Era l’ultimo dell’anno cinese a Xi’An.
Non è come da noi, da loro è quasi tutto chiuso.
Mi salvai dai morsi della fame grazie a un McDonald’s.
Non era la prima volta che ne usufruivo anche se non mi piaceva.
È che nei normali ristoranti cinesi i menù erano scritti in cinese e non ci capivo niente.
Poi c’erano anche i servizi igienici e ne usufruivo.
Più tardi trovai una discoteca aperta.
Non mi piacciono le discoteche ma non c’era altro.
Mi sedetti su uno sgabello a bere birra.
Una guardia giurata si mise dietro di me.
Mi vedeva spaesato e probabilmente si sentiva meno solo.
Lui a lavorare e io solo a guardare la fauna locale.
A fianco alcuni ragazzi stavano festeggiando.
Dopo un po’ una delle ragazze di fianco, mi offrì una birra con un sorriso.
Io ricambiai il sorriso e ringraziai.
Più tardi andai a letto. Da solo ovviamente.
Al mattino mi svegliò Wu Quiong.
Mi disse di scendere e andare con loro.
Mi portarono a casa.
Il primo dell’anno in Cina è una tradizione.
Si mangia roba fatta a mano e mangiai i dumpling.
Sono come dei tortellini ma più grossi.
Li aveva fatti a mano la mamma medico.

Quando tornai in Italia, all’aeroporto conobbi una coppia di svizzeri anziani.
Parlammo un po’ e raccontai loro della mia esperienza.
Mi guardarono con occhi stralunati e mi dissero:
“Sono 9 anni che veniamo in Cina e nessuno ci ha mai invitato a visitare una delle loro case. Tu è la prima volta che sei qua e sei riuscito a entrare addirittura in un’occasione importante come il primo dell’anno. Ma come hai fatto?”
Sorrisi e non dissi nulla.
Quella è stata solo la mia prima volta in Cina.
Sono tornato dopo e ho vissuto esperienze davvero memorabili.
Mi piace tantissimo quel paese.
Wu Quiong (Michelle) merita una menzione speciale.
È laureata in Lingua e Letteratura Inglese e qualche anno dopo venne a fare un master nel Regno Unito.
A Natale chiesi le ferie e andai a trovarla. Sono stato suo ospite nel campus dove viveva.
40 giorni davvero memorabili.
Attualmente è tornata alla città di origine dove insegna inglese in università.
È sposata e ha un figlio di cui io sono una specie di padrino.

Grazie a lei e alla sua famiglia, ho passato dei momenti davvero indimenticabili.
A partire dalla visita al museo insieme a Michelle e suo padre, dove è conservato l’esercito di terracotta, nella città in cui è nata e vive tutt’ora: Xi’An.
È davvero impressionante, sembrano vivi, un vero esercito con statue tutte diverse l’una dall’altra.

Il padre di Michelle ha circa la mia età e fa il mio stesso lavoro, anche lui in università.

Sempre a Xi’An, girovagando di notte, ho conosciuto una famiglia povera che vendeva oggetti vari in piazza e faceva tatuaggi rimovibili.
Ero risultato simpatico alla figlia più piccola di 12 anni e lei mi aveva presentato tutto il resto della famiglia.
Di solito piaccio alle ragazzine di quell’età, mi vedono come un papà affettuoso.
È strano, ma l’unica ragazzina a cui non sono piaciuto è colei che un tempo era mia figlia.
Una sera li invitai tutti a mangiare al ristorante.
Non ricordo di preciso, ma erano circa 10/12 persone.
Spesi circa 30/40 euro, una cifra tutto sommato ridicola per averli fatti felici.
Prima di partire mi regalarono una stampa cinese che tengo appesa in camera da letto dove dormo ora e di cui vado molto orgoglioso.
Un altro venditore ambulante fece una caricatura a me e alla ragazzina.
Anche quella mi venne regalata e anche quella è appesa nella cameretta dove ho dormito per tanti anni prima che mio padre raggiungesse mia madre.
Ma questi sono solo alcuni dei bei momenti che ho vissuto in Cina.
Su Lancaster ricordo due episodi divertenti.
A pranzo andavamo in città in qualche pub dove si potevano mangiare varie cose a prezzi tutto sommato contenuti.
Il campus era leggermente fuori, ma passava all’interno un autobus abbastanza frequentemente ed era facile andare in città.
A quel tempo fumavo ancora e, siccome era vietato fumare all’interno dei pub, andavo all’esterno, proprio come facevano tutti.
Ricordo che una volta si avvicinò un tipo per chiedermi informazioni.
La faccenda mi fece ridere perché eravamo in 4 o 5, ma lui chiese proprio a me che ero l’unico italiano.
Ovvio che lui non fosse a conoscenza della mia nazionalità, ma evidentemente le mie caratteristiche somatiche quasi irlandesi lo trassero in inganno.
Un secondo episodio invece riguarda il campus.
Nell’appartamento in cui viveva Michelle, c’erano altre 4 ragazze circa della sua età.
Loro di giorno andavano a studiare in biblioteca e quindi di solito restavo solo nell’appartamento.
Una volta la settimana venivano delle signore per fare le pulizie.
La regola era che la spazzatura doveva essere portata negli appositi contenitori da parte delle inquiline e così facevano.
Tuttavia avevano conservato un numero eccessivo di bottiglie vuote e le signore delle pulizie vennero da me a lamentarsi.
Ricordo che una di loro mi fece un pistolotto di circa 10 minuti in cui non capii assolutamente nulla.
Mi limitai ad annuire.
Capii solo che si trattava di quelle bottiglie vuote.
Al ritorno delle ragazze feci presente la faccenda e le bottiglie sparirono.
Yangshuo
Qui c’è una specie di villaggio, ormai diventato un’attrazione turistica, abitato da gente che vive ancora senza quella che viene considerata “civiltà”.
Non hanno corrente elettrica e di conseguenza nulla di tutto ciò che ne deriva.
Nella cittadina avevo conosciuto, nel senso che mi avevano agganciato loro, alcune studentesse in vacanza.
Erano state loro a parlarmi di tale villaggio e insieme siamo stati a visitarlo.

Quella in foto è la regina e notai che mi osservava. Solo successivamente la guida mi spiegò che le ero piaciuto e che avrebbe gradito conoscermi.
Magari sarei potuto diventare re…
Una delle ragazze che mi accompagnava mi ricordava Bruce Lee.

Le ero risultato molto “simpatico”, forse anche troppo, peccato sia mancato il tempo per una conoscenza più approfondita.
Così come in Vietnam, anche in Cina venivo spesso fermato per strada ma con scopi diversi.
In Vietnam volevano parlare per far pratica con l’inglese, mentre in Cina volevano farsi fare una foto insieme a me.
Un esempio sono queste due ragazze di Nanjing.


Ovviamente anche qua non posso esimermi dal mettere qualche foto di meravigliosi bimbi cinesi.



