QALUNEQ (Americani). Personaggio immaginario, mezzo uomo e mezzo foca, protagonista di una leggenda popolare fra gli Eschimesi dell’Alaska. Nacque dal mare del nord e dalla figlia di un capo. Da adulto si accorse che, oltre a essere brutto e deforme, aveva il potere di uccidere gli animali col solo suo sguardo; veniva quindi evitato da tutti i cacciatori della zona e dalle loro figlie. Allora uccise un uccello gigantesco, si applicò le sue ali e volò in alto, finché scorse una graziosa fanciulla, che rapì e fece sua. Quando poi nacque la creatura che tanto aveva desiderata capì che, attraverso quella sua creatura, il suo spirito avrebbe continuato a vivere fra gli uomini; ritornò al mare che lo aveva generato e sparì fra le crepe di un iceberg.
QASAVARA v. Qat.
QAT (Oceaniani). Dio cosmogonico, che appartiene al mito della creazione, dei popoli delle isole Banks (Melanesia). Fu un dio buono e comprensivo; creò gli uomini dall’argilla e subito fece loro dono della notte e del sonno per riposare dalle fatiche quotidiane. A lui si attribuisce l’alternarsi delle stagioni, l’alba e il tramonto, il vento e le maree. Secondo gli indigeni di quelle isole, Q. nacque da una pietra di nome Qatgoro, parlò immediatamente e capì che doveva mettersi in lotta con Qasavara, spirito maligno che ostacolava la sua opera di creatore.
QATGORO v. Qat.
QREVITOR (Americani). Spiriti maligni che, secondo gli Eschimesi, sono le anime degli annegati di cui non è stato rinvenuto il corpo.
QUAAYAYP (Americani). Il primo essere umano comparso sulla terra, nato, secondo gli indigeni della California, da Niparaya. Si adoperò per civilizzare gli Indiani selvaggi e poi fu ucciso dai suoi stessi amici beneficati. E’ venerato come eroe civilizzatore e ancor oggi si crede che il suo corpo, incorruttibile, versi continuamente sangue.
QUAIOUH TONATIUH v. Ere solari; Yohual Tonatiuh.
QUAMAITIS v. Sench.
QUAUH HXICALCO (Messicani). Altro nome del Chac Mool, il recipiente azteco per la raccolta rituale del sangue delle vittime umane immolate agli dèi.
QUETZALCOATL (Messicani). Antichissimo dio degli Aztechi annoverato fra le massime divinità del Centro-America; meglio noto col nome di Serpente piumato, che ha la sua origine fra i Toltechi, popolo assorbito dagli Aztechi. Comparve per la prima volta a Teotihuacàn come dio Farfalla e poi a Tula nella forma del feroce dio Crotalo. A Teotihuacàtl fu elevato al massimo fastigio dal buon sacerdote Ce Acatl nel quale, secondo la leggenda, il dio si sarebbe incarnato. In seguito gli Aztechi lo venerarono come dio del Vento e lo chiamarono Ehékatl; gli eressero molti santuari, quasi tutti in forma rotonda, e una grande piramide a Teotihuacàn con annesso il palazzo sacerdotale. Secondo alcuni dotti, dietro la figura di Q. si celerebbe un personaggio storico, un re o un gran sacerdote che regnò a Tula nel nono secolo d.C., civilizzando gli indigeni, insegnando loro l’agricoltura, la fusione e la lavorazione dei metalli. Il Vaillant definisce Q. dio della civiltà in quanto promotore nel Mesoamerica di una nuova cultura che diede luogo a momenti innovatori, quali una religione monoteista, la quale eliminò o provò a eliminare i sacrifici umani. Nella leggenda delle Ere solari, Q. figura come il distruttore del mondo anteriore, creato da Tezcatlipoca, col quale il dio lottò sul piano cosmico e umano fino a essere annientato e costretto a fuggire nello Yucatàn, donde poi annunciò che sarebbe tornato per rivendicare il suo regno. Poiché si diceva che fosse alto e corpulento, di pelle bianca, capelli neri e lunga barba, caratteristiche corrispondenti, pressappoco, a quelle del conquistatore Cortés, gli Aztechi, quando costui comparve, credettero di ravvisare in lui Q. e l’imperatore Montezuma, per propiziarselo, gli inviò in omaggio gli emblemi del dio scomparso: una maschera di serpenti incrostata di turchesi e un mantello di piume di quetzal. Nome tolteco di Q. è Kukulkan.
QUETZALPAPALOTL (Messicani). Pseudonimo del Serpente piumato. La sua figura, che si trovava in cima alla grande piramide del Sole di Teotihuacàn, era tutta dorata per simboleggiare la risurrezione.
QUIATEOT (Americani). Dio venerato dagli indigeni del Nicaragua; presiedeva alla distribuzione delle piogge.
QUICHE’ (Messicani). Importante tribù maya del Chiapas. Si presume che siano stati i suoi sacerdoti a comporre il “Popol Whu” e gli “Anales de los Cakchiquel”.
QUILAZTLI (Messicani). Pseudonimo della dea Cihuacoatl, presunta madre di Huitzilopochtli, il Marte messicano dei Cicimechi.
QUILLA v. Mama Quilla.
QUILOMBO (Brasiliani). Cerimonia religiosa celebrata dai negri brasiliani di origine africana per ricordare il tempo del coraggio, ossia i secoli sedicesimo e diciassettesimo, durante i quali molti capi angolani, fatti schiavi dai Portoghesi guidati da Giorgio Vehlo, preferirono il suicidio all’onta della resa. Il Q. si basa su due elementi: uno profano, l’altro religioso. Nel primo si rievoca la guerra tra Negri e Indios, mimando le danze di questi ultimi. Nel secondo si celebra un rito magico chiamato Catimbó, che è una rielaborazione dei culti primitivi della savana africana, mescolati con quelli del cristianesimo assimilati dopo la liberazione. Presiede al rito del Q. uno sciamano, che ha il compito di invocare lo spirito Lily (versione indianizzata di Calunga), dea africana dei Bantu, patrona della morte e della vita.
QUINAMETZIN (Americani). Gli Aztechi davano questo nome ai Giganti, creature dalla testa enorme, ma stupide, esistite con tutta probabilità durante la civiltà preolmeca contemporaneamente ai grandi mammiferi della preistoria.
QUINCONQUE (Messicani). Il quinto Sole Tonatiuh, nell’interpretazione degli Aztechi. La sua testa domina, al centro della Pietra del Sole, sugli altri quattro Soli anteriori.