La preghiera del femminuccismo: “dacci oggi la nostra lamentela quotidiana”
Sembra Lercio invece è Repubblica, anche se in fondo non sono poi così distanti
L’ultima frontiera del “ce l’hanno tutti con me, sono vittima del patriarcato” si scaglia contro i terribili monopattini elettrici, l’articolo dice “un esempio di progettazione ed esperienza d’uso sostanzialmente discriminatorie per le donne”.
Mamma mia quanto è difficile essere donna nel XXI secolo! Adesso pure i monopattini sono un esempio di discriminazione, lo dice un intelligentissimo sondaggio realizzato dalla Gender Equity Commission.
Che diamine, bisogna rendere il mondo dei monopattini elettrici più giusto.
“Nel Regno Unito, Paese campione dell’indagine, il sistema stradale è considerato ostile, così come l’atteggiamento della maggioranza degli automobilisti: per il 79% delle intervistate il problema infrastrutturale è il principale ostacolo all’uso degli escooter, con grande timore quando si tratta di guidare su una carreggiata condivisa con i veicoli tradizionali. Figuriamoci in contesti come quello italiano, con poche piste ciclabili e spesso mal progettate”
Discriminazione oltre i limiti della più terrificante oppressione di genere: gli automobilisti ovviamente sono ostili nei confronti dei monopattini solo se guidati da donne, il sistema stradale è ostile alle donne mentre per gli uomini c’è una rete stradale apposita, più sicura e vietata alle donne.
“Un altro problema è il caos regolatorio: è difficile capire con esattezza come e dove è possibile condurre i mezzi (fra ZTL, zone pedonali, marciapiedi)”.
Ignobile discriminazione: le spiegazioni vengono date esclusivamente agli uomini, così le donne non capiscono
“Un ulteriore elemento di sfiducia, secondo quanto dichiarato dalle stesse intervistate, è la mancanza di spazi sicuri in cui poter impratichirsi”.
Vergognosa discriminazione: è pieno di spazi per impratichirsi riservati esclusivamente agli uomini, nemmeno uno dedicato alle donne. Tutta colpa del patriarcato
“Il monopattino è progettato per il maschio medio. Il problema principale ruota intorno al design dei mezzi e alla modalità dell’offerta. Secondo le utenti, i monopattini sono pesanti da manovrare e non hanno alcuna capacità di carico, sono giocattoloni per maschi giovani“.
Raccapricciante discriminazione: progettato per il maschio, il monopattino non ha uno specchietto per controllare il rossetto ai semafori, è scomodo salirci con i tacchi, il vento nei capelli rovina la messa in piega, l’aria negli occhi può far lacrimare e sciogliere il rimmel.
Siamo in attesa di conoscere cosa verrà inventato domattina come lamentela per la discriminazione femminile.

Fabio Nestola


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