IA (Greci). Figlia di Atlante, la quale, per aver soccorso Eracle in punto di morte, dagli dèi fu mutata in una violetta.
IACCO (Greci). Antico dio greco, spesso confuso con Dioniso, con Demetra e talvolta con Persefone. Pur non possedendo templi, la sua immagine era venerata in Eleusi, dove il 19 del mese di Boedromione (settembre, ottobre) veniva portata in processione fra canti, danze e tripudio di folla.
IADI (Greci). Ninfe delle fonti e delle paludi, figlie di Atlante e di Etra. Secondo Esiodo, erano cinque: Fesile, Coronide, Cleia, Feo, Eudora. Si cita anche Ambrosio. Dagli dèi furono trasformate in stelle per aver nutrito Dioniso infante sul monte Nisa. I Greci le chiamarono Piovose perché al loro sorgere iniziava la stagione delle piogge. I Romani le denominarono “Suculae” (Porcellini) poiché la loro costellazione aveva parvenza d’un branco di porcellini. Secondo altri mitologi, le I. furono poste tra le costellazioni quando morirono di dolore per la morte dell’adorato fratello Iante, sbranato da una belva. (Confer Virgilio, “Eneide” III; Stazio, “Tebaide”, IV.)
IALE (Greci). Una delle Ninfe al seguito di Diana.
IALEMO v. Gialemo.
IAMBE v. Giambe.
IAMIDI v. Iamo.
IAMO (Greci). Famoso indovino, figlio di Apollo e di Evadne, da lui si vantavano di discendere gli Iamidi che esercitavano l’arte divinatoria in Olimpia nel terzo secolo d.C.
IANA o GIANA (Romani). Fu in origine il nome della dea Diana, da cui derivò il nome definitivo.
IANTE 1. V. Iadi. 2. V. Ifi.
IANUA (Romani). Nell’antica Roma era la porta della casa; di solito si chiamava “Foris” e aveva un solo battente, oppure “Biforis”, a due battenti; di rado a quattro, “Quadriforis”. Dio custode delle porte romane era Giano (“Ianus”).
IAPI o IAPIGE (Greci). Figlio di Iaso, amato da Apollo, che gli donò le erbe medicinali per prolungare la vita del padre. I. seguì Enea in Italia e lo guarì da una brutta ferita infertagli da Turno.
IARBA v. Didone (sezione seconda).
IAROVIT (Slavi). Divinità guerriera venerata da alcune popolazioni slave. Da molti studiosi viene identificata con Dazbog, dio del Sole d’Oriente.
IASIONE (Greci) Figlio di Elettra e di Zeus, fratello di Dardano. Unitosi con la dea Cibele, ne ebbe i Coribanti; avrebbe amato anche Demetra, che gli generò Pluto, dio della Ricchezza, e Filomelo, inventore del carro e dell’aratro. A differenza del fratello Dardano, che emigrò in Frigia e vi fondò Troia, I. rimase in patria per amore di Demetra, sfidando l’ira di Zeus che per questo amore lo fulminò. Demetra trasformò I. nella costellazione di Boote.
IASO 1. V. Giaso. 2. V. Anfione.
IBRIS (Greci). Presunta madre del dio Pan, che lo avrebbe avuto da Zeus. Altri vogliono che Pan fosse figlio di Crono e di Rea e fratellastro di Zeus.
ICARIO (Greci). 1. Contadino dell’Attica cui Dioniso, in segno di gratitudine per l’ospitalità ricevuta, rivelò il segreto per fare il vino. Desideroso di divulgare i pregi dell’inebriante bevanda, I. ne offrì ai suoi pastori, i quali, ubriacatisi e credendo di essere stati avvelenati, uccisero I. e lo gettarono nel pozzo. Sua figlia Erigone, col fedele cane Mera, ne ripescò il cadavere, ma, vintadalla disperazione, s’impiccò a un albero. Dioniso come punizione del misfatto inviò nell’Attica una terribile pestilenza che fece impazzire tutte le fanciulle; poi, impietosito dalla sorte dei suoi protetti mutò I. nella stella di Arturo (v. Boote), Erigone in quella della Vergine e il cane Mera in quella del cane. 2. V. Leucippe. 3. V. Ippocoonte. 4. V. Tindaro.
ICARO (Greci). Figlio di Neucrate e di Dedalo, col quale fuggì da Creta e dal Labirinto, dov’erano stati rinchiusi da Minosse, valendosi di ali incollate con la cera; ma essendosi I. elevato troppo in alto, il sole liquefece la cera ed egli precipitò nel mare che da lui prese il nome di Icario.
ICELO v. Morfeo; v. Oneiros.
ICETAONE (Greci). Uno dei figli di Laomedonte, re di Troia, fratello di Priamo e di Issione.
ICNEA (Greci). Epiteto comune a Nemesi, dea della Vendetta, e a Temi, dea della Giustizia, considerate dee persecutrici dei colpevoli.
ICORE (Greci). La linfa vitale che scorre nelle vene degli dèi; è più fluido del sangue ed è incorruttibile.
ICOVELLAUNA (Celti). Dea dei Celti, raffigurata con tre teste; corrisponde alla dea greca Ecate.
ICTIOCENTAURI o ITTIOCENTAURI (Greci). Nome che i Greci attribuivano ai Tritoni, mostri con la parte superiore del corpo di forma umana, le zampe anteriori di cavallo e la parte inferiore del corpo come quella dei pesci.
IDA (Greci). 1. Montagna della Frigia, resa famosa da Omero con il Giudizio di Paride; ai suoi piedi sorgeva la città di Troia. 2. Monte dell’isola di Creta dove sarebbe nato Zeus, figlio di Rea, che lo nascose lassù per sottrarlo al padre Crono, che aveva la pessima abitudine di divorare i figli. 3. Ninfa figlia di Melissa, la nutrice di Zeus; avrebbe dato il nome all’omonima montagna di Creta. 4. V. Idas.
IDALIA “accento acuto sulla prima a” (Greci). Epiteto di Afrodite derivatole da Dalin, zonamontuosa dell’isola di Cipro, cantata dai poeti col nome di Idalio.
IDAS o IDA (Greci). Eroe della Messenia, figlio di Afareo e fratello di Linceo. Invaghitosi di Marpissa, la contese ad Apollo in un duello; Zeus intervenne a sedare la zuffa e stabilì che la fanciulla scegliesse da sola il preferito. Marpissa scelse I. e dai due nacque Cleopatra che andò poi sposa a Meleagro. Insieme col fratello Linceo, I. prese parte alla caccia di Calidone e alla spedizione degli Argonauti. Morì fulminato da Zeus perché in una lotta per liberare le Leucippidi, loro promesse spose rapite dai Dioscuri, uccise Càstore, mentre Polluce uccise Linceo. (Omero, “Iliade” IX; Pindaro, “Nemea”, X; Ovidio, “Fasti”, V; Apollodoro, “Biblioteca”, I-III.)
IDEA (Greci). Soprannome che i Greci diedero a Cibele per via del monte Ida nella Frigia dove I. Cibele aveva un tempio famoso.
IDEO “accento grave sulla e” (Greci). 1. Figlio di Darete e fratello di Fegeo; notissimo guerriero troiano che, in lotta contro Diomede, fu salvato da Efesto, il quale lo avvolse nella nebbia e l’involò. I. si stabilì in seguito sul monte Ida, dove istituì i Misteri della Frigia. (Omero, “Iliade”, V.) 2. V Dardano.
IDHUNN (Germani, Scandinavi). Dea nordica della Gioventù e dell’Immortalità, sposa di Bragi, dio della Saggezza, figlio di Odino e di Frigg. Conserva in un vaso le mele d’oro che faranno ringiovanire gli dèi invecchiati. Quando il gigante Thiassi, istigato da Loki, rapì I. e la portò nel suo castello (Thrymheim) le rughe del volto del dio scomparvero immediatamente.
IDIA “accento acuto sulla seconda i” (Greci). Figlia di Oceano e moglie di Eete, re della Colchide, nota per essere stata la madre di Medea.
IDMONE (Greci). 1. Famoso indovino, figlio di Apollo e di Cirene; predisse e si avverò che sarebbe morto durante la spedizione degli Argonauti. 2. V. Aracne.
IDOMENEO “accento acuto sulla seconda e” (Greci). Re di Creta, figlio di Deucalione, nipote di Minosse; fu uno dei pretendenti di Elena e partecipò alla guerra di Troia con ottanta navi. Durante il ritorno dalla guerra, sorpreso da una violenta burrasca, promise a Poseidone che, se lo avesse salvato, gli avrebbe sacrificalo la prima persona che avesse incontrata; appena sceso a terra; quella persona fu il suo amico Merione, che, per tener fede alla promessa, I. sacrificò. Glidèi lo punirono mandando una terribile pestilenza fra i Cretesi, onde fu costretto a lasciare il suo regno e a rifugiarsi nella Magna Grecia; quivi fondò un nuovo impero e, terminata la guerra di Troia, regnò a lungo saggiamente. Alla sua morte ebbe onori quasi divini e uno splendido sepolcro. (Confer Omero, “Iliade”, XIII.)
IDOTEA “accento grave sulla e” (Greci). Ninfa marina figlia del dio Proteo. Accolse Menelao naufrago e gli consigliò il modo di avvicinare il crudele divino Proteo, che aveva doti divinatorie, onde farsi rivelare la giusta rotta per tornare in patria.
IDRA di LERNA (Greci). Figlia di Tifone e di Echidna; mostruoso serpente dalle nove teste, che rinascevano appena mozzate; seminava strage e distruzione nella palude di Lerna. Eracle con la sua uccisione compì la sua seconda fatica.
IDRIADI “accento acuto sulla seconda i” v. Efidriadi.
IDRIEO v. Ada.
IEROFANTE (Greci). Il supremo sacerdote dei Misteri Eleusini. Veniva scelto nella famiglia degli Eumolpidi e la sua carica durava a vita. Lo I. aveva la direzione di tutte le funzioni dei Misteri e il compito di offrire i sacrifici a Demetra.
IEROFILA v. Demofila.
IEROMONTE v. Assaraco.
IFI (Greci). 1. Fanciulla di Festo in Tessaglia, figlia di Teletusa. Avendo il padre giurato che, se la moglie avesse generato una femmina anziché un maschio, avrebbe soppresso la neonata, Teletusa fu costretta a nascondere al marito il sesso di I.; ma quando I., ormai adulta, fu dal padre destinata come sposo alla bella Iante, la madre, disperata, implorò l’aiuto degli dèi; questi, mossi a pietà, trasformarono I. in un giovane maschio e le nozze furono celebrate. 2. V. Anassarete.
IFIANASSA 1. V. Pretidi. 2. Ifigenia, secondo Omero.
IFICLO (Greci). Figlio di Alcmena e di Anfitrione, fratellastro di Eracle, che aiutò nelle sue imprese. Partecipò alla caccia di Calidone e, secondo Apollodoro, morì, combattendo contro Ippocoonte, usurpatore del regno di Sparta (v. Protesilao).
IFIDAMANTE (Greci). Nome di uno dei figli di Busiri o Busiris, gigante mostruoso e ferocissimo.
IFIGENIA (Greci). Figlia di Agamennone e di Clitennestra. Doveva fatalmente essere sacrificata ad Artemide, irata contro Agamennone che le aveva ucciso una cerbiatta e la dea per punizione gli aveva mandato una bonaccia che bloccò in Aulide le navi pronte a salpare alla volta di Troia; ma mentre Agamennone si disponeva a sacrificare la figlia, fu trattenuto da Artemide stessa, la quale intervenne sostituendo I. con una cerva; avvolta poi la fanciulla in una nube, la trasportò in Tauride, dove la elesse sua sacerdotessa. Oreste, fratello di I., coll’ausilio dell’amico Pilade, ricondusse la sorella in Grecia, portando con sé anche il simulacro di Artemide, che l’Oracolo di Delfi gli aveva ordinato di trafugare e riportare in Attica. Secondo un’altra versione, I. fu davvero immolata e Agamennone per questo misfatto fu ucciso da Clitennestra appena ritornato dalla guerra di Troia. (Confer Igino, “Favole”, XCVIII.)
IFIMEDIA “accento acuto sulla e” (Greci). Figlia di Triopénte e moglie di Aloeo. Bagnandosi nell’Oceano, rimase fecondata dal seme di Poseidone e diventò madre di Oto ed Efialte.
IFINOE “accento acuto sulla seconda i” v. Pretidi.
IFITO (Greci). Figlio di Eurito, re di Tessaglia, fratello di Iole; Eurito promise di dare in sposa la propria figlia Iole a chi l’avesse vinto nel tiro con l’arco; Eracle vinse la prova; ma, non avendo Eurito mantenuto la promessa, lo uccise. Più tardi, quando I. cercò di ritrovare dei buoi che gli erano stati rubati, sospettando una vendetta di Eracle, andò da lui a cercarli; Eracle, offeso, l’uccise. Per questo fatto gli dèi lo punirono con una schiavitù di tre anni presso la regina Onfale.
IFTIME “accento acuto sulla seconda i” (Greci) Ninfa che, secondo la leggenda, si accoppiò con Ermes e generò i Satiri, divinità campestri per metà uomini e per metà capre.
IFURO (Celti). I Galli davano questo nome al loro Inferno.
IGEA (Greci). Figlia di Asclepio e di Epione; secondo alcuni moglie di Asclepio. Personificazione della Salute e dell’Igiene. In origine veniva onorata accanto ad Apollo; in seguito fu associata ad Asclepio col quale fu spesso raffigurata nei rilievi e nelle monete. A Roma fu venerata col nome di “Salus” e di “Valetudo”.
IGGDRASIL v. Yggdrasil.
IGNOTI DEI v. Consenti Dèi.
IGUVINAE TABULAE v. Hontus Jovius.
ILA (Greci). Figlio di Teodamante, re di Misia. Argonauta amico di Eracle. Invaghite della sua bellezza, le Ninfe lo rapirono e lo resero immortale; Eracle, per cercare il diletto amico, abbandonò l’impresa degli Argonauti; le ricerche furono inutili e l’eroe, per non aver fatto ritorno alla nave, fu deriso dai suoi compagni.
ILARIA (Greci). Una delle figlie di Leucippo, rapita da Castore quando era già fidanzata di Linceo. Fu anche sacerdotessa di Artemide.
ILEO (Greci). Centauro che durante la caccia al cinghiale Calidonio tentò di usare violenza alla cacciatrice Atalanta. Per tanto ardire fu ucciso da Eracle.
ILIA “accento acuto sulla prima i” v. Rea Silvia.
ILIA MUROMETZ (Slavi). Temerario eroe slavo dotato di forze soprannaturali; visse per trentatré anni in una capanna solitaria, costrettovi da una paralisi; quando miracolosamente guarì, grazie a un infuso di erbe offertogli da alcuni vagabondi, I. compì eccezionali imprese col suo cavallo alato e col suo arco dalla mira infallibile.
ILIONOA “accento acuto sulla seconda o” (Greci). Una delle numerose figlie di Priamo, sposa del crudele Polimestore, re dei Traci. Avrebbe accecato e ucciso il marito, colpevole della morte del loro figlio Deifilo.
ILISSIADI “accento acuto sulla terza i” (Greci). Attributo delle Muse, derivato da Ilisso, piccolo fiume dell’Attica, lungo le cui rive avevano un santuario.
ILIZIA “accento acuto sulla seconda i” (Greci). Dea delle partorienti, figlia di Zeus e di Era, talvolta accomunata alle dee Demetra, Afrodite o Artemide, considerate sotto l’aspetto materno. Ebbe culto a Delo, Atene e Sparta; nelle immagini I. appare come una donna velata con in mano una fiaccola. I Romani la identificarono con “Juno Lucina” (Confer Omero, “Iliade”, XI-XVI.)
ILLO (Greci). Figlio di Eracle e di Deianira. Obbedendo all’ultimo desiderio del padre morente, sposò Iole, ex amante del padre, e si rifugiò in Atene per sfuggire alla persecuzione di Euristeo: qui edificò un tempio che poi divenne meta di tutti i perseguitati. Morì per mano di Echemo, re di Tegea, quando con altri Eraclidi lottò per la sovranità del Peloponneso.
ILO (Greci). Figlio di Troe e di Calliroe, pronipote di Dardano, fratello di Assaraco e di Ganimede; fu il fondatore di Troia e fece costruire la rocca di Ilio. Secondo la leggenda, Zeus, per manifestare il suo gradimento, gli fece trovare davanti alla tenda il famoso Palladio, talismano della città.
ILONONE v. Cillaro.
ILYN v. Frigg.
IMBRIO v. Medesicarte.
IMENE o IMENEO (Greci). Dio del matrimonio, figlio di Apollo e della ninfa Calliope; per altri, di Dioniso e di Afrodite-Urania. Giovane ateniese di bellissimo aspetto, che per avere liberato dai corsari alcune fanciulle ottenne di sposare la donna da lui desiderata. L’unione si rivelò tanto felice che I. da allora in poi fu invocato dagli Ateniesi come dio tutelare delle nozze. Famosi sono rimasti i canti nuziali di Catullo in onore di I. (“Carmi”, LXI). (Confer Omero, “Iliade”, XVIII; Ovidio,”Metamorfosi”, X )
IMEROPA “accento acuto sulla e” (Greci). Una delle Sirene, propriamente quella che ha una voce che suscita desiderio.
IMEROS “accento acuto sulla i” (Greci). Divinità astratta del seguito della dea Afrodite; a lei si rivolgevano quanti erano assaliti dal desiderio amoroso.
IMEZIO “accento acuto sulla e” (Greci). Epiteto di Zeus, derivatogli dal monte Imetto, presso Atene, dove a Zeus era consacrato un tempio.
IMNO v. Entoria.
IMPORCITOR “accento acuto sulla prima o” (Greci). Divinità agricola dei Romani, che presiedeva all’ultima aratura fatta dopo la semina (“imporcitor” era colui che gettava il seme; “porcae” erano i solchi)
INACO (Greci). Il più antico re di Argo, figlio dell’Oceano e di Teti; sposò la ninfa oceanina Melia e ne ebbe Foroneo, Egialeo, Io e Argo. I. fece scaturire nell’Argolide un fiume che da lui prese il nome; si adoperò per introdurre nei suoi territori il culto di Era.
INCUBO (Romani). Appellativo che i Romani davano a Fauno perché si credeva che penetrasse nelle case per tormentare gli uomini con sogni angosciosi o con apparizioni demoniache. Tale credenza si riscontra presso quasi tutti i popoli. Nella mitologia greca l’I. ha nome Efialte, in quella germanica Alpe-Mahr, in quella babilonese Alu.
INDECH v. Fomori.
INDIGETI DEI (Romani). Per i Romani erano gli eroi divinizzati dopo la morte; classificati tra le divinità minori, proteggevano solamente i luoghi dove erano stati assunti fra gli dèi. I più noti degli I. o Dèi Patri sono Enea, Romolo, Fauno, Vesta.
INDIGITAMENTA (Romani). Formule in uso fra i Romani per invocare ogni singola divinità in modo preciso e con tutti gli epiteti appropriati: tali formule venivano preparate dal Pontefice Massimo e custodite gelosamente per impedire che i nemici, impossessandosene e pronunciandole al momento opportuno, ottenessero, contro i Romani, l’aiuto delle divinità cui la formula era diretta.
INFERI DEI (Romani). Nome che i Romani davano a tutte !e divinità occulte dell’Ade, dell’Erebo, dell’Orco, del Tartaro e dell’Averno (quali Plutone e Proserpina, sovrani degli Inferi) e i ministri che con loro governano (le Furie, le Pene, il Timore); altre divinità inferiori (come Carna, Larenta, Laverna, Tarpeia) e alle ombre dei defunti (come i Lari, le Larve, i Geni, i Mani). Agli D. I. i Romani dedicarono le feste “Ferialia” e le “Parentalia”, che si celebravano dal 13 al 21 febbraio.
INFERNO (Greci, Romani). Detto anche Ade, Erebo, Orco, Tartaro; dimora dei trapassati.
INFERNO GERMANO-SCANDINAVO (Germani, Scandinavi). Nell'”Edda” di Snorri si nominano: l’I. Helheim, regno e dimora della dea Hel; il Nastrandir, luogo orrendo, colmo di serpenti morti, che emettono dalla bocca bava velenosa, dove sono puniti gli assassini gli spergiuri e i seduttori; e il Niflheim, detto anche Regno della nebbia, in cui sprofondano le radici dell’albero sacro Yggdrasil.
INO (Greci). Figlia di Cadmo e di Armonia, sorella di Semele; sposò Atamante, re d’Orcomeno, che per lei aveva ripudiato la moglie Nefele, madre di Frisso e di Elle. In odio ai figli di Nefele, I. indusse il marito a sacrificare agli dèi i due ragazzi per far avere ai propri figli, Learco e Melicerte, il trono di Orcomeno. Venuto a conoscenza della perfidia della moglie, Atamante, in preda al furore, uccise il piccolo Learco avuto da I. e si avventò su di lei per farne scempio, ma I., con l’altro figlio Melicerte in braccio, si gettò in mare. Ambedue furono mutati in divinità marine. Secondo un’altra versione, Atamante avrebbe ucciso Learco su mandato di Era, gelosa di Zeus, amante di Semele. Sotto il nome di Leucotea I. ebbe culto a Megara, a Corinto e a Cheronea. I Romani la identificarono con Albunea e con “Mater Matuta” e le resero onore come protettrice dei naviganti e dei porti. (Omero, “Odissea”, V; Stazio, “Tebaide”, I, III.)
INSITOR (Romani). Divinità agricola presso i Romani; tutelava la semina e la potatura degli alberi.
INTERCIDONA “accento acuto sulla seconda i” (Romani). Dea minore dei Romani, preposta al taglio dei boschi; venerata dai falegnami e dai carpentieri, proteggeva i taglialegna.
INTERDUCA (Romani). Epiteto che si dava a Giunone per implorare protezione sulle giovani spose quando lasciavano la casa paterna per quella maritale.
INVIDIA (Romani). Divinità allegorica presso i Romani. Figlia della Notte, rappresentata vecchia e disgustosa, con lo sguardo torvo, la pelle livida e piena di grinze. (Ovidio, “Metamorfosi”, II.)
IO (Greci). Figlia di Inaco, re di Argo, sacerdotessa di Era. Per aver amato Zeus, I. da Era fu trasformata in giovenca e affidata alla custodia di Argo, mostro dai cento occhi; Ermes per incarico di Zeus uccise Argo ed Era infuriata rese folle I., la quale percorse tutta la terra, finché giunse in Egitto, dove Zeus le ridonò forma umana e la rese madre di Epafo, divenuto poi re dell’Egitto e fondatore di Menfi. (Confer Virgilio, “Eneide”, VII; Stazio, “Tebaide”, VI; Luciano, “Dialoghi”, VIII.)
IOBATE o GIOBATE “accento grave sulla o” (Greci). Re della Licia. Dal genero Preto gli fu mandato Bellerofonte perché lo facesse morire; I. non rispettò l’ordine e mandò il giovane a combattere contro la Chimera e le Amazzoni; compiute lodevolmente queste imprese, Bellerofonte si guadagnò la fiducia di I., il quale, come premio, gli diede in sposa la propria figlia Filonoe e lo lasciò erede del suo regno.
IODAMA v. Itono.
IOLAO (Greci). Figlio di Ificlo, nipote di Eracle e fido compagno di costui; seguì l’eroe in numerose imprese e lo aiutò ad uccidere l’Idra di Lerna (seconda fatica di Eracle). Partecipò alla spedizione degli Argonauti e alla caccia del cinghiale Calidonio. Morto Eracle I. combatté a fianco degli Eraclidi contro Euristeo e poi con i superstiti emigrò in Sardegna, dove morì.
IOLE (Greci). Figlia di Eurito, re di Tessaglia; Eracle la contese al padre in una gara di tiro all’arco; ma poiché Eurito non seppe perdere, l’eroe l’uccise e si portò via I. Deianira, moglie di Eracle, se ne ingelosì e provocò la morte del marito servendosi della veste avvelenata di Nesso. Prima di morire l’eroe fece sposare I. a suo figlio Illo.
IONE (Greci). Frutto dell’unione di Creusa, moglie di Xuto, con Apollo. Condotto a Delfi I. divenne sacerdote del tempio; riconosciuto dalla madre, che lo aveva abbandonato da piccolo, fu da leiportato via e riadottato. I. divenne poi re di Atene e capostipite della stirpe Ionica.
IONEO v. Euterpe; Reso.
IORD (Germani, Scandinavi). Divinità nordica, personificazione della Terra Madre; ricordata come presunta genitrice del dio Thor.
IÖRMUNGAND o JÖRMUNGAND (Germani, Scandinavi). Mostruoso serpente che, secondo le leggende eddiche, abbraccia un territorio rotondo e piatto, detto Midhgardh, formatosi dal corpo esanime del gigante Ymir. In origine I. era un Gigante, nato da Loki; subì quella metamorfosi dopo aver combattuto e vinto gli Asi dell’Asgadhr. Perirà per mano del dio Thor il giorno del Ragnarök.
IOSSO (Greci). Figlio di Melanippo, nato da Teseo, e di Perigine o di Perigone; stabilitosi nella Caria, divenne in seguito il capostipite degli Iossidi.
IPERBOREI “accento acuto sulla o” (Greci). Favoloso popolo che pare vivesse ai confini settentrionali del mondo in perenne gaudio e senza invecchiare mai. Veneravano Apollo perché ogni anno il dio vi si recava in visita.
IPERENORE “accento grave sulla seconda e” v. Sparti.
IPERIONE (Greci). Uno dei dodici Titani, figlio di Gea e di Urano; in origine fu soprannome del dio Elios. Personificava la luce forse perché assieme a Eurifaessa I. generò i figli Elios, Selene ed Eos.
IPERMNESTRA “accento acuto sulla seconda e” (Greci). 1. Primogenita delle cinquanta figlie di Danao. Disubbidendo al padre, che aveva imposto alle figlie di uccidere i rispettivi mariti durante la prima notte di nozze, I. risparmiò lo sposo Linceo nel sonno; per questo fatto il padre Danao voleva farla lapidare; ma fu salvata dal popolo di Argo. 2. V. Anfiarao.
IPNOS v. Hypnos.
IPPALCO (Greci). Uno dei figli di Pelope e Ippodamia.
IPPALETTRIONE (Greci). Essere fiabesco metà cavallo e metà gallo. Ogni tanto veniva cavalcato da Poseidone. Molti studiosi concordano nel definire I. più che un essere mitologico a sé stante, un frutto della fantasia dei Greci, stimolata da analoghi animali fantastici di provenienza orientale.
IPPASO v. Miniadi.
IPPEO v. Tespio.
IPPIA (Greci). Attributo di Athena, quale dea amante dei cavalli.
IPPIO (Greci). Sia i Greci che i Romani diedero questo appellativo a Nettuno e a Marte, ritenuti grandi domatori di cavalli.
IPPOCOONTE (Greci). Figlio di Ebalo e della ninfa Batea. Con il concorso dei figli tolse il trono di Sparta ai fratellastri Icario e Tindaro. Eracle lo eliminò e restituì il governo della città a Tindaro.
IPPOCRENE v. Pegaso.
IPPOCRENIDI v. Muse.
IPPODAMIA (Greci). 1. Figlia di Adrasto, re di Argo e moglie di Piritoo. Fu causa della famigerata lotta tra Centauri e Lapiti, esplosa durante il suo banchetto nuziale, quando il centauro Eurizione, in preda ai fumi del vino, tentò di rapirla; la terribile zuffa è spesso ricordata dai mitologi perché causò la sconfitta e la morte di numerosi Centauri, nonché l’involontario ferimento del buon Chirone da parte di Eracle. 2. Figlia di Enomao, re dell’Elide e moglie di Pelope; tra i numerosi figli ebbe Atreo, Tieste, Pitteo e Trezene. (Confer Igino, “Favole”, LXXXIV; Apollodoro, “Biblioteca”, II.) 3. V. Briseide.
IPPOLITA (Greci). Regina delle Amazzoni (detta anche Antiope), figlia di Ares e dell’amazzone Otrere. Dal padre ebbe in dono un meraviglioso cinto riccamente ornato di fregi d’oro, che suscitò l’invidia della figlia di Euristeo, Admeta; costei impose ad Eracle di andare a prenderlo; per impossessarsene, l’eroe dovette lottare con le Amazzoni e con I. stessa, uccidendola (sesta fatica di Eracle). Secondo un’altra versione, I. fu rapita da Teseo col quale generò poi Ippolito; le Amazzoni, per vendicare il ratto della loro regina, mossero guerra ad Atene e I., che combatteva accanto al marito, morì in battaglia. (Confer Virgilio, “Eneide”, XI; Stazio, “Tebaide”, XII.)
IPPOLITO (Greci). 1. Figlio di Teseo e dell’amazzone Ippolita (detta Antiope). Per aver rifiutato l’amore della bella matrigna Fedra, seconda moglie di Teseo, fu da costei accusato presso il padre di aver attentato alla sua virtù. Teseo le credette e, distrutto dal dolore, bandì il figlio da Atene, pregando Poseidone di compiere la sua vendetta. E così, mentre I. Si allontanava per Trezene, un toro infuriato atterrì i suoi cavalli, i quali lo trascinarono tra gli scogli, dove il giovane trovò un’orrenda morte. Per la tradizione, I. fu resuscitato da Asclepio, su preghiera di Artemide, alla quale il giovane aveva fatto voto di castità, e fu portato nel Lazio, dove regnò col nome di Virbio. Dopo essere resuscitato sposò Aricia. (Confer Virgilio, “Eneide”, VII; Ovidio, “Metamorfosi”, XV.) 2. V. Giganti.
IPPOLOCO v. Bellerofonte; Filonoe; Glauco 3.
IPPOMEDONTE (Greci). Figlio di Nisimaco e Metidice, nipote di Adrasto; fu uno dei sette re che mossero guerra a Tebe.
IPPOMENE (Greci). Eroe della Beozia, figlio di Merope e sposo di Atalanta, assieme alla quale fu mutato in leone.
IPPONA v. Epona.
IPPONOO “accento grave sulla prima o” (Greci). Vero nome di Bellerofonte, ossia domatore di cavalli.
IPPOTE (Greci). 1. Per Omero è il Padre dei Venti, abitante nelle isole Eolie. 2 Una figlia di Pèlia.
IPPOTOONE v. Aba.
IPPOTOONTE (Greci). Figlio di Poseidone e di Alope; abbandonato dalla madre appena nato, fu nutrito da una giumenta; trovato poi da alcuni pastori, da costoro fu allevato fin quando Teseo, ucciso Cercione, nonno materno di I., offri a lui la signoria di Eleusi. In seguito il giovane fu amato da Afrodite.
IPSIPILE (Greci). Figlia di Toante, re dell’isola di Lemno. Quando gli Argonauti approdarono nella sua terra, I. si invaghì di Giasone e con lui generò due figli: Toante junior ed Euneo. Accortasi che le donne dell’isola uccidevano tutti gli uomini di Lemno perché infedeli (le Lemniadi erano incorse nell’ira di Afrodite che le aveva condannate a emanare un fetore insopportabile che costrinse i loro mariti a non avere più rapporti sessuali con esse), I. salvò il proprio padre nascondendolo a Chio; poi, per sottrarsi al furore delle altre donne, fuggì anche lei; presa dai pirati, fu venduta a Licurgo, re di Tebe; costui le affidò in custodia il piccolo Ofelte; ma, per essere venuta meno al suo dovere di tutrice, I. Fu rinchiusa in prigione, donde tu poi liberata dai propri figli Toante e Euneo.
IRENE v. Eirene.
IRIA “accento acuto sulla prima i” (Greci). Ninfa dell’Arcadia, madre di Cicno. Vinta dalla disperazione, si annegò nello stesso lago Canope, in cui si era ucciso il figlio; da allora il lago si chiamò I.
IRIDE o IRIS (Greci). Figlia di Taumante e della ninfa oceanina Eléttra (secondo Esiodo, sorella delle Arpie); personificava l’arcobaleno. Come messaggera di Zeus e di Era, poteva scendere sulla terra con le sue ali d’oro oppure recarsi negli abissi marini e nell’Ade. Qui ella scese per riempire con l’acqua dello Stige una coppa d’oro utile agli dèi per i loro patti solenni nell’Olimpo. Secondo alcuni autori, I. fu sposa o amante di Zeus. Rappresentata come una bella donna alata, con veste multicolore cosparsa di numerose gocce di rugiada in cui si riflette il sole. (Confer Virgilio, “Eneide”, IV; Ovidio, “Metamorfosi”, XI; Omero “Iliade”, III.)
IRIEO (Greci). Fondatore re di Iria, figlio di Poseidone e di Alcione. Agamede e Trofonio, famosi architetti, gli costruirono la Casa del Tesoro, cinta da un’efficiente difesa contro i ladri.
IRIS v. Iride.
IRMENSUL o ERMISUL (Germani, Scandinavi). Nome che gli antichi Scandinavi davano a un enorme tronco d’albero ritenuto il puntello della terra. Con lo stesso nome i Sassoni della Westfalia veneravano un idolo che aveva tratti in comune con Marte. In onore di I. i sacerdoti frustavano i codardi e i pavidi nelle battaglie e, in virtù del potere di magistrati, condannavano gli sconfitti per inettitudine. L’idolo fu distrutto da Carlo Magno, nell’anno 772.
IRMINE v. Augia 2.
IRO (Greci). Mendicante dell’isola di Itaca, messaggero dei pretendenti Proci. Allorché Ulisse tornò a Itaca travestito da mendico, I. incitato dai Proci, lo sfidò; Ulisse con un formidabile pugno l’uccise. (Confer Omero, “Odissea”, XVIII.)
IRPACEA “accento acuto sulla e” (Greci). Nome della bambina nata dall’unione di Borea con Clori, figlia del dio fluviale Fasi, al quale Borea l’aveva rapita.
ISANDRO v. Bellerofonte; Filonoe.
ISCHI v. Coronide.
ISIDI o IWIDI (Germani, Scandinavi). Geni della mitologia germanica, abitatori degli alberi; una specie di Driadi.
ISMENE (Greci). Figlia di Edipo e di Giocasta, sorella di Antigone e Polinice. Secondo alcuni mitologi I. sarebbe stata figlia di Euriganéa, moglie di Edipo dopo il suicidio di Giocasta.
ISMENIO v. Caanto.
ISOTTA (Celti). Celebre eroina, il cui nome celtico era Essylt. Il suo fantastico amore per Drystan è alla base di un’antica leggenda irlandese, che ispirò a Wagner la celebre opera “Tristano e Isotta”.
ISSEUTERIA “accento acuto sulla seconda e” (Greci). Epiteto di Tiche, dea della Fortuna; le deriva dal vischio, uno dei suoi attributi (in greco “ixos”).
ISSIONE (Greci). Figlio di Flegias, re dei Lapiti, padre di Iritoo; sposò Dia, figlia di Deione, promettendo ricchi doni di nozze. Poiché non mantenne la promessa, Deione gli rubò i cavalli; I. per vendicarsi lo invitò a casa e lo fece precipitare in una fornace ardente. Poiché si pentì, Zeus gli perdonò l’omicidio e lo invitò alla mensa degli dèi; insuperbito, l’ingrato cercò di avere l’amore di Era, ma la dea lo raccontò a Zeus e il dio, irato, gli mandò una nuvoletta (Nefèle) dalle sembianze di Era. Mentre I., beffato, giaceva con essa, Zeus lo sorprese e lo fece legare da Efesto e da Ermes a una ruota rovente destinata a girare in perpetuo nelle profondità dell’Ade. Dall’amplesso della nuvola (Nefèle) con I. nacquero i Centauri. (Confer Tibullo, “Carmi”, I, III; Ovidio, “Metamorfosi”, IV; Stazio, “Tebaide”, IV.)
ITALO (Romani). Presunto figlio di Telegono e Penelope oppure di Circe (secondo Igino, “Favole”). Avrebbe regnato sugli Enotri e fondato il Tuscolo e Preneste, dando poi il suo nome all’Italia.
ITEA “accento acuto sulla e” (Greci). Una delle Danaidi.
ITERDUCA (Romani). Divinità minore romana, patrona dei viaggiatori. Molto probabilmente è stata confusa con “Interduca”, epiteto di Giunone.
ITH (Celti). La principale divinità dell’oltretomba irlandese; venerata insieme con Bile, altra dea importantissima dell’aldilà celtico.
ITI o ITILO v. Aedone.
ITIS v. Filomela.
ITOMATE (Greci). Soprannome dato a Zeus per via del monte Itome nella Messenia, dove il dioaveva un meraviglioso tempio.
ITONO (Greci). Re della Ftiotide, da alcuni mitologi ritenuto il padre di Athena; per questo nella Tessaglia, Athena era venerata col nome di Itona. Un’altra figlia di I., Iodama, sarebbe stata soppressa dalla dea irata.
ITTIOCENTAURI v. Ictiocentauri.
IUBAR (Romani). Epiteto che i Romani davano a Espero, figlio di Giapeto e fratello di Atlante. Veniva chiamato anche Fosforo.
IUGA (Romani). Soprannome di Giunone quale dea protettrice dei coniugi.
IULO v. Ascanio.
IUNO (Romani). Genio femminile cui la donna romana si affidava dalla nascita alla morte. Ogni donna aveva il suo I., come ogni uomo aveva il suo “Genius”.
IUPPITER v. Giove.
IUVENTAS (Romani). Dea romana personificatrice della Giovinezza e simbolo della perenne forza giovanile dello stato romano. Come divinità allegorica fu introdotta a Roma nel terzo secolo a.C. e le vennero dedicati parecchi templi fra cui uno meraviglioso sul Campidoglio. Aveva tratti in comune con la greca Ebe.
IWALDR (Germani, Scandinavi). Capostipite dei Nani neri secondo i miti nordici (v. Sindri).
IWERIDD (Celti). Favolosa regina irlandese, sposa del dio Llyr e madre dei giganti Bron e Manannan.
IWIDI v. Isidi.