KAIROS (Greci, Romani). Definizione greca della Buona Occasione e del Momento Propizio; divinità allegorica di sesso maschile. I Romani la chiamarono “Occasio” e la considerarono di sesso femminile. Mentre i Greci rappresentavano K. come un adolescente con le calcagna alate nell’atto di sollevarsi sulla punta di un piede, quasi a significare che il momento propizio è veloce e fugace, i Romani raffiguravano “Occasio” come una donna nuda col ciuffo sulla fronte e calva dietro la nuca, con un piede sollevato e l’altro poggiato su una ruota per indicare il rapido sparire dell’occasione propizia.

KALENDARIS (Greci). Epiteto di Era, considerata dea del calendario.

KAMIRO (Greci). Figlio di Rodoe e del dio Sole, discendente dai primi abitatori dell’isola di Rodi (i Telchini). Con i fratelli Jaliso e Lindo spartì l’isola e fondò molte città, alcune delle quali serbano il loro nome tutt’oggi.

KAR o KER (Greci). Il termine significa Fato; pare sia la controparte femminile di Thánatos. Forse in origine era la dea cretese delle Api, simboleggiante la morte nella vita. Eschilo ne “I Sette contro Tebe” dà il nome di K a una Sfinge. Il suo culto, abbastanza diffuso, fu in seguito assorbito da Artemide Caria.

KARA (Germani, Scandinavi). Valkiria, detta anche Sigrunn; sposò il mitico eroe nordico Helgi. Quando egli morì, K. vedeva spesso e di notte l’ombra di lui.

KARPO v. Carpo.

KASMILOS v Cabiri.

KAUKIE (Lituani). Geni minuscoli cui i Lituani offrono cibi per propiziarseli quali custodi delle loro ricchezze.

KEKRAFOS (Greci). Uno dei tre figli di Rodoe e del dio Sole, discendente dai Telchini. Gli altri due erano Kamiro e Lindo.

KER v. Kar.

KERAUNOS (Greci). Divinità del Fulmine, sparita dal Pantheon greco con l’avvento di Zeus, in veste di dio delle Tempeste.

KERES v. Chere.

KERI (Greci). Nome osco di Cerere.

KHARITES v. Cariti.

KHARUN o CHARUN (Etruschi). Genio malefico in cui credevano gli Etruschi; in origine fu uno dei Geni della Morte.

KIKIMORA (Slavi). Una delle divinità domestiche presso gli Slavi, particolarmente venerata dai Russi.

KIRNIS (Slavi). Divinità agricola preposta ai fruttetti; proteggeva la crescita e la maturazione delle ciliegie.

KISSOS (Greci). Epiteto di Bacco cui era sacra l’edera.

KRASOPANI (Slavi). Dea slava dell’Amore venerata in Moravia; veniva chiamata anche la Bella Signora e si rappresentava sopra un cocchio trainato da due cigni o da due colombi.

KRODO (Celti). Una delle più importanti divinità presso i Sassoni; preposta al tempo e al mutar delle stagioni. Nelle immagini appare come un uomo dall’aspetto venerando che ha una ruota sulla sinistra e un cesto colmo di fiori e di frutta sulla destra. Il suo culto, molto esteso in Sassonia, sussisteva ancora durante il regno di Carlo Magno.

KROK v. Libuse.

KRONOS v. Crono.

KUASER v. Quaser.

KUPALA (Slavi). Notissimo dio slavo della Gioia. Durante le feste in suo onore, che cadevano in giugno, i fedeli facevano abluzioni, forse perché il termine K., derivando dalla radice del verbo che significa bagnarsi, è connesso con l’acqua. K. ebbe culto anche come dio del Fuoco e delle Erbe. Nel corso delle feste si offrivano al suo simulacro piante magiche e rare, con preferenza per la felce, poiché, secondo la leggenda, nel giorno della festa di K., essa dava un fiore purpureo, dallo splendore abbagliante, che veniva custodito da Geni spaventosi; il temerario che riusciva a coglierlo acquisiva il potere di comprendere il linguaggio dei fiori.

KURWAICZIN (Slavi). Dio dei campi e degli armenti, in particolar modo degli agnelli appena nati.

KVASIR v. Quaser.

KYDOIMOS (Greci). Divinità astratta, personificazione del Caos e del disordine che regnava negli eserciti armati durante una battaglia.