Uno dei testi fondamentali della mia adolescenza, quando iniziai a interessarmi di politica, non fu Il Capitale di Marx, un volume pomposo, enormemente sopravvalutato, in cui, per spiegare un concetto semplice, venivano sprecate tre righe quando sarebbero bastate tre parole.
Fu un testo molto più semplice, scritto da un religioso e da ragazzi semianalfabeti, che si intitolava “Lettera a una professoressa”.
Ieri l’ho scaricato da un sito di e-book e ora lo sto rileggendo a campione.
La cosa che ho notato è che mi sta procurando le stesse emozioni di mezzo secolo fa.
Quel testo spiega molto bene che per comprendere il mondo non serve esprimersi, come fanno in molti, usando frasi incomprensibili e prive di significato, il cosiddetto “politichese”. Serve piuttosto semplicità, proprio come in fisica, dove per spiegare l’universo si usano le particelle elementari e non le “convergenze parallele” di un famoso politicante.
Un esempio dei profondi concetti che si possono trovare in quel libro è il seguente:
«Quando i professori videro questa tabella, dissero che era un’ingiuria alla loro onorabilità di giudici imparziali.
La più accanita protestava di non aver mai cercato né ricevuto notizie sulle famiglie dei ragazzi: «Se un compito è da quattro, io gli do quattro». E non capiva, poveretta, che era proprio di questo che era accusata. Perché non c’è nulla di più ingiusto che fare le parti uguali fra disuguali.»
La “democrazia” nel mondo occidentale è stata elevata al rango di un dio.
Tutto deve essere fatto in suo nome, è vietato criticarla (alla faccia del “mondo libero basato sulle regole”), è un dogma che giustifica tutto.
È diventata la peggior forma di religione esistente.
Resto sempre basito dalla stupidità di chi afferma: “Israele è l’unica democrazia del Medio Oriente”, come se questo bastasse a giustificare ogni abominio compiuto dallo Stato terrorista di Israele.
A parte il fatto che Israele non è una democrazia, ma una teocrazia.
Basta ascoltarli quando parlano, dove citano continuamente i loro libricini religiosi.
Ma anche se fosse una vera democrazia, sarebbe sufficiente questo per giustificare un genocidio?
Per i fanatici sembra di sì.
Nelle loro testoline bacate funziona così: “Se un resistente palestinese cerca di difendersi da un terrorista dell’IDF, allora va ammazzato perché non democratico, mentre se un terrorista dell’IDF ammazza un bambino nella culla, va premiato in quanto ‘democratico’”.
Ovviamente, l’etichetta di “democratico” viene appiccicata senza un reale riscontro e serve solo a giustificare le peggiori azioni.
Purtroppo il mondo occidentale si fonda sulla propaganda e questo attecchisce nelle menti più semplici.
In sé, non sarebbe un concetto difficile da capire.
Una cretina totale come la Pina Fantozzi ripete in modo ossessivo e compulsivo che siamo sommersi dalla propaganda russa, ma questo non ha alcun senso.
Primo, perché tutto ciò che è russo viene censurato in Europa, poi, perché se si trattasse davvero di una “feroce dittatura”, la propaganda sarebbe inutile, in quanto si fa ciò che decide il “capo”.
Chi ha bisogno del consenso popolare sono proprio i paesi che si auto-proclamano “democratichi”.
Sono loro che hanno bisogno di pecore che si recano in massa alle urne per far credere che siano loro a comandare, mentre in realtà sono solo burattini pilotati dall’ordine costituito.
Ma torniamo al concetto di “uguaglianza”, uno dei pilastri fondamentali su cui si basa la “democraziah”.
C’è un’immagine significativa che illustra quanto tale “valore” sia in realtà una puttanata.

In questa immagine si può notare molto bene cosa sia la tanto osannata “democrazia”.
Ciò che viene propagandato è il secondo spezzone dell’immagine, mentre in realtà viviamo nella prima parte.
Qui si evince molto bene il ruolo che ha avuto la propaganda di regime nel far credere che la democrazia sia la migliore forma di governo possibile.
Winston Churchill, convinto di dire una cosa intelligente, pronunciò questa frase: “È stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora”.
Perché si tratta di una cretinata galattica?
Innanzitutto, perché ha dimostrato la sua palese ignoranza storica, poi perché ha affermato la sua totale incapacità di concepire una forma di governo migliore.
Questa è la tipica frase che può essere pronunciata da chi non possiede la benché minima lungimiranza, una dote che invece dovrebbe essere alla base di ogni politico.
In sostanza, un totale incapace che viene venerato dalle menti semplici come un “gigante della politica”.
Questa è la migliore spiegazione di cosa sia la democrazia occidentale: un governo di incapaci mandato al potere da un gregge di idioti.
Ma torniamo al testo da cui siamo partiti.
Rimuovere gli ostacoli è esattamente ciò che la Costituzione prevede quando si parla di Gianni, uno studente figlio di una famiglia povera: «Tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di razza, lingua, condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impedendo il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.» (art. 3).
Scaricabarile
“Una sua collega delle medie (una mite sposina che a prima ne ha respinti 10 su 28, comunista lei e il marito, gente
impegnata) ci fece un’obiezione:
«Io non li ho cacciati, li ho solo bocciati. Se non ci pensano i loro genitori a rimandarli peggio per loro».”
Una sintesi di tutto il testo potrebbe essere questa:
“Il più commosso fu un democristiano: «Perché mai, dovrebbero essere umiliati i più dotati di intelletto e di volontà
costringendoli in una scuola dove è necessario che essi si tarpino le ali, per tenersi al volo di chi è per natura necessitato a procedere lentamente?»”
Non si chiedono come mai tutti i “piccoli geni incompresi” nascono nelle famiglie più agiate.
È cosa normale per un ateo che ha fatto della “democraziah” la sua religione, ma non lo è per un credente di qualunque altra religione che non crede in un Dio ingiusto che fa distinzioni di classe.
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