Come si manipola una mente semplice

Rina, moglie di Benito, fratello di mio padre, l’unica parente, oltre ai suoi figli, che non ho rinnegato, mi ha raccontato una delle manipolazioni che la parassita ladra faceva al suo burattino scemo, il frocetto senza palle.
Gli raccontava che avrebbero passato dei guai a causa dei miei illeciti e reati vari, solo perché portava il cognome che io gli avevo dato, riconoscendolo come mio discendente.
A parte il fatto che anche la parassita ladra portava lo stesso cognome e non era chiaro il motivo per cui avrebbe dovuto risponderne il burattino e non la stessa parassita ladra, la parte significativa è che cercava di denigrarmi in ogni modo, presupponendo che io commettessi illeciti e reati, quando in realtà l’unica ladra era lei.
Prendeva i suoi reati e li trasferiva su di me, nel tentativo di costruirmi addosso una cattiva reputazione.
Ovviamente era tutto inventato, ma il burattino scemo ci credeva ciecamente.
Poi veniva da me a “spiegarmi” come funziona il mondo e come avrei dovuto comportarmi.
Eppure, non era difficile comprendere che stava dando retta a una psicopatica.
Sarebbe bastata una semplice conoscenza giuridica di base per capire che, anche se avessi fatto una strage, cosa che non avrei mai fatto non essendo sionista, nessuno sarebbe andato dal burattino scemo per incarcerarlo al posto mio.
Leggo e riporto dalla Treccani: “Condizione di chi deve rispondere di comportamenti penalmente rilevanti. Ai sensi dell’art. 27, co. 1, Cost., la responsabilità penale è personale, il che significa che non è possibile sostituire la persona che deve rispondere di un illecito penale.”
Ma anche in caso di illecito civile o di debiti, se per esempio perdessi un milione di euro a poker (non ho mai giocato d’azzardo in vita mia), non sarebbero mai andati dal frocetto a chiedergli di saldare il debito.
Anche in questo caso, non è chiaro perché avrebbero dovuto rivolgersi al burattino scemo e non alla parassita ladra, ma comunque leggiamo cosa dice la legge: “Il principio cardine del diritto civile stabilisce che i debiti sono personali e non si trasferiscono automaticamente ai figli. L’articolo 2740 del Codice Civile stabilisce infatti che “il debitore risponde dell’adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri”, circoscrivendo la responsabilità patrimoniale alla persona che ha contratto l’obbligazione. Durante la vita del debitore, dunque, i creditori possono aggredire soltanto i suoi beni e non quelli dei coniugi, dei figli o di altri familiari.”
Bastava fare una semplice ricerca giuridica di base e non credere ciecamente a una psicopatica che faceva di tutto per manipolarlo contro suo padre.
Eppure, il frocetto senza palle non lo ha fatto.

Storia della parassita ladra.

Per comprendere meglio il contesto, è bene fare un excursus storico.
La parassita ladra è l’ultima nata di una famiglia numerosa.
Era la più piccola e quindi veniva viziata e coccolata da tutti.
Questo ha fatto sì che diventasse una persona abituata ad avere sempre tutto ciò che desiderava.
Poi, crescendo, si è manifestato un grave problema: la sterilità.
Non poter avere figli è sempre un trauma per una donna.
Non poter procreare crea notevoli scompensi cerebrali.
Le due cose sommate hanno fatto sì che diventasse psicopatica.
Il suo astio nei miei confronti derivava dal fatto che non poteva dominarmi a suo piacimento come faceva con le cosiddette “menti semplici”.
La sua frase preferita era: “Sei la pecora nera della famiglia”.
Qui c’è la summa del suo pensiero delirante.
Non ho mai desiderato essere una pecora del gregge.
Le pecore non solo non mi piacciono, ma le disprezzo proprio.
A me piacciono i lupi, meglio se solitari.
Ed è questo che la mandava in confusione.
La plateale dimostrazione che possedeva un’intelligenza alquanto limitata.
Totalmente incapace di comprendere chi non era simile a lei e al suo burattino scemo.
Ma la parte più divertente era la seconda: la mia famiglia era costituita da mio padre e mia madre, finché erano in vita; dalle mie mogli, finché non se ne sono andate o mi hanno cacciato di casa; dai miei figli, finché non hanno abdicato al loro ruolo.
Ma lei che c’entra in tutto ciò?
Era semplicemente la sorella viziata di mio padre, non ha mai fatto parte della mia famiglia.
Quindi, il suo modo di esprimersi era completamente privo di senso.
Tutti hanno compreso questo, ad eccezione del suo burattino sciocco.

Giuro che a volte mi piacerebbe assomigliare al frocetto, ovvero non capire un cazzo ma credersi quello intelligente.

Autore

ponzio.pilato.tablet@gmail.com

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