C’è una pièce teatrale di tanti anni fa a me molto caro.
Ve lo ripropongo.
L’ho cercato su YouTube, ma non sono riuscito a trovare una versione decente.
Forse ne possiedo una nei miei archivi, ma non ho voglia di cercarla.
Non vale la pena di fare tanta fatica per non si sa chi.

La soffitta
di Paolo Rossi

C’è una soffitta, una soffitta angusta, in una città angusta, come potrebbe essere angusta Milano.
In questa soffitta c’è un bambino che gioca, in questa soffitta arriva il papà, il papà è ubriaco e quando un papà è ubriaco rompe i coglioni…
E il papà ubriaco dice: «Cazzo, ooh! mi han fregato tutto, mi han portato via tutto!
Avevo il rock’n’roll, mi han portato via il rock’n’roll. Mi hanno dato in cambio i Simple Minds, le menti semplici.
Avevo Hegel, mi han portato via Hegel e mi hanno dato Giuliano Ferrara… avevo una R4 mi han dato una Fiat Uno con dodici pirla dentro che cantano: Fiat Uno per me, Fiat Uno per tu… ne investissero uno!
Avevo le scarpe da tennis bianche di tela mi han dato in cambio le Tòrsion Reebok: che cazzo le chiami così, che le fai a Viggiù?… Le Tòrsion, con le pompette, ma cosa sono, delle scarpe o un clistere?
Mi hanno portato via la cosa più bella che avevo: far l’amore in macchina… non c’è più posto per mettere la macchina bisogna posteggiare in terza fila… mi è toccato fare l’amore in terza fila l’altra sera, che quello in seconda fila ha finito prima mi ha detto: “Devo uscire! “Eh io no!” “Come mai?” “Perché son più generoso di lei, mi scusi”…
«Una sera che sono arrivato in tempo, sono riuscito a posteggiare in prima fila e poi non riuscivo più a uscire perché gli altri non si muovevano.
Son rimasto a scopare tutta la notte, che non è bello… quando sei obbligato! Diventa un lavoro, capisci!…»
E il bambino lo guarda…
«Mi han portato via tutto!… le gemelle Kessler, Blek Macigno, il Ciocorì, i cremini di mela cotogna…
Mi hanno portato via le idee, le cose in cui credevo… a un certo punto mi hanno detto: basta non si può credere in queste cose!»
Il bambino non capisce tutto quello che dice il padre e poi il padre non c’è quasi mai e poi il padre è sempre ubriaco.
I bambini non ascoltano i padri ubriachi e rompicoglioni… i bambini giocano…
I bambini giocano e s’inventano delle storie…
Questo bambino si raccontava delle storie… e un bel giorno da solo, in questa angusta soffitta… in una sua storia s’inventa un amico immaginario… lo fanno tutti i bambini…
E dopo un po’ alla porta di quella soffitta suonano, e arriva un bambino.
Il bambino che si racconta le storie dice: «Chi sei?» «Sono il tuo amico, mi hai inventato tu!
Sono il tuo amico immaginario.»
I due crescono assieme, si sono conosciuti raccontandosi delle storie e continuano a raccontarsele, e raccontandosele, crescono… e quando arrivano all’età giusta, incominciano a raccontarsi storie un po’ diverse.
Per esempio si raccontano la storia di una ragazza… e dopo un po’ che se la raccontano, alla porta di quella soffitta suona una ragazza…
«Chi sei?» «Sono la ragazza che avete inventato nelle vostre storie…»
E da lì i due cominciano a non essere più tanto amici come prima.
«È mia!»
«No! È mia!»
«L’ho raccontata prima io!»
«Sì ma io ci ho fatto l’amore per primo.»
«E io l’ho amata di più.»
«La ragazza non gli dà retta, entra e incomincia a raccontare una sua storia… E così dopo un po’ alla porta di quella soffitta suona un bambino.
È il figlio della storia tra i due ragazzi e quella ragazza.
Allora il primo amico dice: «Guarda che è figlio tuo»…
«No, no, sarà figlio tuo: sei tu che hai fatto l’amore per primo.»
«Sì, ma tu l’hai amata di più!»
«Allora la volete piantare!» fa la ragazza, «facciamo che il figlio è nostro così la smettete di rompere i coglioni!»
Il bambino non ci bada, il bambino ha un gran potere, racconta delle storie, e quando le racconta succede una cosa straordinaria: tutto quello che lui racconta si materializza.
Lui racconta la storia di un panino: si materializza il panino!
Lui racconta la storia di un prosecco, si materializza il prosecco!
Lui racconta una storia dove c’è un colpevole: e viene fuori il colpevole!
Poi, quando cresce, ha bisogno di amici: e si racconta delle storie dove ci sono dei bambini, degli amici… e man mano che racconta i bambini arrivano.
Sino a che la soffitta è tutta piena di bambini e di storie.
E quando nella soffitta i bambini e le storie non ci stanno più, tutti quanti escono nelle strade della città e ad un certo punto diventano tantissimi… e allora tutti questi bambini vanno dai capi della città e gli dicono: «Ora, tutto quello che voi avete portato via ai nostri padri, tutti i sogni che avete rubato ai padri dei nostri padri, noi li rivogliamo, ora, qui e subito!»
Ma questa è una storia che racconteranno altri, forse più avanti.
Speriamo.


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