RÄ v. Sole.

RACIO (Greci). Re di Caria, sposo dell’indovina Manto, dalla quale ebbe un figlio, anch’egli indovino, Mopso.

RADAMANTO (Greci). Figlio di Zeus e di Europa, fratello di Minosse e di Sarpedonte. Per aver ucciso incidentalmente un suo fratello, abbandonò la natia Creta e si rifugiò nelle Cicladi; poi in Beozia, dove conobbe la vedova di Anfitrione, Alcmena, che sposò. I Greci ricordano R. per le giuste leggi che diede ai Cretesi, per la sua saggezza e per molte altre sue virtù; per tutto questo Zeus, dopo morto, lo elesse, insieme con Eaco e Minosse, giudice dell’Ade (Confer Virgilio, “Eneide”, VI; Stazio, “Tebaide”, VIII.)

RADEGAST (Slavi). Dio dell’Onore e della Potenza, venerato dai Sorbi e dai Vindi, detto anche Rosvodiz e osannato come dio della Guerra. Nelle iconografie appare con due facce, una umana e l’altra leonina, e con una scure doppia in mano

RAGNARÖK (Germani, Scandinavi). Termine islandese che sta per Crepuscolo degli dèi o fine del mondo nordico; una specie di giudizio finale di cui tanto si parla nelle leggende nordiche. Nel giorno del R., dèi e uomini periranno tutti, assaliti da giganti, mostri e demoni, loro secolari nemici; quel giorno fatale inizierà con un’alba radiosa annunciata dal mitico gallo Gullimkambi, che sveglierà Odino con tutti gli dèi Asi per battersi in un conflitto mostruoso a cui parteciperanno il terribile serpente Jörmungand, il lupo Fenrir, e il perfido Loki. Odino morirà per primo, seguito da tutti gli altri; poi, quando la razza umana sarà annientata e travolta dalla violenza della natura rinascerà un nuovo mondo, brillerà un nuovo sole e la terra si ripopolerà; rinasceranno Balder, che comanderà al posto di Odino, i figli del grande dio Thor e tutti i grandi Asi del Midhgardhr. I due unici scampati, Lif e Lifthrasir, usciranno dal tronco del frassino Yggdrasil, dove si saranno rifugiati per scampare all’immane catastrofe, e ripopoleranno il nuovo mondo.

RAGYD v. Valkirie.

RAMNUSIA (Greci). Nome che si dava a Nemesi per un tempio famosissimo che la dea aveva a Ramno, distretto dell’Attica.

RAN o RANA (Germani, Scandinavi). Divinità marina, moglie di Aegir, il Nettuno germanico; catturava i naviganti con una rete e Aegir li faceva annegare. Dimorava in un palazzo in fondo al mare dove, con le sue nove figlie, le Ondine, raccoglieva gli annegati. I nordici assegnavano a R. la variabilità delle onde del mare.

RATAINICZA (Slavi). Divinità della casa venerata dagli antichi Russi; proteggeva anche il bestiame nelle stalle.

RATATÖSKR v. Yggdrasil.

RAVNEGUD o REVNEGUD (Germani, Scandinavi). Il termine sta per Re dei corvi, epiteto attribuito a Odino, con riferimento ai due corvi, Eluginn e Muninn, appollaiati sulla sua spalla pronti a volare sulla terra per riportare al dio notizie dal mondo degli uomini.

REA (Romani). Sacerdotessa romana amata da Eracle cui generò Aventino, che lasciò il proprio nome all’omonimo colle di Roma.

REA v. Cibele.

REA SILVIA (Romani). Detta anche Ilia; vestale che, unitasi con Marte, generò i due gemelli Romolo e Remo. Secondo una delle tante versioni, R. S. nacque da Numitore, re di Albalonga. Quando Amulio detronizzò suo fratello Numitore, costui costrinse R. S. a farsi vestale per estinguere la discendenza del fratello; divenuta madre ad opera del dio Marte, Rea fu imprigionata e dopo la nascita dei due gemelli, mandata a morte per ordine dello zio Amulio; il suo cadavere fu poi gettato nell’Aniene, dove il dio fluviale lo raccolse e gli restituì la vita. Un’altra versione del mito fa di R. S. una figlia di Enea, detta anche Ilia, forse per riallacciare le origini di Roma alla città di Troia.

RECARANO (Romani). Nome del pastore che uccise Caco (e non Ercole, come narra la leggenda).

RECO (Greci). Uno dei Centauri uccisi da Atalanta.

REDARATOR (Romani). Divinità minore dei Romani; presiedeva alla seconda aratura dei campi.

REDICULO o REDICULUS (Romani). Dio romano che aveva il potere di ricacciare i nemici prima di una battaglia. Sarebbe stato questo dio a indurre Annibale, che si accingeva ad assediare Roma, a far marcia indietro. I Romani gli eressero un tempio nei pressi di Porta Capena.

REGIN v. Gram; Sigfrido.

REGINA (Romani). Epiteto di Giunone quale regina degli dèi. Gilmone R. aveva una statua sull’Aventino, che poteva essere toccata solo da uno dei sacerdoti addetti al suo culto.

REITHIA (Romani). Antichissima divinità italica venerata dai Veneti.

REMO v. Romolo.

RERIR v. Wolsung.

RESO (Greci). Re di Tracia, figlio di Ioneo e della musa Euterpe, o di Strimone e Tersicore. Si alleò con i Troiani portando con sé i suoi stupendi cavalli bianchi, perché un oracolo aveva vaticinato che se i due animali avessero bevuto l’acqua dello Xanto, Troia non sarebbe caduta; ma la notte stessa del suo arrivo, R. fu assalito da Diomede e da Ulisse che lo depredarono dei preziosi cavalli bianchi e lo uccisero. (Confer Omero, “Iliade”. X; Virgilio, “Eneide”, I; Catullo, “Carmi”, LV.)

RETENORE “accento acuto sulla seconda e” (Greci). Compagno di Diomede, valoroso a Troia. Per aver disprezzato il culto di Afrodite, al suo ritorno dalla guerra venne mutato in uccello.

RETO (Greci). 1. Centauro figlio di Issione e della nuvola Netele; innamoratosi di Atalanta, ma non corrisposto, decise di rapirla con l’ausilio del compagno Ileo e di usarle violenza; ma Atalanta, dal fondo della grotta dove si era rifugiata, li fermò ferendoli entrambi con le sue frecce infallibili. In seguito R. e Ileo furono massacrati da Driante nella zuffa esplosa al banchetto nuziale dei Lapiti. (Confer Ovidio, “Metamorfosi”, XII.) 2. Uno dei Giganti che prese parte alla lotta contro gli dèi dell’Olimpo; fu ucciso da Dioniso dopo averlo terrorizzato col raglio di un asino, animale sconosciuto ai Giganti.

REVNEGUD v. Ravnegud.

RHIANNON o RIANNON (Celti). Moolie di Pwyll, signore dell’oltretomba celtico; collaborava con lo sposo nel giudicare le anime dei defunti.

RIMYR o RYMIR (Germani, Scandinavi). Gigante nocchiero destinato al timone della nave Nagelfari che trasporterà il carico dei morti dopo la catastrofe universale; il battello navigherà grazie alla spinta delle onde provocate dal serpente Jörmungand che cinge il Midhgardhr.

RINDA (Germani, Scandinavi). Dea della Terra Universale, che, unitasi con Odino, generò Vali, dio della Primavera.

RINOCOLUSTE “accento acuto sulla u” (Greci). Buffo epiteto di Eracle, trovato su di una statua a lui innalzala nei dintorni di Tebe; il termine significa Spaccatore di nasi.

RISTA (Germani, Scandinavi). Coppiera di Odino; insieme con Mista mesceva al dio il Nettare degli dèi.

RISUS (Romani). Una delle divinità minori del Pantheon romano; personificava la Felicità e la Gioia.

RIVERENZA (Romani). Divinità astratta ritenuta figlia dell’Onore e della Maestosità.

ROBIGO (Romani). Antica divinità latina preposta alla difesa del grano dalla ruggine; i Romani le dedicarono due templi alla periferia di Roma e le feste “Robigalia”, istituite da Numa Pompilio. A R. che, era ora di sesso maschile ora di sesso femminile, venivano sacrificate pecore e cagne che dovevano avere pelo rossiccio per simboleggiare il colore della ruggine.

ROD (Slavi). Antica divinità russa che con la Rozanice tutelava le generazioni umane. Come dee del destino le Rozanice corrispondono alle Parche latine.

RODI o RODO (Greci). Figlia di Poseidone e di Anfitrite; diede il suo nome all’isola di Rodi, resa famosa dal culto che si prestava ad Athena e al favoloso Colosso, simulacro del dio Sole. Unitasi poi con Elios, R. generò sette maschi, che divennero eccellenti navigatori. Tenagi, il più geniale dei sette, fu soppresso dagli altri fratelli, gelosi della sua superiorità.

RODIA (Greci). Nome di una delle numerose Oceanine.

RODO v. Rodi.

RODODATTILO “accento acuto sulla a” (Greci). Omero dà questo appellativo ad Eos, Dio dalle rosee dita.

RODOE (Greci). Figlia di Poseidone e di Elalia, sorella dei Telchini, primi abitanti di Rodi. Andata sposa al dio Sole, generò Kekrafos, da cui discesero Jaliso, Kamiro, e Lindo, primi fondatori delle città rodiesi che ancor oggi portano i loro nomi.

RODOPE “accento acuto sulla prima o” (Greci). Moglie di Emo, re della Tracia.

ROIO v. Stafilo.

ROMA (Romani). Dea personificatrice della Città Eterna, deificata nell’epoca imperiale da Augusto che l’associò al proprio culto. Alla dea R. furono dedicati templi e statue in molte città dell’Impero. Il suo culto, unitamente a quello di Augusto, si estese in Grecia e nell’Asia Minore. Nelle rappresentazioni è molto simile a Minerva; in suo onore fu istituita una festa inconcomitanza con le “Palilia”, feste che si celebravano il 21 aprile per l’anniversario della fondazione di Roma.

ROMOLO (Romani).. Figlio di Marte e della vestale Rea Silvia, figlia di Numitore, re di Albalonga; gemello di Remo. I due fratelli furono gettati nel Tevere; ma, salvatisi miracolosamente, furono allattati da una lupa e poi raccolti dal pastore Faustolo, che li fece allevare da sua moglie Acca Larenzia. Divenuti grandi, uccisero l’usurpatore Amulio, loro zio materno, e rimisero sul trono lo spodestato nonno Numitore. Secondo la leggenda, Numitore concesse a R. e Remo il permesso di fondare una città nel luogo dove erano stati abbandonati; ma, venuti a contesa per via del tracciato delle mura e per il nome da dare alla città, R. uccise Remo, chiamò la nuova città Roma e si autoproclamò re. Per popolare la città vuota R. fece rapire le donne sabine durante le feste “Consualia” (Ratto delle Sabine); i Sabini allora, capeggiati dal loro re Tito Tazio, mossero guerra a Roma. Stremati dalle lotte, R. e Tito Tazio si accordarono per la pace e regnarono insieme fondendo i due popoli in un unico stato. Morto Tito Tazio, R. governò da solo; guerreggiò con fortuna contro i Veienti; istituì il senato; riorganizzò l’esercito e debellò Fidene e Veio, che si erano opposte a Roma. Verso il trentasettesimo anno di vita il primo re di Roma scomparve misteriosamente nel turbine di una spaventosa tempesta scatenatasi sul Campo Marzio durante un’ispezione delle truppe. Più tardi R. fu divinizzato e il suo nome fu associato a quello di Marte e di Quirino; in seguito fu identificato con Quirino stesso.

ROSMERTA (Celti). Divinità simboleggiante la Ricchezza e l’Abbondanza venerata dai Galli; nel culto veniva associata a Teutate, dio della Guerra. Nelle iconografie appare d’aspetto muliebre con cornucopia e caduceo.

ROSVODIZ v. Radegast.

ROZANICE “accento acuto sulla a” v. Rod.

RUANA (Romani). Divinità agreste dei Romani, preposta alla conservazione del grano, venerata dai contadini e dai mietitori. La si rappresentava come una giovane donna con un fascio di spighe in braccio

RUGIADA v. Dag.

RUGIEVIT (Slavi). Dio dalle sette facce di uomo che si riunivano in un unico capo. Il suo simulacro, orribile a vedersi, fatto con legno di quercia, di proporzioni superiori a quelle di un corpo umano, era perennemente incrostato di sterco di uccelli e di nidi di rondine, che ne accrescevano la bruttezza. I Vindi del Mar Baltico lo veneravano come dio della Guerra.

RUMINA “accento acuto sulla u” (Romani). Divinità protettrice dei bambini e del bestiame durante il periodo di allattamento; nei sacrifici si offrivano alla dea vittime asperse di latte. Spesso rappresentata da una giovane donna in atto di allattare un pargolo. Le romane la invocavano per avere un bel seno e molto latte.

RUMINALE o FICUS RUMINALIS o RUMINA FICUS (Romani). Nome che i Romani davano all’albero del fico sotto il quale la leggendaria lupa avrebbe allattato Romolo e Remo; l’albero sarebbe stato poi consacrato alla dea Rumina.

RUMINO (Romani). Antica divinità latina venerata dai pastori; insieme con Rumina presiedeva alla salvaguardia del bestiame da latte.

RUNCINA (Romani). Dea minore del Pantheon romano; invocata dai contadini al tempo della mietitura e del taglio del fieno.

RURINA (Romani) Divinità agricola preposta alla coltura dei campi.

RUSALKE (Slavi). Ninfe delle acque o divinità fluviali presso i popoli slavi. Secondo una leggenda russa, sono spiriti di giovani donne morte annegate e tramutatesi poi in divinità. L’aspetto delle R. varia a seconda delle località; possono essere belle e incantatrici come le Sirene greche, oppure orrende, pallide con capelli verdi, perfide e spietate con gli uomini, che attirano per ucciderli fra spasimi e tormenti. In estate le Ninfe lasciano le acque per aggirarsi nei boschi e posarsi sui salici, rendono fertile il terreno che calpestano e si nascondono pronte ad assalire i bambini lasciati soli. R. è il nome che i Russi danno a queste Ninfe; gli Slavi del sud in genere le chiamano Vile.

RUSTICI “accento acuto sulla u” (Romani). Nome generico che i Romani davano agli dèi agricoli.

RUTULI “accento acuto sulla prima u” (Romani). Antico popolo del Lazio della stirpe dei Latini; avevano come capitale Ardea e sono ricordati nella leggenda di Enea e nelle prime guerre tra Romani e Troiani.

RYMIR v. Rimyr.