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L’immagine più bella che ho di Riga è una ragazzina di circa 10/12 anni che suona il violino. Non chiede l’elemosina. Se offri soldi, li accetta, ma lei suona. Ho gettato alcune monete nella custodia e, senza smettere di suonare, mi ha strizzato l’occhio. È stato un bel modo per salutarmi, ringraziandomi del dono, ma ero io che ringraziavo lei per la splendida musica che mi stava offrendo.
Più tardi l’ho vista a braccetto con il padre mentre rincasavano. Avevano un modo di camminare molto dignitoso, decisamente nobile.
Questa è la versione umana.
In realtà era il diavolo, l’ho riconosciuto subito e lui ha riconosciuto me.
Ci siamo salutati.


A parte questo, è stato un viaggio allucinante.
Ero con un collega delle magistrali e con un insegnante di non so quale scuola.
Erano due personaggi abbastanza bizzarri.
Il loro concetto di viaggio era fermarsi 15/20 giorni in una città, alzarsi alle 5/6 del pomeriggio, lavarsi e prepararsi per poi andare a cena sempre nello stesso posto (normalmente il primo che avevano provato) e poi via in discoteca fino alle 6/7 del mattino.
La discoteca mi annoia. Non mi diverto e non riesco a parlare con nessuno.
Dopo un po’ ho cominciato a fare cose diverse, ma ero sempre legato a loro. Così ero costretto a subire le loro assurde regole. Come, per esempio, l’esserci andati in macchina. Tre giorni di viaggio per andare e tre per tornare. Una settimana in auto, praticamente. Io l’ho trovata molto peggio della decina di ore in aereo che faccio ultimamente.
I luoghi sono composti da costruzioni molto fatiscenti.
La miseria causata da anni di regime sovietico è palpabile ovunque.
In compenso, esistono ragazze molto belle ovunque.
La loro massima aspirazione è trovare qualche italiano (o similare) che le sposi e le porti a vivere dalle nostre parti.
Conosco alcune persone che lo hanno fatto, pentendosi amaramente.
Infatti, appena arrivano, si piazzano davanti alla televisione e non fanno nulla in tutto il giorno; poi, appena trovano qualcuno più ricco, abbandonano il consorte per mettersi con l’altro, fino al giorno in cui la bellezza comincia a sfiorire e le nuove leve iniziano a prendere il loro posto (gli anni passano per tutti e di ragazze disperate ne nascono continuamente), così cominciano a ridiscendere la china.


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