Fra poche ore dovrò andare in ospedale per conoscere l’esito della biopsia, anche se immagino già cosa mi diranno.
Il fatto che mi abbiano telefonato fissandomi un appuntamento urgente senza la classica richiesta, come è prassi, è indice di qualcosa di poco piacevole.
Spero solo che eventuali cure che mi proporranno, se ci saranno, non siano troppo invasive.
Questo però mi ha dato lo spunto per affrontare una ricerca che avevo in mente da anni e che ora è meglio non rinviare più.
Si tratta di uno studio intitolato: Storia della Morte.
Non è ancora perfetto, ma come prima stesura può andare.

La morte non mi spaventa.
La prima volta che l’ho vista all’opera ero ancora un bambino.
Una volta l’ho persino vista.
Camminava per la strada davanti casa mia.
Si girò verso di me e mi guardò.
Non era uno sguardo che incuteva timore, era più un saluto.
Più che altro mi stava preannunciando quello che sarebbe successo.
Dopo alcuni giorni venni ricoverato in ospedale.
Tre giorni in coma.
Ricordo il momento del risveglio.
Una ragazza che lavorava in ospedale mi teneva la mano e, appena mi vide aprire gli occhi, mi disse: “Ciao, Ivano”.
Poco dopo arrivò un infermiere e mi chiese come stavo.
Gli risposi: “Come vuoi che stia? Sono in un letto in rianimazione, con un coso di plastica che mi avvolge la testa, sparandomi ossigeno, e sento rimbombare tutto. Ho una flebo al braccio e un altro aggeggio al dito”.
Lui mi rispose: “Non ti lamentare, sei entrato morto. Non avrei scommesso un centesimo su di te. Ora sei un fiore al confronto”.
A quel punto iniziai a capire cosa era successo.
“Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti”. Gv 20, 9.

Non mi preoccupa lasciare questo posto, sono davvero molto stanco.


Mi spiace solo se non riuscissi a terminare alcune cose ancora in sospeso per garantire un futuro degno di essere vissuto alla mia famiglia.
Spero di avere ancora un po’ di tempo per sistemare i sospesi, almeno in parte.

Tempo fa, anche se non ricordo esattamente in quale occasione, ho citato la leggenda di Samarra.
Poiché è in sintonia con l’argomento, ho pubblicato un’analisi approfondita sull’argomento.
È una delle tante storie che avrei voluto raccontarvi per farvi addormentare, ma purtroppo non mi è stata concessa questa opportunità.
Del resto, sono molti i desideri che non ho potuto realizzare, e questo è solo uno di essi.

Questa mail è troppo lunga, soprattutto perché non sono neppure sicuro che verrà letta.
Ma, come tutto ciò che vale la pena di essere salvato, verrà memorizzato in un archivio su Obsidian.
Esistono più copie su più computer, compresa una in Cloud.
Magari un giorno qualcuno troverà e leggerà questo archivio, così anche questa mail non sarà stata sprecata.
Di sicuro voi due non ci farete una bella figura, ma è un problema vostro.
C’è però un fattore che può tranquillizzarvi: il dominio “miselli.org” con il relativo contenuto va rinnovato e pagato ogni anno, quindi alla mia dipartita scomparirà con me.
Certo, esistono dei backup, ma non sono di consultazione immediata e bisogna saperci fare per ricostruire il contenuto.
Il che significa che è fuori dalla vostra portata.


Ho un’ottima notizia per voi: potete acquistare una buona bottiglia di “méthode champenoise” per festeggiare.
Immagino che non siate esperti di vini, quindi vi consiglio un Moët & Chandon Rosé, l’unico che sa davvero di vino.
Il costo si aggira sui 54 euro, ma ne vale la pena, inoltre bisogna festeggiare la splendida notizia.
Se il prezzo vi sembra eccessivo, non preoccupatevi, vi offro io una bottiglia a testa, o per meglio dire, a zucca; il termine “testa” nel vostro caso è esagerato.
Cosa si festeggia?
L’esito della biopsia.
Su una scala da 6 a 10, dove 6 rappresenta il caso meno grave e 10 il peggiore, ho ottenuto un punteggio di 9.
Per poco non sono riuscito a conquistare la medaglia d’oro.
Ora, però, non si sa se sono operabile, bisogna vedere se il cancro è diffuso.
Dovrò fare una PET per capire quanto mi resta da vivere.
Mi hanno chiamato poco fa e mi hanno fissato l’appuntamento per il giorno 15 maggio 2026.
Nulla di nuovo però, avevo già accennato alla cosa nel post “Rivincita di Natale”.
Scommetto che non lo avevate capito.
Anche qui è tutto nella norma.
Che non siate particolarmente arguti è un dato di fatto.

Che cosa succederà ora? Non lo so, lo scopriremo dalle analisi successive.
In ogni caso, voglio che sia chiaro che non desidero la vostra presenza in nessun caso, né in caso di ricovero ospedaliero né in caso di funerale.
So bene che non avevate alcuna intenzione di partecipare, ma è bene ribadirlo per evitare fraintendimenti.
Se potete, evitate anche di venire a visitare la mia tomba, ammesso che sia in Italia e non, come spero, a casa mia sull’isola.
Non ho mai considerato questa casa, in cui vivo ora, come davvero casa mia.
Era la casa di vostro nonno, costruita e pagata da lui e non perdeva mai occasione per rinfacciarmelo.
Era una brava persona, ma purtroppo non era molto intelligente e, come il frocetto scemo, anche lui subiva le manipolazioni della parassita ladra.
Sono davvero molto stanco, almeno dopo morto vorrei poter riposare un po’, non vorrei ritrovarmi costretto a uscire dalla tomba per sputarvi in faccia.
Anche perché non sarebbe molto dignitoso per me mostrarmi a voi tutto putrescente e pieno di vermi che si nutrono dei miei resti.

Oggi una vostra parente mi ha chiesto: “Da quanto tempo sei in rotta con loro?”
Sbagliato, non sono mai stato “in rotta” con loro, sono loro che sono “in rotta” con me.
A ognuno le proprie responsabilità. Troppo comodo dare la colpa agli altri delle proprie scelte.
Ogni tanto qualcuno mi dice: “Era una persona schifosa, una parassita ladra e come manipolava il suo burattino e tuo padre contro di te”.
Lo avevano capito tutti, tranne il burattino scemo.
Non che l’altra sia messa meglio.
Anche lei può vantarsi di un indottrinamento da oscar e di non aver mai capito un cazzo.
Due vite sprecate di cui non posso certo andare orgoglioso.

Comunque, se vorrete festeggiare, ditemi dove far consegnare le bottiglie e, come ho sempre fatto, manterrò l’impegno preso.
Un ottimo momento sarebbe stato oggi, la notte di Valpurga, ma, come al solito, nessuno di voi due ha avuto il coraggio di confrontarsi con me.
Eppure sono pur sempre vostro padre, anche se io ho smesso da tempo di considerarvi miei figli, e non per colpa mia, ma siete troppo stupidi per capirlo.
Cosa temete?
In fondo, la vostra inutile esistenza è terminata da tempo.
La femmina è morta da vari decenni per colpa mia, almeno così racconta in giro. Come può un fantasma avere paura dei vivi? Di solito è il contrario.
Il maschio, si fa per dire, non ha le palle per essere considerato tale: è sempre stato solo un frocetto nelle mani della sua padrona, la parassita ladra.


Di Lilina avevo parlato qui:

https://www.miselli.org/extra/2025/02/bohol/

Oggi è arrivata la statuetta di Lilith che avevo acquistato.

Sono arrivati anche tre nuovi mazzi di tarocchi.

Ora il cassetto dei mazzi di carte è quasi pieno, devo smetterla di comprarne altri.

Sarebbe anche il caso che mi decidessi a fare l’inventario, in modo da distinguere i mazzi di tarocchi dalle carte da gioco normali.
Spero solo mi resti il tempo per farlo.


Per fortuna, però, al mondo ci sono anche brave persone.
Siamo stati invitati a pranzo da una famiglia di amici marocchini e abbiamo mangiato un ottimo couscous.

Ci hanno anche fatto trovare una torta fatta dalla moglie.

Per Natale ci invitano sempre e di solito ci fanno le lasagne, che a me piacciono molto, ma che Flory non può preparare a casa nostra perché il forno non funziona.
La propaganda di hasbara vorrebbe farci credere che i musulmani odiano il Natale, ma non c’è niente di più falso. Sono molto religiosi e noi parliamo spesso di religione con tranquillità.
In realtà, sono i comunistelli nostrani a odiare il Natale, perché non tollerano altre religioni oltre alla loro.
Poi magari si sentono tanto “buoni” perché accolgono a braccia aperte, vitto e alloggio tutto compreso, tutti i delinquenti africani che scappano dalla galera e trovano “padroni” ai cani.
L’unica teocrazia del Medio Oriente ha gioco facile con soldatini così ottusi.


EmpatiaOssobuco con carne Halal

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kumpasimpa@gmail.com