Due Visioni a Confronto sull’Indipendenza e le Relazioni ai nostri giorni.
Farnticazioni di una femminarda:
Esattamente così, donne, un uomo sostanzialmente non vi serve a nulla, a niente.
Quindi se proprio proprio lo dovete avere nella vostra vita, sceglietene uno che vi un valore aggiunto, perché per servirvi vi giuro che non vi serve a nullo.
Vi faccio questa riflessione così a fine giornata sono qua nel mio letto bellissimo, stupendo così con la mia camomilla.
Mentre stamattina mi sono svegliata, ho fatto le mie cose di lavoro, le mie call di lavoro, ho dato l’indicazione alla mia assistente sul sul lavoro della giornata, ho coordinato il team sul lavoro della giornata, ho fatto una call con una delle ragazze che ho appena preso, insomma, assunto per aggiungersi al team di Glop Academy.
Sono andata a prendere il marcia con le mie amiche, siamo state lì insieme, ho fatto dei giri, ho organizzato tutti gli outfit della vacanza che io stessa mi sono prenotata e pagata per settimana prossima, una vacanza tropicale che faccio io, insomma, la mia amica na na na.
Eh, sono mi sono cucinata il mio pranzo sano, portato la mia macchina a lavare la mia macchina bellissima che io mantengo.
Sono ehm andata a prendermi un regalo, un profumo bellissimo, buonissimo, costosissimo anche, che però a me piace perché ho gusti ho gusti così, purtroppo.
Che che ci devo fare?
Ho gusti di lusso.
Vabbè, comunque io mi sono fatta questo regalo, mi sono regalata questo.
Cioè, torni a casa, dopo torni a casa, sistemi le tue cose nell’appartamento, ti vesti, ti fai bellissima, ti portano a cena e non è un uomo, sono altre tue amiche, altre cose, magari di lavoro, no?
E tu poi ti siedi a fine giornata, cioè ti metti ti sdrai a letto, dici “Io oggi, cioè ho il lavoro, ho un appartamento bellissimo vista mare, in una città bellissima, ho una macchina bellissima, faccio una vita bellissima, mi regalo quello che voglio, vado in vacanza, mi compro le cose come voglio, faccio tutto quello che voglio e tutta questa casa funziona grazie a me perché riesco comunque anche a cioè sistemare tutte le cose.
Sono arrivata a casa, sistemato, ho fatto dellevatrici, questo e quell’altro e io riesco a portare avanti tutto questo, cioè riesco a mantenermi, riesco a portare avanti prendermi cura di me, riesco a prendermi cura della casa, riesco a darmi quello che voglio, riesco a regalarmi tutto, riesco a togliermi un sfizio, cioè io posso darmi tutto e non mi serve un uomo, mi serve a niente.
Anzi, ci sono uomini che la tipologia di vita che io mi do non me la potrebbero dare.
Ahi!
quindi che significa questo?
Che gli uomini sono inutili?
No, ovviamente noi li vogliamo tanto bene.
Ovviamente gli uomini sono fondamentali, ovviamente la vita di coppia è fondamentale.
Ovviamente a lungo andare una persona dovrebbe pensare anche ad una relazione eccetera eccetera.
Insomma ci sta.
La relazione fa parte proprio della della nostra vita che noi lo vogliamo accettare, che non lo vogliamo accettare, ok?
siamo esseri umani programmati per stare proprio in una società, quindi in relazione anche con persone della società, soprattutto magari per costruire una famiglia eccetera eccetera.
Ok?
Però deve essere un uomo che aggiunge un valore alla vostra vita.
Se tu, donna indipendente, riesci a darti tutto questo da sola, ma perché mai ti dovresti prendere uno che tutto questo non se lo riuscirebbe a dare neanche da solo a se stesso?
Così diventa tuo figlio.
No, no, così ti stressa l’anima e non riesci più a lavorare, ad tue cose, no?
Così, insomma, pensi e mi sta tradendo, non mi sta tradendo così.
No, no, no, perché una donna che fa tutte queste cose da sole non merita di di stare dietro a queste cavolate qui.
Voi meritate un uomo, a noi non ci servono gli uomini, a te non servono gli uomini.
Pertanto meriti un uomo che aggiunge un cavolo di valore alla tua vita, che te la risolve, che te la rende meno difficile, che ti calma, con il quale puoi abbassare la guardia, puoi stare tranquilla, che dà un qualcosa in più.
Nel vivace e complesso dibattito sulle relazioni moderne, capita spesso di imbattersi in affermazioni provocatorie come “gli uomini sono inutili”. Ma cosa si nasconde davvero dietro queste parole? Abbiamo analizzato due visioni opposte e complementari: quella di una donna indipendente che racconta la sua giornata tipo e quella di un uomo che decostruisce il suo messaggio, offrendoci uno spaccato affascinante e controverso della società dei nostri tempi.
La Visione di Lei: “Non Mi Serve un Uomo, Mi Serve un Valore Aggiunto”
La nostra protagonista femminile dipinge l’identikit di una donna realizzata. La sua giornata è un carosello di produttività e piacere personale: gestisce la sua accademia (Glow Academy), coordina un team di lavoro, pranza con le amiche, organizza e paga una vacanza tropicale, si prende cura della sua auto, si concede un profumo costosissimo, e trascorre la serata con colleghe o amiche. Il tutto per tornare a casa, nel suo appartamento vista mare, e sorseggiare una camomilla nel suo letto.
Il suo messaggio è chiaro e diretto: “Io posso darmi tutto e non mi serve un uomo, mi serve a niente”.
Ma attenzione, perché subito dopo arriva la precisazione fondamentale. Non è una crociata contro il genere maschile, ma un invito alle altre donne:
“Gli uomini sono inutili? No, ovviamente noi li vogliamo tanto bene. […] Però deve essere un uomo che aggiunge un valore alla vostra vita.”
La sua tesi è che una donna che ha già costruito la propria indipendenza economica, abitativa e sociale, non dovrebbe accettare un uomo che non sia in grado di offrirle qualcosa in più. Un uomo che, al contrario, diventi un peso da gestire, un “figlio” da accudire o una fonte di stress, non farebbe altro che peggiorare una vita già piena e soddisfacente. La parola chiave è “valore aggiunto”: serenità, supporto, alleanza, qualcosa che renda la vita meno difficile e non più complicata.
La Visione di Lui: “Siete Ottime Consumatrici, ma Chi Costruisce il Mondo?”
La risposta maschile non si fa attendere ed è altrettanto tranchant. L’uomo analizza la stessa giornata tipo e vede un tratto comune: tutte le attività descritte sono di consumo personale, non di produzione. Da qui parte la sua critica, supportata da dati e riferimenti culturali.
- La donna come consumatrice, l’uomo come provider: Sostiene che quando le donne fanno soldi, diventano consumatrici (l’80% dei consumi è in mano femminile), spinte da acquisti emotivi e impulsivi. Quando gli uomini fanno soldi, tradizionalmente, diventano “provider” per una famiglia.
- L’ipergamia e il mercato delle relazioni: Le donne, migliorando la propria condizione, cercano uomini di livello pari o superiore (ipergamia). Questo restringe drasticamente il bacino dei maschi “idonei” a meno del 10%. Questi pochi, però, hanno l’imbarazzo della scelta e spesso preferiscono non impegnarsi.
- La propaganda culturale: L’uomo individua una strategia, iniziata negli anni ’60, volta a ridicolizzare e devirilizzare la figura maschile per tenere le donne single e trasformarle in consumatrici più attive. Cita esempi come Beyoncé (il cui messaggio di indipendenza stride con la sua scelta di restare con Jay-Z dopo un tradimento), Homer Simpson, Peter Griffin e, in Italia, programmi come Camera Caffè o cantanti come Elodie e Annalisa, che esaltano una donna potente e un uomo debole e rimpiazzabile.
- Il paradosso: La sua stoccata finale è un paradosso amaro: la donna che si vanta della sua indipendenza vive in una casa, guida una macchina, usa uno smartphone e si allena in palestre che sono state costruite, progettate e mantenute da… uomini. Uomini “normali” che, se fossero vissuti 40 anni fa, avrebbero trovato una compagna, ma che oggi vengono eclissati perché non riescono a raggiungere gli standard elevati richiesti.
Il Punto d’Incontro (e di Rottura)
Entrambe le visioni concordano su un punto: l’uomo medio fatica a trovare il suo posto.
- Lei dice: “Non ho bisogno di un uomo medio. Se voglio stare con qualcuno, deve essere eccezionale per me.”
- Lui dice: “Le donne sono state spinte a diventare indipendenti e a disprezzare l’uomo medio, che però è lo stesso che costruisce la società in cui vivono. Il risultato? Single più ricche ma più sole, e uomini normali esclusi dal mercato delle relazioni.”
Conclusione: Verso un Nuovo Equilibrio?
Questa discussione apre uno squarcio su un disagio reale. Da un lato, la rivendicazione femminile di non dover più accettare un partner come “peso” è il frutto di conquiste sociali innegabili. Dall’altro, emerge il senso di smarrimento di una parte del mondo maschile che si sente messa da parte, non riconosciuta nel proprio contributo quotidiano e meno “tangibile”.
La sfida per le relazioni future sarà forse questa: riuscire a ridefinire il concetto di “valore”. Non più solo un valore economico o di status, ma un valore umano, fatto di cura, rispetto, complicità e supporto reciproco. Un valore che prescinda dal genere e che permetta a due individui completi di scegliersi non per bisogno, ma per il desiderio di costruire qualcosa di bello insieme, qualcosa che nessuno dei due, da solo, potrebbe avere.
Scopri di più da Zeffirino Abacuc
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
