Prima di partire avevo un po’ di timore.
Me ne stavo andando tutto solo in un posto sconosciuto e in cui si parlava una lingua completamente sconosciuta, ma fortunatamente ho notato che erano paure infondate.
Con un po’ di inglese stentato ci si capiva a sufficienza.
I primi giorni a Pattaya stavo in un hotel a forma di nave.
Tutti gli hotel in cui sono stato erano molto lussuosi, ma tanto costa tutto molto poco (almeno se lo paragoniamo a quanto costa la vita da noi).

Pattaya è una specie di bordello a cielo aperto.
Ricordo che dovevo camminare per strada guardando per terra se non volevo essere abbordato da ogni ragazza che incrociavo.
Solo il primo giorno ne ho cambiate tre.
Ma allora ero più giovane e il fisico mi reggeva.
Non si possono definire prostitute. Non chiedevano soldi. È la cultura thailandese della donna che deve accudire l’uomo.
Un giorno ho voluto provare l’esperienza di uno dei tanti Thai massage che esistono.
C’era una specie di bar dove ho bevuto una birra mentre osservavo in fondo alla sala circa una trentina di ragazze su un palco.
Ognuna di loro aveva un numero appuntato sul vestito.
Con calma ho scelto quella che mi ispirava di più.
Mi ha portato in una stanzetta privata, dove un inserviente ha portato un carrello pieno di oli ed essenze varie.
Mi ha fatto sdraiare su un materassino e ha iniziato a massaggiarmi.
Solo che non si tratta di un massaggio di stile classico come conosciamo noi, il massaggio viene fatto con la vagina.
Dopo circa mezz’ora sono uscito e mi sentivo ringiovanito di almeno 10 anni.
Un’altra esperienza è stata all’Alcazar dove si può assistere a uno show molto famoso.
Le ragazze sono bellissime, delle vere modelle, forse le più belle di tutta la Thailandia.
Hanno un unico difetto: sono tutti uomini.
È il famoso detto: “Quando un uomo fa un tipico lavoro da donna, lo fa meglio”.
I thailandesi sono persone molto dolci ed educate. Il loro modo tipico di salutare, e lo fanno continuamente, è accostare le mani come se pregassero, portarle davanti al volto e inchinarsi al tuo passaggio.
Lasciavo sempre mance principesche ma in realtà donavo dei gran pezzi di carta che valevano poco o nulla, infatti la loro moneta, il Baht, è molto svalutata. Così, con la gente che si inchinava al mio passaggio e il mio elargire con “abbondanza”, mi facevano sentire un vero principe.
Ho girato abbastanza in varie città e luoghi. Ho visitato molti templi e luoghi di interesse storico, ma quello che mi è piaciuto maggiormente è stato il pernottamento in un hotel composto di casupole di legno sul fiume. È stata una bellissima esperienza dormire su un letto sotto cui, a circa un metro, scorreva l’acqua. L’illuminazione era composta da lampade a petrolio.
Lì ho conosciuto una coppia di russi. Gli facevo da interprete con il mio inglese stentato ma sembra che capissero meglio me della guida o degli inglesi che erano con noi in questa escursione.
Mi capita spesso di dover fare da intermediario fra persone che parlano male lingue diverse dalla loro e non so spiegarmi il perché dal momento che parlo solo poche parole di inglese e spagnolo.

Bella ragazza la russa, peccato non averci potuto fare un giro in quanto era accompagnata.
Qui siamo sulla ricostruzione del treno che faceva parte di un famoso episodio storico da cui è stato tratto un famoso film “il ponte sul fiume Kway”.
Quindi, come si può notare, alla fine non sono mai solo quando viaggio, anche se parto come tale.
Il momento meno piacevole è stato il soggiorno a Bangkok.
Si contende con Città del Messico e Hong Kong il primato di città più popolata nel mondo.
12 milioni di persone così concentrate sono troppe per i miei gusti.
L’unica nota positiva è stata una ragazza che mi ha portato in un tempio buddista, insegnandomi a pregare alla loro maniera.

Questo è il famoso “Buddha sdraiato”.

Questa è un’altra versione di “Buddha sdraiato”.
Anche qui non possono mancare i bimbi.


Questa foto mi piace particolarmente perché descrive molto bene la realtà tailandese.
Una ragazzina che accudisce dei bimbetti.
Nessuno di loro sorride.
La tristezza che traspare da questa foto è palpabile.
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