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Allevare pecore

• Si definiscono “antifascisti”, ma censurano il pensiero altrui e approvano le limitazioni delle libertà personali.
• Si definiscono “antirazzisti”, ma sono gli unici a dare peso al colore della pelle, giudicando il prossimo in base a esso.
• Si definiscono “democratici”, ma scavalcano le elezioni e sognano la fine delle sovranità nazionali.
• Si definiscono “tolleranti”, ma attaccano con violenza chiunque non la pensi come loro, dal web alle piazze.
• Si definiscono “progressisti”, ma stanno cancellando tutte le conquiste in materia di libertà di pensiero ed equità sociale.
• Si definiscono “acculturati”, ma riscrivono la Storia a seconda della propria ideologia e accettano un unico punto di vista, il loro.
• Si definiscono “anticonformisti”, ma agiscono, parlano e pensano sempre e solo come vogliono i grandi media.
• Si definiscono “rivoluzionari”, ma hanno dalla loro parte tutta l’informazione, i grandi social, il mondo dello spettacolo e persino la magistratura.
• Si definiscono “di sinistra”, ma distruggono i diritti sociali dei lavoratori, ubbidendo a multinazionali e grandi banche.
• Si definiscono “umani”, ma sfruttano i migranti come manodopera a basso costo e lucrano sulla tratta dei nuovi schiavi.
• Si definiscono “competenti”, ma a furia di andare loro dietro l’Italia si è impoverita e deindustrializzata.
• Si definiscono “cittadini europei”, ma dell’Europa disprezzano la Storia, la cultura, le radici e i popoli.
• Si definiscono “cittadini del mondo” e amanti della diversità, ma sognano un globo in cui tutto è omologato e appiattito in nome dei mercati.

Sono la parte peggiore d’Italia e credono di essere l’esatto opposto.

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