FABIO (Romani). Figlio di Ercole e di una figlia di Evandro; capostipite della potente famiglia romana dei Fabii, che ebbero il privilegio di dare a Roma uomini di Stato ed eroi oltreché sacerdoti al culto del dio Fauno Luperco.
FABULINUS (Greci). Divinità minore dei Romani, preposta al primo linguaggio dei bambini; quando i piccoli cominciavano a balbettare le prime parole, i genitori imploravano dio “Fabulinus” e gli sacrificavano animali.
FAENNA v. Cariti.
FAETUSA v. Eliadi.
FAFNIR (Germani, Scandinavi). Figlio di Elreidhmar, re dei Nani. Uccise suo padre perché aveva tentato di impedire a lui e al suo fratello Regin di impadronirsi del tesoro degli Asi, di cui Hreidhmar era custode. Trafugato il tesoro, F. esiliò il fratello, e per poter meglio trasferire le sue ricchezze si trasformò in drago. Regin, per vendicarsi, forgiò la favolosa spada Notung e convinse Sigfrido a trafiggere il cuore di F. onde poterlo mangiare; ma essendosi accorto che Regin voleva uccidere anche lui, Sigfrido mozzò il capo al traditore e si appropriò del tesoro. Bagnandosi nel sangue dei due fratelli Sigfrido acquistò l’immortalità.
FAIA “accento acuto sulla a” (Greci). La scrofa feroce che generò il Cinghiale di Calidone; fu uccisa da Teseo. Un’altra versione dice che Faia era il nome della vecchia che allevò la scrofa calidoniana.
FAL (Celti). Divinità celtica appartenente al gruppo dei De Danann. Possedeva un magico trono di pietra che aveva la capacità di riconoscere il legittimo sovrano d’Irlanda quando vi si sedeva.
FALACER “accento acuto sulla seconda a” (Romani). Antichissima divinità del Pantheon romanopreposta ai frutteti.
FALANTO (Greci). Mitico personaggio della Laconia, da molti considerato il fondatore di Taranto.
FALERO (Greci). Uno degli Argonauti, figlio di Alcone, compagno di Eracle.
FALLO (Greci). Attributo di Priapo ed emblema maschile della generazione, divenuto oggetto di culto religioso in Grecia, in Roma e in Oriente.
FALOE “accento acuto sulla o” (Romani). Ninfa, figlia del fiume Liri, che Elato liberò da un mostro, innamorandosene poi fino a volerla sposare. Elato morì prima delle nozze e F. ne fu tanto affranta che gli dèi, impietositi, la trasformarono in un fiume che si fuse con quello paterno.
FAMA (Romani). Divinità allegorica romana: personificazione della Voce pubblica, che riferisce tutto in bene e in male, in cielo e in terra. Fu messaggera di Giove; affine alla dea greca Ossa. (Confer Ovidio, “Metamorfosi”, XII.)
FAME (Romani). Demone dell’oltretomba, personificazione della Fame; stazionava all’ingresso dell’Inferno in compagnia della Paura, del Bisogno e della Malattia. I Greci la chiamarono Limos. (Confer Ovidio, “Metamorfosi”, VIII.)
FAND (Celti). Bellissima dea nordica, regina del Mag Mel, terra felice, paradiso degli Irlandesi. Amò l’eroe Cuchullain e lo seguì nelle sue imprese sulla Terra. Venuta a conoscenza del pianto della di lui sposa, ritornò nel suo regno e lasciò Cuchullain a sua moglie.
FANE (Greci). Epiteto di Eros, generato, secondo i seguaci dei Misteri Orfici, da un uovo d’argento deposto dalla Notte. F.-Eros avrebbe provocato il moto dell’universo.
FANTASO “accento acuto sulla prima a” v. Morfeo; Oneiros.
FAONE “accento acuto sulla o” (Greci). Vecchio marinaio di Mitilene, il quale, per aver traghettato Afrodite da Lesbo al continente, ebbe come compenso l’eterna giovinezza e una muliebre bellezza. Al mito di F. è legata la leggenda del suicidio di Saffo: la poetessa ormai vecchia si invaghì perdutamente di F. ma, non ricambiata, si gettò in mare dalla rupe Leucade.
FARBAUTI “accento acuto sulla seconda a” (Germani, Scandinavi). Gigante della mitologia nordica venerato dagli Scandinavi come dio del Fuoco, famoso per aver generato con Laufeya il dio Loki.
FARIDE (Greci). Figlio di Ermes e della danaide Filodamea. Avrebbe fondato la città di Fare nella Messenia.
FARMAGUDH v. Odino.
FARNACE (Greci). Una delle tante donne mortali che piacque al dio Apollo: se la prese e generò Cinira.
FAS (Romani). La più antica delle divinità romane, identificata con la Giustizia; per altri, è il Verbo divino espresso da un oracolo per indicare tutto ciò che è giusto e lecito; l’opposto di Fas è Nefas, da cui la derivazione di Nefasto.
FASCINO “accento acuto sulla a” (Romani). “Fascinuum”, per i Romani esprimeva il malocchio o l’affatturamento a opera di persone ostili o di démoni; indicava anche i rimedi contro la iettatura quali amuleti, anelli, oggetti con scritte, formule strane e oscure. Il F. più in voga era costituito da un amuleto su cui era impresso il segno fallico di Priapo. F. era venerato anche come dio del Fallo con culto affidato solo alle Vestali.
FATA v. Decuma.
FATA SCRIBUNA v. Fato.
FATE (Celti). Genii benevoli femminili accomunati ai Folletti dei boschi; venerati dalle antiche tribù della Gallia, attualmente sono nominati nelle fiabe dei bambini.
FATICHE di ERACLE v. Eracle.
FATO (Greci, Romani). Tenebrosa e incomprensibile divinità generata dalla Notte; oppure, la volontà degli dèi, in particolare di Giove, quindi il volere supremo, il destino irrevocabile, la morte. Personificatrici del Fato erano le Moirai; a loro era affidata l’esecuzione del suo volere. Il culto del F. era molto diffuso in Roma dove le “Fata Scribunda” erano profetesse come le “Carmentate”. F. non aveva né templi né statue.
FATUELUS v. Fauno.
FAUNA “accento acuto sulla prima a” v. Bona Dea.
FAUNI (Romani). Dèi minori discendenti da Fauno; dimoravano nei boschi e nelle foreste con gli dèi silvani e le Ninfe; avevano il corpo metà uomo e metà caprone, con piccole corna in testa; nel culto erano associati a Fauno, specie durante le feste “Faunalia”.
FAUNO (Romani). Antichissimo dio italico, protettore dei boschi, della campagna e degli armenti figlio di Pico Marzio e nipote di Saturno; come il padre ebbe il dono della profezia e come profeta era chiamato “Fatuelus”; sposò la ninfa Marica e con lei generò Latino. F. ebbe l’epiteto di Luperco perché aveva il potere di allontanare i lupi dal gregge; in suo onore si celebravano le feste “Faunalia” o le “Lupercalia”. Più tardi F. fu confuso col greco Pan. (Confer Virgilio, “Eneide”, VIII; Ovidio, “Fasti”, IV; Orazio, “Odi”, III, XVIII.)
FAUSTITAS (Romani). Divinità secondaria del Pantheon romano, preposta alla prolificità degli armenti. Aveva molto in comune con la dea Abbondanza.
FAUSTOLO (Romani). Leggendario pastore del Lazio, marito di Acca Larenzia. Presso le rive del Tevere raccolse i gemelli Romolo e Remo e li fece allevare dalla moglie, detta anche Lupa.
FEACI (Greci). Mitico popolo marinaro che avrebbe abitato l’isola di Scheria (Corfù) dove regnava Alcinoo, re dei Feaci; costui ospitò Ulisse naufrago e Medea con Giasone e gli Argonauti reducidella Colchide. Popolo ospitale ma che in origine era proverbiale per la vita oziosa e per mollezza di costumi. Secondo un’interpretazione più favolistica del mito, i Feaci erano divinità pre omeriche protettrici delle imbarcazioni e dei naviganti (Confer Omero, “Odissea”, VI, VII, VIII.)
FEBE (Greci). 1. Titanessa, figlia di Urano e di Gea, madre di Leto e di Asteria; fu nonna di Apollo e prima di lui fu la dea dell’oracolo di Delfi. 2. Figlia di Leucippo, che fu causa della lotta fra i Dioscuri e gli Afaretidi, ai quali essa e la sorella Ilaria erano state promesse spose.
FEBE o FEBA (Greci). Appellativo di Artemide quale divinità lunare, sorella di Febo-Apollo.
FEBO (Greci). Uno dei più comuni appellativi di Apollo (il Luminoso); personificava la luce solare e per questo fu confuso con Elios.
FEBRIS (Romani). Divinità allegorica romana personificante la febbre; per propiziarsela, i Romani le dedicarono ben tre templi.
FEBRUATA (Romani). Appellativo che le donne sterili davano a Giunone come dea purificatrice; pare che dopo le invocazioni le donne romane diventassero feconde.
FEBRUUS (Etruschi). Antico dio etrusco dell’oltretomba, il cui culto passò anche a Roma dove si venerava come dio della Purificazione; in suo onore si svolgevano le feste “Februalia” che cadevano nello stesso periodo delle “Lupercalia” in onore di Fauno. Per questa coincidenza le due divinità furono, spesso, identificate tra loro. Da “Februus” derivò il nome del mese di febbraio.
FEDRA (Greci). Figlia di Pasifae e di Minosse; seconda moglie di Teseo, cui diede i figli Acamante e Demofoonte. S’invaghì del figliastro Ippolito, nato da Teseo e da Ippolita, regina delle Amazzoni; ma poiché il giovane rimase indifferente al suo tentativo di seduzione, F. lo accusò presso il padre di aver insidiato la sua virtù. Ippolito, bandito da Atene, morì travolto dal suo carro lungo il mare. F., sentendosi colpevole, si impiccò.
FEGEO (Greci). Eroe troiano, figlio di Darete e fratello di Ideo. Durante la guerra di Troia combatté valorosamente contro i Greci. Omero nell'”Iliade” afferma che fu ucciso da Diomede.
FELICITAS (Romani). Divinità allegorica romana propiziatrice della fortuna; fu oggetto di grande culto e, per volontà di Lucullo, ebbe un tempio nel Velabro. Ma il suo santuario principale sorse sul Campidoglio col nome di “Felicitas Publica”. Nel tardo impero la dea era venerata come protettrice dell’imperatore.
FELO (Greci). Uno dei Centauri che partecipò alla zuffa scatenatasi alle nozze di Piritoo con Ippodamia.
FEMIO “accento acuto sulla e” (Greci). Cantore cieco di Itaca, costretto, durante l’assenza di Ulisse, a rallegrare i banchetti del pretendenti di Penelope (i Proci). Fu salvato da Telemaco, quando Ulisse, al suo rientro in patria, avrebbe voluto eliminarlo. Una leggenda narra che F. sposò in seconde nozze la madre di Omero e adottò quest’ultimo come figlio. (Confer Omero, “Odissea”, I.)
FEMONOE (Greci). Prima sacerdotessa di Apollo, che rendeva in versi esametri i responsi dettati dal dio a Delfi.
FENLANI v. Ossian.
FENICE (Greci). 1. Figlio di Amintore, re dei Dolopi. Per vendicare le umiliazioni della madre, tradita dal marito, F. sedusse la giovane amante del proprio padre. Accecato e cacciato dal genitore, si rifugiò nel reame di Peleo, re di Ftia, dove, accolto amabilmente, divenne in seguito maestro d’armi di Achille. Più tardi accompagnò il suo discepolo alla guerra di Troia e dopo la morte di lui ritornò m patria. 2. Figlio di Agenore e di Telefassa o di Argiope; mitico capostipite dei Fenici; fu inviato dal padre alla ricerca della sorella Europa, rapita da Zeus, che per il ratto si era tramutato in toro. Stanco di cercarla e non trovandola, F. si fermò sulla costa del Mediterraneo in una località che da lui fu chiamata Fenicia. 3. V. sezione seconda.
FENRIR (Germani, Scandinavi). Lupo mostruoso, figlio di Loki e di Angerbode. Per i popoli del Nord Europa simboleggia il Male; sarà vinto dal Bene quando giungerà la fine del mondo (Crepuscolo degli dèi). Narra la leggenda che F. viveva tra gli Asi, ma era inaccostabile fino a quando il dio Tyr, rimettendoci una mano, riuscì a incatenarlo a una montagna con la fortissima corda Gleipnir, intessuta appositamente dai Nani artefici nel sottosuolo, usando barba di donna, radici di montagna, tendini d’orso, respiro di pesce e sputo di uccello. Da allora il lupo rimasecolà imprigionato e urlante, con la schiuma alla bocca, e rimarrà imprigionato fin quando, strappate le corde, divorerà il Sole e lo stesso Odino nel giorno Ragnarök (fine degli dèi); poi morirà a sua volta, trafitto dalla spada di Vidhar, figlio di Odino.
FENSALIR (Germani, Scandinavi). Favoloso castello situato nell’Asgardhr, paradiso degli dei Asi, dimora di Odino e della moglie Frigg.
FERDLAD v. Cuchullain.
FERE “accento acuto sulla prima e” (Greci) Figlio di Giasone e di Medea, ucciso dalla propria madre in odio a Giasone che l’aveva abbandonata per sposare Glauce. Secondo altri, F. fu lapidato dai cittadini di Corinto perché ritenuto colpevole di aver donato a Glauce il peplo avvelenato di Medea.
FEREA (Greci). Epiteto di Artemide, derivato da Fere, città della Tessaglia, residenza provvisoria della dea, dove aveva un tempio bellissimo.
FEREBEA (Greci). Vergine ateniese di cui si innamorò Minosse, che l’avrebbe violentata se non fosse giunto Teseo, il quale, coadiuvato da un figlio del dio Poseidone, aveva l’incarico di proteggere le vergini dall’oltraggio dei tiranni. F., grata dell’aiuto, invitò Teseo a giacere con lei.
FERECLO (Greci). Pilota di Ulisse, quando costui partì dall’isola dei Feaci alla volta di Itaca; per altri il nocchiero sarebbe Nausitoo, in quanto quest’ultimo ebbe un monumento da Teseo nel porto donde Nausitoo e Ulisse erano salpati. (Confer Plutarco, “Teseo”, X.)
FERENTINA (Romani). Antichissima divinità italica spesso identificata con Diana; particolarmente venerata ad Ariccia e sui Colli Albani, dove si radunavano a consiglio i componenti della Lega Latina.
FERES v. Admeto.
FERETE v. Mermero.
FERETRIO (Romani). Epiteto che i romani attribuivano a Giove (dal latino “”ferre” = portare) con riferimento agli omaggi e alle prede di guerra che i fedeli erano soliti portare nel tempio a lui dedicato.
FERLAE o DIES FERLARUM (Romani). Giorni festivi che i Romani consacravano al culto di qualche divinità. C’erano le Ferie Stative (fisse), o concettive, programmate dal pontefice, e le Ferie Latine, che consistevano in un’adunanza solenne tenuta sotto il patrocinio prima di Albalonga e poi di Roma. Le Ferie vennero istituite da Tarquinio il Superbo. Si tenevano in primavera sul monte Albano in onore di Giove Laziale. In quell’occasione si sacrificava un toro che, fatto a pezzi, veniva servito al banchetto dei fedeli partecipanti.
FERONIA (Romani). Antica divinità italica cui erano sacri i boschi e le fontane. Aveva un tempio ad Anxur (odierna Terracina) dove si riunivano gli schiavi liberati che a testa rasa ricevevano il “Pileus” (berretto simbolo di libertà); il tempio principale le fu eretto ai piedi del monte Soratte (“Locus Capenatis Feroniae”) dove veniva onorata assieme al dio locale Sorano. Un figlio di F. si chiamava Erilo e fu re di Preneste.
FESILE v. Iadi.
FESSONIA (Romani). Dea romana protettrice delle persone affaticate (da “fessus” = stanco); la invocavano i viandanti stremati e i soldati oppressi dalle fatiche della guerra.
FETONTE (Greci). 1. Figlio di Elios e di Climene, fratello delle Eliadi. Per provargli la propria paternità, messa in dubbio da Fetonte, Elios gli concesse di guidare per un giorno il Carro del Sole; ma F., atterrito dai focosi destrieri, perse il controllo e precipitò ardendo sulla terra, dopo aver lasciato in cielo una scia bianca che da allora fu detta Via Lattea. Zeus, sdegnato, scagliò l’incauto F. nell’Eridano dove le sorelle Eliadi, accorate, ne piansero la morte. Gli dèi impietositi le mutarono in pioppi. 2. Sacerdote di Afrodite figlio di Eos e di Cefalo; per la sua devozione la dea lo rese immortale.
FIALAR v. Eggther; Gillingr; Nettare.
FIALO (Greci). Figlia di Alcimedonte, Eracle la sedusse tra una fatica e l’altra e lei gli regalò un figlio, Ecmagora.
FIBULWETR (Germani). Il lungo inverno che precederà il Crepuscolo degli dèi, fine del mondo nordico.
FICUS RUMINALIS v. Ruminale.
FIDES (Romani). Divinità allegorica romana rappresentata da una giovinetta biancovestita in atteggiamento di preghiera. Numa Pompilio le dedicò un tempio sul Campidoglio.
FIDIO v. Dius Fidius.
FILACE (Greci). Epiteto di Ecate, quale dea custode degli Inferi.
FILACHIDE e FILANDRO (Greci). Figli di Apollo e della ninfa Acacallide o Acalle.
FILACO v. Biante; Melampo.
FILAMMONE (Greci). Cantore della Tracia, nato da Apollo e dalla ninfa Chione, celebre suonatore di liuto, padre di Tamiri, avuto con Argiope. Gli si attribuì l’istituzione del coro dei fanciulli nel tempio di Delfi. Fu tra gli Argonauti.
FILANDRO v. Filachide.
FILANTE (Greci). Nome di un profanatore del tempio di Apollo. Eracle lo uccise e ne sedusse la figlia Meda, che divenne madre di Antioco.
FILE (Greci). Figlio di Augia, re dell’Elide; nemico di Eracle al quale Augia non versò il compensodovuto per avergli ripulito le stalle.
FILEMONE “accento grave sulla prima e” (Greci). Religioso frigio, marito di Bauci, che egli amava appassionatamente. Per aver dato ospitalità a Zeus e a Ermes travestiti da mendicanti, quando furono cacciati dagli abitanti del suo territorio, gli dèi risparmiarono la sua capanna da un incendio disastroso e in seguito la trasformarono in un tempio, che divenne meta di pellegrinaggi. Da morti i due sposi furono tramutati in alberi, lui in quercia e lei in tiglio.
FILETO (Greci). Una delle Iadi, ninfe delle fonti e delle paludi; figlia di Atlante.
FILEZIO “accento acuto sulla e” (Greci). Fedele vaccaro di Ulisse; quando l’eroe ritornò a Itaca F., insieme con Eumeo, lo aiutò a cacciare i Proci dalla sua reggia.
FILIRA (Greci). 1. Una delle Oceanine. 2. Una delle Cavalle di Magnesia. Per essersi unita una volta con Crono, concepì il centauro Chirone; sgomenta per aver generato un mostro, F. pregò Zeus di farla morire. Il dio l’accontentò tramutandola in tiglio. Dal nome della madre, Chirone fu detto anche Filiride.
FILIRIDE v. Filira.
FILLA v. Cicno.
FILLIDE (Greci). Figlia di Sitone, re della Tracia; succeduta al padre, ospitò Demofoonte naufrago (secondo altri Acamante) e si invaghì di lui, ricambiata. Dovendo Demofoonte (o Acamante) ritornare in patria per riordinare la politica di Atene, promise a F. che sarebbe ritornato nel giorno stabilito per le nozze. Non essendo egli arrivato quel giorno, la fanciulla, credendosi abbandonata, per la disperazione, si impiccò. Athena, commossa da tanto sacrificio, la mutò in albero di mandorlo. Demofoonte (o Acamante), tornato il giorno seguente e non trovando l’amata, abbracciò l’albero e pianse disperato. Da quel giorno i rami spogli del mandorlo si ricoprirono di rigogliosi fiori bianchi anziché di foglie.
FILLIO v. Cicno.
FILODAMEA “accento acuto sulla prima a” (Greci). Una delle Danaidi; amata da Ermes, ne ebbe Faride, fondatore di Fare in Messenia.
FILOGEO v. Cavalli di Elios.
FILOMELA “accento acuto sulla o” (Greci). Figlia di Pandione, re di Atene, e di Zeusippe, sorella di Procne (o Progne), Bute ed Eritteo. Tereo, re dei Traci, dopo aver sposato Procne si invaghì a tal punto della cognata F. da usarle violenza e, per timore che ella potesse parlare, le tagliò la lingua e la rinchiuse in uno dei suoi manieri. La donna, benché ferita, non esitò a far pervenire a Procne una tela sulla quale raccontava la sua disgrazia. Procne, inorridita dal misfatto, uccise il figlioletto Itis, avuro da Tereo, e imbandì allo sposo le membra del figlio. Quando Tereo si accorse del crimine, inseguì le due sorelle per farne scempio, ma Giove, vedendole, mutò Procne in rondine, F. in usignolo e Tereo in upupa. (Confer Ovidio, “Metamorfosi”, VI; Omero, “Odissea”, XIX; Stazio, “Tebaide”, VIII.)
FILOMELO “accento grave sulla prima o” (Greci). Fratello di Pluto, dal quale fu scacciato; per sopravvivere, F. lavorò la terra e inventò l’aratro; sua madre Demetra lo portò in cielo e lo mise nella costellazione di Boote.
FILOMETE “accento acuto sulla prima e” (Greci). Epiteto di Afrodite, come dea amante dei piaceri e della voluttà.
FILONIDE v. Alcione.
FILONOE (Greci). Figlia di Iobate e sposa di Bellerofonte, da cui ebbe tre figli: Isandro, Ippoloco e Laodamia.
FILONOME “accento acuto sulla prima o” v. Tenete.
FILOTTETE (Greci). Infallibile arciere, figlio di Demonassa e di Peánte. Ereditò le famose frecce che Eracle morente aveva donate a Peante per avergli acceso il fuoco della pira sulla quale l’eroeintendeva morire. F. partì per la guerra di Troia, ma dovette fermarsi a Lemno, perché un serpente gli aveva procurato una piaga tanto purulenta e fetida da indurre Ulisse e i suoi compagni ad abbandonarlo solo nell’isola. Siccome però un oracolo aveva vaticinato che Troia non sarebbe caduta senza la partecipazione di F., i Greci ritornarono a prenderlo e, guarito da Macaone, figlio di Asclepio, l’arciere partecipò all’uccisione di Paride. A guerra finita, ritornò in patria per poi riprendere il mare alla volta della Calabria dove pare che abbia fondato la città di Petilia. (Confer Omero, “Iliade”, II, “Odissea”, III; Sofocle, “Filottete”; Virgilio, “Eneide”, III; Ovidio, “Metamorfosi”, XIII; Seneca, “Ercole sul Monte Eta”.)
FIMMILENA (Germani). Dea germanica di origine piuttosto oscura. Il suo culto venne accostato a quello della dea Beda, venerata in un santuario eretto da truppe romane stanziate in Scozia. Un suo altare fu in origine dedicato a Marte Thinsco, dio guerriero identificato col dio Ziu (v. Tyr).
FIND (Celti). Eroe celtico della Confraternita cavalleresca dei Feniani, padre di Ossian, eroe celtico del secondo secolo d.C.
FINEO “accento acuto sulla e” (Greci). 1. Celebre indovino figlio di Agenore, re di Salmidesso. Sposò Cleopatra, figlia del vento Borea; ma poi la ripudiò e imprigionò per amore di Idea. Costei, odiando i due figli della prima moglie, Ornito e Crambi, li accusò presso il padre F. di tentata violenza, F. le credette e punì i figli facendoli accecare. Gli dèi però, inorriditi dalla sua malvagità, tolsero la vista anche a lui e lo condannarono a una lunga e terribile vecchiaia, tormentato dalle Arpie che gli insozzavano i cibi sulla mensa. Lo liberarono da quel supplizio i fratelli della prima moglie Cleopatra, Zete e Calài, ai quali aveva indicato la giusta rotta da tenere per approdare con gli Argonauti sulle coste di Salmidesso. A Zete e Calài si attribuisce pure la liberazione della sorella dalla prigionia. Secondo un’altra versione, la punizione delle Arpie sarebbe stata inflitta a F., per avere egli rivelato, in veste di indovino, i progetti segreti degli dèi. (Confer Virgilio, “Eneide”, III; Ovidio, “Metamorfosi”, VII; Igino, “Favole”, XIX.) 2. Figlio di Belo, fratello di Cefeo; combatté contro Perseo, il quale lo pietrificò, mostrandogli la testa della Medusa, quando F. gli contese Andromeda, che Perseo aveva liberato da un mostro.
FIOLSVIDHR (Germani, Scandinavi). Uno degli epiteti del multiforme Odino.
FIORM v. Vergelmir.
FISADIA “accento acuto sulla a” (Greci). Sorella di Piritoo, il quale cooperò con Teseo al ratto della piccola Elena, sorella di Castore e Polluce. I Dioscuri presero in ostaggio F. per indurre suofratello a rivelare il nascondiglio di Elena.
FISCOA (Greci). Ninfa di Elea, amante del dio Dioniso, col quale generò Narcéo, che fu uno dei primi a diffondere in Elea il culto del padre.
FITALO “accento acuto sulla i” (Greci). Semplice contadinello, il quale, per aver accolto Demetra, in giro per il mondo alla ricerca della figlia Persefone, ebbe in dono dalla dea una pianta di fico che produceva frutti divini.
FIUMI dell’INFERNO (Greci, Romani). Secondo la mitologia greco-romana, sono cinque e scorrono nel Regno dell’Oltretomba: Acheronte, Stige, Cocito, Flegetonte e Lete. Alcuni ne aggiungono un sesto, l’Erebo, ma nelle versioni più accreditate l’Erebo è la parte più oscura dell’Ade; secondo Esiodo, l’Erebo è figlio del Caos e sposo della Notte.
FLAMINI “accento acuto sulla a” (Romani). Collegio di sacerdoti romani istituito da Numa Pompilio. Ognuno di essi era addetto al culto di una particolare divinità. Si dividevano in F. Maggiori, e in F. Minori; i primi venivano scelti dai patrizi, i secondi dai plebei. I maggiori F.: il “Flamen Dialis”, addetto al culto di Giove; il “Flamen Martialis”, al culto di Marte; il “Flamen Quirinalis”, al culto del dio Quirino. Il “Flamen Dialis” aveva diritto ad un Littore, alla “sella curilis” e a una moglie, “Flamina Dialis”, che poteva sostituirlo in alcuni riti. Anche i F. Minori avevano ciascuno la propria Flamina. Il termine deriva forse da “flagro” = accendo, cioè colui che accende la fiaccola dei sacrifici.
FLAMINICA “accento acuto sulla prima i” (Romani). Nome che i Romani davano alla moglie del “Flamen Dialis”, il Maggiore dei Flamini; sostituiva il marito nel culto di Giunone.
FLEGETONTE (Greci, Romani). Uno dei fiumi infernali, detto anche Piriflegetonte (il Fiammeggiante); gira intorno all’Erebo per sfociare nell’Acheronte.
FLEGIAS “accento grave sulla e” (Greci). Figlio di Ares e di Crisa, figlia di Pallante; re dell’Orcomeno e padre di Issione. Incendiò il tempio di Apollo perché il dio gli aveva sedotto la figlia Coronide, rendendola madre di Asclepio; il dio, furioso, lo gettò nell’Inferno, condannandolo a stare incatenato a una enorme roccia eternamente sul punto di precipitare.
FLEGONE v. Cavalli di Elios.
FLEKI e GERI (Germani, Scandinavi). I due ferocissimi lupi che accompagnano Odino nelle battaglie.
FLOGIO v. Deileone.
FLORA (Romani). Antica divinità della Sabina, patrona della fioritura e della primavera. Il suo culto dalla Sabina passò in epoca tarda a Roma, dove ebbe un santuario sul Quirinale e un altro presso il Circo Massimo. Al suo culto presiedevano uno speciale sacerdote, il “Flamen Floralis”, e una sacerdotessa, la “Flamen Mater”. F. veniva implorata dalle donne sterili desiderose di diventare madri. In suo onore si celebravano, dal 28 aprile al 3 maggio, le feste dette “Ludi Florales” oppure “Floralia”. (Confer Ovidio, “Fasti”, V.)
FLORALIA “accento acuto sulla prima a” v. Flora.
FLORO (Romani). Dio osco, equivalente maschile di Flora.
FLUONIA “accento acuto sulla o” v. Nona; Partula.
FOBETORE “accento acuto sulla prima o” v. Oneiros.
FOBOS o PHOBOS (Greci). Figlio di Ares e di Afrodite, dello l’Instancabile.
FOCO “accento grave sulla prima o” (Greci). Figlio di Eaco e della Nereide Psamante; fu ucciso dai fratellastri Peleo e Telamone. I figli di F. entrarono nella leggenda come i primi colonizzatori della Focide.
FOLKWANG (Germani). Favoloso palazzo del Pantheon germanico.
FOLLETTI (Popoli indoeuropei). Minuscoli personaggi favolosi, che si trovano in quasi tutte le mitologie. Spiritelli benigni, a volte anche maligni e dispettosi; da non confondersi con gli Gnomi o Nani di aspetto brutto e decrepito. Esistono anche F. orientali, come i Gandharva indiani (musici celestiali), i Ginn arabi e gli Yazatas persiani; fra quelli occidentali, in genere burloni e servizievoli, il primato spetta ai F. nordici come i Coboldi (spiritelli della casa) i Trolli (della montagna) e i famosi Elfi ed Elfe (F. della natura in genere); anche gli Slavi hanno i Domovoi (spiriti domestici), i Vodianoi (spiriti dell’acqua) e le Rusalke (spiriti dei fiumi).
FOLO (Greci). Centauro buono e saggio come Chirone; ospitò benevolmente Eracle quando sostò sulla via di Erimanto per la famosa caccia al Cinghiale. L’incauto eroe, sempre pronto a usare le sue frecce avvelenate più che il suo cervello, dopo aver bevuto del vino offertogli da altri Centauri, ferì il buon F. facendolo morire fra spasimi atroci; Eracle, costernato, tributò a F. solenni onoranze funebri. (Confer Teocrito, “Idilli”, VII.)
FOMORI (Celti). Giganti dell’abisso marino, dei quali si parla nelle leggende irlandesi. In origine considerati i primi abitanti dell’Irlanda; in seguito furono venerati anche come divinità. Fra i più noti Balor, Elatha, Indech e Net. Contro costoro combatterono molti invasori dell’Irlanda; furono definitivamente distrutti dalla tribù dei De Danann.
FONS o FONTUS (Romani). Divinità delle fonti, figlio di Giano e di Giuturna; nel 231 a.C. gli fu eretto un tempio sul Gianicolo e gli furono dedicate le feste “Fontinalia” che avevano luogo a Roma il 13 di ottobre; durante le feste si ornavano di fiori le fontanelle i pozzi e il tempio stesso del dio.
FONTINALIA v. Fons o Fontus.
FONTUS v. Fons.
FORBA (Greci). Pugile fortissimo e spietato; assaliva i viandanti costringendoli a battersi con lui, poi, in preda a follia omicida, li faceva morire fra atroci supplizi. Apollo si misurò con lui sotto le spoglie di un comune viandante e lo stese con un solo pugno. Secondo altri F. fu ucciso da Apollo perché aiutò Flegias a incendiare il tempio del dio.
FORBANTE (Greci). Figlio di Lapite e di Orsinone; liberò l’isola di Rodi dai serpenti; Apollo, per ringraziamento, lo pose in cielo nella costellazione del Serpentario. 2. V. Augia.
FORCIADI “accento grave sulla prima i” o FORCIDI (Greci). Nome patronimico delle Gorgoni e delle Graie, figlie di Forco.
FORCO (Greci). Figlio di Gea e di Ponto, fratello di Nereo e di Taumante; mostro venerato come dio personificante il mare burrascoso. Insieme con la sorella e sposa Ceto, generò le Gorgoni, le Graie, Scilla e il drago Ladone. Per alcuni, Scilla sarebbe nata da F. e da Ecate, oppure da Tifone e da Echidna.
FORCULUS “accento acuto sulla o” (Romani). Divinità secondaria dei Romani, che unitamente a Cardea e a Limentino proteggeva le porte delle dimore capitoline.
FORNACALIA v. Fornax.
FORNAX (Romani). Antichissima divinità romana invocata dai fornai per la buona cottura del pane. Il suo culto risale ai tempi di Numa Pompilio, che, per onorare la dea, istituì le “Fornacalia”, feste che cadevano nel mese di febbraio.
FORONEO “accento acuto sulla e” (Greci). Re di Argo, figlio del fiume Inaco e della ninfa Melia; padre di Api e di Niobe; fondò diverse città e ingentilì i costumi del suo popolo; fece costruire l'”Eraion”, il più antico tempio dedicato alla dea Era.
FORSETI (Germani, Scandinavi). Dio della Luce e della Pace, figlio di Balder e di Nanna; dimorava nel palazzo Glitnir nell’Asgardhr (Paradiso degli Asi), sede del suo tribunale.
FORTUNA (Romani). Dea della Fortuna e del Destino, equivalente della greca Tiche. A Roma era venerata sotto vari nomi: “Fortuna Virilis” (protettrice degli uomini), “Fortuna Muliebris” (patrona del vincolo coniugale), “Fortuna Primigenia” (preposta al destino), “Fortuna Comes” (guida dei viandanti), “Fortuna Equestris” (dea dei cavalieri), e altri ancora. Ebbe importanti templi a Roma e ad Anzio. Iconografata come una donna florida oppure come una bella fanciulla bendata sempre in bilico su una ruota o su un globo, con le ali ai piedi. I poeti la rappresentarono come unamatrona che tiene in mano una Cornucopia e il Caduceo. I Romani le dedicarono una festa il 24 giugno (Confer Orazio, “Odi”, I, XXXV.)
FOSFORO “accento acuto sulla prima o” (Greci). Figlio di Eos e di Astreo; fu rapito da Afrodite per affidargli la custodia del suo tempio. Essendo bellissimo, alla sua morte fu mutato in astro e posto in cielo a rappresentare la stella Venere. Corrisponde al Lucifero dei Romani. Come stella della sera viene identificato con Espero.
FRASIO (Greci). Famoso indovino, figlio di Pigmalione e nipote di Busiri, re d’Egitto. Interpellato dallo zio su come risolvere una lunga carestia, F. propose di sacrificare un forestiero a Giove una volta all’anno. Busiri lo prese in parola e iniziò la serie dei sacrifici proprio da lui.
FRASTORE v. Amintore.
FRAVASHI v. Fylgja.
FREIA o FREYA (Germani, Scandinavi). Dea nordica, figlia di Njördhr; sorella di Freir, spesso confusa con Frigg. Venere germanica, dispensatrice di piaceri, di giovinezza e di amore. Come coppiera degli dèi possedeva la virtù di mantenerli sempre giovani. Fu compagna di Odino, col quale salvava le anime dei caduti per portarle nel suo Folkwang (favoloso palazzo celestiale). Era considerata anche la prima delle Valkirie; per altri apparteneva alla famiglia dei Wani.
FREIR o FREYR (Germani, Scandinavi). In origine dio del Sole e poi della Fecondità. Figlio di Njördhr e della gigantessa Skadi; molto venerato per la sua bontà dagli Scandinavi, che lo ritenevano perciò pari agli Asi. Innamoratosi di Gerdhur, bellissima figlia del gigante Gymir, il dio riuscì ad averla solo con l’aiuto del fedele amico Skirnir, al quale prestò un cavallo alato e una spada magica, forgiata dai Nani artefici del sottosuolo, proprio per sostenere i numerosi duelli e le lotte contro i giganti Wani, parenti della bella Gerdhur. Rientrato in possesso della spada magica e del cavallo alato, Freir li perse nuovamente. Così nel giorno del Ragnarök (fine del mondo), quando avverrà la preannunciata cruenta lotta fra dèi e Giganti F. sarà il primo a soccombere, proprio perché inerme (v. Gullimburs).
FREKI (Germani, Scandinavi). Uno dei due lupi di proprietà di Odino; l’altro si chiamava Geri. Secondo l'”Edda”, Odino dava il cibo ai suoi due lupi, mentre egli si nutriva di idromele e bevevasolo vino.
FREYA v. Freia.
FREYR v. Freir.
FRIGG (Germani, Scandinavi). La più importante divinità femminile dei popoli nordici. Il suo nome perdura in “Freitag”, nome che i Tedeschi danno al venerdì (inglese “Friday”). Se ne deduce che i nordici, seguendo l’esempio dei Romani, dedicarono i giorni della settimana agli dei. F. quindi, derivando da “Freitag” (“Dies Veneris”), ebbe culto come dea dell’Amore; in seguito divenne dea della casa e della felicità coniugale. Secondo ricerche più accurate, F. era sposa di Odino e madre degli Asi Balder, Bragi, Hermödhr, Thor e Tyr. Era venerata come la Grande Madre del genere umano, apportatrice di felicità e fecondità. Dimorava nel castello Wingolf, assistita dalla fedele Fulla, vigilatrice dei suoi favolosi gioielli, e da Flyn e Gna, messaggere degli dèi.
FRISSO (Greci). Figlio di Atamante e di Nefele, fratello di Elle. Perseguitato da Ino, seconda moglie del padre Atamante, si salvò con la sorella Elle, fuggendo in groppa al montone dal Vello d’oro donatogli dal padre. Giunto nella Colchide, fu accolto dal re Eete, il quale, dopo aver ucciso il montone, ne appese la pelle a un albero della foresta sacra ad Ares, mettendovi come guardiano un drago. F. sposò poi Calciope, figlia di Eete, ma fu ucciso dal suocero. (Confer Ovidio, “Fasti”, III.)
FRONTIDE v. Polidamante.
FUFLUS (Etruschi). Remota divinità etrusca con culto a Populonia (antica Fufluna). Dall’Etruria il suo culto passò a Roma, dove ben presto fu sostituito con quello del dio Libero.
FUGA (Romani). Allegoria romana onorata come divinità insieme con lo Spavento e il Terrore; faceva parte del corteo di Marte nelle battaglie più violente.
FULGURATOR (Romani). Epiteto di Giove quale Signore della Folgore. I Romani gli eressero un tempio sul Campidoglio.
FULLA (Germani, Scandinavi). Ancella e custode dei gioielli di Frigg, moglie di Odino; personificatrice dell’abbondanza.
FURIE v. Erinni.
FURINA (Romani). Oscura dea romana corrispondente alla prima delle Erinni greche; pare che avesse un sacerdote particolare detto “Flamen Furialis”. Ebbe un tempietto a Roma.
FYLGJA (Germani, Scandinavi). Il doppio spirituale di ogni individuo, destinato a unirsi all’anima ed a rimanere immortale. Può materializzarsi per proteggere l’individuo di cui è parte. Nelle leggende nordiche, specie in quelle germaniche, il F. è un essere spirituale che può assumere la forma o il corpo di un congiunto per tutelare e predire l’avvenire. Corrisponde alla Fravashi persiana (v. Sezione seconda.)