») è il potente demiurgo che ricreò la terra dal fango formatosi dopo un diluvio apocalittico. Viene identificato col grande spirito Kitci Manitu e rappresentato in forma d’uomo o di animale, come lepre, castoro, serpente e così via.

MANAMA (Oceaniani). Grande divinità cui credono i Polinesiani. Creò gli uomini e le donne impastando il fango con la saliva.

MANARA o MANCANA (Australiani). Divinità dei Dieri dell’Australia Sud-occidentale; era uno dei Murdu o animali totemici, antenati dell’epoca mitica, oggetto di riti cruenti, fra cui la circoncisione e la subincisione.

MANARMAKERI (Oceaniani). Mitico eroe culturale che, nella versione dei Biak della Nuova Guinea Olandese, costituisce il modello di eroe civilizzatore capace di fugare il castigo della miseria, della fatica, della vecchiezza. Dimora alle falde del monte Jamnaibori, ma scomparirà, e infine ritornerà dall’Oriente per svelare al suo popolo il segreto della ricchezza, della beatitudine e dell’immortalità.

MANCO CAPAC (Peruviani). Fondatore dell’impero incaico: leggendaria figura di legislatore, forse soltanto un patriarca tribale vissuto probabilmente verso il 1200 a.C. Una versione lo dice figlio di Apu Punchau e marito della propria sorella Mama Oello Huaca, con la quale civilizzò il Perù. Secondo un’amica leggenda M. C. dopo aver sottomesso una comunità di barbari, regnò su di essa, adoperandosi per la sua prosperità; quindi nominò gli dèi che dovevano essere venerati: costruì templi, scelse sacerdoti e funzionari per il servizio divino, introdusse le cerimonie e i sacrifici rituali con i quali bisognava onorare gli dèi, specialmente il dio Sole, del quale si riteneva figlio. Secondo un’altra credenza, M. C. aveva quattro fratelli e quattro sorelle. Con loro regnò nella valle di Cuzco e fondò la città omonima; ma, poiché i fratelli si dimostrarono rivali, M. C. li sterminò e li tramutò in pietra, rimanendo così l’unico capo inca, capostipite di tutti gli imperatori incaici.

MANDAU (Oceaniani). Nel mito dei Marind Anim (Nuova Guinea Olandese) è la Luna, le cuimacchie si sono formate col sangue e con la polvere rimaste nel corpo di Geto, figlio del Dema Terra e progenitore del grande clan totemico del banano.

MANI (Oceaniani). Eroe culturale delle Isole Australi, venerato in un tempio di bambù nell’isola Tupuai.

MANITU (Americani). Concetto religioso affine al Mana dei Melanesiani; generalmente a noi noto col nome di Grande Spirito superiore eterno creatore dell’universo; molto venerato dagli Algonkini, pellirossa del Nord-America. Veniva invocato specialmente in tempo di guerra e gli si assegnava una parte del bottino; talvolta gli si sacrificavano i prigionieri affinché si nutrisse di sangue e di carne. Si credeva infatti che gli spiriti fossero avidi di carne e di sangue umano e per questo si immolavano fanciulli e giovinette e si tagliuzzava la pelle degli adepti allo scopo di farne colare il sangue per gli spiriti. I M. erano di varie specie e potevano incarnarsi in qualsiasi essere: pianta, animale, oggetto materiale. Per questo motivo si veneravano i M. in qualsiasi essere o oggetto che capitasse sotto gli occhi. E’ credenza degli Algonkini che ogni tribù derivi da un dato animale il quale, col nome di Totem, viene disegnato negli stemmi. Presso le tribù dei Leni Lenap si venerano dodici M. superiori. Il più importante è lo spirito del Sole, cui fanno seguito lo spirito della Luna, della Terra, del Fuoco, dell’Acqua. Ognuno di questi M. è rappresentato in forma di animale: castoro uccello, serpente, più spesso sotto forma di un bastone rituale avvolto in un drappo di cotone, ai piedi del quale si usa deporre una pietra aguzza e arroventata.

MANJAMEI v. Maharadjah.

MA NOA (Americani). La dorata M. N.: così veniva chiamata dai conquistadores un’isola che sorgeva in un grande lago salato a nord dell’Orinoco nella Guyana. Il ricercatore Francisco Lopez (1595) la descrive come un luogo fantastico, in cui le case e gli alberi sono fatti tutti d’oro e si riflettono nel lago, dal fondo pure d’oro. Al centro di quest’isola si erge un grande tempio dedicato al dio Sole, attorniato da statue d’oro rappresentanti i Giganti dell’epoca mitica. Anche Fernando Denis afferma di essere a conoscenza di un’isola dorata in mezzo a un grande lago, la quale probabilmente è la capitale del famoso Eldorado. I ricercatori che nel secolo scorso si avventurarono nella foresta vergine della Guyana alla ricerca della favolosa M N. fallirono nel loro intento.

MANSEREN MANGGUNDI (Oceaniani). Eroe culturale della mitologia totemica delle isole Schouten nell’arcipelago della Nuova Guinea. E’ ritenuto il custode del segreto della Terra dei morti, della caducità degli esseri umani e della sede che nasconde i cibi e le ricchezze. Gliindigeni di quei luoghi credono che M. M. sia partito senza rivelare i suoi segreti, ma che tornerà molto presto per donare agli uomini tutti i beni di cui dispone.

MANUNA (Americani). Il grande Spirito creatore, che compare nella mitologia dei Winnebago di lingua sioux (Wisconsin).

MANUP v. Hilibob.

MAOU (Brasiliani). Feticcio simboleggiante il Sole, oggetto di culto fra i Negri di origine dahomeyana di Baya. Rappresenta il creatore di tutte le cose visibili e invisibili e fa parte di un trio formato da altre due entità, che sono sua madre Lissa, sacerdotessa feticista, che ha per simbolo il camaleonte e Bou, signore di tutte le sabbie, rappresentante la Luna. Tanto M. quanto gli altri membri della triade erano oggetto di venerazione espressa con riti esclusivamente privati. Secondo i Dahomeyani, M. creò altre entità o feticci, intermediari fra lui e gli uomini.

MARASSA (Brasiliani). Feticcio dei negri Dahomeyani di Baya; progenitore del mondo, secondo le credenze vooduiste. In suo onore si celebra il culto magico chiamato Catimbó: una mescolanza di credenze pagane, africane e indie, miste a superstizioni di origine cristiana.

MARTUMMERE v. Nurundere.

MARU (Oceaniani). Grande antenato tribale; dio della guerra presso le tribù Taranaki e Whanganui (Nuova Zelanda).

MARUK e CIMAR (Americani). Mitici fratelli di Salibya, nelle Antille, famosi per la loro bellezza e per la perenne gioventù. La leggenda narra che i due catturarono un serpente di nome Tete Chien, possessore di un diamante che illuminava tutta la foresta e di un’erba rossa che faceva ringiovanire chi la mangiava. Quando M. e C. si accorsero di invecchiare, si nutrirono di quell’erba e si tuffarono nella corrente del fiume Orinoco. Arrivati sulla riva opposta, ogni segno di vecchiezza era scomparso, mentre sull’acqua per la quale erano passati galleggiavano due gusci di tartaruga.

MARUNDA e KUKSU (Americani). Leggendari creatori che, secondo la mitologia dei Pomo(California Centro-settentrionale) dimoravano al nord, in case fatte di nubi. M. creò la terra e la popolò di montagne e di foreste. Quando si accorsero che mancavano gli esseri umani, M. fece le donne con delle penne e gli uomini coi propri capelli; K. insegnò loro come nutrirsi; infine M. creò la luce e K. il fuoco e l’acqua.

MASAYA (Americani). Dea dei Vulcani, molto venerata in Nicaragua. Gli indigeni credevano che provocasse i terremoti; per placarla si sacrificavano vittime umane. Era rappresentata da una vecchia megera, famosa per i suoi oracoli.

MASEWI e OYOYEWI (Americani). Fratelli gemelli, figli del Sole; nati nel mondo sotterraneo dalla vergine Iatiku, che li concepì dopo aver mangiato due semi donati a lei dal Sole. Erano venerati dai Keres di Acona (Nuovo Messico Occidentale) come intrepidi condottieri in guerra.

MASKAL v. Peyote.

MATAREKA v. Te Euri.

MATCI MANITU (Americani). Una forma del grande spirito Manitu; è malefico e perciò molto temuto dagli aborigeni Algonkini dell’America Settentrionale. Viene identificato con la Luna.

MATE (Oceaniani). Dea della Morte, presso gli aborigeni delle isole Banks (Melanesia).

MAUI (Oceaniani). Eroe semidio nel mito solare dei Maori delle isole Marchesi (Polinesia). Nasce due volte, prima da un uovo e poi da una donna, Torage, che lo abortisce e lo getta in mare. Tangaroa, dio del Mare, si impietosisce, lo salva e lo alleva nel regno sotterraneo. Da adulto M. trova la strada per il mondo superiore e raggiunge la madre. Compie parecchie imprese, tra cui l’innalzamento del cielo, che in origine era attaccato alla Terra; introduce il fuoco fra i mortali e rallenta la corsa del Sole per allungare i giorni; dona vita al mondo animale e vegetale e colora le penne degli uccelli. Nel mito M. è figura solare mentre la madre simboleggia la Terra.

MAYACOYA o MAYACOYATZIN (Messicani). Appellativo di Tezcatlipoca, il dio azteco della Guerra (= «colui che fa quello che vuole»).

MAYAHUEL (Messicani). Dea dell’Agave (in azteco “maguey”) e del “pulque”, la bevanda alcolica estratta dall’agave; gli Aztechi la distillavano per berla nelle cerimonie sacre e nelle feste familiari. Originariamente M. fu divinità agricola della fertilità, sposa del dio della medicina Patecal. Molto amante del pulque fu il re sacerdote Ce Acatl il quale, accusato di essere un ubriacone e quindi non degno di governare la città di Tula, fu detronizzato e cacciato dai sacerdoti di Huemàc.

MBASI (Oceaniani). Dio serpente, nel mito delle origini delle isole Trobriand (Melanesia). M., unitosi con un essere femminile, Könjimi, generò l’uovo primordiale, da cui uscì la prima coppia umana.

MENTACOA (Americani). Dio del Bosco, venerato dagli indiani Chibcha del Nord-America. Considerato anche il protettore dei tessitori e dei pittori.

METAKORAB (Oceaniani). Spaventosa demonessa che terrorizzava la tribù del villaggio di Keprai nell’isola Boigu dello Stretto di Torres (Nuova Guinea). Fu uccisa da un uomo bianco di nome Bu che a sua volta fu accecato dagli aborigeni Keprai. M. veniva rappresentata da un feticcio ornato di conchiglie.

MEULER (Americani). E’ il nome che gli Auracani cileni davano al dio del Vento (= «uragano» o «tempesta»).

MEXITLI v. Hutzilopochtli.

MEZTLI (Messicani). Dio azteco della Luna al maschile: fratello di Coyolxauhqui, dea della Luna. Identificato con Tezcatlipoca.

MICHIN (Messicani). Divinità azteca del Mare (= «pesce»), molto venerata a Vera Cruz.

MICHTLAN (Messicani). L’oltretomba messicano, governato da Mictlantecuhtli e dalla di lui sposa Mictecacihuatl. A guardia delle schiere delle anime dei dannati vi è il cane Techichi. E’ un regno dipunizione, formato da colline perennemente innevate e tempestate di venti gelidi dove i cuori dei condannati vengono divorati da tigri e serpenti e i loro corpi immersi nel fiume Apanuyayo, infestato di coccodrilli (v. Bolontikù).

MICTECACIHUATL v. Michtlan; Mictlantecuhtli.

MICTLANTECUHTLI (Messicani). Sposo di Mictecacihuatl, signora dei defunti. Dio azteco della Morte, sovrano dell’Inferno. In origine regnava nel Michtlan, una delle regioni del mondo inferiore ed era rappresentato da uno scheletro armato con la bocca spalancata.

MIMIZCOA (Americani). Divinità della Stella Polare che, secondo i Mixtechi, dimorava nel paradiso immaginario di Tamoanchan, situato sulla Terra.

MINABOZHO v. Manabozho.

MIROKO (Oceaniani). Mitico uomo-serpente, venerato presso i Papua della Nuova Guinea; si unì a una donna e diede origine alle tartarughe.

MITNAL (Messicani). Uno dei nove Bolontikù, divinità ancestrale dei mondi sotterranei che fa parte della teogonia dei Maya M., l’ultimo dei nove Dèi, è patrono di una delle regioni inferiori, dagli Aztechi detta Michtlan.

MIXCA (Americani). Divinità protettrice dei Mercanti; molto venerata dagli indigeni del Nicaragua.

MIXCOATL (Messicani). I Cicimechi Mixtechi diedero questo nome (= «nuvola serpente») a Tezcatlipoca, quando divenne dio della Caccia. Altro suo nome è Uicilat.

MOAN (Messicani). Dio Uccello primordiale, spesso presente nelle mitologie andine e peruviane. Predomina nei codici maya, dove M. è un simbolo acquatico corrispondente alla nuvola oppure è l’emblema del re tolteco Mixcoatl nella forma di nuvola serpente.

MOCTEZUMA v. Montezuma.

MOCUILXOCHTLI (Messicani). Dio del Pantheon messicano (= «dio dei cinque fiori»), che presiedeva alla fioritura.

MOEN PALIT (Oceaniani). Per i pescatori delle isole dell’Ammiragliato (Melanesia) è lo spirito dell’Antenato della casa (= «il signor spirito»), che ritorna per ogni evento lieto o funesto e presiede al destino dei suoi discendenti. I pescatori e i marinai di quei luoghi, che vivono su palafitte, lo interpellano mediante uno sciamano per confessargli le colpe e i peccati, specialmente quelli sessuali. In base alle risposte compiono le dovute espiazioni, senza le quali verrebbe a cessare l’armonioso equilibrio esistente fra M. P. e i mortali.

MONAMICTLA (Messicani). Nella mitologia azteca è una montagna sacra che le anime dei defunti devono valicare prima di raggiungere il Michtlan o mondo dei trapassati.

MONAN (Brasiliani). Primo eroe civilizzatore che, secondo i Tupinamba del Brasile, creò l’universo e lo distrusse poi con l’acqua e col fuoco per punire la perfidia degli uomini.

MONDAMIN (Americani). Genio benigno in cui credono i Cippewuei, popolo del Nord-America; viene considerato il protettore dei cereali.

MONTEZUMA o MONCTEZUMA (Messicani). Altra denominazione: Motecuhzonra. Fu il primo re azteco, gran sacerdote e cultore del Serpente piumato; regnò dal 1440 al 1468; fece erigere i grandi teocalli e il tempio maggiore di Tenochtitlán; fu il bisnonno del Montezuma che regnò dal 1502 al 1520, morendo in seguito ucciso dai conquistadores di Ferdinando Cortés.

MOROGROG (Oceaniani). Dio del Fuoco, molto venerato dagli Indigeni delle isole Caroline. Secondo un’antichissima leggenda, fu spogliato della dignità divina per avere fatto conoscere il fuoco agli uomini.

MOTECUHZOMA v. Montezuma.

MOYACAYATZIN (Americani). Appellativo (= «colui che esiste») che i sacerdoti aztechi davano a Quetzalcoatl (Serpente piumato), una delle massime divinità dell’America Centrale.

MUISCA (Americani). Popoli dell’altopiano della Colombia (Sudamerica) dediti al culto del dio Sole. In suo onore immolavano i fanciulli appositamente allevati dai sacerdoti nel tempio del sole, fermamente convinti che i fanciulli sacrificati portassero al dio le suppliche che i sacerdoti formulavano nel tempio. I piccoli venivano sgozzati ai piedi del simulacro aureo della divinità solare e il loro sangue, raccolto in ciotole, era offerto al dio Sole nascente.

MULA DJADI (Oceaniani). Dio supremo, antenato delle tribù indigene di Sumatra (Indonesia). Anteriore al culto del dio Batara Guru, di chiara influenza induista, fu introdotto in Sumatra attraverso l’isola di Giava. M. D. creò la terra, gettando della sabbia sulla testa di un serpente marino e in seguito, per popolarla, creò gli esseri umani.

MULAT v. Neki e Wapiti.

MUNBONANG (Oceaniani). Divinità astrale; presso gli indigeni del Luzon Settentrionale rappresenta i punti cardinali. Avrebbe dato origine al fuoco.

MUNGAN NGAUA (Australiani). L’Essere supremo (= «nostro padre»), antenato diretto dei Kurnai dell’Australia Sud-orientale. Generò il rombo Tundun per spaventare i trasgressori delle sue leggi e istituì il jeraeil, rito di circoncisione dei ragazzi. Infliggeva pene severissime a coloro che svelavano i segreti del processo iniziatico.

MURA MURA (Australiani). Spiriti dei remoti antenati dei Dieri, aborigeni dell’Australia Centrale. Per invocare la pioggia, gli stregoni invocano i M. M. prosternandosi al suolo col volto imbrattato di sangue degli animali sacrificati (in genere polli), mentre i Dieri, coi visi stravolti e lo sguardo appannato per le erbe soporifere masticate, attendono la pioggia, danzando al cupo ronzio del rombo (Tundun) che evoca il rumoreggiare del tuono, foriero di temporali.

MURDU v. Manara.