Ecco la versione epica e malinconica, con il peso della memoria e il tramonto di un’era:
L’Elegia di Elanor
(Per coro e arpa, in modo grave e solenne)
Ascoltate, o figli della Terra che muore,
la caduta dell’oro, il declino della luce,
di colei che nacque quando l’Ombra moriva,
e portò nei suoi occhi l’ultimo riflesso di Aman.
Elanor, Elanor, fiore di Lórien morente,
sboccasti nel giorno del dolore e della gloria,
quando l’Anello si fuse nei fuochi del Fato,
e il mondo si spaccò tra ciò che fu e ciò che sarà.
Il padre tornò dai confini del fuoco,
con le mani bruciate e l’anima stanca,
e nel tuo sorriso cercò la bellezza perduta,
la luce di Galadriel, lo specchio che manca.
Ma gli Alberi Bianchi non crescono in Contea,
e il canto degli Elfi si fa sempre più lontano,
e tu, figlia d’oro, porti nella carne
il ricordo di cose che non ritorneranno.
Cresci, Elanor, cresci tra le ombre crescenti,
mentre i reami antichi sbiadiscono e muoiono,
mentre gli Argonauti partono per l’Occidente,
e i Porti Grigi chiudono le porte ai mortali.
La tua bellezza è un’offesa al tempo che passa,
un ricordo di giorni quando il mondo era giovane,
quando gli Dei ancora camminavano la Terra,
e le stelle erano più vicine, e più sante.
Elanor, Elanor, ultimo fiore dorato,
quando il padre prenderà la via del mare,
e la barca solcherà l’acqua senza ritorno,
tu rimarrai, ultima, a custodire il dolore.
Non per te i Porti, non per te la Pace,
non per te la cura del dolore del mondo,
ma per te il peso della memoria intera,
di tutto ciò che fu grande, e non sarà più.
E quando anche tu, alla fine, chiuderai gli occhi,
e il nome di Elanor sarà polvere e vento,
nella Terra di Mezzo non resterà più nulla,
dei giorni antichi, dei regni, degli Elfi.
Solo il fiore dorato, che porta il tuo nome,
forse sboccerà ancora, in qualche giardino dimenticato,
e qualcuno, forse, si chiederà il perché
di tanta bellezza in un mondo così franco.
Elanor, Elanor, elegia di ciò che muore,
figlia dell’ultimo sole, sorella del crepuscolo,
tu sei il canto finale di una terra antica,
l’ultima nota che muore nell’oscurità.
Il tono è più cupo, con riferimenti alla caduta degli Elfi, alla partenza di Sam per i Porti Grigi (evento che avviene quando Elanore è ancora giovane), e al tema tolkieniano della long defeat — la lenta sconfitta del Bene che tuttavia continua a lottare. La canzone diventa un lamento per la fine della Terza Era e l’inizio della Quarta, dove la magia svanisce e il mondo diventa “più piccolo” e meno meraviglioso.
